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	<title>Wacc - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 27 Oct 2025 08:01:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Wacc - Riforma.it</title>
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		<title>Prix Italia, ecumenismo per la Tv</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/27/prix-italia-ecumenismo-per-la-tv/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Peter Ciaccio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 08:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Ciaccio]]></category>
		<category><![CDATA[Prix Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il premio ideato dalla Rai ha anche un riconoscimento affidato a una giuria presieduta quest&#8217;anno...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il premio ideato dalla Rai ha anche un riconoscimento affidato a una giuria presieduta quest&#8217;anno dal pastore Ciaccio</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Dal 20 al 24 ottobre si è svolto al Palazzo Reale di Napoli la 77ª edizione del <strong>Prix Italia</strong>, il più antico premio al mondo per radio, tv e (ora anche) contenuti in streaming (webTV e podcast), promosso dalla <strong>Rai</strong>. La competizione riguarda dieci categorie specifiche (es., miglior programma radio/podcast musicale, migliore serie tv, miglior prodotto di informazione digitale) e tre premi speciali, tra cui il <strong>Premio Speciale Signis</strong>, assegnato a un documentario da una giuria nominata dall’organizzazione cattolica internazionale che si occupa di cinema, tv e radio.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>A Signis corrispondono due organizzazioni protestanti: <strong>Wacc</strong>, l’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana, e <strong>Interfilm</strong>, il cui membro italiano è l’Associazione protestante cinema “<strong>Roberto Sbaffi</strong>”.</p>



<p>Spesso queste organizzazioni nominano giurie ecumeniche. Pur essendoci esperienze interreligiose anche in Italia (la giuria Interfedi al Torino Film Festival e la giuria del Tertio Millennio Film Festival di Roma), il <em>brand </em>“giuria ecumenica” è totalmente assente dal panorama delle manifestazioni culturali italiane. Non solo c’è la questione del potere che la chiesa cattolica esercita in Italia più che altrove, ma c’è anche il fatto che nel nostro paese le giurie cattoliche hanno spesso una lunga tradizione.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Tuttavia, tra Wacc, Interfilm e Signis c’è una tale fraternità che per il Prix Italia sono almeno due anni che Signis chiede ai protestanti di proporre una persona per la propria giuria (l’anno scorso era stato Gianluca Fiusco). La giuria Signis, composta da Astrid Polz-Watzenig (Austria), Rosa Die Alcolea (Spagna), Erika Bakonyi-Tóth (Ungheria), Gabriel Palermo (Argentina) e da chi scrive, ha poi scelto come presidente il protestante. Così, un pastore delle chiese valdesi e metodiste ha presieduto una giuria cattolica in Italia: una scelta sorprendente, una bella responsabilità.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>È stato un onore consegnare il premio ad<strong> Adriana Timco</strong>, produttrice di <strong><em>Hell Jumper </em></strong>(“Saltatore all’inferno”) della BBC, che racconta la vicenda di Chris Parry, giovane inglese che, inquieto per l’invasione russa in Ucraina, parte per Kiev, dove incontra tanti giovani occidentali come lui arrivati lì per dare una mano. Così, Parry va a mettere in salvo le persone che, non essendo scappate in tempo, sono rimaste nelle loro case a pochi metri dal fronte; dopo centinaia di queste operazioni di salvataggio, viene sequestrato e ucciso dal famigerato gruppo Wagner, gli spietati mercenari al soldo di Putin.</p>



<p>Il documentario, che ha vinto anche il premio quale miglior documentario televisivo, <a href="https://www.raiplay.it/video/2025/09/Prix-Italia-2025---Hell-Jumper-2ef6b175-bf26-4158-9ce8-9cc13184d4b8.html">è visibile temporaneamente per pochi giorni su RaiPlay</a>. Non è ancora stato doppiato né sottotitolato in italiano, ma per chi capisce l’inglese la visione è altamente consigliata. Al di là del prodotto raffinato e innovativo, che integra il racconto giornalistico al materiale girato dal protagonista col suo smartphone, la giuria è rimasta colpita perché in <em>Hell Jumper</em> emerge la contraddizione di un Occidente pacifico e piccolo borghese in cui è diffuso un grande vuoto esistenziale e spirituale. Chris Parry e i suoi coetanei sono dei giovani in cerca di senso e lo trovano aiutando il prossimo in zona di guerra, o parafrasando l’Evangelo, rinunciano a sé stessi per scoprire chi sono veramente, cioè esseri umani responsabili, che ricercano la pace soprattutto per chi pace non ha, scoprendo il senso più profondo dell’amore.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/10/27/prix-italia-ecumenismo-per-la-tv/">Prix Italia, ecumenismo per la Tv</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Tratta? Parliamone, nel modo corretto</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/06/tratta-parliamone-nel-modo-corretto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2025 08:38:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’azione per rafforzare la comunicazione incentrata sui migranti e la Tratta nell’Asia/Pacifico con il progetto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un’azione per rafforzare la comunicazione incentrata sui migranti e la Tratta nell’Asia/Pacifico con il progetto &#8220;You Are Not Alone&#8221;</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il progetto «Non siete soli: <em>You Are Not Alone</em>», guidato dall’Asia Pacific Mission for Migrants (Apmm) con il supporto dell’Associazione per la comunicazione cristiana mondiale (Wacc) e della Chiesa Evangelica Luterana in America (Elca), continua a far emergere le voci dei migranti, identificandoli e affrontando i possibili ostacoli che possano deviare il fondamentale diritto alla loro comunicazione, soprattutto nelle regioni a rischio di Tratta di esseri umani e sfruttamento.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>L’informazione è potere</strong></p>



