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	<title>volontariato - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Oct 2025 11:31:29 +0000</lastBuildDate>
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	<title>volontariato - Riforma.it</title>
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		<title>Torino. Cuore, fede e…organizzazione!</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/02/torino-cuore-fede-eorganizzazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Nitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 08:49:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa battista lucento]]></category>
		<category><![CDATA[paola zambon]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da diversi anni la chiesa battista del quartiere Lucento cura un progetto di banco alimentare&#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1">Da diversi anni la chiesa battista del quartiere Lucento cura un progetto di banco alimentare<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Ogni mese, in ciascuna borsa di viveri distribuita, insieme alla pasta, ai biscotti, allo zucchero, l’olio… viene inserito anche un foglietto con una preghiera e un versetto biblico. Per questo mese di settembre il versetto scelto dice: «Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento», tratto dal libro dei Proverbi. Mi fa uno strano effetto, in questo contesto, pensare di doversi appoggiare al cuore e alla fede… e non al discernimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">In una piccola sala della <strong>chiesa battista di Lucento, a Torino</strong>, dalle 15 di questo martedì pomeriggio, arrivano una dopo l’altra le persone che usufruiscono del banco alimentare, per ritirare la loro borsa. Si mettono ordinate in fila nello stretto corridoio, aspettano il loro turno. Sì, c’è molto cuore e c’è molta fede, nel lavoro a favore di una quarantina fra singoli e famiglie, ma c’è anche tantissimo discernimento! Un lavoro organizzativo grande: la valutazione e selezione delle richieste, l’alternarsi dei turni dei volontari, la gestione del magazzino, la raccolta del cibo presso i supermercati, l’acquisto mirato dei prodotti che mancano. E infatti il giorno mensile della distribuzione arriva dopo uno sforzo organizzativo notevole, che è meno appariscente. Tutto avviene grazie al lavoro di un gruppo di volontari e volontarie. «È un aspetto fondamentale – spiega la pastora della chiesa di Lucento, Paola Zambon –: sono le volontarie e i volontari a occuparsi di tutte le fasi di cui il nostro progetto si compone. Il gruppo è molto affiatato, e le persone che ne fanno parte lavorano con entusiasmo, gratificate dalla sensazione di fare qualcosa che cambia, almeno un po’, la vita di altre persone».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Questo martedì pomeriggio, insieme alla pastora, c’è Loredana Richiardone che accoglie le persone per la distribuzione dei viveri; mi colpisce, in lei come in altri volontari, la solidità e la costanza. Da quanti anni fa questo lavoro? Non se lo ricorda precisamente. «Fin qui il Signore ci ha aiutati – dice –, vogliamo continuare a fare qualcosa di utile». Suo marito Valter Bruscaini, mancato improvvisamente pochi mesi fa, era una delle “colonne” di questo progetto, ne teneva le fila. Venuta a mancare questa figura, dopo una fase di disorientamento, il Consiglio di Chiesa ha riorganizzato il lavoro, ridistribuendo i compiti fra i volontari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>Molte fra le persone che arrivano oggi per ritirare i viveri, forse la maggior parte, sono donne</b>. Alcune sono straniere: spesso la più anziana non parla bene l’italiano, a volte per niente, ma è sempre accompagnata da una donna più giovane che l’aiuta. «Noi cerchiamo di essere disponibili all’ascolto – spiega la pastora &#8211; rispettando la riservatezza e la storia di tutti. L’associazione <em>Contrasto Povertà Italia</em> è il nostro punto di riferimento per tenere i contatti con gli ipermercati presso i quali facciamo periodicamente la raccolta alimentare», aggiunge la pastora Zambon. Il banco alimentare è anche sostenuto grazie a un progetto Otto per mille dell’Unione cristiana evangelica battista d’Italia (Ucebi).