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	<title>Megafono - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 May 2026 07:22:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Megafono - Riforma.it</title>
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		<title>Pinerolo-Chivasso: treni sospesi, disagi in aumento</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/19/pinerolo-chivasso-treni-sospesi-disagi-in-aumento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovia Pinerolo-Chivasso]]></category>
		<category><![CDATA[mobilità sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la chiusura della linea per lavori durante la scorsa estate, da alcuni giorni sono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Dopo la chiusura della linea per lavori durante la scorsa estate, da alcuni giorni sono ripresi i lavori con diverse criticità per chi si muove da e verso Torino</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È iniziato un nuovo periodo di fuoco sulla linea Pinerolo-Chivasso. Se l’anno scorso i lavori, con relativa soppressione di tutte le corse ferroviarie erano iniziati dopo la chiusura delle scuole per il periodo estivo, quindi con un carico di passeggeri molto minore, quest’anno dal 9 maggio i convogli si sono fermati. Ma non su tutta la tratta, soltanto fra Pinerolo e None. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scarne le informazioni che trapelano da Rfi. «Dal 9 maggio al 26 luglio 2026, per lavori di potenziamento infrastrutturale i treni SFM2 Pinerolo – Chivasso subiscono le seguenti modifiche: dal 9 maggio al 14 giugno, sono cancellati tra Pinerolo e None. In direzione None posticipano l’orario di arrivo di quattro minuti. È istituito servizio bus tra Pinerolo e None. Dal 15 giugno al 26 luglio, sono cancellati tra Pinerolo e Torino Lingotto. In direzione Chivasso anticipano l’orario di partenza da Torino Lingotto di cinque minuti. In direzione Torino Lingotto posticipano l’orario di arrivo di cinque minuti. È istituito servizio bus tra Pinerolo e Torino Lingotto».<br>I punti di fermata dove poter usufruire del servizio dei bus sostitutivi sono a Pinerolo: Movicentro; Pinerolo Olimpica: via Martiri del XXI di fronte all’Agenzia della Entrate; Piscina di Pinerolo: via Umberto I, angolo via G. Pronotto; Airasca: via Roma alle pensiline dei bus di fronte a Unicredit; None: dal 9 maggio al 14 giugno in via Molino/via Sola (punto SMAT); None: dal 15 giugno a 26 luglio in via Sestriere alle pensiline del bivio None; Candiolo: alle pensiline dei bus di fronte al Municipio; Nichelino: di fronte alla stazione; Moncalieri-Sangone: SS20 fermata GTT Borgomercato; Torino Lingotto: fronte stazione via Pannunzio 1.<br>L’orario dei bus può variare in funzione delle condizioni del traffico stradale, e non è ammesso il trasporto di bici, creando ulteriori problemi a chi si sposta con le due ruote fra le stazioni e il luogo di lavoro e la propria abitazione.<br>Maggiori informazioni si possono trovare sul sito di Rfi, sui canali digitali di Trenitalia o presso il personale di assistenza clienti e le biglietterie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si preannuncia quindi un periodo primaverile-estivo molto complesso per chi decide di viaggiare con il treno, nella speranza che, una volta conclusi i lavori, la situazione per i viaggiatori migliori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Intanto la consigliera regionale del Pd Monica Canalis evidenzia i primi, grandi, disagi. «Gli utenti delle ferrovie si riversano sugli autobus di Arriva, invece di salire sui bus sostitutivi delle ferrovie. Gli autobus diretti Pinerolo-Torino, gestiti da Arriva, si riempiono già al Movicentro e poi non sale più nessuno, con grande danno per chi era abituato a prenderli nelle fermate successive. Gli autobus stradali sono un’alternativa, ma impiegano quasi un’ora e mezza per raggiungere Torino. Quindi da una parte ci sono autobus vuoti e dall’altra autobus stra pieni che non riescono a far salire tutti i richiedenti. <br>Agenzia della Mobilità (AMP) e RFI avrebbero dovuto coordinare meglio gli interventi, ragionando su come integrare i due servizi in modo più efficiente».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">(Foto Di <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/User:F_Ceragioli">F Ceragioli</a> &#8211; Opera propria)</h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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		<item>
		<title>Un canto che parte da un corpo consapevole, presente, attento</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/18/un-canto-che-parte-da-un-corpo-consapevole-presente-attento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Grill]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 09:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Festa della musica comunitaria delle chiese valdesi del I distretto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Festa della musica comunitaria delle chiese valdesi del I distretto&#160; &#160; «Si può cantare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La Festa della musica comunitaria delle chiese valdesi del I distretto&nbsp;</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«Si può cantare con gli occhi, con le orecchie, con le mani… non solo con gola, corde vocali e polmoni. Possiamo usare casse di risonanza diverse, far risuonare il suono dentro di noi, provare ad ascoltare e poi riproporre le vibrazioni che sentiamo nella pancia, nella testa, in varie parti del nostro corpo. Possiamo coinvolgere l’udito con l’ascolto di noi stessi e degli altri, il tatto attraverso il contatto, la vicinanza fisica con altre persone e la vibrazione delle note, la vista guardando chi è insieme a noi, chi sta dirigendo il coro in quel momento o visualizzando il punto della nostra testa o del nostro corpo in cui sentiamo uscire il suono. Possiamo (e dobbiamo!) soprattutto essere presenti con tutti i nostri sensi quando cantiamo, non solo durante i concerti in cui ci anima l’adrenalina dell’ambizione di “fare bene”, ma anche durante le prove. Cerchiamo di essere consapevoli, attenti a quanto accade dentro e intorno a noi, presenti e non distratti: avremo già un ottimo punto di partenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Sono questi alcuni spunti e alcune idee che Gabriella Greco, ospite della Festa della musica comunitaria delle chiese valdesi del I distretto (valli del Pinerolese nella provincia di Torino), ha condiviso con coralisti/e presenti.