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	<title>santità - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>santità - Riforma.it</title>
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		<title>La nostra vocazione alla santità</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/10/la-nostra-vocazione-alla-santita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jonathan Terino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2025 07:06:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[culto]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
		<category><![CDATA[vocazione]]></category>
		<category><![CDATA[volontà di Dio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a&#160;Levitico 22, 31 &#160; &#160; La volontà di Dio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a&nbsp;Levitico 22, 31</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Osserverete dunque i miei comandamenti e li metterete in pratica. Io sono il Signore</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Levitico 22, 31</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giovanni 14, 23</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La volontà di Dio nei confronti del suo popolo Israele si esprime in una molteplicità di richieste concrete, dalla realtà cultuale del rito a quella culturale delle relazioni. Nel Libro del Levitico l’essenza del culto all’unico Dio si svolge nel rispetto di tutte le regole e disposizioni che a noi, occidentali e moderni, paiono spesso lontanissime se non assurde.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, la vocazione comune rivolta a tutto Israele – laici e sacerdoti – è quella di rispecchiare il Signore essendo santi in ogni ambito della vita. Fine ultimo delle leggi e dei precetti è che il Nome impronunciabile di Dio – che noi invochiamo come Signore e che sappiamo esserci Padre e Madre – sia santificato in tutte le sfere della convivenza umana: nei rapporti sociali, famigliari, ambientali, nella dimensione cultuale, economica e giuridica. Dio ha a cuore l’ordinamento sociale, l’armonia delle relazioni internazionali, il rispetto dell’ambiente, la giustizia nei rapporti di lavoro e la solidarietà nei confronti delle persone emarginate o straniere, di tutte le fasce deboli. Il culto all’unico Dio, che ha liberato il popolo dall’idolatria e dalla conseguente schiavitù, non può prescindere dall’amore per il prossimo e dal rispetto per il creato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa buona volontà di Dio si estende anche al modo in cui oggi i cristiani si avvicinano al culto. La vita privata, familiare, sociale e lavorativa dovrebbe riflettere un impegno alla santità, non un’ansia identitaria, nello sforzo di evitare il peccato e l’impurità sia nelle azioni che nei pensieri, sia sul piano individuale che sociale e politico. Solo una vita santa onora Dio e rende il nostro culto appropriato. Nel proclamare: “Io sono il SIGNORE; io vi santifico”, Dio stabilisce l’autorità morale di chi ha dato l’ordine di essere santi, e al contempo promette che non lascerà fallire la nostra vocazione alla santità. Un impegno inviolabile ad essere all’opera in mezzo a noi, perché solo nel costituire il suo popolo, sarà santificato il suo Nome sulla terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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			</item>
		<item>
		<title>La santità di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/03/la-santita-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italo Benedetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2025 06:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[gloria]]></category>
		<category><![CDATA[Golgota]]></category>
		<category><![CDATA[santità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Isaia 6, 3 &#160; «Santo, santo, santo è...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un giorno una parola – commento a Isaia 6, 3</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>«Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti! Tutta la terra è piena della sua gloria!»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 6, 3</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>L’angelo diceva con voce forte: «Temete Dio e dategli gloria, perché è giunta l’ora del suo giudizio. Adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Apocalisse 14, 7</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe title="Un giorno una Parola: 3 giugno" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=66365715&amp;theme=light&amp;chapters-image=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Innanzitutto, dovremmo assaporare, indugiando un poco su queste parole, l’atmosfera di solennità che esse evocano. Il luogo è maestoso, non per l’arditezza architettonica o per la bellezza artistica umane, ma per la maestà divina di chi vi abita. Si tratta della celeste sala del trono di Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dio siede sul trono nel pieno esercizio del suo assoluto potere universale. La sua corte celeste è dietro di Lui ed accanto a Lui volano i serafini che lodano la santità e la gloria di Colui che siede sul trono. Tutto trasuda maestà, potere, gloria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A questa visione partecipa Isaia, perché il Signore dell’universo ha deciso di mandare la sua Parola al popolo, ed essa viene affidata al profeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La santità di Dio riguarda i suoi decreti e le sue decisioni, così come la gloria riguarda la potenza delle sue azioni; per questo, anche sul colle del Golgota, <em>«per il determinato consiglio e la prescienza di Dio»</em> (Atti 2, 23), abbiamo assistito alla rivelazione della medesima santità dei decreti divini e alla manifestazione della medesima gloria: <em>«perché il Dio che disse: “Splenda la luce fra le tenebre” è quello che risplendé nei nostri cuori per far brillare la luce della conoscenza della gloria di Dio, che rifulge nel volto di Gesù Cristo»</em> (II Corinzi 4, 6).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se Gesù, il Cristo di Dio, ci ha fatto conoscere un Dio vicino, presente, coinvolto; e lo ha mostrato su un colle spazzato dalle intemperie, tumefatto in volto, ferito nel corpo, “languente di dolor”, abbandonato dai suoi, attorniato da malfattori e da una folla rabbiosa, ed infine con il capo abbandonato esanime alla morte, Egli non ha perso la sua dignità e le sue prerogative divine; Egli soltanto <em>«pur essendo in forma di Dio, non considerò l&#8217;essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce. Perciò Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sottoterra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre»</em>(Filippesi 2, 6-11). Amen.</p>



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