<p>A maggio, l’Apmm ha pubblicato il rapporto di studio «L’informazione è potere: una ricerca multinazionale sul contrasto alla Tratta attraverso la comunicazione».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Condotta dall’Apmm e da altre organizzazioni partner del progetto, la ricerca mappa le lacune politiche nei meccanismi anti-tratta nelle Filippine, Indonesia, Nepal, Thailandia, Malesia, Corea del Sud e Hong Kong e identifica le esigenze di comunicazione dei migranti vulnerabili allo sfruttamento. Il rapporto sottolinea il ruolo cruciale che le informazioni accurate (e accessibili) svolgono nell’affrontare il problema della tratta.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Le raccomandazioni sottolineano l’urgente necessità di processi incentrati sui migranti necessari per migliorare i diritti e il benessere dei migranti nella regione», ha osservato <strong>Clarice Canonizado</strong>, coordinatrice del programma di formazione e ricerca dell’Apmm.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un altro momento saliente del 2025 è stato il <em>workshop </em>regionale sul giornalismo partecipativo e la creazione di reti, tenutosi il primo e il due agosto a Bangkok, in Thailandia, un ulteriore passo verso la creazione di una rete multimediale di giornalisti cittadini migranti nei paesi di origine e di destinazione dell’area Asia-Pacifico.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il <em>workshop</em> ha riunito partner del progetto provenienti da tutta l’Asia e si è ha fronito ai partecipanti competenze pratiche per una comunicazione efficace e nuove strategie di costruzione di alleanze.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I partecipanti hanno così potuto apprendere le basi del giornalismo partecipativo e comprendere il suo ruolo: amplificare le voci provenienti dal territorio, comprese quelle dei migranti di base; come utilizzare le storie personali e comunitarie per dare un volto umano a dati e numeri e mostrare le implicazioni strutturali, sociali e umane del fenomeno Tratta di esseri umani, concentrandosi, in particolare, sulla priorità della giustizia sociale della narrazione partecipativa guardando dalla prospettiva del Sud del mondo», ha concluso Canonizado.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Beranda Migran</strong>, referente di una delle organizzazioni partner del progetto in Indonesia, il workshop regionale è stato uno spazio significativo per condividere le diverse esperienze e per poter sviluppare ulteriormente le proprie capacità: «Siamo tornati a casa con nuove intuizioni, creatività e solidarietà, ispirati a utilizzare il giornalismo partecipativo e la creazione di reti come strumenti per amplificare le voci dei lavoratori migranti».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Leggi l’articolo completo qui</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-wacc wp-block-embed-wacc"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="wpkSWhzy1g"><a href="https://waccglobal.org/strengthening-migrant-centered-communication-in-asia-through-you-are-not-alone-project/">Strengthening migrant-centered communication in Asia Pacific through “You Are Not Alone” project</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Strengthening migrant-centered communication in Asia Pacific through “You Are Not Alone” project&#8221; &#8212; WACC" src="https://waccglobal.org/strengthening-migrant-centered-communication-in-asia-through-you-are-not-alone-project/embed/#?secret=IsvFlFz72K#?secret=wpkSWhzy1g" data-secret="wpkSWhzy1g" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/10/06/tratta-parliamone-nel-modo-corretto/">Tratta? Parliamone, nel modo corretto</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chi fa notizia nel 2025?</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/03/chi-fa-notizia-nel-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2025 06:03:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Global media monitoring project]]></category>
		<category><![CDATA[studi di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presentazione dei risultati del monitoraggio sui progressi verso la parità di genere nei media &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Presentazione dei risultati del monitoraggio sui progressi verso la parità di genere nei media</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Quali progressi sono stati compiuti verso la parità di genere nei media e attraverso i media negli ultimi trent’anni? Cosa si può fare per colmare le lacune rimanenti e le sfide attuali? Giovedì 4 settembre l’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc) la Gmmp Network annunceranno i risultati della settima edizione del <em>Global Media Monitoring</em> <em>Project </em>(Gmmp), il più grande e longevo studio al mondo sul genere nei media.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Co-organizzatori del lancio online intitolato: <em>Metà del mondo, un quarto delle notizie</em>, saranno la Wacc, UN Women, partner operativo del Gmmp dal 2010, e la United Nations Correspondents Association (Unca).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Condotto ogni cinque anni negli ultimi 30 anni, il Gmmp indaga su come le donne siano rappresentate, ritratte e coinvolte come soggetti rispetto agli uomini.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’iniziativa di punta dell’associzione Wacc rivela in che misura le donne abbiano avuto potere, voce e visibilità nei media globali, e dove invece sia necessaria un’azione di <em>advocacy</em> per promuovere la democrazia, l’uguaglianza e la responsabilità.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I risultati del Gmmp 2025 giungono in un momento cruciale: il mondo infatti celebra i 30 anni dall’adozione della Dichiarazione e della Piattaforma d’azione di Pechino nella Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Il Gmmp è l’unica fonte di dati sui progressi della Sezione J di Pechino “Donne e Media” – osserva <strong>Sarah Macharia</strong>, coordinatrice del gruppo di esperti del Gmmp –. Il Gmmp 2025 identifica la situazione della Sezione J 30 anni dopo l’impegno degli Stati membri a promuovere la parità di genere in questo ambito».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il coordinatore globale del Gmmp <strong>Rodrigo Molina</strong> presenterà il rapporto <em>Highlights of Findings</em> del monitoraggio globale condotto il 6 maggio 2025, evidenziando i progressi e dove questi si siano fermati e dove ne stiano emergendo altri. Le raccomandazioni saranno divulgate dalla vicesegretaria del Wacc, <strong>Sara Speicher</strong>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Una tavola rotonda con rappresentanti dei media e della società civile illustrerà dunque cosa si debba cambiare affinché i media rappresentino equamente metà della popolazione mondiale, contrastando al contempo la violenza e i danni che persistono nella vita delle donne.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il <em>webinar </em>prevede anche interventi di <strong>Kirsi Madi</strong>, vicedirettrice esecutiva di UN Women, e di <strong>Valeria Robecco</strong>, presidente dell’Unca.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Registrati</p>