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Gabriella Greco porta con sé un notevole curriculum di formazione musicale specialistica. Domenica 17 maggio, nelle poche ore trascorse insieme, ha fornito ai/lle partecipanti alcune nozioni di vocalità, integrandole con concetti di corporeità e consapevolezza. Gabriella è suora, consacrata nella Fraternità della Trasfigurazione e dirige il gruppo vocale InVocEnsemble.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La giornata della Festa delle musica comunitaria si è svolta nei locali della chiesa valdese di Pinerolo e si è aperta con un culto mattutino che ha sottolineato anche i temi dalla Giornata internazionale del 17 maggio contro l&#8217;omofobia, la bifobia e la transfobia. “Un canto per tutte le voci: perché nessuna voce deve tacere” è stato il fil rouge che ha guidato il culto, condotto a varie voci da rappresentanti delle varie corali presenti e con l’accompagnamento prezioso ed emozionante di strumentisti/e.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><br>Come è stato detto durante il culto: «La musica ci insegna che l’armonia non nasce dall’uniformità, ma dall’incontro di differenze che trovano un accordo. Un coro non chiede alle voci di essere tutte uguali, ma a ciascuna di portare la propria verità, il proprio timbro, la propria storia. La fede ci ricorda che Dio chiama ogni persona per nome, e che nessuna vita è di troppo, nessuna voce è inutile, nessuna storia è fuori posto nel suo disegno. Vogliamo essere comunità più accoglienti, più attente, più ospitali, in cui nessuno debba tacere per paura e in cui ciascuno e ciascuna possa trovare spazio per cantare».</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Una bella giornata di musica, chiacchiere, sperimentazioni e spunti nuovi che si è chiusa a metà pomeriggio con un piccolo momento di concerto aperto al pubblico.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="225" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260517_165048684_HDR-300x225.jpg" alt="" class="wp-image-81467" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260517_165048684_HDR-300x225.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260517_165048684_HDR-768x576.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260517_165048684_HDR-700x525.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260517_165048684_HDR-600x450.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20260517_165048684_HDR.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/18/un-canto-che-parte-da-un-corpo-consapevole-presente-attento/">Un canto che parte da un corpo consapevole, presente, attento</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Giocando si impara</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/14/giocando-di-impara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 08:33:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Asl To3]]></category>
		<category><![CDATA[Gaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due appuntamenti nel Pinerolese per genitori alla scoperta del mondo dei videogiochi e dei rischi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Due appuntamenti nel Pinerolese per genitori alla scoperta del mondo dei videogiochi e dei rischi connessi</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Torna con due appuntamenti “Giocando si impara”, grazie alla collaborazione del Ser.D. dell’Asl To3 con il Centro Famiglie Ciss Pinerolese e la cooperativa sociale “Crescere Insieme”: lunedì 18 maggio alle 20,30 all’oratorio San Lazzaro di Pinerolo e giovedì 28 maggio alle 17,15 al Centro famiglie di Torre Pellice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Obiettivo di entrambi gli incontri far scoprire a genitori di figli preadolescenti e adolescenti il mondo dei videogiochi, e conoscere quindi meglio i propri figli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È previsto un laboratorio dedicato a genitori e figli per riflettere sulla gestione dei videogiochi in famiglia, esplorando rischi, opportunità e nuovi modi di condividere l’esperienza videoludica: «Si lavora in gruppi piccoli, di circa una ventina di persone e si cerca di capire che cosa i genitori conoscano dei videogiochi e di come i figli li utilizzino. Immagineremo delle situazioni tipo per attivare un confronto sul tempo trascorso a giocare, sulle reazioni dei ragazzi, ma anche sul loro linguaggio, molto spesso mutuato proprio dai videogiochi» spiega Galdino Le Foche, direttore del Ser.D. dell’Asl To3.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«C’è una forte preoccupazione tra i genitori e tra gli insegnanti per gli effetti che un utilizzo esagerato dei videogiochi può indurre nei comportamenti e nel linguaggio. È quindi importante comprendere e, da parte nostra, dare consigli, come scegliere i titoli o giocare insieme».