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	<title>Megafono - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>Megafono - Riforma.it</title>
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		<title>La nuova vita del Foyer del Serre di Angrogna</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/14/la-nuova-vita-del-foyer-del-serre-di-angrogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2026 08:50:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa valdese Angrogna]]></category>
		<category><![CDATA[Ciss]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nato oltre 40 anni fa come un focolare per ospitare le persone anziane ma ancora...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/la-nuova-vita-del-foyer-del-serre-di-angrogna/">La nuova vita del Foyer del Serre di Angrogna</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Nato oltre 40 anni fa come un focolare per ospitare le persone anziane ma ancora autonome nei periodi invernali oggi si è trasformato in un Gruppo Appartamento per l&#8217;autonomia delle persone con disabilità del Servizio Adulti e Territorio della Diaconia Valdese</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Promosso dal Servizio Adulti e Territorio della Diaconia Valdese – Servizi Salute, il Foyer di Angrogna (To) propone un modello abitativo innovativo centrato su adultità, autodeterminazione e inclusione nella comunità locale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È stato infatti inaugurato nella mattina di martedì 13 ottobre, ad Angrogna, a circa 830 metri di altitudine, &#8220;Il Foyer&#8221;, il nuovo Gruppo Appartamento dedicato a persone adulte con disabilità con supporto medio. Promossa dal Servizio Adulti e Territorio della Diaconia Valdese – Servizi Salute, in collaborazione con i Servizi Sanitari e Sociali del territorio – ASL TO3 e CISS Pinerolese, la struttura nasce per rispondere ai bisogni di chi non necessita di un&#8217;assistenza continuativa o totale, ma di un affiancamento regolare e mirato per mantenere e sviluppare il maggior grado possibile di autonomia nella vita di tutti i giorni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-84889" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-300x226.jpeg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-300x226.jpeg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-1024x771.jpeg 1024w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-768x578.jpeg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-1536x1156.jpeg 1536w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-800x600.jpeg 800w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-700x527.jpeg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer-600x452.jpeg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/10/Foyer.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto segna un cambio di paradigma fondamentale, superando il tradizionale modello assistenziale di sostituzione a favore di un approccio bio-psico-sociale. Al Foyer il personale non si sostituisce all&#8217;utenza, ma opera come &#8220;facilitatore&#8221;. Un percorso che cerca di essere in linea con la recente riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024) e in stretta coerenza con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che mettono al centro i principi irrinunciabili di adultità e autodeterminazione: le persone prese in carico hanno il diritto di essere riconosciute come adulte e di decidere per sé stesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel Gruppo Appartamento ogni gesto quotidiano — dal rifare il letto al cucinare, dal lavare i propri vestiti al dosare il detersivo o spazzare il pavimento — si trasforma in un contesto che stimola la coordinazione, la pianificazione sequenziale e l&#8217;orientamento spazio-temporale, restituendo al contempo dignità, intimità e fiducia nelle proprie capacità (autoefficacia percepita). In questo contesto, l&#8217;eventuale errore o la lentezza non sono ostacoli da eliminare, ma tappe fondamentali dell&#8217;apprendimento: la casa smette di essere un luogo di lavoro per le operatrici e gli operatori e diventa uno spazio autentico di vita ed emancipazione per chi la abita</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche la collocazione geografica gioca un ruolo chiave: la cornice naturale del Serre offre un ambiente rilassante e salutare, rimanendo al contempo vicina ai servizi essenziali del centro di Angrogna (Comune, medico di medicina generale, negozio di alimentari, ufficio postale e ristorazione), raggiungibili in pochissimi minuti. La dimensione rurale e montana apre infine le porte a percorsi di agricoltura sociale, che vede l&#8217;utenza impegnata nella gestione diretta di diversi orti, tra cui quello integrato nella struttura stessa.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/14/la-nuova-vita-del-foyer-del-serre-di-angrogna/">La nuova vita del Foyer del Serre di Angrogna</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>In bici al Colle della Croce</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/08/in-bici-al-colle-della-croce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piervaldo Rostan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 06:24:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Colle della croce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lavori di miglioramenti dei sentieri in varie aree fra Francia e Italia &#160; Il Colle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Lavori di miglioramenti dei sentieri in varie aree fra Francia e Italia</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Il Colle della Croce, sul displuvio fra val Pellice e Queyras (Francia) è più facilmente raggiungibile dai cicloturisti (e anche dagli escursionisti).</p>
