Evangelici contro l’omofobia

La Giornata internazionale contro l’omofobia è una ricorrenza sentita dalle chiese evangeliche italiane

«L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone», è il messaggio giunto oggi dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella per l’undicesima giornata mondiale contro l’omofobia istituita dal Parlamento Europeo nel 2007.

Una ricorrenza sentita dalle chiese evangeliche italiane che non hanno fatto mancare la loro vicinanza e la loro testimonianza.

Un comunicato è stato infatti diramato ieri dall’Agenzia di stampa Nev – notizie evangeliche – della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei) e diffuso dall’Opera delle chiese metodiste in Italia (Opcemi).

«Mossi dall’insegnamento di amore e accoglienza consegnatoci dall’evangelo di Gesù Cristo – si legge –, condanniamo con forza ogni violenza e discriminazione sulle persone Lgbt», esordisce il messaggio firmato dalla presidente dell’Opcemi, la pastora Mirella Manocchio.

Un messaggio accompagnato dall’esortazione a tutte le chiese metodiste italiane a «farsi sempre più “santuari di accoglienza e sostegno” verso chi è discriminato per ragioni di orientamento sessuale».

La presa di posizione ha visto l’adesione immediata del presidente della Fcei, il pastore Luca Maria Negro e della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi).

«Ogni giorno – si legge ancora – le cronache ci raccontano delle violazioni dei diritti umani in molte parti del mondo. Discriminazioni, violenze e persecuzioni per motivi religiosi, per differenze etniche e per l’orientamento sessuale», per questo motivo «le chiese evangeliche metodiste in Italia – attraverso l’Opcemi, suo organo esecutivo – in occasione di questa settimana in cui si celebra la Giornata mondiale contro l’omofobia e la transfobia, vogliono ribadire il proprio No ai ripetuti soprusi e atti di violenza nei confronti delle persone Lgbt».

Atti che in alcune parti del mondo si traducono in condanne a morte; in torture e campi di prigionia come in Cecenia, in discriminazioni e arresti come in Russia: «che mirano a ridurre al silenzio e alla eliminazione di qualsiasi forma di differenza, in modo specifico quelle relative all’orientamento sessuale e/o affettivo in nome di una presunta normalità. Oggi, noi condanniamo con forza ogni violenza e discriminazione sulle persone Lgbt, e lo facciamo mossi dall’insegnamento di amore e accoglienza consegnatoci dall’evangelo di Gesù Cristo».

Anche l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi) si è espressa attraverso una lettera firmata dal presidente, Giovanni Arcidiacono, e inviata alle chiese nella quale si ricorda, dopo un focus sulla situazione italiana anche la criticità cecena: «A dieci anni dalla delibera del parlamento europeo, purtroppo, ancora oggi, in Cecenia, soffiano venti di discriminazione, di violenze e di terrore che investono le persone sospettate di omosessualità, le quali vengono imprigionate in 6 centri di tortura e, in qualche caso, uccise. Come chiese battiste, che hanno a cuore i diritti civili per tutti e tutte, proseguiamo la nostra lotta, con gli strumenti della non violenza, per sconfiggere il pregiudizio, l’odio e le violenze perpetrati e consumati contro gli omosessuali, ponendoci insieme, con spirito di gratitudine e di accoglienza, nella dimensione inclusiva propria dell’evangelo, in ascolto della parola di Dio e in preghiera».

L’Ucebi, infine, invita le chiese a promuovere da oggi sino a domenica, iniziative di approfondimento sul tema, veglie e culti domenicali, utilizzando il materiale che la commissione «Fede e Omosessualità» delle chiese battiste, metodiste e valdesi, ha messo a disposizione nei suoi anni di lavoro e ricerca.

Immagine: di BlackSalmon via istockphoto.com

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