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante gli incontri sarà attivo uno spazio dedicato a bambini e ragazzi con console di ultima generazione per giocare accompagnati da educatori esperti di gaming.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli eventi sono gratuiti, ma i posti sono limitati ed è quindi richiesta la prenotazione ai numeri 340-1846745 (per Pinerolo) e 349-2211016 per Torre Pellice.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/14/giocando-di-impara/">Giocando si impara</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perosa Argentina e Perrero, luoghi per i più fragili</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/13/perosa-argentina-e-perrero-luoghi-per-i-piu-fragili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 06:27:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[housing sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Perrero]]></category>
		<category><![CDATA[pnrr]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovi spazi di housing sociale Nuovi luoghi di solidarietà e sostegno per le persone più...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Nuovi spazi di housing sociale</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Nuovi luoghi di solidarietà e sostegno per le persone più fragili: inaugurato venerdì 8 maggio il progetto di housing sociale nei Comuni di Perosa Argentina e Perrero, realizzato nell’ambito della Missione 5 per l’inclusione sociale con la quale Città metropolitana di Torino ha finanziato i Piani urbani integrati (Pui) attraverso i fondi Pnrr.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’intervento, con finanziamento complessivo di 1,5 milioni di euro, ha previsto la rilocalizzazione, nell’ambito territoriale delle valli Chisone e Germanasca, di strutture finalizzate all’housing sociale, individuando due realtà distinte e complementari: il Centro Diurno socio-terapeutico e il Servizio residenziale flessibile di Perosa Argentina e la Comunità Alloggio di Perrero. Il progetto è stato selezionato e finanziato dalla Città metropolitana di Torino con l’obiettivo di sostenere interventi innovativi e inclusivi capaci di migliorare la qualità della vita delle comunità locali e rafforzare la rete dei servizi territoriali dedicati alle persone in condizioni di vulnerabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Per quanto riguarda il territorio di <strong>Perosa Argentina</strong>, <strong>l’intervento</strong> ha previsto la rilocalizzazione del Centro diurno socio-terapeutico (Cst) riabilitativo rivolto a persone disabili ultraquattordicenni e del presidio di Servizio Residenziale Flessibile. I servizi sono stati trasferiti dai locali di proprietà dell’Agenzia del Demanio in piazza Santiano Renzosi ai locali del fabbricato di via Roma di proprietà dell’Unione Montana Valli Chisone e Germanasca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nuova localizzazione risponde meglio alle esigenze di housing sociale per soggetti fragili, grazie all’inserimento in un contesto urbano facilmente accessibile, vicino ai servizi presenti sul territorio e dotato di adeguati spazi esterni attrezzabili per attività educative, riabilitative e all’aperto.<br>Il presidio comprende servizi collettivi, generali e sanitari destinati ai centri diurni socio terapeutici educativi per 20 utenti, oltre a un nucleo di residenzialità notturna con 10 posti letto dotato dei requisiti previsti per un nucleo Raf. Gli spazi inaugurati ospitano inoltre laboratori di tessitura e falegnameria e attività finalizzate a favorire autonomia, integrazione e partecipazione delle persone accolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il secondo intervento</strong>, realizzato nel Comune di <strong>Perrero</strong>, è consistito nella riconversione residenziale di un immobile comunale e nel miglioramento sismico dell’edificio. L’operazione ha consentito di alleggerire le opere strutturali rendendole compatibili con la distribuzione esistente nei locali e di realizzare sei nuovi spazi abitativi dedicati alle esigenze di housing sociale per le fasce più fragili della popolazione.<br>Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato la consigliera metropolitana delegata alle attività produttive Sonia Cambursano, la sindaca di Perosa Argentina Nadia Brunetto, la sindaca di Perrero Laura Richaud e numerosi amministratori e rappresentanti del territorio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il progetto rappresenta un importante tassello delle politiche territoriali dedicate all’abitare sociale e all’inclusione – ha sottolineato la consigliera metropolitana Sonia Cambursano – attraverso la creazione di spazi accoglienti e servizi di prossimità pensati per favorire autonomia, integrazione e partecipazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/13/perosa-argentina-e-perrero-luoghi-per-i-piu-fragili/">Perosa Argentina e Perrero, luoghi per i più fragili</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Riparo, un nome che dice tutto</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/12/il-riparo-un-nome-che-dice-tutto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 09:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[San Germano chisone]]></category>
		<category><![CDATA[social housing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si rilancia l’associazione nata nel Pinerolese nei primi anni ’90 «Offrire ospitalità a breve termine...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading">Si rilancia l’associazione nata nel Pinerolese nei primi anni ’90</h5>



