Questa proprio non me l’aspettavo: passando davanti alle vetrine della libreria Claudiana a Torino, mi ha colpito e incuriosito questo libro che affianca, in un immaginario dialogo sulla fede, Martin Lutero e Papa Bergoglio*. Di solito sono scettico di fronte a queste commistioni e al raffronto fra due personaggi che hanno vissuto e vivono due realtà totalmente diverse, incomparabili fra loro. Infatti la Germania di Lutero non è certo quella di Angela Merkel e Papa Bergoglio non è Leone X. Insomma, c’erano tutte le prerogative perché io lasciassi perdere; eppure qualcosa mi ha attirato in questo testo e mi ha convinto a prenderlo in mano e leggerlo.

Innanzitutto, il libro è uscito praticamente in concomitanza con il viaggio del papa a Lund per l’apertura dell’anno della «Commemorazione comune della Riforma», dove ha affermato: «Cattolici e luterani abbiamo cominciato a camminare insieme sulla via della riconciliazione» e ha aggiunto: «L’esperienza spirituale di Martin Lutero ci interpella e ci ricorda che non possiamo fare nulla senza Dio […] Con il concetto di “solo per grazia divina”, ci viene ricordato che Dio ha sempre l’iniziativa e che precede qualsiasi risposta umana, nel momento stesso in cui cerca di suscitare tale risposta». Sono parole importanti che segnano un punto di non ritorno in un percorso di riconciliazione che dura già da diversi anni e che ha conosciuto una accelerazione proprio in vista del cinquecentenario della Riforma. Dunque il libro si pone in questa stessa linea: «scegliere alcuni testi, non per contrapporli polemicamente ma per favorire la scoperta, oggi più che mai necessaria, di un comune spirito ancorato al Vangelo» (p. 5).

Non è però tutto così scontato, in questo processo di riavvicinamento, in quanto nel mondo cattolico non sono poche le persone turbate da questi giudizi positivi espressi su Lutero. Basti vedere le prese di posizione di due noti giornalisti, quali Roberto de Mattei e Antonio Socci, che fanno da megafono a uno scontento ben più ampio e che sale molto in alto nella scala della gerarchia. Questo ci fa pensare al libro curato da Luca Crippa come una presa di posizione importante all’interno di un dibattito che può diventare parecchio impegnativo e ricco per il mondo cattolico.

Qui, la voce di Lutero e quella del Papa si alternano e si confrontano sui temi chiave del cristianesimo: la Parola di Dio, la fede, i sacramenti, la giustificazione, la Chiesa, lo Spirito Santo, il Padre Nostro... Una parola del Riformatore, tratta dalle sue molte opere, è accostata a una del papa, così da offrire al lettore la possibilità di constatare quanto le diverse posizioni si siano avvicinate nel corso del tempo. I testi di Lutero sono tratti da opere già tradotte e dunque non rappresentano delle novità per il lettore italiano, mentre le citazioni del papa sono assunte in massima parte dai suoi discorsi. Lutero e papa Francesco a volte si confermano, soprattutto sui temi più legati alla spiritualità. Altre volte, il percorso comune arriva solo fino a un certo punto per poi divaricarsi, laddove il papa riafferma la sua specificità cattolica romana. Su altri punti, infine, i due dissentono. «Ma il dialogo è fatto anche di questo, commenta il curatore Luca Crippa: di chiarezza riguardo all’identità propria e di rispetto dell’identità dell’altro».

I vari capitoli, poi, sono preceduti da una breve introduzione del curatore, il quale mette in luce prossimità e differenze fra i due «interlocutori»; anche se va detto che qualche volta sembra non tenere conto della distanza temporale che li separa.

Al termine della lettura, si può dire che il libro è utile e interessante, ma non sufficiente. Il problema, sta nel fatto che le parole e le espressioni teologiche sono spesso le stesse, ma «suonano» in modo diverso, perché in ambito cattolico sono inserite nel concetto generale della Chiesa come mediatrice tra Dio e l’umanità, mentre tutto ciò non avviene in quello protestante. Lì c’è a mio avviso la contraddizione e la distanza fra la posizione romana e quella della Riforma: l’annuncio della salvezza per la sola grazia di Dio demolisce la concezione della Chiesa come realtà che si pone tra Dio e l’uomo e che ne gestisce i doni della grazia.

Ferma restando dunque l’utilità di questo testo, che rappresenta un interessante passo in avanti nel dialogo e nella conoscenza in ambito italiano del pensiero di Lutero, ci domandiamo se la prossima sfida dell’ecumenismo non sia proprio quella di aprire un confronto sul significato che viene dato alle parole, per evitare equivoci e fraintendimenti e per rendere più solido il cammino fin qui compiuto.

* Papa Francesco e Martin Lutero, Dialogo sulla fede. Un colloquio atteso da cinquecento anni, a c. di Luca Crippa; prefaz. di Franco Buzzi. Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 2016, pp. 222, euro 16,00.

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