<p class="p1">Nei giorni scorsi sono stati appaltati e iniziati dei lavori di adeguamento e miglioramento del sentiero che dal Pra sale verso il colle; verranno risistemati anche alcuni muretti lungo il percorso. A eseguire l’intervento è la ditta <i>Edilspeed</i> di Bobbio Pellice che per l’occasione ha portato, con un elicottero, al Colle della Croce un miniescavatore. I lavori sono già stati praticamente terminati e qualcuno si è già avventurato sul rinnovato percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">«L’intervento si colloca all’interno di un progetto molto più vasto sul programma <i>PiTer</i> (Piano integrato territoriale) di cui Città metropolitana di Torino è capofila – spiega l’arch. Davide Bianco dell’Unione montana del Pinerolese –; sono coinvolte anche altre aree come la Maurienne e la val Chisone».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Già altri lavori sono stati eseguiti sul territorio dell’Unione montana con le risorse dello stesso programma: «Lungo le salite più importanti che portano a rifugi o colli abbiamo installato cartelli con le distanze, colonnine a Bobbio, Villar e Torre Pellice con un sistema di lavaggio delle bici a pagamento. Sono stati anche realizzati dei punti con sensori per rilevare i passaggi di ciclisti: in questo modo saremo in grado di verificare il successo e l’andamento del cicloturismo nella nostra area» – aggiunge Bianco.</p>
<p class="p1">Il costo totale degli interventi nell’Unione Pinerolese ammonta a circa 150.000 euro.</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/08/in-bici-al-colle-della-croce/">In bici al Colle della Croce</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quando i cittadini scelgono</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/07/quando-i-cittadini-scelgono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Oct 2026 09:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio partecipativo]]></category>
		<category><![CDATA[comune di Pinerolo]]></category>
		<category><![CDATA[Riva di Pinerolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il bilancio partecipativo del Comune di Pinerolo: vince la proposta per la valorizzazione dell&#8217;area ricreativa...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Il bilancio partecipativo del Comune di Pinerolo: vince la proposta per la valorizzazione dell&#8217;area ricreativa davanti alle scuole di Riva di Pinerolo</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è chiusa nei giorni la votazione per scegliere il progetto che riceverà un contributo di 100.000 euro all’interno del progetto del bilancio partecipativo di Pinerolo, ormai consolidato nella cittadina e giunto alla sesta edizione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quest’anno erano tre i progetti in corsa presentati a cui i cittadini di Pinerolo potevano dare la loro preferenza. Un’iniziativa molto interessante, che potrebbe e dovrebbe essere ripresa anche in altri comuni, magari con cifre anche inferiori, ma che da una grande opportunità al territorio. A vincere è stato il progetto intitolato &#8220;Valorizzazione area ricreativa davanti alle scuole di Riva”. La proposta ha ottenuto 1.115 voti, pari al 56,4% dei voti espressi, e sarà realizzata grazie ai 100.000 euro stanziati dall&#8217;Amministrazione comunale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si è conclusa lunedì 5 ottobre la consultazione popolare della sesta edizione del Bilancio Partecipativo di Pinerolo. Sono 1.976 i cittadini e le cittadine over 16 che hanno votato durante le consultazioni. Il progetto vincitore prevede la realizzazione di una nuova area attrezzata davanti alle scuole di Riva, in uno spazio attualmente inutilizzato ma che presenta un potenziale per diventare un luogo di incontro e di socialità. L&#8217;intervento punta a restituire vita a un&#8217;area già esistente, creando uno spazio dedicato alle attività all&#8217;aria aperta e rendendo più agevole e piacevole l&#8217;attesa per chi accompagna i bambini e le bambine a scuola.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Il Bilancio Partecipativo è uno strumento importante perché permette ai cittadini di scegliere direttamente come destinare una parte delle risorse comunali – commenta Luigi Carignano, assessore alla Partecipazione –. Anche quest&#8217;anno il risultato ci consegna un&#8217;indicazione molto chiara: c&#8217;è attenzione per i luoghi di prossimità soprattutto nelle frazioni. Ora l&#8217;impegno del Comune  sarà trasformare questa proposta in un intervento concreto, lavorando per realizzarlo in tempi accettabili». In lizza altre due proposte: “Una casa di quartiere formato Pinerolo” che ha raccolto 757 voti (38,3%) e “Cultura in movimento” con 104 voti (5,3%).<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La consultazione popolare si è svolta dalle 13 di lunedì 28 settembre alle 13 di lunedì 5 ottobre 2026.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/07/quando-i-cittadini-scelgono/">Quando i cittadini scelgono</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Smat, fra perdite di rete e nuovi pozzi</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/05/smat-fra-perdite-di-rete-e-nuovi-pozzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piervaldo Rostan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 08:13:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Acquedotti]]></category>
		<category><![CDATA[Ataai]]></category>