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		<item>
		<title>Intelligenza artificiale al cospetto di nuove frontiere</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/30/intelligenza-artificiale-al-cospetto-di-nuove-frontiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 09:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=74078</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Internet Governance Forum riunisce governi, privati, società civile, esperti tecnici, mondo accademico, Ong e organizzazioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L’Internet Governance Forum riunisce governi, privati, società civile, esperti tecnici, mondo accademico, Ong e organizzazioni internazionali per promuovere un dialogo aperto e inclusivo sul futuro di internet</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il presidente dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc) Europe, <strong>Ralf Peter Reimann</strong>, sul sito dell’associazione propone una riflessione dopo l’Internet Governance Forum 2025 che si è concluso lo scorso 27 giugno e che è stato dedicato alle future scelte che la Comunità internazionale dovrà affrontare rispetto alla rete internet, alla cooperazione, ai diritti di comunicazione e al profitto.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’Internet Governance Forum (Igf), fondato nel 2006 su mandato del Segretario Generale delle Nazioni Unite, è di fatto una piattaforma <em>multi-stakeholder</em> che riunisce governi, settori privati, società civile, esperti, tecnici, mondo accademico, Ong e organizzazioni internazionali, su un piano di parità, per promuovere un dialogo aperto e inclusivo sul futuro di internet.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’Igf 2025 si è tenutosi a Lillestrøm (vicino a Oslo), in Norvegia, dal 23 al 27 giugno, si è mosso all&#8217;insegna del motto <em>Building Digital Governance Together</em> (Costruire insieme la governance digitale) e ha proposto discussioni sull’ampio processo già analizzato dal Vertice mondiale sulla società dell&#8217;informazione.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I temi trattati spaziavano dall’inclusione digitale alla sicurezza informatica, dalla governance dei dati all’intelligenza artificiale (IA), oggi una delle sfide più urgenti per la politica digitale globale.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>All’Igf, i rappresentanti governativi intervenuti hanno condiviso il palco con dirigenti di grandi aziende tecnologiche e attivisti di base del Sud del mondo.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I forum di alto livello si sono svolti in sale conferenze a risparmio enrgetico, mentre le discussioni più informali si sono tenute presso l’Open Stage.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I delegati delle nazioni occidentali si sono confrontati con le voci del Sud del mondo.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Colmare e non ampliare il divario digitale</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Tra le numerose questioni sollevate, come mitigare i <em>bias</em> (distorsioni delle valutazioni causate dal pregiudizio) dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) basati prevalentemente su set di dati provenienti dalle società occidentali. Quando questi sistemi non riflettono le realtà culturali, linguistiche e sociali del Sud del mondo, rischiano di rafforzare le disuguaglianze anziché colmare i divari.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I partecipanti si sono anche chiesti in che modo l’IA possa essere al servizio delle lingue minoritarie e indigene quando i dati di base sono insufficienti.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Alcune domande</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Se le comunità investono tempo e impegno nella compilazione di risorse linguistiche e nella loro distribuzione con licenze aperte, possono mantenere la proprietà di tali risorse o almeno aspettarsi un compenso quando le grandi aziende tecnologiche estraggono e commercializzano il loro lavoro?</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un approccio all’IA basato sui diritti può garantire un’inclusione, una protezione e un’emancipazione significative a coloro che sono attualmente esclusi da questi diritti?</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un’altra preoccupazione urgente era il rischio di un nuovo divario digitale. Poiché le applicazioni di IA richiedono un’immensa potenza di calcolo, i data center diventano una risorsa strategica, concentrata nelle mani di aziende, per lo più con sede nell&#8217;emisfero occidentale, e i paesi del Sud del mondo rischiano di rimanere ancora più indietro. Un approccio all’IA basato sui diritti può garantire</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Queste domande non sono state poste a caso. Sono state dibattute con un forte senso etico e utilitaristico e di cooperazione, e riflettono il ruolo dell’Igf come spazio di dialogo globale fondato sul rispetto reciproco.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il forum, sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite, infatti è governato da principi che si applicano equamente a tutti gli Stati membri, grandi e piccoli.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Lo stesso spirito di uguaglianza e di responsabilità condivisa si estende alla governance di Internet stessa.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>L’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers</em> (Icann), che gestisce il sistema globale di domini di Internet, opera come un ente di pubblica utilità senza scopo di lucro ed è governata con un modello multi-stakeholder, che ne garantisce la responsabilità nei confronti della comunità globale, non di un singolo governo, dei singoli azionisti o degli interessi delle grandi aziende tecnologiche.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Leggi l’intera notizia qui</p>