</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il momento della raccolta alimentare presso i supermercati è davvero cruciale: lì la comunità in qualche modo si espone, entra in relazione con molte persone, chiede “fiducia”. Per altro la raccolta si tiene spesso in quartieri per niente agiati della città, dove ogni donazione ricorda “l’offerta della vedova”, il racconto evangelico della donna poverissima che dona tutto ciò che ha e non il superfluo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Riprendendo il versetto di Proverbi citato all’inizio, dove sta allora la fiducia in Dio e dove il discernimento? Vanno insieme, in questa esperienza del banco alimentare a Torino. E il progetto va avanti, malgrado l’impoverimento progressivo della città e del quartiere in cui si trova la chiesa, malgrado situazioni di indigenza che diventano croniche e che la piccola chiesa battista di Lucento naturalmente non può e non pretende di poter risolvere, se non orientando queste persone verso i servizi sociali. Ma «fin qui il Signore ci ha accompagnati»: è proprio vero, Loredana!</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>





<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Foto di Alessia Bruscaini</strong></em></p>



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		<title>Chiese e volontariato. Un binomio inscindibile</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/02/chiese-e-volontariato-un-binomio-inscindibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Geymonat e Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 05:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Bertin]]></category>
		<category><![CDATA[rocco nastasi]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che cosa significa il termine volontariato nella chiesa e per la chiesa? Ne abbiamo parlato...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Che cosa significa il termine volontariato nella chiesa e per la chiesa? Ne abbiamo parlato con due persone che da anni si occupano di questo aspetto</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>&nbsp;È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di luglio del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di <a href="http://www.riforma.it/">www.riforma.it</a>. Il numero contiene un dossier dedicato al binomio inscindibile fra Chiesa e Volontariato. Buona lettura.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Fare del volontariato nelle chiese? Bisogna avercelo dentro, nel Dna». Così inizia la chiacchierata con <strong>Marina Bertin</strong>, da una vita impegnata nella <strong>Chiesa valdese</strong>, con diversi incarichi, da quello legato alla chiesa locale (è attualmente presidente del Concistoro) a quelli in organismi più grandi e nazionali (Diaconia valdese, Federazione delle donne evangeliche in Italia). «Ho iniziato quando ero giovane, a circa 20 anni, proprio con la Fdei: ero già attiva nell’Unione femminile della mia chiesa e ho avuto la possibilità di inserirmi in questo organismo che mi ha aperto la visione su come funziona la chiesa e sul ruolo che ognuno di noi, a titolo volontario, ricopre».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le occasioni di impegnare il proprio tempo all’interno della chiesa sono molteplici, anche di grande responsabilità, come la Commissione d’esame del Sinodo, che “controlla” l’operato della Tavola. «Questa è un’esperienza che consiglierei a tutti per capire al meglio le dinamiche interne: certo è impegnativo, ed è necessario dedicare tempo ed energie». Nel corso degli anni però Bertin ha notato un certo cambiamento nel modo di essere volontario. «Nella chiesa, come in altri ambiti, tutto si è complicato notevolmente; la burocrazia è cresciuta a dismisura, mettendo in seria difficoltà chi vuole dedicare il proprio tempo. Ci sono alcuni ruoli, quelli dei vertici dei comitati delle opere, dei presidenti o presidentesse dei Concistori che hanno delle grandi responsabilità, per cui è sempre più complesso trovare persone che danno la disponibilità a candidarsi per questi ruoli chiave. Penso sia arrivato il momento di riflettere attentamente su questi aspetti e di riconoscere in qualche modo questi nuovi ministeri».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente poi il cambiamento della società e lo spopolamento giocano un ruolo fondamentale. «30-40 anni fa il Concistoro della mia chiesa era composto esclusivamente da pensionati; questo comportava che avevano molto tempo da dedicare alla chiesa. Oggi invece ci sono anche persone più giovani che lavorano e studiano, magari lontano, e non possono ovviamente essere sempre presenti ma si impegnano tantissimo. La questione, già sollevata in altri ambiti, è quella che la nostra chiesa è basata su un’impostazione ottocentesca ma il mondo è cambiato velocemente (il nostro spopolandosi in modo drastico)».