Mitterrand e i protestanti
30 anni fa moriva l’ex presidente francese, con una storia di legami con il protestantesimo
Giovedì 8 gennaio ricorreva il 30° anniversario della morte di François Mitterrand, un’occasione propizia per rivisitare i suoi legami con il protestantesimo e la visione che ne esprimeva.
Lo ha fatto il giornale transalpino Réforme con un editoriale firmato da Valérie Rabault, Consigliera dipartimentale del Tarn-et-Garonne, ex vicepresidente dell’Assemblea nazionale francese.
«Innanzitutto, c’è la casa di famiglia a Jarnac, costruita sul sito dell’ultima chiesa protestante della città, autorizzata prima della revoca dell’Editto di Nantes. Jarnac è anche legata ai suoi amici d’infanzia, “più della metà dei quali erano protestanti, calvinisti”, una distinzione che François Mitterrand sottolineò durante un pranzo condiviso nel 1994 con la Federazione Protestante di Francia» scrive Rabault.
Jarnac è un comune francese di 4 403 abitanti situato nel dipartimento della Charente, nella regione della Nuova Aquitania nel sud-ovest del Paese.
La prima casa di Mitterrand fu costruita all’inizio del XIX secolo dunque proprio dove sorgeva il tempio protestante raso al suolo nel 1685.
«Tra tutti i Presidenti della Repubblica – ricorda ancora Rabault François Mitterrand è stato senza dubbio quello con il maggior numero di protestanti nei suoi governi: Rocard, Jospin, Joxe, Dufoix, Defferre, Mexandeau, Lalumière, Questiaux, Mermaz…»
«Quanto alla sua visione, l’ha espressa principalmente durante le cerimonie commemorative del terzo centenario della revoca dell’Editto di Nantes nel 1985, attorno a tre pilastri. Il primo riguarda il posto e la protezione che uno Stato garantisce alle sue minoranze, sulla base di un equilibrio tra “il peso sociale della maggioranza, i diritti specifici di una minoranza e l’interesse comune incarnato dallo Stato”. Il secondo riguarda la richiesta di libertà avanzata dai protestanti: “È un errore credere che la scelta sia tra tolleranza e intolleranza. L’intolleranza è uno stato d’animo, sempre pericoloso; la tolleranza può essere revocata. Ciò che andava stabilito e difeso era la libertà”. Infine, l’ultimo atto è il riconoscimento della “vitalità protestante [nel XIX secolo] che fu tra le forze che determinarono lo sviluppo dell’idea democratica”, fino alla consacrazione della laicità come “dissociazione del temporale e dello spirituale, senza negare né l’uno né l’altro”, e come “garante della libertà”».