		<category><![CDATA[smat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Società Metropolitana Acque Torino (Smat) che gestisce il comparto acqua nel Torinese ha in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>La Società Metropolitana Acque Torino (Smat) che gestisce il comparto acqua nel Torinese ha in cantiere diverse opere di miglioria. Ma non mancano le critiche come quelle di Ataai (<strong>Associazione per la Tutela degli Ambienti Acquatici e dell’Ittiofauna (che potete leggere in calce all&#8217;articolo). </strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Minori precipitazioni nel periodo invernale, neve sempre più tardiva e dunque difficoltà a gelare creando una importante riserva. Se si aggiunge che il caldo precoce causa un repentino scioglimento della neve accumulata in quota, si ha una situazione, a proposito della disponibilità di acqua, davvero critica.</p>
<p>Acqua che ha vari utilizzi, da quello idropotabile all’irrigazione dei campi, ma in prima battuta quello di garantire la vita dei corsi d’acqua, con i loro abitanti.</p>
<p>La stessa acqua svolge un ruolo fondamentale nell’equilibrio naturale, ancora in troppe aree messo a dura prova dagli scarichi di case e attività industriali se non esiste o mal funziona un sistema depurativo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La siccità di questa estate ha ancora una volta fatto emergere varie criticità, in particolare a Bricherasio, Angrogna e Cumiana. «Il sistema di telecontrollo ci consente di monitorare in tempo reale la situazione delle portate e dei livelli vasca e se possibile di intervenire in campo alla ricerca perdite o a eseguire anche in remoto manovre di interconnessione sistemi acquedotto comunicanti, laddove esistenti. Abbiamo iniziato a portare acqua con le autobotti ai Marin di Bricherasio il 2 giugno – sottolineano i referenti di Smat che aggiungono –: alla Vaccera di Angrogna siamo saliti ancora una volta il 24 settembre. Sempre ad Angrogna stiamo mandando in appalto le opere per la captazione della sorgente di località Casse e di realizzazione dei tre sollevamenti necessari per raggiungere loc. Vaccera dove questa fonte è destinata proprio per potenziare il sistema ed evitare il ricorso dell’autobotte, il cui utilizzo è ovviamente disagevole vista la distanza dei luoghi da raggiungere e la conformazione delle strade da percorrere con mezzi d’opera grandi. Il tubo cui si collegano i risollevamenti anzidetti è stato posato lo scorso anno e anche la fornitura elettrica è stata realizzata».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Angrogna porta poi il problema specifico e scottante della borgata di Buonanotte; ci sono parecchi abitanti, attività economiche e d’estate tornano anche gli ospiti di tante seconde case: una fontana privata fornisce acqua a qualche abitazione ma non a tutti. Gli abitanti storici della zona dicono che è una fontana ricca d’acqua. Il Comune si è mosso contattando Smat e la risposta c’è stata: «Prima di fare investimenti importanti dobbiamo verificare per un periodo abbastanza lungo e significativo la reale portata».</p>
<p>«Non sono mancate le azioni di ricerca perdite, di valutazione della qualità dell’acqua, di verifica sui nuovi inquinanti, di educazione all’uso responsabile limitando quello irriguo per i giardini e gli orti privati», aggiungono da Smat.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un intervento che potrebbe rivelarsi decisivo è il progetto di «Dorsale Idrica Val Pellice». In sostanza l’idea propone la realizzazione di una nuova condotta acquedottistica di circa 40 km che proviene da un nuovo campo pozzi a Bobbio Pellice che trasportando circa 200 l/sec di acqua potabile si sviluppa lungo la val Pellice secondo un tracciato che interconnette i diversi sistemi acquedottistici locali dei comuni attraversati fino a raggiungere l’abitato del comune di Pinerolo e dunque i comuni del pedemontano e della pianura pinerolese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Il sistema<span class="Apple-converted-space">  </span>– spiega l’ing. Raffaella Turaglio di Smat, precedentemente responsabile del settore di Acea – serve 26 Comuni per un bacino complessivo di circa 110.000 abitanti residenti. I comuni raggiunti dalla nuova dorsale Val Pellice sono Bobbio Pellice, Villar Pellice, Torre Pellice, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Angrogna, Bibiana, Bricherasio, San Secondo di Pinerolo, Campiglione Fenile, Cavour e Pinerolo e, per tramite la dorsale Dorsale Idrica Val Chisone e la Dorsale Idrica della Pianura del Pinerolese con le quali a Pinerolo la dorsale Val Pellice si collega, sono raggiunti anche i comuni di San Pietro Val Lemina, Roletto, Frossasco, Cantalupa, Cumiana, Osasco, Garzigliana, Buriasco, Macello, Piscina, Airasca, Scalenghe, Cercenasco e None.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’intervento è prioritario e strategico per garantire la continuità del servizio idropotabile, il potenziamento e l’adeguamento delle infrastrutture idriche, anche al fine di aumentare la resilienza del sistema idrico ai cambiamenti climatici. Contestualmente all’efficientamento dell’approvvigionamento idropotabile, il progetto prevede lo sfruttamento del salto geodetico della dorsale per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile attraverso la produzione idroelettrica di due centrali la cui energia prodotta risulta superiore al fabbisogno energetico del nuovo campo pozzi generando un saldo energetico positivo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>LE OSSERVAZIONI DI ATAAI</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Ataai, associazione che opera per la tutela degli ambienti acquatici e della fauna acquatica, riflette sul progetto della condotta idrica da Bobbio Pellice fino alla pianura pinerolese e prende posizione segnalando alcune perplessità, anzitutto sul metodo della proposta.