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La chiesa di Angrogna si è trovata a vivere alcuni periodi senza il ministro di culto, autogestendosi (con l’aiuto degli organi intermedi, Circuito e Distretto). Come è stata questa esperienza? «Abbiamo già avuto, negli ultimi anni, due esperienze simili. Devo dire che è stata molto arricchente e ha unito la comunità, non ci siamo sentiti abbandonati. Ci siamo rimboccati le maniche e questo ha dimostrato il ruolo centrale del volontariato nelle chiese».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il volontariato può avere mille sfaccettature, ma bisogna rendersi conto che non è un ripiego banale per riempire il proprio tempo: è invece una condivisione di solidarietà nei confronti delle persone più deboli, più fragili. Una vera scelta di vita. Personalmente, il volontariato mi ha segnato la vita». Quasi uno slogan, di sicuro una dichiarazione appassionata, quella di <strong>Rocco Nastasi</strong>, <strong>presidente della Caritas di Pinerolo</strong>, il “braccio sociale” della Chiesa cattolica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sono nato a Torino e ho iniziato a fare volontariato con il Cottolengo nel 1980. 45 anni dopo posso dire di non aver mai smesso, prima con 40 anni di attività gestendo servizi per le fragilità – Nastasi è stato a lungo presidente di Coesa, la grande cooperativa sociale della Provincia di Torino (<em>ndr</em>) – e poi dal 2019 alla guida della Caritas di Pinerolo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un ritorno alle origini, a quel rapporto fra chiesa e mondo del volontariato: «Sì. Credo sia un valore aggiunto coniugare volontariato e fede personale. Credo soprattutto fermamente che le chiese siano l’unico vero argine all’amoralità di questo mondo, la sola vera voce autorevole. Per me fare volontariato oggi significa anche questo, collocarsi e prendere una posizione rispetto alla società così come si propone, e rispetto a un mondo che precipita nelle guerre».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo Nastasi, «bisogna rendersi conto che lo Stato oggi non è in grado di intervenire in maniera capillare sulle fragilità, e quindi grazie al volontariato che si sostengono moltissimi progetti solidali». Per farlo è dovuto cambiare anche lo stesso mondo del volontariato: «nei servizi erogati è stato necessario trovare un equilibrio fra volontariato e professionalità; quest’ultime sono ovviamente necessarie per garantire determinati standard, determinati servizi. Ma senza i volontari non sarebbe possibile erogarli quei servizi. Sono quindi due poli entrambi necessari». Discorso diverso invece per le associazioni o Caritas parrocchiali formate ancora da volontari per erogare i loro servizi sociali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla domanda su come è cambiato il volontario medio nel tempo Nastasi evidenza soprattutto l’aumento dell’età media, un <em>target</em> di persone in uscita dal mondo del lavoro: «i giovani perdono terreno da questo punto di vista, direi che siamo ai minimi storici. Lo testimoniano i dati del Servizio Civile: non si riescono a occupare tutti i posti disponibili. Non conosco le cause di questa tendenza in corso ma credo sarebbe importante tentare un’analisi del fenomeno per non trovarci presto in affanno».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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<h6 class="wp-block-heading">Foto chiesa metodista Roma</h6>



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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/07/02/chiese-e-volontariato-un-binomio-inscindibile/">Chiese e volontariato. Un binomio inscindibile</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Volontariato e salvaguardia del creato</title>