<p class="wp-block-paragraph">«Offrire ospitalità a breve termine con riferimento agli immobili di proprietà in situazioni abitative per famiglie o persone singole in difficoltà a causa di mancanza di reddito» così recita lo Statuto de “Il Riparo” che opera prevalentemente in val Chisone, dove è proprietaaria di quattro piccole unità abitative nel Comune di San Germano Chisone. «Sono presidente da poco di questa associazione – ci spiega Giorgio Alifredi – fondata negli anni ’90 dalla Caritas Diocesana nella persona dell’allora direttore canonico Gabriele Mercol – e abbiamo ripreso in mano una situazione che non rispettava più i dettami presenti nello statuto. Infatti le persone ospitate negli alloggi di San Germano erano ormai all’interno da molti anni, mentre l’obiettivo è quello di fornire un “riparo” temporaneo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’associazione ha quindi deciso di mettere mano a questa situazione invitando le persone a trovare un’altra sistemazione ed entrando nella grande rete del co-housing del Pinerolese, di cui fanno parte enti pubblici, chiese e associazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per noi metterci in rete – ha aggiunto Alifredi – è stato un passo fondamentale perché ci ha permesso di confrontarci con le altre realtà e di utilizzare strumenti comuni e farsi aiutare. Bisogna a esempio ringraziare il Comune di Pinerolo che è intervenuto economicamente per darci alcuni fondi necessari alla rimessa in sesto degli alloggi, che versavano in condizioni difficili. Grazie all’opera dei volontari siamo riusciti a sistemarne una parte e oggi sono occupati da una madre con figlia piccola e da un uomo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo “riparo” temporaneo fa parte di un percorso più ampio. «Certo – aggiunge Alifredi –; vogliamo che il passaggio nelle nostre strutture sia parte di un qualcosa di più ampio: infatti c’è un assistente sociale che segue da vicino le persone che vengono responsabilizzate. Rispetto al passato sono loro stesse intestatarie delle utenze; un piccolo passo per il totale reinserimento nella società».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I numeri di questi anni parlano di 18 nuclei familiari ospitati per un totale di oltre 40 persone e durante questi anni ci sono state sette nascite. La storia recente racconta di come nel 2019 congiuntamente le Caritas di Pinerolo (Rocco Nastasi) e Torino (Pierluigi Dovis) presenti nell’assemblea dell’Associazione, decidono, come obiettivo, per un percorso di scissione dei due territori in cui operava: Cumiana e Pinerolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2025, con il sostegno indispensabile della Caritas di Pinerolo nel prendere atto che le due associazioni si stavano sviluppando in realtà socio-ambientali differenti, si concretizza con atto notarile la scissione che comporta anche una riorganizzazione della realtà pinerolese. Sotto la presidenza di Rocco Nastasi l’associazione muove i primi nuovi passi strategici acquisendo nuovi soci e preparandosi all’adesione al tavolo del cohousing sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine scopriamo gli obiettivi. «Nell’immediato – termina Alifredi – cercheremo di rilanciare le attività per recuperare fondi per la gestione delle unità abitative e in un futuro non escludiamo di poterci espandere trovando altri alloggi da utilizzare».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per ulteriori informazioni: segreteria@unriparoperilfratello.org; 335-7493577 o direttamente alla Stazione di Posta di Pinerolo in piazza Santa Croce.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/12/il-riparo-un-nome-che-dice-tutto/">Il Riparo, un nome che dice tutto</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>MineraLuserna, undicesima edizione</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/05/mineraluserna-undicesima-edizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 09:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MinerarLuserna]]></category>
		<category><![CDATA[Palaghiaccio CottaMorandini]]></category>
		<category><![CDATA[Sën Gian]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più ricca la rassegna dedicata alle pietre &#160; Sono ormai 11 le edizioni di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Sempre più ricca la rassegna dedicata alle pietre</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono ormai 11 le edizioni di «MineraLuserna», la rassegna che mette al centro i minerali e si è ritagliata un ruolo da protagonista nel panorama italiano, organizzata dall’associazione di promozione sociale «Sën Gian».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Quest’anno la rassegna fa un ulteriore salto di qualità, infatti dopo anni di impegno e di passione per la mineralogia, «MineraLuserna»ha siglato un protocollo di intesa con l’Università degli studi di Torino per una collaborazione bilaterale. L’Università presenzierà con uno stand del Dipartimento di Scienze della Terra; «Sën Gian» contribuirà con la propria esperienza per la realizzazione di alcune lezioni in paleontologia a Torino. <br>In tema di ricerca, altre presenze alla rassegna da sottolineare sono quelle del Museo regionale di Scienze naturali di Torino, del Museo paleontologico di Asti e del Museo geologico di Fossano, e dell’Istituto nazionale di Astrofisica (che porterà una mostra dedicata ai meteoriti caduti in Piemonte).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Non solo “un&#8217;esposizione di sassi”, a «MineraLuserna» si potranno trovare stand di associazioni, enti, musei, locali e non, come un raduno di esperti. <br>Saranno oltre 105 gli espositori provenienti da mezzo mondo (Marocco, Pakistan, India, Sicilia, Svizzera e, ovviamente, Italia).</p>