</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>«Siamo stupiti che un’opera di queste dimensioni venga comunicata alla popolazione del territorio con queste modalità, dandone per scontata la realizzazione, nel momento in cui non è ancora disponibile la documentazione progettuale e non esiste quindi alcuna valutazione controllabile e condivisa delle ricadute ambientali, economiche e sociali che possono interessare l’area in questione. Purtroppo, bisogna dire, questa è una modalità operativa che abbiamo già visto in altri casi, ma che, a nostro parere, non è accettabile dal punto di vista delle garanzie democratiche».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>« In realtà, – prosegue il comunicato Ataai – quello che il territorio si aspettava era piuttosto un’accelerazione nei lavori di progettazione e realizzazione del collettore fognario, che dovrebbe collegare al depuratore di Castellazzo (Cavour) anche i Comuni di Torre Pellice, Villar Pellice e Bobbio Pellice, ora serviti da impianti obsoleti e inefficienti, che causano, con i reflui rilasciati, problemi diffusi di perdita di qualità delle acque superficiali, con conseguenze preoccupanti e, si teme, potenzialmente pericolose per la salute umana (come messo in evidenza già anni fa da monitoraggi e studi condotti dall’Università di Torino)».<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p>Nella presentazione della nuova «dorsale idrica» non si fa parola del collettore fognario, quasi che questa opera, così importante per la tutela della salute della popolazione e della risorsa idrica, abbia ormai un significato secondario e residuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Dato quanto abbiamo potuto osservare in altri contesti similari (in particolare ci riferiamo alla valle Orco), ci chiediamo quali valutazioni siano state fatte, a monte della fase progettuale, su una serie di questioni che riteniamo della massima importanza e, in particolare: aumento della pressione (già imponente) sul ciclo dell’acqua a livello di bacino montano e non solo; pericolo di depauperamento delle falde superficiali e profonde; messa in crisi delle dinamiche di scambio falda/acque superficiali; diminuzione della disponibilità idrica a valle (nei comparti ambiente, agricoltura ed energia); peggioramento del (già ora difficile) rapporto quantità/qualità dell’acqua».</p>
<p><span class="Apple-converted-space"> </span>«La scelta che viene fatta – conclude Ataai – è quella di spostare il problema a monte, andando a captare, tutto dove possibile, le acque della montagna che sembrano aver mantenuto una qualità migliore e più sicura. Al di là di un atteggiamento che in passato sarebbe stato giudicato di tipo “colonialista”, quello che si rischia di ottenere è però un impatto ulteriore sulla risorsa idrica, peggiorando la situazione di porzioni sempre più vaste dell’alta pianura e delle valli alpine, senza troppo curarsi delle possibili conseguenze e con una sempre più pesante eredità lasciata alle generazioni future».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/05/smat-fra-perdite-di-rete-e-nuovi-pozzi/">Smat, fra perdite di rete e nuovi pozzi</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Palestre della Memoria: invecchiamento attivo e prevenzione</title>
		<link>https://riforma.it/2026/10/01/palestre-della-memoria-invecchiamento-attivo-e-prevenzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 06:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ripartono in tutto il Pinerolese Ripartono gli appuntamenti delle Palestre della Memoria: una rete capillare promossa...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="div-titolo-news">
<h5>Ripartono in tutto il Pinerolese</h5>
</div>
<div class="div-testo-news"></div>
<div></div>
<div>
<p>Ripartono gli appuntamenti delle <strong>Palestre della Memoria</strong>: una rete capillare promossa dalla <strong>Diaconia Valdese</strong> con <strong>ASL TO3</strong>, <strong>CISS Pinerolese</strong>, <strong>Comuni e associazioni</strong>.</p>
<p>L&#8217;obiettivo: allenare la mente, fare comunità e battere la solitudine, il principale fattore di rischio modificabile del decadimento cognitivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia circa 1 milione e 100 mila persone convivono con una forma di demenza (l&#8217;8% degli over 65) e circa 900 mila manifestano un decadimento cognitivo lieve. Tuttavia, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet stima che <strong>il 45% delle demenze sia ritardabile o evitabile intervenendo su 14 fattori di rischio modificabili</strong>. Tra questi, uno dei più impattanti è l&#8217;<strong>isolamento sociale</strong>.</p>
<p>Per rispondere a questa sfida in modo concreto e diffuso, la Diaconia Valdese – <a title="Pagina Internet del servizio innovazione sviluppo della Diaconia Valdese" href="https://servizisalute.diaconiavaldese.org/servizio-innovazione-e-sviluppo/" target="_blank" rel="noopener">Servizio Innovazione Sviluppo</a>, in stretta sinergia con i <strong>Comuni del territorio</strong>, <strong>ASL TO3</strong>, <strong>CISS Pinerolese</strong> e le <strong>associazioni di volontariato</strong> (tra cui <strong>Anapaca</strong>), dà il via alla nuova stagione delle &#8220;Palestre della Memoria&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partite come esperienza pilota ad Airasca a maggio 2024, le Palestre sono oggi una realtà consolidata, che conta <strong>18 sedi attive e 23 comuni coinvolti</strong> sul territorio del Distretto Pinerolese (con l&#8217;imminente attivazione a Torre Pellice, che si aggiunge ai gruppi già avviati ad Airasca, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Cercenasco, Cumiana, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Perosa Argentina/Pinasca, Piscina, San Secondo di Pinerolo, Scalenghe, Vigone, tre sedi a Pinerolo e la palestra itinerante della Val Noce tra Frossasco, Roletto e Cantalupa).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Gratuità, socializzazione e stimolazione cognitiva</strong></p>
