Quando Dio scioglierà l’enigma delle nostre vite

Un giorno una parola – commento a Apocalisse 15, 4

 

Venite, cantiamo con gioia al Signore, acclamiamo alla rocca della nostra salvezza!

Salmo 95, 1

 

Tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te, perché i tuoi giudizi sono stati manifestati

Apocalisse 15, 4

 

Considerando il nostro rapporto con Dio, questo è per noi ancora il tempo dell’incertezza riguardo alla nostra fedeltà. Non può essere che così; non sapremmo infatti assegnarci da soli valutazioni definitive. Ogni volta che ci proviamo, produciamo dei veri e propri disastri umani e teologici. Se si è fedeli compiendo certe azioni, chi non aderisce è fuori, un infedele. Questo tempo in cui proviamo a vivere secondo la vocazione ricevuta, è anche un tempo opaco. Sbaglieremmo a pensare di essere dei fari per l’umanità con le nostre azioni, trasparenti messaggeri di Dio.

 

Noi attendiamo il tempo in cui Dio stesso scioglierà l’enigma delle nostre vite e rivelerà chi siamo. È questo svelamento di Dio, il dissolvimento dell’opacità, quello che fa venire a Dio tutti i popoli, in un mondo riconciliato. Le nostre azioni anche quelle più amorevoli, le nostre prese di posizione per un mondo più giusto, sono importanti anzi fondamentali ma non vanno sopravalutate. Possono produrre curiosità riguardo a ciò che ci spinge, possono anche far riconsiderare Dio, o portare alla confessione di fede di alcuni, ma saranno sempre incapaci di produrre il grande esodo dei popoli che si trovano uniti nell’adorazione di Dio.

 

La persuasione che mette in movimento verso Dio appartiene a Dio stesso e accadrà quando Dio avrà manifestato se stesso rendendo trasparente ciò che fino ad ora non lo è. La nostra testimonianza è necessaria ma non definitiva, la prospettiva inclusiva e non esclusiva, per così dire universale, è costitutiva, ma non risolutiva. Noi attendiamo la trasparenza nel rapporto con Dio che verrà da Dio stesso. Amen.