<p class="wp-block-paragraph">E poi da non perdere gli appuntamenti: confermato il corso fotografico con Roberto Appiani durante la rassegna, visite alle cave con il geologo Gabriele Vola, le mostre di Aurelio Sartor (archeologia industriale) e Beppe Boccardo (animali selvatici della val Pellice).</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Uno degli aspetti che stanno più a cuore all’associazione è quello dei laboratori e delle visite didattiche con e per le scuole. Confermata la presenza di quelli dedicati alla ricerca dell&#8217;oro fluviale (Associazione «Oro in Natura») e dei fossili in natura (tenuto da «Sën Gian» stessa), per il 2026 «MineraLuserna» aggiunge «La geologia del sottosuolo» e «Terre da coltivare». Con il primo, realizzato dal Museo geologico di Fossano, il suolo diventa una specie di libro da leggere. Nella terra da coltivare, invece, l&#8217;azienda agricola «Tana dell&#8217;Orso» mostrerà quanto sono preziosi i minerali. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come di consueto l&#8217;appuntamento è al Palaghiaccio Olimpico «Cotta Morandini» di Torre Pellice, dal venerdì alla domenica, 15, 16, e 17 maggio, apertura al pubblico tutti i giorni dalle 9 alle 19.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>L&#8217;ingresso è gratuito per accogliere e soddisfare quanta più curiosità possibile. <br>«MineraLuserna» è realizzata con il patrocinio degli enti Locali e territoriali e il supporto in donazioni delle aziende e commercianti principalmente di valle. Per contribuire al progetto è possibile tesserarsi all&#8217;associazione «Sën Gian» o fare offerte libere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Informazioni (anche Whatsapp) al 348-0382734 o via e-mail agli indirizzi mineraluserna@gmail.com tullioparise@gmail.com.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/05/mineraluserna-undicesima-edizione/">MineraLuserna, undicesima edizione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nuove idee per nuovi territori</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/04/nuove-idee-per-nuovi-territori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 07:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
		<category><![CDATA[Rbe]]></category>
		<category><![CDATA[territori smart]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Incontri di dialogo e scambio sulle proposte di sviluppo delle Valli del Pinerolese &#160; Tra...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="div-titolo-news">
<h5>Incontri di dialogo e scambio sulle proposte di sviluppo delle Valli del Pinerolese</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra maggio e giugno presso Villa Olanda a Luserna San Giovanni (To) sono programmati tre incontri per raccontare le iniziative che stanno animando il territorio delle Valli Pellice, Chisone e Germanasca in questi mesi, alcune già in corso altre in fase di avvio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I momenti proposti saranno <strong>occasione di dialogo e scambio interattivo</strong> a proposito delle iniziative e progettazioni attive sui nostri territori, per raccogliere feedback e condividere prospettive future a partire dal coinvolgimento attivo del contesto locale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ciclo di incontri è proposto da <strong>CSD &#8211; Diaconia Valdese</strong> insieme a <strong>RBE &#8211; Radio Beckwith Evangelica</strong>, con lo scopo di coinvolgere attivamente le comunità locali sulle proposte che diverse realtà delle Valli stanno sviluppando e proponendo ai territori. Questi momenti nascono anche per valorizzare il senso più profondo dei percorsi e dei bandi attivi sul territorio: sostenere le cosiddette “<strong>aree interne</strong>”, spesso definite marginali ma in realtà ricche di energie, competenze e capacità di innovazione. Le Valli si configurano sempre più come <strong>luoghi di sperimentazione</strong>, in cui nascono nuove forme di collaborazione, progettazione e vita comunitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante gli incontri verrà presentata la proposta dello <strong>spazio coworking presso Villa Olanda</strong>, un luogo di incontro e scambio sia per le persone del territorio sia per quelle che vengono a visitarlo o viverlo per alcuni periodi. La presentazione sarà a cura del <strong>Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino</strong>, che condividerà una prospettiva ampia sui luoghi generativi e rigenerati, spazi di sviluppo e innovazione per le aree rurali. Lo spazio coworking potrà infatti essere un luogo di crescita del territorio, vissuto e partecipato dalle realtà locali. L’attivazione e il funzionamento di questo luogo saprà stimolare iniziative di rilancio per aumentare la capacità di attrarre nuove persone, nuove competenze e nuove idee che possano contribuire alla rigenerazione e rivitalizzazione delle aree di riferimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incontri daranno spazio al racconto di <strong>altre progettazioni che stanno interessando il territorio</strong>, incluse quelle sostenute dal bando del <strong>GAL Smart Villages</strong>, e saranno momenti di dialogo e scambio interattivo per raccogliere feedback e condividere prospettive future. In particolare verrà presentato il <strong>progetto Digit/Alp di RBE &#8211; Radio Beckwith Evangelica</strong>, che ha lo scopo di costruire un processo partecipato tra enti locali, stakeholder, popolazione e media locali, per la strutturazione di una strategia che permetta agli abitanti dei territori interessati di continuare a fruire di un panorama plurale in termini di informazione e comunicazione locale con l’arrivo del digitale. Tale percorso costituisce un’occasione per generare nelle comunità locali un rapporto più intenso relativamente al diritto all’informazione, mediante azioni di sensibilizzazione che portino a ragionare sui temi dell’accesso, della consapevolezza nell’utilizzo e della partecipazione ai media. Nel contempo fornisce agli enti locali la possibilità di usufruire di dati aggiornati relativi alla copertura e alla conformazione del panorama dei segnali radio e tv nei territori alpini coinvolti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questi momenti saranno uno spazio di condivisione e dialogo, per favorire la nascita di sinergie e collaborazioni e per sostenere idee e proposte collettive e di territorio.