<p>Le Palestre della Memoria sono <strong>totalmente gratuite e rivolte a tutte le persone over 65 in salute o con un fisiologico invecchiamento cognitivo</strong>. Non si tratta di incontri assistenziali, ma di laboratori di aggregazione e invecchiamento attivo: a cadenza settimanale, per circa due ore, i partecipanti vengono coinvolti in esercitazioni ludiche, calcoli semplici, memoria associativa, passeggiate storiche nei paesi, preparazione di ricette condivise e momenti di merenda conviviale.</p>
<p>Il modello, ispirato all&#8217;esperienza del geriatra modenese, Andrea Fabbo, si basa su una forte infrastruttura di comunità: <strong>oltre 110 volontarie e volontari</strong> formati e supervisionati da psicologhe esperte in neuropsicologia guidano le attività, accogliendo già ad oggi <strong>più di 350 ultrasessantacinquenni</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Informazioni e iscrizioni:</strong></p>
<p>Le attività, completamente gratuite, sono rivolte agli over 65 in salute o con un fisiologico invecchiamento cognitivo.</p>
<p>Per conoscere tutte le sedi attive, gli orari degli incontri e le modalità d&#8217;iscrizione è possibile consultare il sito <a title="Sito internet dell'area Servizi Salute - Diaconia Valdese" href="https://servizisalute.diaconiavaldese.org/" target="_blank" rel="noopener">servizisalute.diaconiavaldese.org</a>: grazie alla cartina è possibile visionare tutte le sedi attive e ponendo il cursore sulla Palestra o Comune di interesse si visiona la locandina corrispondente.</p>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/10/01/palestre-della-memoria-invecchiamento-attivo-e-prevenzione/">Palestre della Memoria: invecchiamento attivo e prevenzione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Una risorsa da preservare</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/30/una-risorsa-da-preservare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Piperis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 06:51:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento falde]]></category>
		<category><![CDATA[scorte idriche]]></category>
		<category><![CDATA[siccità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Acqua e siccità: problemi e prospettive dopo l’estate. Quantità e qualità dell’acqua: in che direzione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Acqua e siccità: problemi e prospettive dopo l’estate.<b> Quantità e qualità dell’acqua: in che direzione stiamo andando, come stiamo gestendo uno dei beni primari per la nostra esistenza?</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di ottobre del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di <a href="http://www.riforma.it/">www.riforma.it</a>. Il numero contiene un dossier dedicato alla situazione delle risorse idriche dopo l&#8217;estate siccitosa. Buona lettura.</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Emergenza idrica, siccità, stato delle falde acquifere. Che estate è stata per il Piemonte? Lo chiediamo a Manuela Lasagna, docente di Idrogeologia presso il Dipartimento di scienze della terra dell’Università di Torino.</p>
<p>«Il focus delle mie attività di ricerca e didattica riguarda le risorse idriche, in particolare quelle sotterranee, che riteniamo essere importantissime perché sono la fonte principale di acqua che utilizziamo per tutti gli usi quotidiani (acqua potabile, uso industriale, irrigazione). Senza dimenticare che c’è una connessione strettissima tra le risorse superficiali, ovvero le acque dei fiumi e dei laghi, e le risorse sotterranee. Il 97% dell’acqua del pianeta Terra è salata, che non possiamo utilizzare; il restante 3% per la maggior parte è acqua sotterranea. Questo è il motivo per cui ci focalizziamo sullo studio di questa risorsa e crediamo fortemente nello scenario del cambiamento climatico, perché lo dimostrano i nostri studi e gli studi a livello internazionale. Registriamo temperature dell’aria in continuo aumento e, parallelamente, abbiamo una diminuzione dell’apporto nevoso, soprattutto nei mesi invernali; questo fa sì che durante l’estate soffriamo sia del caldo sia della carenza di risorsa idrica. È l’esperienza di quest’estate, con innumerevoli ondate di calore; purtroppo abbiamo molto meno la percezione che la risorsa idrica sta diminuendo, perché nelle nostre case l’acqua è sempre disponibile. Ma se facciamo una valutazione globale, questa disponibilità sta diventando sempre più limitata».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>– Qual è lo stato attuale e delle scorte d’acqua in Piemonte?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Possiamo dire di essere fortunati perché essendo a ridosso delle Alpi non abbiamo mai avuto la sensazione di limitata disponibilità idrica. Ma nell’ultimo decennio queste risorse hanno subito ripercussioni a causa del cambiamento climatico. Nel 2021, a esempio, abbiamo avuto un importante periodo di siccità, scarse precipitazioni piovose e quasi assenti precipitazioni nevose. Questo ha fatto sì che la risorsa idrica sotterranea rimanesse intrappolata dentro i nostri acquiferi [serbatoi sotterranei formati da rocce o terreni permeabili che accumulano e fanno scorrere l’acqua, <i>ndr</i>]. Soprattutto in contesti montani, dove l’acqua viene recepita attraverso le sorgenti, queste si sono seccate. Non era mai successo nella storia che l’acqua venisse portata dalla pianura cuneese verso le montagne: è successo nel 2021. In pianura la situazione è un po’ diversa. Gli acquiferi che abbiamo al di sotto della Pianura Padana sono molto importanti ma dobbiamo stare attenti, perché ci sono altre problematiche: la diminuzione della qualità della risorsa e i fenomeni di contaminazione che, a esempio, ritroviamo in quasi tutti gli acquiferi più superficiali».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>– Perché la siccità provoca l’inquinamento delle falde acquifere?