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	<title>zucchero - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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		<title>Lo zucchero, una storia dolce-amara</title>
		<link>https://riforma.it/2025/02/04/lo-zucchero-una-storia-dolce-amara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara E. Tourn]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2025 08:17:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[schiavismo]]></category>
		<category><![CDATA[zucchero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come questa sostanza, un tempo merce rara, ha cambiato le abitudini, l’economia e il volto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1">Come questa sostanza, un tempo merce rara, ha cambiato le abitudini, l’economia e il volto del mondo</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Dolce come lo zucchero. Eppure la sua storia è tutt’altro che dolce, contiene piuttosto il salato del sudore e del sangue di milioni di lavoratori, l’amaro delle sconfitte e delle crisi che hanno accompagnato lo sviluppo di questa sostanza, delle devastazioni ambientali provocate dalla monocoltura e, in epoca più recente, della crisi sanitaria mondiale causata da un consumo pervasivo.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il libro* che ripercorre le vicende legate in particolare alla coltivazione della canna e della barbabietola, scritto da Ulbe Bosma, <i>Senior Researcher </i>all’International Institute of Social History<i> </i>e professore di Storia sociale comparata alla Vrije Universiteit di Amsterdam, è riccamente documentato, e pur non essendo un romanzo d’avventura, risulta appassionante non solo per gli amanti della Storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>Generalmente la prima immagine che viene</b> in mente se si pensa alla storia dello zucchero è quella delle piantagioni di canna nell’America centrale (peraltro più mortifere di quelle di cotone). In realtà, la storia comincia secoli prima, in India e Cina, si estende al Medio Oriente (uno dei più grandi produttori sarà l’Egitto) e solo in un secondo tempo approda nel Nuovo Mondo, in uno dei più grandi scandali della storia umana, la deportazione di 12,5 milioni di schiavi africani.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Attraverso il racconto di come questa sostanza, da merce rara venduta dai farmacisti in piccolissime dosi, diventa prodotto d’élite e infine, in meno di un secolo, materia industriale consumata su larghissima scala, percorriamo gli ultimi sette secoli (almeno) e buona parte dei paesi del mondo, incrociando le più profonde questioni socio-politiche della storia umana: lo schiavismo, con le sue implicazioni religioso-morali (tra cui la diffusione dell’idea che gli schiavi non fossero esseri umani: altrimenti, come tollerare e giustificare, anzi promuovere, tale sopruso?); la rivoluzione industriale, lo sviluppo tecnologico e il capitalismo (il mercato saccarifero è determinante nello sviluppo del trasporto ferroviario e dei mercati finanziari, con influenze sulla grande crisi del 1929 e sulla creazione del mercato unico europeo, per fare due esempi); il colonialismo europeo e la decolonizzazione; le migrazioni che coinvolgono intere popolazioni (ricordiamo anche i milioni di lavoratori europei, da Spagna, Irlanda, Italia, Polonia); non ultimi, gli sconvolgimenti di interi ecosistemi causati dalla deforestazione, dalla coltura intensiva finalizzata alla produzione di zucchero e, più di recente, l’ancor più devastante etanolo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>Leggendo, si percepisce un mondo globalizzato e interconnesso fin dagli albori dell’età moderna,</b> e viene in mente il famoso “effetto farfalla”: una carestia o malattia della pianta, una grande rivolta o sciopero di lavoratori, l’abolizione dello schiavismo, l’introduzione di dazi e misure protezionistiche, un nuovo macchinario, procedimento di lavorazione o varietà di canna, l’introduzione dello zucchero da barbabietola, la creazione di un cartello o <i>trust</i>: ciascuno di questi elementi provoca una ridefinizione degli equilibri mondiali e conseguenze fin dall’altra parte del pianeta.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La lettura di questo libro torna doppiamente utile in questo momento: da un lato, febbraio è negli Stati Uniti e Canada (di recente anche in Italia) il <i>Black History Month</i>, dedicato al contributo delle persone nere alla storia e alla cultura del paese, mostrando una realtà molto più intrecciata e meno “a compartimenti stagni” di quanto una certa politica vorrebbe indurci a credere. E questo vale non solo per le Americhe, ma anche per l’Italia.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il secondo motivo è l’apertura mentale che veicola: a scuola siamo stati spesso abituati a studiare la storia come un susseguirsi di guerre, accordi politici e spostamenti di confini. Ma la storia umana è un intreccio di politica, economia, tecnologia, cultura, costume, psicologia, di cui questo libro ci offre un mirabile esempio, dimostrandoci che i confini politici sono una realtà astratta, e che ingegno e necessità cambiano le sorti del mondo: lo fanno da sempre, e lo faranno anche in futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph">* Ulbe Bosma,<i> Il mondo dello zucchero. Come le cose dolci hanno trasformato la nostra salute e il pianeta</i>. Torino, Einaudi, 2024, pp. XIV, 521, 34 euro.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/02/04/lo-zucchero-una-storia-dolce-amara/">Lo zucchero, una storia dolce-amara</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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