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	<title>universalità - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jan 2026 08:42:33 +0000</lastBuildDate>
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	<title>universalità - Riforma.it</title>
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		<title>L’universalità di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/01/16/luniversalita-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erika Tomassone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 08:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[unico corpo]]></category>
		<category><![CDATA[universalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a I Corinzi 12, 13 &#160; &#160; Le prime...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a I Corinzi 12, 13</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Così parla il Signore degli eserciti: «In quei giorni avverrà che dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni piglieranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno “Noi verremo con voi perché abbiamo udito che Dio è con voi”»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Zaccaria 8, 23</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Noi tutti siamo stati battezzati in un unico Spirito per formare un unico corpo, Giudei e Greci, schiavi e liberi; e tutti siamo stati abbeverati di un solo Spirito</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>I Corinzi 12, 13</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le prime chiese cristiane hanno vissuto una grande sfida dal punto di vista sociale e religioso. In un mondo che si teneva in equilibrio fondandosi sulla separazione tra le persone non solo in ambito economico e politico, ma anche religioso e rituale, la chiesa si presenta come luogo di inclusione delle diversità umane. Un corpo unico e non tanti corpi frammentati sulla base delle divisioni sociali e religiose esistenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vanno in questo senso alcuni versetti delle lettere dell’apostolo Paolo. La motivazione di questa sfida non sta però in una concezione sociologica universalistica, ma nella risposta all’universalità di Dio. Paolo considera che Dio manda il suo spirito con i suoi doni su ogni tipo di persona e il riconoscimento di questo dono, la sua accettazione che si manifesta con il battesimo (di adulti consapevoli), mette in luce una comunità variegata, quanto all’origine delle persone, che si trovano unite nella comune confessione di fede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel nostro testo le differenze umane sono di origine religiosa e economica (cristiani provenienti dal paganesimo o dall’ebraismo; schiavi e liberi); in altri testi vi è anche uomini e donne. Questa è quindi la fine di culti separati, di divinità protettrici degli uni ma non degli altri, di tavole separate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Purtroppo, secondo noi, questo universalismo cristiano non ha superato i confini delle chiese e non sempre le chiese hanno corrisposto a questo programma.&nbsp; Ancora oggi fatichiamo non poco a vivere il corpo unico della chiesa in presenza di diversità sociali legate al genere, all’ origine e all’economia. La controtendenza nasce dalla riscoperta della chiesa come raccolta dei doni dello Spirito santo che ci permette di riconoscerci parte di un unico corpo. Le intenzioni buone al solo livello sociologico in nome della comune umanità o in solidarietà con chi è in svantaggio, non possono creare lo stesso effetto. La differenza sta nel rispetto dell’universalità di Dio. Amen.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’universalità della benedizione di Abramo</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/11/luniversalita-della-benedizione-di-abramo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emmanuela Banfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2025 07:25:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Abramo]]></category>
		<category><![CDATA[Benedizione]]></category>
		<category><![CDATA[nazioni]]></category>
		<category><![CDATA[universalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Galati 3, 8 &#160; &#160; L’ estraneità appartiene...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Galati 3, 8</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Io sono il Signore; qualunque sia la parola che avrò detta, essa sarà messa ad effetto; non sarà più rinviata</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ezechiele 12, 25</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La Scrittura, prevedendo che Dio avrebbe giustificato gli stranieri per fede, preannunziò ad Abraamo questa buona notizia: «In te saranno benedette tutte le nazioni»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Galati 3, 8</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ estraneità appartiene alla fede. Il legame del/della credente con il Signore in qualche modo lo/la estranea dal mondo. In ogni religione, in modi diversi, c’è un misticismo nel quale il rapporto con la divinità è intimo, personale al punto che la creatura viene assorbita in un’altra dimensione. In qualche modo nelle nostre Scritture il Signore ci invita a questa estraneità quando in Gesù ci dice che siamo nel mondo, ma non del mondo, che pur portando di Lui testimonianza nel farci luce nelle tenebre, non dobbiamo mai perdere di vista un orizzonte, quello escatologico, che fa da architrave resistente alle dinamiche della storia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È questo l’orizzonte, in cui trova la sua fonte anche l’estraneità del/della credente e in cui si inserisce l’unità, intrinseca e profonda, di tutte le fedi. In quel rapporto unico, nel tu-per-tu con Dio le confessioni religiose, con le loro specificità, le loro differenze, si fanno da parte e lasciano il posto all’intimità. Come può una religione accusare un’altra di infedeltà, considerare chi professa un altro credo un/una infedele stabilendo come metro di misura i propri dogmi? Il metro di misura è l’unico Dio e soltanto a Lui spetta il giudizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’ apostolo Paolo nel sottolineare l’universalità della benedizione di Abramo, scardina da subito la logica della fede nazionalista, territoriale, etnica. Davvero per il Signore non c’è Giudeo né Greco, schiavo o libero, maschio o femmina. Ma non si limita a darci il suo sguardo sul mondo, sguardo dove non c’è straniero, non ci sono barriere di alcun tipo. Né si limita a sollecitare anche ciascuno/a di noi ad avere un analogo sguardo. Ma ci sollecita a riconsiderare noi stessi. Quanto pesano le nostre appartenenze, quanto determinano le nostre azioni? Ognuno è stato/a o è ancora straniero/a in terra d’ Egitto. Ha sofferto o sta soffrendo dipendenze che lo/la schiavizzano. Partendo da sé il Signore ci aiuta a trovare l’altro. E l’Altrove che ci accoglie. Amen.</p>



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