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Non è la siccità che provoca la contaminazione delle risorse, ma le attività antropiche sui nostri territori. In Pianura Padana, a vocazione agricola, vengono utilizzati pesticidi e fertilizzanti; una parte di essi viene presa in carico dalle acque di pioggia e trasportati verso il basso fino a raggiungere le acque sotterranee. Bisogna anche sottolineare che queste prime acque sotterranee (normalmente utilizzate in agricoltura) non sono quelle che poi utilizziamo a scopo potabile, perché preferibilmente andiamo a cercare acquiferi più profondi, più protetti e di qualità maggiore. Il cambiamento climatico modifica le dinamiche dei corsi d’acqua, cambiano le loro portate. Oggi fa molto più caldo e si verifica la fusione delle risorse stoccate e abbiamo più disponibilità idrica nei fiumi a partire dalla primavera, periodo in cui non c’è necessità di acqua a scopo irriguo. Anche gli agricoltori fanno sempre più utilizzo delle risorse sotterranee perché i corsi d’acqua non hanno più le portate sufficienti ad alimentare i campi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>– Quali sono gli scenari futuri e quali buone pratiche vanno attuate?</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«I modelli di scenario a livello internazionale ci dicono che se non verranno cambiate le attività dei gas climalteranti la situazione non potrà che peggiorare. Queste emissioni porteranno sicuramente a un ulteriore aumento delle temperature, a variazioni nel regime delle precipitazioni. Dobbiamo innanzitutto essere consapevoli della situazione, monitorare con attenzione le risorse (è quello che diciamo sempre ai nostri amministratori). Studiare i <i>trend</i> delle risorse idriche, per non trovarci in futuro con una carenza di risorsa. E poi operare piccoli accorgimenti, quelli che non sempre vengono messi in pratica: non sprecare la nostra risorsa idrica e mettere in atto attività per evitare la sua contaminazione (a esempio: l’olio del fritto non lo buttiamo nel lavandino ma lo raccogliamo)».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/30/una-risorsa-da-preservare/">Una risorsa da preservare</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Collegio valdese, una comunità educante</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/28/collegio-valdese-una-comunita-educante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Corsani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 08:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Valdese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Inaugurato sabato l&#8217;anno scolastico del Liceo di Torre Pellice &#160; Una comunità educante: il concetto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Inaugurato sabato l&#8217;anno scolastico del Liceo di Torre Pellice</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una comunità educante: il concetto è risuonato più volte nel corso della cerimonia inaugurale dell&#8217;anno scolastico, sabato 26 settembre, per il <strong>Liceo valdese</strong> a Torre Pellice. In un&#8217;Aula sinodale ancora “estiva”, dopo i saluti della sindaca <strong>Maurizia Allisio</strong> e il messaggio del pastore <strong>Gabriele Bertin</strong> (i libri della Bibbia sono pieni di riferimenti a strade e viaggi: e questa è la natura del percorso scolastico), letto il messaggio del moderatore della Tavola valdese <strong>William Jourdan</strong> (un ex-allievo), e dopo il saluto del presidente del Comitato del Collegio <strong>Roberto Canu</strong>, la preside <strong>Alessia Passarelli</strong> ha evocato le <em>highlights</em> dell&#8217;anno trascorso: una stabilità consolidata delle iscrizioni, novità nel corpo docente e nel lavoro della segreteria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oltre ai buoni risultati alla maturità, sono state segnalate le oltre 70 attività extracurriculari, in particolare viaggi di formazione, oltre all&#8217;ultimo docufilm, <em>Tramandare</em>, realizzato con la regista <strong>Anna Giampiccoli</strong> dal Gruppo Cinema e teatro. Fra le attività collaterali, ha avuto pieno risalto e successo l&#8217;estensione del Coro della scuola, “allargato” con la direzione del m° <strong>Walter Gatti</strong> a un “gigantesco coro”, che ha coinvolto nel canto studenti e genitori in Aula.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La prolusione è stata tenuta da <strong>Luca Pasquet</strong>, altro ex allievo e docente di Diritto internazionale all&#8217;Università di Utrecht nei Paesi Bassi. Il tema era la crisi del Diritto internazionale stesso. Smentendo la <em>vulgata</em> che lo vuole sommerso da violazioni variamente drammatiche, l&#8217;oratore ha chiarito che esse certo avvengono (le guerre, ovviamente, ma anche le operazioni condotte in Paesi diversi, senza un mandato Onu). E tuttavia le norme e le strutture sopravvivono, delle condanne vengono espresse, situazioni di crisi mondiale sono state superate, come nel caso delle due Guerre mondiali. È seguito il tradizionale e apprezzatissimo rinfresco nel prato dell&#8217;istituto.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/28/collegio-valdese-una-comunita-educante/">Collegio valdese, una comunità educante</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Liceo valdese: sabato l’inaugurazione</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/24/liceo-valdese-sabato-linaugurazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Piervaldo Rostan]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 07:51:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[amici del collegio]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Valdese]]></category>
		<category><![CDATA[roberto canu]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=84361</guid>