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incontri si terranno: &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercoledì <strong>6 Maggio 2026</strong>, in particolare rivolto alle amministrazioni<br>Giovedì <strong>21 Maggio 2026</strong>, in particolare rivolto alle associazioni&nbsp;<br>Venerdì <strong>5 Giugno 2026</strong>, aperto alle persone interessate.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli incontri si svolgeranno tutti <strong>a Villa Olanda</strong>, in Via Fuhrmann 23, a Luserna San Giovanni <strong>dalle ore 17.00</strong> e si concluderanno con un <strong>apericena offerto</strong>.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È gradita la compilazione del <a title="Link al questionario di partecipazione agli incontri" href="https://docs.google.com/forms/d/1SNl2RknIvGoSsTqDLFWzSKNk0IX9DZMOxhT_CzPsq_s/edit" target="_blank" rel="noopener">questionario di partecipazione</a>, dove indicare a quale momento si vuole partecipare, tenendo presente le indicazioni sul tipo di incontri proposti. E’ possibile partecipare a più di un incontro.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni è possibile contattare <a href="mailto:vlucenti@diaconiavaldese.org">vlucenti@diaconiavaldese.org</a> oppure <a href="mailto:matteo.scali@rbe.it">matteo.scali@rbe.it</a>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto Territori S.M.A.R.T.² è finanziato dal bando STAI dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto Digit/Alp ha passato la selezione iniziale del bando Smart Villages, del GAL Escartons e Valli Valdesi.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scarica la <a title="Locandina di presentazione degli incontri Nuove idee per nuovi territori" href="https://diaconiavaldese.org/csd/documenti/documenti%20news/2026/Nuove%20Idee%20per%20Nuovi%20Territoridef.pdf" target="_blank" rel="noopener">locandina</a></p>



<div class="div-testo-news"> </div><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/04/nuove-idee-per-nuovi-territori/">Nuove idee per nuovi territori</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Vivere in montagna: i servizi essenziali</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/29/vivere-in-montagna-i-servizi-essenziali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 08:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[dislivelli.eu]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi in montagna]]></category>
		<category><![CDATA[Valli valdesi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong><em>È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di maggio del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di <a href="http://www.riforma.it/">www.riforma.it</a>. Il numero contiene un dossier dedicato a un tema <strong><em>molto attuale, il neo-popolamento della montagna e i servizi (quelli che ci sono, i tanti mancanti).</em></strong></em></strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci siamo posti una domanda: quali sono i servizi essenziali per poter vivere, oggi, in un territorio montano? Ne abbiamo individuati alcuni, altri li abbiamo approfonditi e altri ancora invece non abbiamo potuto affrontarli, per questioni di spazio. Punto di partenza fondamentale è sicuramente quello del lavoro. In nostro aiuto, per capire meglio la situazione, è arrivato un progetto dell’Istat, che affronta il tema del pendolarismo lavorativo e che analizza, Comune per Comune, i flussi di entrata, uscita e di chi rimane sul territorio per lavorare. Come è facile immaginare, è grande il flusso in partenza, con picchi attorno al 90% (Angrogna, Pramollo, Prarostino, San Pietro Val Lemina, Lusernetta) con alcuni casi invece di tendenza diversa: a Prali quasi la metà dei lavoratori rimane nel territorio comunale. Più ci si avvicina ai municipi della pianura, più le percentuali si pareggiano, avvicinando le percentuali di chi va, arriva e resta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante questi aspetti la tendenza, come evidenziato dall’Unione nazionale Comuni ed enti montani (Uncem), parla di un neo-popolamento dei territori montani. Abbiamo chiesto a Maurizio Dematteis, di Dislivelli.eu, di analizzare questo aspetto e capire cosa serve alla montagna per essere vissuta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Stiamo vivendo un momento storico di grandi cambiamenti nei rapporti e nelle dinamiche fra i grandi centri urbani e le terre alte: il modello che prevede un centro forte che produce e guida gli altri si sta modificando. La Torino Factory Town ha perso, in favore di territori come la val Susa, la sua forza produttiva. Questo aspetto però non risolve i problemi: immaginiamo una grande stella che si ramifica da Torino verso le valli… i rami più grandi sono quelli dove c’è un’interconnessione forte con la città o quelli situati nelle alte valli, dove è presente a dimensione dello sci alpino».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Perché i territori più lontani dal centro stanno attraendo sempre più popolazione?