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<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="rlN7rZpi22"><a href="https://waccglobal.org/which-path-forward-at-the-crossroads-of-global-internet-governance/">Which path forward at the crossroads of global internet governance?</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Which path forward at the crossroads of global internet governance?&#8221; &#8212; WACC" src="https://waccglobal.org/which-path-forward-at-the-crossroads-of-global-internet-governance/embed/#?secret=8Kf9k6S8G1#?secret=rlN7rZpi22" data-secret="rlN7rZpi22" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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<p></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/30/intelligenza-artificiale-al-cospetto-di-nuove-frontiere/">Intelligenza artificiale al cospetto di nuove frontiere</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Essenzialmente digitale</title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/29/essenzialmente-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 May 2025 09:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[educazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Scopri gli elementi essenziali della giustizia digitale nel 2025 all’evento online dell’Associazione mondiale per la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Scopri gli elementi essenziali della giustizia digitale nel 2025 all’evento online dell’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il panorama digitale sta cambiando rapidamente, più velocemente di quanto molti di noi possano e riescano a monitorare.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Dall’aumento della disinformazione generata dall’intelligenza artificiale al crescente impatto ambientale delle nostre vite <em>online</em>; le sfide etiche della comunicazione digitale sono più urgenti che mai.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per aiutare la società civile a rimanere informata e preparata l’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (Wacc), ospiterà uno speciale briefing <em>online</em> dal titolo «Giustizia Digitale nel 2025: cosa bisognerebbe sapere», il prossimo 5 giugno.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Guidato dall’esperta di intelligenza artificiale, la Dott.ssa <strong>Erin Green</strong>, la sessione esplorerà le principali tendenze digitali e offrirà spunti pratici per attivisti, organizzazioni e chiunque sia interessato a vivere in modo giusto nel nostro mondo digitale.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Questa sessione di un’ora tratterà temi quali:</p>



<p>&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Le principali problematiche relative alla giustizia digitale che emergeranno nel 2025</li>
</ul>



<p>&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Come utilizzare i contenuti di <em>Just Digital</em> della Wacc per stimolare discussioni e azioni consapevoli nella tua comunità</li>
</ul>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un’opportunità per ottenere risposte alle tue domande urgenti da una voce autorevole nell’ambito dell&#8217;intelligenza artificiale etica. La sessione interattiva si basa sui già popolari e visualizzati corsi di giustizia digitale promossi sempre dalla Wacc intitolati: <em>AI, You, and Your Organization </em>e <em>Just Digital</em>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Che tu sia un sostenitore di lunga data del Wacc o che tu sia in cerca di un nuovo approccio all’etica digitale – si legge sul sito dell’organizzazione –, questo evento interattivo è un’opportunità per riconnetterti con valori condivisi e affinare la tua advocacy. Unisciti a noi il 5 giugno alle 12 o alle 18».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per info clicca qui: <a href="https://waccglobal.org/find-out-the-essentials-of-digital-justice-in-2025-at-wacc-online-event/">https://waccglobal.org/find-out-the-essentials-of-digital-justice-in-2025-at-wacc-online-event/</a></p>



