L’opera dello Spirito del Signore
Un giorno una parola – commento a Giovanni 6, 63
Consulta oggi la parola del Signore!
II Cronache 18, 4
Gesù dice: «È lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita»
Giovanni 6, 63
Anni fa affittammo una baita in montagna, era pieno inverno, e quando arrivammo trovammo il camino spento nonostante la legna fosse accatastata con cura all’entrata. Il padrone di casa si era dimenticato di accenderlo. La casa era bellissima, quasi come quelle che si vedono nei film, però il freddo non lo dimenticheremo mai. Una volta acceso il fuoco, la baita immediatamente si riempì di calore e di vita.
Nel testo di Giovanni proposto per oggi dal Lezionario, Gesù ci ricorda che ciò che dà vita non è semplicemente ciò che è visibile, materiale o controllabile dall’essere umano. La “carne”, cioè le sole forze umane, l’impegno, la religiosità esteriore, non sono sufficienti a generare la vera vita che viene da Dio. Come la legna senza fuoco, anche ciò che è buono e ben preparato rimane freddo se manca l’opera dello Spirito. Gesù collega strettamente lo Spirito alle sue parole. E non sono parole da poco: sono “spirito e vita”. Questo significa che, quando accolte con fede, esse diventano luogo d’incontro con Dio, spazio in cui lo Spirito Santo opera, consola, corregge e rinnova.
La Scrittura non è soltanto un testo da comprendere con la mente, ma una parola viva che chiede di essere ascoltata con il cuore aperto. Questo versetto ci invita a una fiducia profonda: non dobbiamo “produrre” la vita spirituale con le nostre sole capacità. Siamo chiamati piuttosto ad accogliere, ad ascoltare, a lasciarci vivificare. Quando permettiamo allo Spirito di accendere le parole di Gesù dentro di noi, anche le stagioni più fredde dell’esistenza possono essere attraversate con una speranza nuova. È lì che la fede smette di essere solo forma e diventa vita vera. Amen.