		<link>https://riforma.it/2024/08/22/volontariato-e-salvaguardia-del-creato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bertuzzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Aug 2024 07:06:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[edyn]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rete EDYN in cerca di nuovi strumenti per la promozione della difesa dell’ambiente &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La rete EDYN in cerca di nuovi strumenti per la promozione della difesa dell’ambiente</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>EDYN</strong> &#8211; acronimo di <strong>Ecumenical Diaconal Year Network</strong> &#8211; è una rete internazionale ed ecumenica di organizzazioni operanti nell’ambito del volontariato giovanile. La Diaconia Valdese ne fa parte da molti anni così come diversi enti che inviano in Italia una quota importante dei volontari e delle volontarie annualmente ospiti delle sue strutture e di quelle di organizzazioni sorelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo scopo principale di EDYN è di facilitare il dialogo tra organizzazione con valori e attività comuni, condividere buone prassi, garantire ai volontari e alle volontarie progetti di qualità, nonché svolgere attività di lobbying su enti finanziatori sovranazionali, mantenendo centrale la testimonianza della fede in Cristo declinata attraverso l’azione diaconale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da circa due anni EDYN ha deciso di affrontare in maniera strutturale il tema ambientale, intercettando una forte esigenza proveniente dal mondo giovanile, particolarmente interessato &#8211; giustamente! &#8211; alla salvaguardia del pianeta ricevuto in eredità dalle precedenti generazioni. Relazionarsi con un tema nuovo per un’organizzazione come EDYN, abituata a operare nel campo sociale, non è stato semplice. Proprio per questo si è deciso di sottoporre un progetto all’Otto per Mille della Chiesa Valdese &#8211; Unione delle chiese metodiste e valdesi per aiutare la formazione del personale e per creare strumenti utili per organizzazioni e volontari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è stato approvato dal Sinodo del 2023 e così, già a novembre dello stesso anno, si è svolto un seminario al quale ha partecipato, in qualità di formatore, il pastore Tamás Kodácsy, membro dell’European Christian Environmental Network, presidente del Movimento delle eco-congregazioni della Chiesa Riformata Ungherese e ricercatore presso l&#8217;Istituto per la cura del creato della Facoltà di scienze umane e sociali dell&#8217;Università di Károli Gáspár. I documenti di studio sono stati numerosi: tra essi è certamente da citare “Every Part of Creation Matters” del Consiglio ecumenico delle Chiese, la “Green Bible”, Bibbia sulla quale sono messi in risalto e commentati i passi riguardanti la salvaguardia del creato, “Il libro della sostenibilità” che propone una prospettiva di fede cristiana sugli obiettivi di sviluppo sostenibile. Durante l’incontro i gruppi di lavoro hanno approfondito questi e altri temi correlati al coinvolgimento dei giovani e delle giovani nel servizio volontario, con l’idea che giustizia sociale e giustizia ambientale debbano andare di pari passo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contributo dell’Otto per Mille ha permesso altresì la recente pubblicazione di un “Green Manual” con tanti suggerimenti per volontarie e volontari per affrontare in maniera più verde il loro anno all’estero. Su questo argomento la sensibilità giovanile è visibilmente in crescita, a partire dalle scelte quotidiane fino all’impegno anche politico di tante e tanti giovani: un numero sempre maggiore di volontari e volontarie organizzano i propri viaggi scegliendo mezzi di trasporto sostenibili e addirittura si registra una crescente predilezione per le destinazioni raggiungibili anche senza l’utilizzo dell&#8217;aereo. In generale è molto alto l’interesse per attività o progetti che abbiano anche un’attenzione alla tematica ambientale e di riscoperta del contatto con la natura.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto è in via di conclusione ma il percorso di EDYN sul tema dell’ambiente certamente non si esaurirà qui: gli strumenti acquisiti in questi mesi saranno indispensabili per migliorare le nostre attività e dunque per continuare a stimolare il coinvolgimento del mondo giovanile nel sociale a servizio sia delle persone sia del pianeta.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/08/22/volontariato-e-salvaguardia-del-creato/">Volontariato e salvaguardia del creato</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>40 anni di volontariato evangelico: il nostro servizio video</title>