<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/29/essenzialmente-digitale/">Essenzialmente digitale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«I cookie», non sono mai gratis</title>
		<link>https://riforma.it/2025/03/27/i-cookie-non-sono-mai-gratis/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 08:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[cookies]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il corso dell’Associazione Cristiana mondiale per la comunicazione «Just Digital» è ora disponibile anche in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il corso dell’Associazione Cristiana mondiale per la comunicazione «Just Digital» è ora disponibile anche in francese e in lingua spagnola</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>I francofoni e gli ispanofoni hanno una nuova risorsa per vivere in modo giusto e lavorare per la giustizia nel nostro mondo digitale. L’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (Wacc), ha lanciato «<em>Just Digital</em>» anche in francese e in spagnolo per allargare la rete di utenti navigatori del web in modo saggio e a sostenere efficacemente le proprie idee.</p>



<p>La risorsa<em> online</em> &#8211; facilmente fruibile e simpatica &#8211; fornisce a studenti e giovani generazioni le competenze informatiche di base e un’alfabetizzazione digitale corretta. La Wacc ha creato questo corso con il supporto dell’Associazione delle Chiese e Missioni Protestanti in Germania (Emw) e del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>In tre sessioni coinvolgenti l’utente viene introdotto in concetti chiave e relativi alla digitalizzazione, grazie alle indicazioni di esperti mondiali. I partecipanti possono dunque apprendere nozioni rapide e mettere in atto azioni per proteggere i propri dati online, riconoscere e gestire le <em>fake news </em>e esercitare il diritto alla libertà di espressione, in modo responsabile.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Ognuna delle sessioni intitolate: «I cookie non sono mai gratis», e ancora, «Non prendermi per uno sciocco» e «Cosa posso dire? I miei diritti, i tuoi diritti», richiede meno di un’ora di attenzione complessiva per essere completata. Dopo aver raggiunto il primo Livello, gli studenti vengono sono accreditati come <em>Digital Justice Champions</em>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La vicesegretaria generale del Wacc, <strong>Sara Speicher</strong>, ha affermato che «il lancio delle edizioni francese e spagnola della risorsa mira ad aiutare più individui e comunità in tutto il mondo a essere utenti informati e sostenitori della giustizia digitale. Più che mai – ha ricordato –, è necessario di comprendere “l’ecosistema” della comunicazione digitale che tocca tutto e che ciò che accade <em>online</em> produce impatti notevoli anche offline. Dobbiamo andare oltre l’apprendimento dell’uso degli strumenti digitali tecnici e acquisire più familiarità con le questioni etiche a essi correlate».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Just Digital dimostra che esiste un modo divertente per applicare l’etica all’uso di strumenti digitali. La registrazione è disponibile a una quota modesta, che supporta lo sviluppo di ulteriori risorse per la giustizia digitale. I membri di Wacc possono richiedere un codice per l’accesso gratuito al corso online.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per informazioni clicca qui</p>



<p><a href="https://ccrvoices.org/courses/just-digital">https://ccrvoices.org/courses/just-digital</a></p>