</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Torino ha perso circa 200.000 abitanti negli ultimi decenni; ma questi si sono semplicemente spostati nelle zone ben collegate. In Barriera di Milano, per esempio, vivere magari con due figli, è assai difficile per i costi e la qualità della vita: conviene quindi spostarsi ad Avigliana, per esempio, dove spendi meno, stai meglio e con un treno in breve sei sul posto di lavoro: è un cambio di paradigma dei territori».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Per un cambio ancora più netto, però, è necessario aspettarsi una scelta politica-economica?</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Assolutamente sì. Ci sono persone “illuminate” che però non riescono a convogliare le risorse, che vanno quasi tutte nel turismo di un certo tipo, che ha oggettivamente vita breve, visti i cambiamenti climatici. I servizi essenziali che vanno garantiti e implementati sono in definitiva: trasporti, istruzione, sanità e cultura. Senza questi, non possiamo dire di poter avere una qualità di vita dignitosa, è inutile far finta di nulla. E le persone che si spostano le pretendono, perché sono esattamente cittadini con pari diritti come quelli che vivono in città».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Parlando di neo-popolamento, che cosa si può aggiungere?</p>



<p class="wp-block-paragraph">«C’è effettivamente una “risalita a salmone”; persone che vengono a vivere o tornano in montagna. Ma dobbiamo entrare nell’ottica di vedere oltre la vita nelle terre alte come è sempre stata: oggi ci sono montanari per forza (dettata da motivazioni economiche), per scelta (etica, di vita), per un certo tempo (vengono, vivono per un periodo, lasciano molto nei territori e se ne vanno) e con la doppia residenza».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">– Anche le valli valdesi stanno vivendo questo momento di cambiamento?</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Nonostante si sia persa l’industria nella bassa val Chisone, si cerca di invertire la tendenza, con molte difficoltà ovviamente. Il lavoro delle associazioni, degli enti locali, degli imprenditori è teso a rendere accogliente il territorio dal punto di vista turistico-esperienziale, puntando quindi sulla qualità dell’offerta, con attenzione verso l’enogastronomia. Bisogna capire che se arrivano flussi turistici che cercano esperienze di vario tipo, aumenta consequenzialmente anche la qualità di vita dei residenti e dei lavoratori di un territorio».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-80998" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-1024x768.jpg 1024w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-300x225.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-768x576.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-1536x1152.jpg 1536w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-2048x1536.jpg 2048w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-800x600.jpg 800w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-700x525.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/04/04-panorama-600x450.jpg 600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/29/vivere-in-montagna-i-servizi-essenziali/">Vivere in montagna: i servizi essenziali</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il docufilm “Stampa Clandestina” premiato</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/28/il-docufilm-stampa-clandestina-premiato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 08:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Giampiccoli]]></category>
		<category><![CDATA[stampa clandestina]]></category>
		<category><![CDATA[Valsusa Filmfest]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il lavoro della regista Anna Giampiccoli con studentesse e studenti del Liceo valdese alla 30ª...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il lavoro della regista Anna Giampiccoli con studentesse e studenti del Liceo valdese alla 30ª edizione del Valsusa Filmfest</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il docufilm <strong>Stampa clandestina</strong>, creato dal “Gruppo Cinema e Teatro” degli studenti del <strong>Liceo valdese di Torre Pellice</strong>, con la regia di <strong>Anna Giampiccoli</strong>, ha vinto il 1° Premio ex aequo alla 30ª edizione del Valsusa Filmfest (edizione 2026), all’interno della sezione storica “Fare memoria”, categoria dedicata al recupero della memoria storica. Il progetto è l’ultima produzione di una serie dedicata alla Resistenza (“Protestanti e Libertà”) ed è stato realizzato in collaborazione con la sezione Anpi e il Museo della Stampa clandestina di Torre Pellice.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il docufilm, della durata di 26 minuti, vuol essere una testimonianza viva e partecipata delle storie di uomini e donne che, attraverso la parola stampata, hanno contribuito a mantenere viva la lotta per la libertà. Persone coraggiose che, a discapito della loro sicurezza e a volte della loro stessa vita, non hanno smesso di far circolare idee, comunicazioni, messaggi attraverso la carta stampata e la sua divulgazione. “Stampa clandestina” racconta un’attività che ebbe una grossa parte nella resistenza di valle e che prevedeva un lavoro di gruppo: chi scriveva gli articoli, chi stampava, chi distribuiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La trama si sviluppa sia attraverso momenti di fiction e testimonianze dirette sia con materiali e documentazioni storiche. Diversi luoghi storici del territorio della val Pellice hanno accolto le riprese di fiction: dalla stessa sede della tipografia Subalpina (ora atelier di pittura), al Museo delle Resistenze, alla Barma d l’Ours, rifugio partigiano in val d’Angrogna, dove realmente venne ciclostilato in gran segreto Il Pioniere. La vittoria del 1° Premio della sezione “Fare memoria” del Valsusa Filmfest conferma un percorso di crescita del lavoro del Liceo valdese, che già nell’edizione 2025 del festival ottenne una menzione per il docufilm dedicato a <strong>Giovanna Pons</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/28/il-docufilm-stampa-clandestina-premiato/">Il docufilm “Stampa Clandestina” premiato</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Ci sono battaglie che cambiano la vita…</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/27/ci-sono-battaglie-che-cambiano-la-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 09:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[Anpi Perosa e Pomaretto]]></category>
