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	<title>sante cannito - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>sante cannito - Riforma.it</title>
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		<title>Un grande, grande innario</title>
		<link>https://riforma.it/2024/05/21/un-grande-grande-innario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ricca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 May 2024 04:46:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[grande innario cristiano]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Ricca]]></category>
		<category><![CDATA[sante cannito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’opera realizzata da Sante Cannito aiuta a cantare la Parola di Dio &#160; Coloro che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>L’opera realizzata da Sante Cannito aiuta a cantare la Parola di Dio</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Coloro che leggono<strong><a href="https://riforma.it/2024/05/07/il-grande-innario-cristiano/"> <em>Riforma</em> sono già stati informati della pubblicazione del nuovissimo <em>Grande</em> <em>Innario Cristiano</em></a></strong>, grazie a un’intervista al suo curatore Sante Cannito, della chiesa battista di Roma Garbatella (n. 19 del 10 maggio, pp. 5 e 10). Di innari cristiani ce ne sono tanti, anche nel nostro paese, e ne circolano diversi anche nelle nostre Chiese, ma il <strong><a href="https://www.ilgrandeinnariocristiano.it/"><em>Grande Innario Cristiano</em></a></strong>, per le sue caratteristiche, è unico in Italia, e probabilmente anche in Europa. Non è mai esistito nulla di analogo o di paragonabile, e che proprio in Italia, nell’ambito di una Chiesa – come si usa dire – “di minoranza” (ma anche Dio è in minoranza in mezzo agli dèi!), un’impresa del genere sia stata concepita, progettata e realizzata, è qualcosa che ci riempie di stupore, gioia e gratitudine. Non pensiamo di esagerare dicendo che, nel suo genere, questo<em> Innario </em>è un vero capolavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I dati principali della pubblicazione sono già stati forniti da <em>Riforma</em></strong>, ma vale la pena ricordarli: due splendidi volumi rilegati in pelle; 4400 pagine su carta finissima di grande pregio; stampa impeccabile (avvenuta a Minsk, in Bielorussia); 2000 inni che vanno dal tardo Medioevo (ma ce ne sono anche di più antichi) fino ai nostri giorni; di ogni inno si racconta, in breve, la storia, fornendo informazioni preziose sui compositori e sugli autori dei testi, arricchite da loro fotografie o ritratti, se reperibili; ben sette Indici (2 nel 1° volume, 5 nel 2°) rendono agevole e immediato il reperimento dell’inno desiderato. Grazie a questo<em> Innario</em>, le Chiese sono finalmente in grado di sapere in che tempo e in quali circostanze un inno è venuto alla luce; lo capiranno quindi meglio e lo canteranno con maggiore consapevolezza. È dunque evidente che questo <em>Innario</em> destinato al canto comunitario è, in realtà, molto più di una raccolta di cantici: è una miniera di informazioni e conoscenze che, nel loro insieme, ci mettono a contatto con le tappe principali dell’innologia cristiana, così come si è sviluppata in seno al protestantesimo in tutte le sue molteplici articolazioni e nelle varie fasi della sua storia, compreso il suo radicamento originario nella tradizione innologica medievale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Questo<em> Innario</em> è chiamato “grande” per più di un motivo.</strong> Il primo è ovviamente il numero eccezionalmente alto di inni che vi si trovano: sono tanti, ma non troppi. Sono troppi oltre 2000 inni di lode di Dio? No, potrebbero essere ancora di più: la lode di Dio è inesauribile. C’è ricchezza, abbondanza, persino sovrabbondanza, ma non c’è eccesso, né dismisura: nulla, nel <em>Grande Innario</em>, è superfluo. La sua “grandezza” dipende dal ricchissimo patrimonio innologico a disposizione.</p>
<p>Il secondo motivo della “grandezza” è la fedeltà con cui le melodie sono state riprodotte secondo gli spartiti originali e il rigore filologico con cui sono stati resi in italiano i molti testi concepiti e scritti in altre lingue. Il curatore, molto correttamente, ha preferito chiedere a noi di adattarci agli originali delle melodie e dei testi, piuttosto che adattare a noi quei testi e quelle melodie, nell’intento di renderle più orecchiabili e vicine alla sensibilità o ai gusti della nostra epoca. Insomma, del <em>Grande Innario</em> ci possiamo fidare: è un modello di fedeltà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un terzo motivo della “grandezza” di quest’opera</strong> è che, pur essendo chiaramente protestante nell’ispirazione e nei contenuti (perciò non ci sono inni a Maria e ai Santi), la sua pubblicazione è stata incoraggiata anche dalla Chiesa cattolica, che, tramite la Conferenza episcopale italiana, ha concorso alle spese di stampa con un suo contributo. Certo – questo va riconosciuto – il <em>Grande Innario</em> non riflette tutta la variopinta religiosità fiorita nelle Chiese di tutte le confessioni attraverso i secoli. Del resto, non esiste ancora un