		<link>https://riforma.it/2024/03/26/40-anni-di-volontariato-evangelico-il-nostro-servizio-video/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 08:55:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Aev]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Rosso]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parole di alcuni dei protagonisti del convegno che ha celebrato la fondamentale funzione del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Le parole di alcuni dei protagonisti del convegno che ha celebrato la fondamentale funzione del volontariato</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/uHnzjxk30wE?si=ZT6HjvKkgFHsK7Br" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/26/40-anni-di-volontariato-evangelico-il-nostro-servizio-video/">40 anni di volontariato evangelico: il nostro servizio video</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Volontariato all’estero: aperta la selezione!</title>
		<link>https://riforma.it/2024/03/18/volontariato-allestero-aperta-la-selezione-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 07:58:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#apertura]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio Civile Universale]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tante opportunità e destinazioni in Europa, per giovani tra i 18 e 30 anni, coordinati...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/18/volontariato-allestero-aperta-la-selezione-2/">Volontariato all’estero: aperta la selezione!</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Tante opportunità e destinazioni in Europa, per giovani tra i 18 e 30 anni, coordinati dalla Diaconia valdese</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Da pochi giorni l’<em>ufficio volontariato e mobilità giovanili</em> della Diaconia Valdese ha aperto la call per opportunità di volontariato all’estero a partire dall’autunno 2024.</p>
<p>Il bando è aperto a giovani di età compresa tra i 18 e 30 anni. Fino al 30 aprile 2024 è possibile presentare domanda di partecipazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Diaconia Valdese coordina progetti di volontariato all’estero &#8211; dai 9 ai 12 mesi &#8211; per giovani fra i 18 e i 30 anni, in partnership con tanti enti e associazioni che operano nell’ambito sociale, come i partner della rete <a href="https://edyn.org/">EDYN</a> e di <a href="https://phirenamenca.eu/">Phiren Amenca</a>. I progetti fanno parte del programma <a href="https://europa.eu/youth/solidarity_en">European Solidarity Corps</a> (ex SVE), del <em>service civique</em> francese e del servizio civile tedesco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le opportunità di volontariato sono tutte in ambito sociale: è possibile prestare servizio con minori, migranti, anziani, giovani e adulti in difficoltà. Le destinazioni al momento disponibili sono Inghilterra, Francia, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Norvegia, Ungheria, Belgio e Spagna – ma potrebbero aggiungersene di nuove in itinere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul sito della Diaconia Valdese &#8211; nella sezione dedicata al volontariato internazionale &#8211; si possono trovare maggiori informazioni, sia per quanto riguarda le destinazioni ed i progetti (infopack per ogni destinazione) sia per le modalità di presentazione della domanda e di successive selezione e partenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori informazioni si può scrivere anche a <a href="mailto:volontariato@diaconiavaldese.org">volontariato@diaconiavaldese.org</a> o contattare telefonicamente l’ufficio volontariato e fissare un appuntamento sia di persona sia da remoto (0039 348 7978745).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il volontariato all’estero è una grande opportunità per crescere, viaggiare e vivere!</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/18/volontariato-allestero-aperta-la-selezione-2/">Volontariato all’estero: aperta la selezione!</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Liguria «Gli Amici di Zaccheo», storia e testimonianza evangelica</title>
		<link>https://riforma.it/2024/01/25/liguria-gli-amici-di-zaccheo-storia-e-testimonianza-evangelica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enrico Reato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jan 2024 09:00:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’associazione di volontariato che dal 2005 opera in diverse carceri liguri testimonia la possibilità di...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/01/25/liguria-gli-amici-di-zaccheo-storia-e-testimonianza-evangelica/">Liguria «Gli Amici di Zaccheo», storia e testimonianza evangelica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>L’associazione di volontariato che dal 2005 opera in diverse carceri liguri testimonia la possibilità di iniziare una nuova vita</h5>