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		<title>La comunicazione delle donne 30 anni dopo Pechino</title>
		<link>https://riforma.it/2025/03/12/la-comunicazione-delle-donne-30-anni-dopo-pechino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 06:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione femminile]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un Forum per promuovere i diritti e l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza di genere &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un Forum per promuovere i diritti e l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza di genere</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc) e le organizzazioni partner esamineranno i progressi verso gli impegni globali per promuovere l’uguaglianza di genere e proporranno linee guida per azioni future in occasione dell’evento (Forum) Ong Csw 69 da ieri in corso a New York City, che terminerà il 21 marzo. Il Forum è un incontro promosso dalla società civile e che si tiene parallelamente alla sessione annuale della Commissione sulla condizione delle donne (Csw), l’Organismo delle Nazioni Unite che promuove i diritti e l’emancipazione delle donne e l’uguaglianza di genere globale. Il tema del Csw69 vuol essere di fatto una revisione, un’evoluzione della storica Piattaforma d’azione di Pechino adottata 30 anni fa dagli Stati membri delle Nazioni Unite.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’evento «Sezione J @ Pechino+30: salvaguardia della comunicazione delle donne e dei diritti digitali», tenutosi ieri 11 marzo ha fatto il punto sull’attuazione della sezione «Donne e media» della Piattaforma di Pechino per sviluppare linee guida di azione correlate per un’Agenda per lo sviluppo sostenibile post-2030. La Sezione J della Piattaforma d’azione di Pechino mira infatti ad aumentare la partecipazione delle donne e l’accesso all’espressione e al processo decisionale attraverso i media e le nuove tecnologie della comunicazione e a promuovere una rappresentanza equilibrata delle donne nei media.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Solo una manciata di attori mondiali ha prestato attenzione al problema», ha ricordato la responsabile del programma per genere e comunicazioni, <strong>Sarah Macharia</strong> della Wacc, e tra questi emerge appunto, la rete Global Media Monitoring Project (Gmmp) della Wacc.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Come ricorda il sito della Chiesa luterana in Italia «Nel settembre del 1995, migliaia di attiviste per i diritti delle donne e rappresentanti di oltre 180 nazioni si riunirono a Pechino per un evento storico. La Quarta Conferenza Mondiale sulle Donne segnò una svolta nella lotta per l’uguaglianza, culminando nell’adozione della <a href="https://www.unwomen.org/sites/default/files/2025-03/womens-rights-in-review-30-years-after-beijing-en.pdf">Dichiarazione e Piattaforma d’Azione di Pechino».</a></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La Dichiarazione di Pechino, firmata all’unanimità da 189 paesi, tracciò un percorso chiaro per raggiungere l’uguaglianza tra uomini e donne. Il documento individuava 12 aree prioritarie su cui intervenire con urgenza.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/03/12/la-comunicazione-delle-donne-30-anni-dopo-pechino/">La comunicazione delle donne 30 anni dopo Pechino</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La giustizia digitale è fondamentale per raggiungere la giustizia climatica</title>
		<link>https://riforma.it/2025/02/26/la-giustizia-digitale-e-fondamentale-per-raggiungere-la-giustizia-climatica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 08:39:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia climatica]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo numero della rivista dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione: &#8220;Garantire che tutti abbiano accesso...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><span class="s1">L&#8217;ultimo numero della rivista dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione: &#8220;Garantire che tutti abbiano accesso a informazioni indipendenti e imparziali&#8221;</span></h5>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">La giustizia nella comunicazione è vitale per affrontare “le minacce esistenziali poste dal cambiamento climatico e dalla disuguaglianza ambientale nel nostro mondo digitale”, scrive Philip Lee, redattore di <i>Media Development</i>, in “<i>Climate Justice and Digital Inclusion</i>”, aprendo così l’ultimo numero della rivista dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc).</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">Ciò significa, “garantire sia che tutti abbiano accesso a informazioni indipendenti e imparziali sui cambiamenti climatici, sia che la società civile sia vista e ascoltata nei dibattiti globali sul clima e nei media”, sottolinea.</span></p>



<p class="p1"><span class="s1">“Escludere voci e punti di vista alternativi è un affronto alle libertà democratiche e comporta un rischio immenso per la vita, i mezzi di sussistenza delle persone e per l’ambiente stesso”.</span></p>



<p class="p1"><span class="s1">Gli autori del numero 1/2025 si soffermano sul perché nel mondo “mediato digitalmente” di oggi, ci si debba concentrare “sulle comunità e sui popoli emarginati, e dunque sfruttando le tecnologie digitali sia per l’azione climatica sia per mitigare l’impatto della digitalizzazione sul clima”.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">Cosa succede quando, coloro che sono maggiormente influenzati dalle decisioni politiche, sono di fatto esclusi da questa comunicazione?, così si chiede <b>Nagarajan Ramakrishnan</b> del partner Wacc Ideosync Media Combine in India, nella sua analisi.</span></p>



<p class="p1"><span class="s1">Le voci di queste comunità “devono essere ascoltate perché sono la chiave non solo per colmare il divario digitale, ma anche per esser un ponte verso qualcosa di significativo”.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">Il giornalista nepalese <b>Kunda Dixit</b> esamina nel suo articolo<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>i modi in cui i media digitali possono essere utilizzati come strumento formativo “per arrivare al dominio pubblico e per sollecitare i politici in materia di cambiamenti climatici. Stimolando così l’azione reale”. Dixit, esorta nel suo intervento “i membri dei media a cambiare strategia e ad impegnarsi più attivamente con il pubblico”.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">Non può esserci giustizia climatica senza giustizia nella comunicazione, ricorda poi l’articolo di <b>Pie Mabanta-Fenomeno </b>della Communication Foundation for Asia, partner del Wacc, e sottolinea che “ciò deve però e necessariamente includere un’attenta conoscenza dei popoli indigeni, troppo spesso trascurata, e lo si può fare attraverso lo <i>storytelling</i> e la <i>governance </i>partecipativa. Questi gruppi &#8211; afferma &#8211; sfidano le narrazioni dominanti, garantendo che il silenzio delle voci emarginate possa essere sostituito da un coro di collaborazione”.</span></p>