Innario per tutti i cristiani, e forse, finché permane la divisione tra le Chiese, non può neppure essere progettato. È però un fatto che tutti i 2000 inni del <em>Grande Innario</em> possono essere condivisi e cantati da qualunque membro di qualunque comunità cristiana in qualunque paese del mondo, qualunque sia la sua appartenenza confessionale. In questo senso pare legittima la qualifica di “cristiano” che questo <em>Innario</em> si attribuisce. È “cristiano” nel senso che i suoi contenuti sono tutti biblici, e la Bibbia è il tesoro comune di tutti i cristiani e, fin d’ora e da sempre, il vincolo principale della loro unità. I contenuti biblici, oltre a dare sostanza al carattere cristiano del <em>Grande Innario</em>, gli conferiscono il terzo motivo della sua “grandezza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ma ce n’è un quarto, che è la sua non comune ricchezza spirituale e teologica.</strong> Per rendersene conto basta sfogliare le 51 pagine dell’<em>Indice tematico </em>(pp. 70-121). Vi si trovano inni dedicati a eventi fondamentali della vita di Gesù, di solito stranamente ignorati da altri innari, come a esempio la <em>Trasfigurazione</em>. Una scelta felice è quella di dedicare un’ampia sezione di circa 150 inni ai bambini (da tre anni in su) e agli adolescenti (fino a 12 anni): il <em>Grande Innario</em> prende sul serio la parola che Gesù disse un giorno: Dio ha «tratto lode dalla bocca dei bambini e dei lattanti» (Matteo 21, 15-16). Degno di nota è anche il fatto che un’ottantina di inni è dedicata alla <em>santificazione</em> della vita cristiana, che è in primo piano nel Nuovo Testamento, ma di cui si sente parlare poco nelle nostre Chiese. L’impressione, insomma, è che in quest’opera non manchi nulla né sul piano dottrinale né su quello della pietà. Possiamo allora concludere dicendo che «nel principio era la Parola, e la Parola è diventata carne», ma la destinazione finale della Parola è di diventare canto! A questo passaggio ci invita ora anche, autorevolmente, il <em>Grande Innario Cristiano</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/05/21/un-grande-grande-innario/">Un grande, grande innario</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Grande Innario Cristiano</title>
		<link>https://riforma.it/2024/05/07/il-grande-innario-cristiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta D'Auria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 09:01:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[innario cristiano]]></category>
		<category><![CDATA[innologia]]></category>
		<category><![CDATA[sante cannito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una gigantesca opera che può essere considerata una vera e propria enciclopedia dell’Innologia protestante. Intervista...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/05/07/il-grande-innario-cristiano/">Il Grande Innario Cristiano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Una gigantesca opera che può essere considerata una vera e propria enciclopedia dell’Innologia protestante. Intervista al curatore Sante Cannito</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo lunga attesa, è finalmente disponibile <strong><em>Il Grande Innario Cristiano</em></strong>, raccolta in due volumi comprendente <strong>2.000 canti</strong>, selezionati tra i più significativi espressi dal <strong>protestantesimo mondiale dalla Riforma fino ai giorni nostri</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Essa è frutto di un approfondito <strong>lavoro</strong> di ricerca, iniziato <strong>oltre cinquant’anni</strong> fa da <strong>Sante Cannito</strong>. Figlio di un pastore battista, Cannito, contemporaneamente agli studi in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Napoli, ha studiato pianoforte presso il Conservatorio di Musica S. Pietro a Majella di Napoli.</p>
<p>Appassionato di innologia protestante sin da quando aveva vent’anni, ha iniziato a studiare inni, collezionando innari da tutto il mondo, studiando gli stili, le tendenze e i contenuti teologico-musicali delle diverse denominazioni a livello internazionale, oltre che nazionale. La sua biblioteca conta oggi circa 1.000 innari provenienti dai cinque continenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo quasi 51 anni di studi, ricerche e approfondimenti effettuati anche direttamente presso le principali biblioteche e facoltà teologiche europee e americane, <em>Il Grande Innario Cristiano</em> ha visto finalmente la luce. Ne parliamo con il curatore Sante Cannito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«È una grande gioia e soddisfazione poter avere finalmente tra le mani questi due volumi, che si presentano come un’opera “preziosa”, con una carta finissima di prima qualità, la rilegatura in pelle, la bordatura dorata, custodia in apposito cofanetto, e pendrive a corredo. Si tratta di una raccolta di grande spessore sotto i profili filologico, teologico e musicale. Da quando esiste il protestantesimo nel nostro Paese, questa è l’unica opera che ha ricevuto l’assenso di tutte – ma proprio tutte – le denominazioni evangeliche italiane (pensate, ancor più della Bibbia), nonché un positivo riconoscimento perfino da parte della Chiesa cattolica per il tramite della Conferenza episcopale italiana».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>– Come si struttura Il Grande Innario Cristiano?</em></p>
