Medardo Gómez, costruttore di pace

Morto il vescovo luterano di El Salvador. Durante la dittatura fu rapito e torturato per il suo impegno per i diritti umani. Fu più volte candidato al Nobel per la Pace

 

Il vescovo luterano Medardo Gómez di El Salvador è mancato il 27 marzo all’età di 80 anni.

In una lettera al vescovo Guadalupe Cortés, del Sinodo luterano salvadoregno, il segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, il pastore Jerry Pillay, ha elogiato l’eredità del vescovo Medardo, definendolo «un servitore di Cristo la cui vita ha testimoniato la chiamata del Vangelo alla giustizia, alla pace e alla compassione. Rendiamo grazie per la sua vita, il suo ministero e i suoi instancabili sforzi per costruire ponti di riconciliazione. Preghiamo affinché la sua eredità continui a ispirare le nuove generazioni a percorrere la strada della giustizia e dell’amore».

 

Il vescovo Gómez Soto era nato l’8 giugno 1945 a Quelepa, El Salvador, Studiò teologia al Seminario Luterano di Città del Messico e tornò a El Salvador nel 1972 per servire le comunità luterane di San Salvador. Verso la fine degli anni ’70, si impegnò in dialoghi ecumenici con l’arcivescovo Óscar Romero, promuovendo la collaborazione interreligiosa con altre confessioni del paese.

Nel 1986 fu eletto e consacrato come primo vescovo del Sinodo luterano salvadoregno. Durante la guerra civile salvadoregna (1980-1992), fu un fervente sostenitore della pace e dei diritti umani, sforzi che portarono al suo rapimento e alla tortura da parte degli squadroni della morte. Il suo impegno per la giustizia sociale e la difesa degli oppressi gli valsero numerose candidature al Premio Nobel per la pace.

 

Sotto la sua guida, la Chiesa luterana salvadoregna abbracciò la “teologia della vita”, con un forte accesso posto sulla tutela dei diritti umani e la conservazione della memoria storica. Nel 2014, Gómez diede il via alla Pastoral Initiative for Peace, con l’obiettivo di reintegrare i giovani emarginati nella società.

 

Dopo 38 anni di servizio, il vescovo Medardo Gómez era andato in pensione nel gennaio 2025.

 

Anche la Chiesa evangelica luterana del Rio de la Plata si unisce al cordoglio.  In una lettera firmata dal  suo pastore presidente Leonardo Schindler si legge: «Gli diciamo addio con tristezza, ma anche con gratitudine al Signore per la sua vita e la sua testimonianza nel promuovere il Vangelo e la pace in El Salvador”» Citando Matteo 5:9 – «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio» – la lettera evidenzia l’eredità del vescovo Gomez come «profeta di giustizia e riconciliazione». Il messaggio si conclude con una preghiera per la famiglia del vescovo e per la comunità luterana salvadoregna, con l’auspicio che «la certezza della risurrezione di Cristo porti conforto e pace» in questo momento di dolore.

 

 

 

 

 Foto di David Cáceres Del Castillo