					<description><![CDATA[<p>Domani invece l&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione degli amici del Collegio valdese, alla ricerca di nuove forze &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/24/liceo-valdese-sabato-linaugurazione/">Liceo valdese: sabato l’inaugurazione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Domani invece l&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione degli amici del Collegio valdese, alla ricerca di nuove forze</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Sabato 26 settembre ci sarà l’inaugurazione dell’anno scolastico al <strong>Liceo Valdese</strong> di Torre Pellice.</p>
<p class="p1">Studenti e professori saranno guidati dal professor <strong>Luca Pasquet</strong>, docente di Diritto internazionale all’Università di Utrecht (ed ex-studente del Liceo) in una riflessione su «Diritto internazionale in crisi? Cos’è, perché è sotto pressione e come ha superato tempi peggiori».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">L’appuntamento è alle 15 nell’aula sinodale della Casa valdese in via Beckwith 2 a Torre Pellice.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">In realtà gli studenti hanno iniziato le lezioni già da un paio di settimane.</p>
<p class="p1">«Siamo soddisfatti, perché il numero degli iscritti al primo anno è di 18 studenti, mantenendo così il totale intorno ai 100, che è un po’ la soglia, tenendo anche conto degli spazi – dice il presidente <strong>Roberto Canu</strong> che aggiunge –: le preferenze maggiori vanno sempre al liceo S<i>cientifico – sportivo</i>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Meno “appeal” ha invece il <i>Classico</i>, caratteristica non solo del Collegio; tanti preferiscono scegliere gli istituti tecnici che in apparenza sembrerebbero offrire maggiori prospettive occupazionali a breve.</p>
<p class="p1">«Il Liceo classico in realtà aiuterebbe di più ad imparare a riflettere, conoscere e formarsi in senso ampio. Più in generale il Liceo valdese ha un ruolo prezioso nella formazione superiore nelle valli pinerolesi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domani venerdì 25 settembre alle 17.30 nei locali del Liceo si terrà invece <strong>l&#8217;assemblea dell&#8217;Associazione degli amici del Collegio valdese</strong>, una realtà preziosa che da anni sostiene la scuola, contribuisce a valorizzarne le attività e raccoglie fondi per progetti e borse di studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ma un’associazione vive soprattutto grazie alle persone che ne fanno parte &#8211; scrivono i soci &#8211; : persone con idee, entusiasmo e un po’ di tempo da dedicare alla scuola. Non servono grandi disponibilità o competenze particolari: basta la voglia di esserci, di contribuire, di immaginare nuove iniziative e, perché no, di ritrovarsi e rivivere insieme alcuni dei bei momenti trascorsi tra queste mura.</p>
<p>Care studentesse e cari studenti, ex allieve ed ex allievi, genitori, professori e tutte le persone che hanno avuto e continuano ad avere a cuore il nostro Liceo: questo invito è per voi!».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/24/liceo-valdese-sabato-linaugurazione/">Liceo valdese: sabato l’inaugurazione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Salone del Gusto &#8211; Terra Madre</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/22/salone-del-gusto-terra-madre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Sep 2026 07:01:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Gusto]]></category>
		<category><![CDATA[terra madre]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il cibo, giusto, buono e pulito. Dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/22/salone-del-gusto-terra-madre/">Salone del Gusto – Terra Madre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Il cibo, giusto, buono e pulito. Dal 24 al 27 settembre nel centro di Torino</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Dal 24 al 27 settembre Torino accoglie «Terra Madre-Salone del Gusto», la più importante manifestazione internazionale dedicata al cibo buono, pulito e giusto e alle politiche alimentari. Nel 2026 l’evento coincide con i 40 anni di <i>Slow Food Italia</i>, nel segno del ricordo e dell’eredità culturale e politica di Carlo Petrini, la cui visione ha dato origine a un movimento che ha fatto del cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti una missione condivisa da milioni di persone nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Un traguardo, quello del quarantennale, che diventa l’occasione per rilanciare la principale missione di <i>Slow Food</i>: la tutela e la valorizzazione della biodiversità, tema centrale di questa 16esima edizione, che la declina in tutte le sue dimensioni: naturale, agricola, gastronomica, culturale e sociale.</p>
<p class="p1">«Terra Madre» rafforza ulteriormente il proprio legame con la città. L’evento, quest’anno, si svolge nel cuore del capoluogo piemontese, lungo la direttrice che collega piazza Carlo Felice a piazza Vittorio Veneto. Una scelta che punta a integrare sempre più «Terra Madre» nel tessuto urbano, valorizzando gli spazi esistenti come luoghi di incontro, confronto e partecipazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Nel 2026, a trent’anni dalla prima edizione del «Salone del Gusto», la manifestazione anima il centro di Torino con un ricco programma diffuso: una grande esposizione che vede protagonisti i Presìdi Slow Food, i prodotti dell’Arca del Gusto e le comunità che ogni giorno li custodiscono e valorizzano; gli spazi dedicati alle reti tematiche (Slow Grains, Slow Mais, Slow Beans, Slow Rice e Slow Olive), ma anche alle <i>Terre Alte</i>, con la rete <i>Slow Food</i> dei castanicoltori e il Presidio