<p class="p1"><span class="s1">L’educatrice <b>Dina Gilio-Whitaker</b> delle Tribù Confederate di Colville presenta, invece, un caso di studio dalla sua classe universitaria negli Stati Uniti che mostra quanto l’alfabetizzazione ai media digitali possa essere uno strumento per insegnare ai giovani “a pensare in modo critico al cambiamento climatico, a prestare attenzione alla disinformazione e ai pregiudizi dei media e ad agire in modo informato”.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">Ulteriori articoli includono uno sguardo all’occasione mancata del Patto per il futuro delle Nazioni Unite di trattare la giustizia di genere, la crisi climatica e il conflitto come questioni interconnesse; una riflessione del direttore del Wacc <b>Jim McDonnell </b>sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale e sulla necessità di una regolamentazione basata sui diritti e che riduca il danno; e un’analisi dell’impatto dei mezzi di informazione sull&#8217;opinione pubblica in India.</span></p>



<p class="p1"><span class="s1">Il numero offre inoltre ai lettori l’accesso ai testi completi della Dichiarazione Cop29 sull’azione digitale verde e della Dichiarazione di Haarlem 2024 sulla promozione dell’Ia inclusiva e sicura.</span></p>



<p>&nbsp;</p>



<p class="p1"><span class="s1">Il link alla rivista </span><span class="s2">digitale: https://waccglobal.org/media-development-2/subscribe/</span><span class="s1"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/02/26/la-giustizia-digitale-e-fondamentale-per-raggiungere-la-giustizia-climatica/">La giustizia digitale è fondamentale per raggiungere la giustizia climatica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Appello a monitorare la misoginia sui social media nei 16 giorni di attivismo</title>
		<link>https://riforma.it/2024/11/27/appello-a-monitorare-la-misoginia-sui-social-media-nei-16-giorni-di-attivismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 09:28:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc)]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=68478</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le azioni in materia di violenza di genere dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc)...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Le azioni in materia di violenza di genere dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc)</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Nel 2023, ogni 10 minuti, partner e familiari hanno ucciso intenzionalmente una donna o una ragazza. La crisi della violenza di genere è urgente. Non esiste #nessunascusa per la violenza contro le donne e le ragazze. I 16 giorni di attivismo contro la violenza sono un’opportunità per rivitalizzare gli impegni, chiedere responsabilità e azione ai decisori politici, mentre il mondo si avvicina al 30° anniversario della Dichiarazione di Pechino e della Piattaforma d’azione nel 2025 – un progetto visionario per raggiungere l’uguaglianza di genere e la tutela delle donne», si legge sul sito&nbsp;dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>16 giorni di attivismo contro la violenza di genere &#8211; anche perché la violenza di genere è anche facilitata dalla tecnologia e continua a trasformarsi e a diffondersi in modi allarmanti:</p>



<p>&nbsp;</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>l’anonimato fornito da Internet</li>



<li>la normalizzazione dell’odio online da parte della società nei confronti di donne e ragazze</li>



<li>l’ascesa dei movimenti digitali anti-genere (<a href="https://riforma.it/2024/11/21/ripartire-dalleducazione-sentimentale/">vedi il nostro articolo</a> sul fenomeno Incel di Beatrice Petrella )</li>



<li>lassismo nella responsabilità da parte delle aziende tecnologiche</li>



<li>mancanza di consenso tra gli Stati sul fatto che il TFGBV sia in realtà violenza</li>
</ul>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per celebrare la 33a edizione dei 16 giorni annuali di attivismo contro la violenza di genere, le Nazioni Unite nella campagna UNiTE – si legge ancora sul sito Wacc – chiedono azioni concrete, tra queste individuare la responsabilità degli autori di reati; l’accelerazione di strategie nazionali di contrasto alle violenze e dotare risorse adeguate e maggiori finanziamenti preventivi e ai movimenti per i diritti delle donne.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’osservazione dei social media della Wacc invita ad agire in quanto il monitoraggio in quanto emerge che oltre il 50% dei post misogini, ad esempio su X (ex Twitter), sia che abbiano come <em>target</em> una donna specifica o le donne in generale, si concentrano sul <em>body shaming</em>. Sebbene uomini, donne, gruppi e organizzazioni siano responsabili di perpetrare la misoginia <em>online</em>, gli uomini tendono a pubblicare tali contenuti più di qualsiasi altra categoria di utenti dei social media; oltre 6 post di questo tipo su 10 sono scritti da singoli uomini.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>#StopTFGBV: 3 modi per agire suggeriti dalla Wacc</p>



