Al Quirinale il Giorno della Memoria

Alle ore 11 la celebrazione ufficiale con il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella. Presente anche una delegazione del progetto “Tra Resistenza e Resa”, sostenuto dall’Ucebi

 

Questa mattina, alle ore 11, al Palazzo del Quirinale si svolgerà la celebrazione ufficiale della Giornata internazionale della Memoria, in occasione dell’ottantunesimo anniversario della liberazione del campo di concentramento nazista di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa nel 1945. 

L’evento rappresenta il momento istituzionale più alto delle celebrazioni italiane dedicate alle vittime della Shoah, un appuntamento che ogni anno chiama a raccolta le più alte cariche dello Stato, rappresentanti delle istituzioni, sopravvissuti, giovani, per ricordare e ribadire l’impegno contro il razzismo, l’antisemitismo e l’indifferenza. 

 

Negli anni scorsi Mattarella ha più volte richiamato l’importanza della memoria verso le nuove generazioni come presidio civico fondamentale contro odio e intolleranza. 

Alla cerimonia – a rappresentare un ponte diretto tra passato e futuro – saranno presenti: alcuni degli ultimi sopravvissuti e scampati ai campi di sterminio, tra cui Liliana Segre, Edith Bruck, Sami Modiano, le sorelle Bucci, ed un gruppo di studenti provenienti da tutta Italia che hanno partecipato al concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”, indetto dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e giunto alla sua XXIV edizione.

 

Tra gli invitati figura anche una piccola delegazione in rappresentanza del progetto “Tra Resistenza e Resa”,  promosso dalla Commissione storica dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) e dalla Fondazione Cdec-Centro di documentazione ebraica contemporanea, e sostenuto da fondi dell’8×1000 Ucebi e dalla Commissione cultura dell’Unione delle comunità ebraiche italiane (Ucei), oltre che da una significativa donazione della poetessa e sopravvissuta Edith Bruck, a cui il progetto è stato dedicato. Saranno presenti la responsabile del progetto, prof.ssa Deborah D’Auria, e due studentesse coinvolte nel percorso formativo.

 

«È un grande onore aver ricevuto questo invito – afferma D’Auria – e la nostra presenza oggi significa impegno, studio e responsabilità. Essere accanto ai nostri principali partner, come la Fondazione Cdec e l’Ucei, e alla presenza del Capo dello Stato e degli ultimi testimoni ancora in vita in Italia rafforza profondamente il senso del nostro lavoro: un impegno non solo nella conservazione della memoria, una memoria che va custodita e resa viva, ma anche un impegno civico contro l’antisemitismo, che nell’ultimo anno anche nel nostro Paese ha mostrato più volte il suo volto più fosco».