Gerar-Goshen: coltivare la speranza in Zimbabwe
Avviato con il sostegno dell’Ucebi un progetto agricolo per riparare la terra, creare lavoro e generare futuro
Alla fine del 2025 l’Ucebi, Unione cristiana evangelica battista d’Italia, nell’ambito della partnership con le Chiese battiste dello Zimbabwe, ha avviato un progetto che unisce fede, giustizia sociale e sviluppo sostenibile. Si tratta del Progetto agricolo Gerar-Goshen, un’iniziativa che nasce in un contesto complesso ma ricco di potenzialità e che rappresenta una straordinaria opportunità per le chiese battiste di fare la differenza, concretamente.
Il governo dello Zimbabwe ha infatti aperto un programma di rilancio agricolo, offrendo a soggetti affidabili ettari di terreno da coltivare. Le Chiese Battiste, con il pastore Chamunorwa Henry Chiromo – figura stimata e riconosciuta nel Paese e fiduciario della partnership con l’Ucebi – hanno ottenuto l’accesso a questo progetto statale. Al momento sono stati assegnati 8 ettari di terra, ma se l’esperienza darà buoni frutti, la concessione potrà arrivare fino a 26 ettari.
In uno Zimbabwe che un tempo era conosciuto come il granaio dell’Africa subsahariana e che oggi fatica a garantire sicurezza alimentare, questo progetto rappresenta molto più di un’iniziativa agricola: è un segno di speranza, un investimento sul futuro, una risposta concreta alla povertà e alla mancanza di lavoro.
Il nome del progetto non è casuale. Gerar e Goshen rimandano a due luoghi biblici carichi di significato, uniti dal concetto di Tikkun Olam, espressione ebraica che significa “riparare il mondo”.
Gerar è la terra in cui Isacco, nonostante la carestia, seminò e raccolse abbondantemente, “perché il Signore lo benedisse” (Genesi 26). Goshen era invece il territorio che il faraone concesse agli Israeliti perché potessero vivere e lavorare. Entrambi evocano l’idea di una terra che, quando è abitata e coltivata con giustizia, diventa fonte di benedizione non solo per pochi, ma per molti: “…e attraverso la tua discendenza tutte le nazioni della terra saranno benedette…” (Genesi 26, 4).
È proprio questo lo spirito del progetto: azioni giuste che generano vita, lavoro e dignità, contribuendo a “riparare” un mondo ferito.
Il Progetto Agricolo Gerar-Goshen si trova a Mazowe, nella provincia di Mashonaland West, una zona centrale dello Zimbabwe caratterizzata da terreni fertili, clima favorevole e accesso a risorse idriche. L’obiettivo è costruire un’azienda agricola sostenibile, diversificata e capace di generare reddito e occupazione.
L’agricoltura diventa chiave per sbloccare il potenziale economico dello Zimbabwe, per garantire sicurezza alimentare e per promuovere uno sviluppo resiliente e rispettoso dell’ambiente. La missione è altrettanto forte: favorire una vita piena nell’Africa nera attraverso pratiche agricole innovative, giuste e trasparenti.
Fin dall’inizio, la fattoria darà lavoro ad almeno cinque persone, con particolare attenzione a persone in difficoltà economica e alimentare, come gli orfani seguiti dalle chiese battiste.
Ogni progetto agricolo parte da un elemento essenziale: l’acqua. Per questo il primo passo concreto è stato l’avvio della costruzione di un pozzo. Senza acqua, la terra non può dare frutto.
Grazie all’impegno dell’UCEBI, alle donazioni delle chiese e di singoli membri, sono già stati inviati 5.000 euro per lo scavo. A breve verranno inviati altri 2.700 euro. Il costo complessivo del pozzo è di 15.000 euro: siamo quindi a metà del cammino, ma il traguardo è ancora davanti a noi.
Gerar-Goshen non è solo un progetto in Zimbabwe: è una storia che ci riguarda da vicino. È una testimonianza di come la collaborazione tra chiese, oltre i confini, possa generare cambiamento reale. È un invito a partecipare a un’opera di Tikkun Olam, di riparazione del mondo, che passa anche dalle nostre scelte e dal nostro sostegno.
Chi desidera contribuire, anche con un piccolo dono, può farlo e diventare parte di questo percorso di speranza.
Per informazioni e per sostenere il progetto è possibile contattare la pastora Antonella Scuderi all’indirizzo: [email protected]
Insieme possiamo continuare a seminare, perché da questa terra possano nascere vita, dignità e futuro.