		<category><![CDATA[Donne partigiane]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>80 anni di cammino insieme per e con le donne Scritto dal gruppo Donne Anpi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">80 anni di cammino insieme per e con le donne</h5>



<h5 class="wp-block-heading">Scritto dal gruppo Donne Anpi di Perosa e Pomaretto: Laura, Marinella, Lucia, Anny, Daniela, Anita, Paola, Sandra. &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Una voce che diventa coro, una pluralità di voci, che chiedono di uscire dal silenzio; una mano, milioni di mani femminili, che esprimono la propria volontà, tracciando un segno sulla scheda elettorale. E scrivono una nuova pagina di storia, con un gesto che diventa corale. Da spettatrici diventano attrici protagoniste, sulla scena del nostro Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è stato un tempo nel quale le donne non potevano diffondere le loro idee ad alta voce, perché questa voce restava confinata nelle mura di casa o nei campi o nelle fabbriche. In una società patriarcale, non potevano scegliere, decidere, contare, perché la loro presenza, laboriosa ma silenziosa, era tutta dedita alla famiglia. Presenze affidabili, infaticabili, ma quasi invisibili e mute. Non potevano scrivere il loro pensiero entrando in una cabina elettorale. Poi qualcosa cambia. Il 1° febbraio 1945, a guerra ancora in corso, viene firmato il Decreto legislativo luogotenenziale, col quale si estende alle donne il diritto al voto attivo. Ma dobbiamo aspettare la data del 10 marzo 1946, col Decreto che sancisce la piena eleggibilità delle donne, maggiori di 25 anni, permettendo loro di essere elette, per la prima volta, nelle elezioni amministrative. «Rivendicare il diritto di essere cittadine, di essere parte di una comunità, di contribuire a decidere del loro destino e del destino del loro paese. Rivendicare il loro diritto di esistere» (Aldo Cazzullo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il voto, esteso alle donne, 80 anni fa, non fu un atto di benevolenza o una concessione, bensì il riconoscimento del diritto di partecipazione alla vita pubblica e la conquista della parità dei sessi e non solo, principio fondamentale in un paese che si definisce democratico. Nilde Iotti ricordava così la prima volta al voto: «Sentivamo la gioia di essere finalmente libere, come italiane e come donne, e quella scheda su cui mani incerte o sicure tracciavano una croce, era per loro un simbolo di democrazia, di libertà e aspirazione finalmente realizzate».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per le donne italiane fu il passaggio da angelo del focolare, figlie, mogli, madri custodi della famiglia e degli affetti, a donne impegnate nella politica, nel sociale, con la consapevolezza di esistere come cittadine, a pieno titolo; donne con una voce, che manifestano il proprio pensiero, con milioni di altre voci. Dietro a quelle mani che stringono una matita, una lunga storia fatta di battaglie, di sfide, volte a togliere, coraggiosamente, le numerose pietre d’inciampo. Dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il senso comune del pensare ha preferito considerare la Resistenza come una lotta coniugata preferibilmente al maschile, parlando solo del contributo della parte femminile. In realtà sappiamo che il ruolo delle donne fu concreto, determinato e spesso decisivo: come staffette portavano viveri, armi, missive e stampa clandestina; erano il ponte, che collegava le varie brigate partigiane, anche a costo della vita. Molte scesero in campo diventando combattenti e protagoniste armate, come Teresa Mattei, una delle più giovani tra le 21 madri costituenti. Le partigiane furono il tessuto sul quale si intreccerà la scrittura della costituzione, furono la coraggiosa voce, finalmente ascoltata. Le donne della resistenza hanno avuto anche ruoli di primo piano; ma molte di loro, in seguito, furono dimenticate, perché nessuno le ha mai cercate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come gruppo Donne Anpi Perosa e Pomaretto abbiamo voluto cercare queste donne resistenti, dando loro voce e ricordarle in un XXV aprile, nel quale festeggiamo la Liberazione, non come un passato lontano, ma con la consapevolezza che è questo un orizzonte politico e culturale da tener vivo continuamente. 80 anni non sono un anniversario, sono un cammino da compiere insieme. 80 anni di voce ritrovata sono un canto collettivo, un inno alla speranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"> (l&#8217;immagine è la copertina del libro &#8220;La locanda di Viola&#8221; di Federico Jahier e Andrea Geymet)</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/27/ci-sono-battaglie-che-cambiano-la-vita/">Ci sono battaglie che cambiano la vita…</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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	</channel>
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