<p>«Sono state selezionate 2.000 melodie, tutte diverse fra loro, alcune molto semplici (es. quelle per i fanciulli), altre un po’ meno; tutte comunque alla portata del canto comunitario. Sono cioè state escluse quelle melodie e canzoni adatte più al canto di un singolo interprete e/o di gruppi ben preparati, piuttosto che all’intera comunità. L’opera contiene un numero consistente di canti sia della Pre-Riforma, Riforma e Pietismo (all’incirca dal 1450 al 1750) sia del periodo del primo e del secondo Risveglio (1750/primi decenni del ‘900), e infine molti del periodo Moderno e Contemporaneo (dal 1930/1940 in poi). Non vi sono melodie uguali.</p>
<p>A differenza di quanto risulta in quasi tutte le raccolte innologiche italiane (e non solo), a una melodia è abbinato un solo testo, non due o addirittura più testi. Analogamente, a un testo poetico risulta abbinata una sola melodia (non più melodie, come ad esempio in molti innari di stampo anglosassone). Inoltre, i canti selezionati provengono da fonti protestanti di ogni denominazione: dai metodisti ai pentecostali, dai luterani ai congregazionalisti, dai riformati ai battisti, dagli anglicani fino alle realtà evangeliche sorte negli ultimi anni. Sono presenti anche molti canti (circa 400) provenienti dalla Chiesa cattolica e comunque inseriti da tempo in raccolte innologiche protestanti. Infine, l’innario non segue il consueto ordine di tipo liturgico, ma si sviluppa secondo un criterio squisitamente temporale: in altre parole il primo inno sarà il più antico sotto il profilo della melodia, e l’ultimo sarà quello con la melodia più recente. In tal modo si può prendere visione e ascoltare il percorso che l’innologia protestante ha sviluppato dalle origini ai giorni nostri e come è andato via via mutando nelle sue espressioni testuali e musicali».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>– A margine di ogni inno ci sono delle “note esplicative”. Di che cosa si tratta? Perché questa scelta?</em></p>
<p>«Le “note esplicative” riportano la vita e la storia degli autori dei testi e dei compositori delle melodie, nonché, laddove presenti, aneddoti legati ai singoli inni considerati. Quando si conosce l’origine degli inni, si canta meglio, con più voglia e più consapevolezza».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>– Come entra in dialogo </em>Il Grande Innario Cristiano<em> con gli innari che sono in uso nelle chiese evangeliche? Qual è il suo auspicio per questo lavoro che lo ha impegnato in questi lunghi anni?</em></p>
<p>«Ogni chiesa, ogni denominazione italiana sarà sempre libera di adottare i canti che ritiene legati alla propria storia. Tuttavia, poiché il fine primario de Il Grande Innario Cristiano è quello di fornire un contributo fattivo all’unità dei credenti, l’auspicio è che quando si canterà una melodia ricompresa fra le duemila selezionate, tutto il mondo protestante (e, si spera, non solo) utilizzerà le stesse parole, lo stesso testo. Di qui l’esigenza di un’armonizzazione (almeno parziale) delle raccolte di inni in uso attualmente presso le diverse chiese protestanti italiane. Ci vorranno diversi anni, ne siamo consapevoli, ma le chiese già ora lo chiedono, perché la musica unisce e il canto accomuna fratelli e sorelle nella lode alla gloria di Dio».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alcuni numeri…</strong></p>
<p>Il “Grande Innario Cristiano”, raccolta in due volumi comprendente 2.000 canti, è frutto di un lavoro di ricerca cominciato nel 1973. Sono stati consultati circa 1.200 innari. In oltre 40 anni di ricerca sono stati letti e suonati circa 1.100.000 canti provenienti da tutto il mondo. La raccolta, oltre alla musica e ai testi, riporta le storie di autori, compositori (con le loro foto o ritratti) e aneddoti relativi a tanti inni. Con le sue 4.400 pagine può essere considerata una vera e propria enciclopedia dell’Innologia protestante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi vi ha lavorato</strong></p>
<p>Accanto a Sante Cannito, realizzatore e curatore dell’opera, ha lavorato il M° Daniele Cristiano Iafrate, diplomato in Pianoforte, in Composizione, in Direzione d’orchestra e in Lettura della Partitura principale, a cui è stata affidata la revisione e la trascrizione degli inni mediante software di videoscrittura dedicato. Inoltre, il lavoro si è avvalso della consulenza di una Commissione teologica (Paolo Ricca, Marinella Perroni, Daniele Garrone, Domenico Tomasetto, Carmine Napolitano, Emanuele Fiume), e di una Commissione musicale (Ciro Visco e Giovanna Ferrara).</p>
<p>Tutte le info e le modalità di acquisto sul sito <strong><a href="https://www.ilgrandeinnariocristiano.it/innario/">www.ilgrandeinnariocristiano.it </a></strong></p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/05/07/il-grande-innario-cristiano/">Il Grande Innario Cristiano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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