nazionale dei prati stabili e dei pascoli. Cuore della manifestazione è il grande Mercato dei produttori, che riunisce centinaia di espositori provenienti da tutte le regioni d’Italia e da diversi Paesi del mondo. Non mancano inoltre conferenze e incontri che spaziano tra diversi temi,<span class="Apple-converted-space">  </span>dall’alimentazione alla sostenibilità, dall’agricoltura alla giustizia sociale, fino alle politiche del cibo, affiancati dai <i>Laboratori del Gusto</i>, dagli eventi con le cuoche e i cuochi dell’Alleanza <i>Slow Food</i> e dagli Appuntamenti a Tavola. Senza dimenticare gli incontri che celebreranno i 40 anni di <i>Slow Food</i>, le attività educative pensate per grandi e piccini, lo spazio delle <i>Coalitions</i> dedicate al vino e al caffè, insieme all’Enoteca, e le iniziative che mettono al centro il mondo delle api e degli impollinatori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">«Terra Madre» è, ancora una volta, il punto di incontro della rete globale di <i>Slow Food</i>, produttori, cuochi, pescatori, allevatori, agricoltori, studiosi, giovani e attivisti, ma soprattutto delegati e comunità provenienti da tutto il mondo. Negli stessi giorni, l’Assemblea internazionale di <i>Slow Food </i>riunisce a Torino 800 delegati da oltre 120 Paesi, offrendo uno spazio di confronto, partecipazione politica e costruzione condivisa del futuro della rete. (pvr)</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/22/salone-del-gusto-terra-madre/">Salone del Gusto – Terra Madre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tracce valdesi</title>
		<link>https://riforma.it/2026/09/21/tracce-valdesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Sep 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Centro culturale valdese]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola latina Pomaretto]]></category>
		<category><![CDATA[Valli valdesi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=84286</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;applicazione per smartphone per scoprire attraverso itinerari e il patrimonio culturale le valli valdesi &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/21/tracce-valdesi/">Tracce valdesi</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un&#8217;applicazione per smartphone per scoprire attraverso itinerari e il patrimonio culturale le valli valdesi</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>Tracce valdesi</i>, un’applicazione gratuita per percorrere più itinerari di scoperta e accompagnare chi giunge alle Valli valdesi all’esplorazione di parte del patrimonio valdese e in generale culturale che si può incontrare lungo la strada.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«L’idea di Tracce valdesi – dice Davide Rosso direttore della Fondazione Centro culturale valdese e presidente degli Amici della Scuola latina – ­nasce in qualche modo dalla Carta dei valori delle Strade degli ugonotti e dei valdesi (<a href="https://lestradedeivaldesi.com/scopri/">https://lestradedeivaldesi.com/scopri/</a>) che invita a vivere l’itinerario culturale europeo come un luogo di scoperta. In questa dimensione abbiamo pensato di creare un’App che accompagni alle Valli in “zone di esplorazione” e fornisca notizie su un’eredità storica-culturale importante».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le prime due tracce che sono state inserite in <i>Tracce valdesi </i>sono a Pomaretto, quindi non direttamente lungo il percorso delle Strade dei valdesi, ma raggiungibili a chi sta percorrendo queste e abbia voglia di scoprire una parte del territorio della val Germanasca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Abbiamo cominciato da qui – continua Rosso – perché come Scuola Latina di Pomaretto avevamo già in cantiere l’idea di dotarci di uno strumento che potesse svolgere funzione di audioguida per l’esposizione “Gli antichi mestieri” e per il percorso del Ramìe. Il tutto è rientra nell’ambito dei progetti finanziati con la Legge n. 482 del 15/12/1999 per la tutela delle minoranze linguistiche ed è stata inserita la descrizione dei percorsi sia nella versione italiana sia in quella francese così come avverrà per le future tracce che verranno inserite».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il progetto è stato presentato domenica 6 settembre e l’applicazione è scaricabile gratuitamente su smartphone o tablet (<a href="https://play.google.com/store/apps/details?id=org.fondazionevaldese.traccevaldesi&amp;hl=it">https://play.google.com/store/apps/details?id=org.fondazionevaldese.traccevaldesi&amp;hl=it</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La videoguida include al momento due percorsi: uno all’interno della Scuola Latina (la visita dell’Esposizione “Gli antichi mestieri”, basata sulla Collezione Ferrero), uno all’esterno, con una passeggiata nei vigneti del Ramìe, preceduta dalla visita a <i>La vigna di Moreno,</i><b> </b>una vigna didattica posta nel terreno retrostante la Scuola Latina. Per ognuno dei due percorsi è possibile accedere anche a brevi video e registrazioni audio che arricchiscono i contenuti della visita e della passeggiata. Nei prossimi mesi il progetto si svilupperà ulteriormente lungo “La via dei rastrellamenti e della prigionia”, la parte delle Strade dei valdesi che percorre la val Pellice e “racconta” le vicende che precedettero l’esilio forzato e poi il Glorioso Rimpatrio dei valdesi. Sono già state individuate alcune “zone di scoperta”, in particolare una sarà il quartiere della Ravadera a Torre Pellice, già tracciato sul terreno con frecce e segnavia.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/09/21/tracce-valdesi/">Tracce valdesi</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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