
La risposta di Dio a chi è oppresso e affamato
Un giorno una parola – commento a Salmo 146, 7
Il Signore rende giustizia agli oppressi, dà del cibo agli affamati
Salmo 146, 7
Colui che fornisce al seminatore la semenza e il pane da mangiare fornirà e moltiplicherà la vostra semenza, e accrescerà i frutti della vostra giustizia
II Corinzi 9, 10
Il messaggio della Bibbia si rivolge non alla chiesa dei credenti, ma al mondo che è formato da oppressi e affamati. Questa visione del mondo è presente nei profeti: “Ecco, vengono i giorni”, dice il Signore, l’Eterno, “in cui io manderò la fame nel paese, non fame di pane o sete di acqua, ma la fame e la sete di ascoltare la parola dell’Eterno” (Amos 8, 11) e anche nel messaggio di giudizio sul popolo ribelle: “[Il Signore] ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato a mani vuote i ricchi” (Luca 1, 53).
Perciò il nostro Salmo ci presenta proprio due situazioni umane dominanti: oppressione e fame. Si tratta di una foto molto realistica anche per i nostri giorni ed ecco che l’oppresso è colui o colei nella cui vita viene posto un grosso peso per renderlo inerme o per punirlo. È questo un male che ci colpisce e ci impedisce di trovare pace e serenità. Un male a volte accolto come una giusta punizione e a volte rifiutato come atto non meritato. È così anche per chi è affamato? Fame di cosa? Certamente di cibo per il proprio corpo, ma nel messaggio biblico si tratta della fame di Dio, della mancanza dei suoi doni di consolazione, della impossibilità di lodare il Signore con cuore sincero.
A questa umanità Dio manifesta la sua presenza con la liberazione: agli oppressi ecco vittoriosa la giustizia, agli affamati il cibo in abbondanza. E tutto questo non è più promesso perché in Gesù Cristo la nostra umanità si rallegra nella vittoria oggi. La Parola di Dio determina il nostro presente con il messaggio nel libro agli Ebrei: “Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori!” (Ebrei 4, 7). Oggi è possibile essere liberati dalle umane pigrizie e ricevere da Dio ogni cosa in abbondanza.
Amen.