<p>Quando abbiamo iniziato la nostra attività di volontariato nelle carceri, nel 2005, ci siamo posti una questione fondamentale: come aiutare coloro che hanno commesso degli errori e si trovano a dover pagare in carcere la giusta condanna, offrendo una possibilità di iniziare una nuova vita in risposta alla predicazione della Buona Novella di Gesù, una nuova vita rigenerata e trasformata dallo Spirito e dalla Parola del Signore, che possa essere riconciliata da situazioni familiari difficili, dignitosa con un lavoro e un tetto dove vivere e nello stesso tempo capace di donare amore per l’amore ricevuto, di portare sentimenti di riconoscenza a Dio per la sua grazia.</p>
<p>Eravamo un piccolo gruppo di credenti provenienti da diverse denominazioni evangeliche e una credente cattolica, motivati dalla fede e dall’amore per queste persone in carcere, diversi per tradizioni ma uniti nel desiderio di servire il Signore andando incontro al prossimo. Da questo incontro è nata l’Associazione «Amici di Zaccheo».</p>
<p>In tutti questi anni possiamo dire con certezza che il Signore ci ha sostenuto nonostante la limitatezza delle nostre risorse umane e ci ha fatto maturare nella nostra esperienza: centinaia di persone nelle carceri di Marassi, Pontedecimo, qualcuno a Chiavari e Sanremo, sono state seguite da volontari con colloqui costanti di ascolto, sostegno, testimonianza e progetti di formazione, abbiamo visto decine di persone, che abbiamo preso in cura, iniziare un nuovo percorso di vita, buona parte di loro ritrovando una fede perduta e inserendosi in comunità cristiane, trovare lavoro e casa, costruire una famiglia, impegnarsi a favore del prossimo, questo è il miracolo del Signore che abbiamo visto.</p>
<p>Alcune persone che abbiamo accompagnato in questo percorso di rinascita molti anni fa sono diventate servitori del Signore in denominazioni evangeliche internazionali, questo ci ha incoraggiato e aiutato a superare delusioni e scoraggiamenti.</p>
<p>La nostra Associazione nel tempo è cresciuta con altri volontari da diverse chiese evangeliche della Liguria, prendendosi cura spiritualmente e umanamente dei detenuti anche dopo la loro uscita nelle città di Genova e Savona.</p>
<p>L’Associazione quasi subito ha imparato anche quanto fosse importante prendersi cura dei parenti dei carcerati, formando quindi dei volontari dedicati a questo aspetto specifico.</p>
<p><b>A metà settembre, con il sostegno della Chiesa evangelica luterana che opera con volontari nella nostra Associazione, </b>abbiamo inaugurato una casa di accoglienza autogestita, la Casa «Bethel» in un quartiere semiperiferico di Genova, con l’obiettivo di accogliere detenuti maschili con difficoltà ad avere alloggio temporaneo come tappa per il loro reinserimento sociale, persone già conosciute e seguite in carcere attraverso colloqui con i nostri volontari.</p>
<p>In novembre sono entrate le prime due persone, provenienti dal carcere di Marassi: un ragazzo dal Gambia, un secondo dal Senegal, arrivato in Italia a 15 anni con suo padre e poi rimasto solo a circa 19, reso invalido da una malformazione congenita al cuore diagnosticata in carcere. Operato, è stato sottoposto a fisioterapia giornaliera presso un laboratorio a Genova, verrà ospitato fino alla sua completa remissione per i prossimi mesi.</p>
<p>I volontari della nostra Associazione hanno iniziato a prendere contatti con i familiari degli ospiti per accompagnarli in percorsi di riconciliazione ove necessario e per sostenerli nel processo di riabilitazione e reinserimento sociale.</p>
<p>La Casa «Bethel» è anche un luogo d’incontro dove poter sperimentare e testimoniare l’amore di Dio in maniera ancora più concreta; nei colloqui con gli ospiti, di religione musulmana, nascono tante domande e riflessioni non con spirito di proselitismo ma di testimonianza cristiana, resa pratica dalla venuta di Gesù e vissuta concretamente attraverso le azioni che compiamo.</p>
<p>I volontari della nostra Associazione giornalmente visitano gli ospiti della struttura con un calendario ben definito; tra gennaio e febbraio abbiamo in programma di iniziare alcuni gruppi di formazione e sostegno in una sala apposita attrezzata.</p>
<h6>Foto: un gruppo di volontari degli «Amici di Zaccheo» nel 2007.</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/01/25/liguria-gli-amici-di-zaccheo-storia-e-testimonianza-evangelica/">Liguria «Gli Amici di Zaccheo», storia e testimonianza evangelica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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