<p>&nbsp;</p>



<ol class="wp-block-list">
<li>Diventa un osservatore dei social media</li>
</ol>



<p>Facci sapere se desideri partecipare all’osservazione globale dei social media</p>



<ol start="2" class="wp-block-list">
<li>Invita altri a partecipare</li>
</ol>



<p>Riunisci amici, familiari e colleghi per formare un<em> team </em>di sorveglianza dei social media. Scarica il nostro toolkit di formazione <a href="https://waccglobal.org/resources/gender-justice/toolkit-against-tfgbv/">https://waccglobal.org/resources/gender-justice/toolkit-against-tfgbv/</a> per scoprire come applicare gli strumenti di raccolta dati. Monitora come una squadra, quindi condividi i tuoi risultati con noi.</p>



<ol start="3" class="wp-block-list">
<li>Sostieni l&#8217;Osservatorio</li>
</ol>



<p>Contribuire con finanziamenti o partenariati in natura per sostenere l’espansione dello sforzo globale. Contattaci per i dettagli.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Immagine: Incrementare l’alfabetizzazione mediatica digitale in India con il partner WACC Ideosync Media Combine. Credito: Ideosync Media Combine</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/11/27/appello-a-monitorare-la-misoginia-sui-social-media-nei-16-giorni-di-attivismo/">Appello a monitorare la misoginia sui social media nei 16 giorni di attivismo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>«Per una visione globale della giustizia digitale»</title>
		<link>https://riforma.it/2024/11/21/per-una-visione-globale-della-giustizia-digitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 06:48:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=68323</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160;Online il nuovo numero della rivista Media Developementnel edita dall’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">&nbsp;Online il nuovo numero della rivista Media Developementnel edita dall’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione</h5>



<p>«A Global Vision of Digital Justice» è il titolo del nuovo numero della rivista <em>Media Development</em> pubblicato dall’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc) che approfondisce quanto si possano progettare quadri di governance democratici e inclusivi nell’odierna società permeata dall’informazione digitale.&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Il futuro incontro delle Nazioni Unite &#8211; che si terrà a settembre 2024 – insieme all’evento di alto livello del Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione+20 (Wsis+20) del prossimo luglio, saranno cruciali per le libertà democratiche in tutto il mondo – e per i diritti della comunicazione in particolare», scrive nell’editoriale <strong>Philip Lee</strong>, rilevando che «le Organizzazioni internazionali, regionali e nazionali hanno lavorato instancabilmente per chiarire le questioni in gioco per garantire uno spazio democratico come “Patto” digitale».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La rivista <em>Media Development</em> 4/2024 propone anche un documento utile a «fornire contesti e modi per creare ambienti atti a promuovere la pace e la comprensione reciproca».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Clemencia Rodriguez</strong>, <strong>Seán Ó Siochrú</strong> e <strong>Parminder Jeet Singh</strong> illustrano poi «la realtà e la lotta» per il controllo dei media e degli ecosistemi della comunicazione, attraverso «un ritratto immaginario, quello di “Nelly” e della sua famiglia».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il summit Wsis+20, ricorda ancora la rivista, è «una rara opportunità per sviluppare la visione di un movimento digitale progressista, globale. La [nostra] pretesa è quella di influenzare le decisioni politiche», e propone un documento con undici punti (non negoziabili) come punto di partenza della discussione verso un futuro quadro normativo.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un articolo critico di <strong>Anita Gurumurthy</strong> e <strong>Nandini Chami</strong> di IT for Change, analizza il <em>Global Digital Compact</em> attraverso la lente dell’uguaglianza di genere: «Il “Patto” sembra essere un ennesimo esempio di vuote proposte politiche nel “<em>mainstreaming di genere</em>” che non fanno altro che allontanare il discorso di genere». Altri contributi, poi, esplorano la questione della fiducia in merito alle notizie, attraverso la critica alla copertura mediatica dei conflitti in Ucraina e Gaza.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Il dibattito pubblico sul processo WSIS+20 ha evidenziato il nesso tra tecnologie digitali, intelligenza artificiale e fiducia nelle notizie – afferma ancora Lee – illustrando la necessità di quadri normativi democratici e inclusivi come richiesto da Rodriguez, Ó Siochrú e Jeet Singh. Senza questi quadri, saremo destinati a tornare al punto di partenza».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Media Development 4/2024 è disponibile per gli abbonati e i membri Wacc.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Leggi la notizia qui</p>



<p><a href="https://waccglobal.org/latest-media-development-focuses-on-global-vision-of-digital-justice/">https://waccglobal.org/latest-media-development-focuses-on-global-vision-of-digital-justice/</a>, dove trovi anche le informazioni per attivare l’abbonamento.</p>



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	</channel>
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