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	<title>ospedali valdesi - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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		<title>Torino, salviamo la sanità pubblica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Piera Egidi Bouchard]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 12:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali valdesi]]></category>
		<category><![CDATA[sanità piemonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Manifestazione sabato 23 maggio contro il rischio di una salute sempre più in mano ai...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Manifestazione sabato 23 maggio contro il rischio di una salute sempre più in mano ai privati</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Il 23 maggio 2026 </strong>Torino ospiterà una manifestazione regionale a difesa della sanità pubblica in Piemonte con lo slogan “<strong>Quando tutto sarà privato, saremo privati di TUTTO”. Partenza alle ore 14 dal grattacielo della Regione Piemonte del Lingotto. Arrivo e conclusioni alle ore 16 dal palco di piazza Carducci.</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>A promuoverla il “<strong>Comitato per il diritto alla&nbsp; tutela della salute” di Torino</strong> nato tre anni fa e che denuncia liste d’attesa infinite per le cure sanitarie e carenza di personale: secondo gli organizzatori mancano oltre 15.000 professionisti della salute e 9.000 non autosufficienti attendono la convenzione per le rette in RSA.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Nel mirino finisce anche il quartiere di San Salvario. Da una recente rilevazione, nel quartiere vivono 6.000 persone over 85 e il 27% della popolazione ha più di 65 anni. Di queste, 3.250 anziani vivono da soli, in maggioranza donne.</p>



<p>Un dato che pesa ora che all’ex Ospedale Valdese di via Silvio Pellico 28 è prevista, entro giugno ‘26, l’apertura della “Casa della Comunità” finanziata con i fondi del PNRR.</p>



<p>Questo luogo dovrebbe essere lo spazio in cui il cittadino viene riconosciuto come attore, portatore di saperi, esperienze e risorse. In un luogo che diventa un sistema di connessioni di risorse formali e informali dentro il progetto condiviso di salute.</p>



<p>In quartiere le associazioni “Donne in difesa della società civile” e lo “SPI CGIL” hanno raccolto 1.200 firme per chiedere che la struttura non sia ceduta ai privati. «È una struttura super-appetibile &#8211; dicono &#8211; e vogliamo garanzie&nbsp; che la gestione sia pubblica».&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La richiesta è nero su bianco in un Ordine del giorno già presentato alla Regione, al Comune e Consiglio dell’VIII Circoscrizione. Si chiedono l’adeguamento dell’organico con équipe multi-professionali, presenza medica h24 e infermieristica h12 per 7 giorni su 7, oltre a screening, punto prelievi, diagnostica per la cronicità, telemedicina e assistenza domiciliare e tutto quanto previsto dal DM77/22</p>



<p>Il nodo resta il personale. «Il problema che si ripresenta è trovare medici e infermieri qualificati», spiegano le organizzatrici. Per capire come funziona una Casa della Comunità attiva, il 19 febbraio una delegazione è andata a visitare la struttura già avviata e funzionante a Parma.&nbsp; Successivamente&nbsp; hanno invitato anche l’assessora di Castenaso (Bo) in assemblea pubblica a spiegare&nbsp; ai cittadini&nbsp; il funzionamento della Casa della Comunità&nbsp; aperta sul suo territorio. «La gente deve sapere cosa potrebbe avere e non ha» è il messaggio.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Discorso a parte  per l’Ospedale di Comunità di via Silvio Pellico 19. Non rientra nei fondi PNRR e dipende dalla Regione, che dovrebbe usare  altre risorse per un massimo di 20 posti letto destinati a lungo-degenti e pazienti dimessi che non possono curarsi a casa. Nei due piani bassi dovrebbero trovare posto altri servizi della Casa della Comunità, ma finora non è avvenuto. Ci sono state interrogazioni in Regione, presentate da diversi consiglieri.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Come&nbsp; funzioneranno la “Casa della Comunità e l’Ospedale di Comunità” la cittadinanza&nbsp; deve saperlo &#8211; concludono le&nbsp; associazioni&nbsp; e le donne del quartiere -. È un servizio socio-sanitario, non solo per la cura: noi dobbiamo proporre, informare e verificare».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Le associazioni di San Salvario sono riunite in un  comitato spontaneo chiamato “ECCOCI”, che ha come scopo di stimolare la cittadinanza alla partecipazione attiva informando e organizzando dibattiti aperti con esperti e rappresentanti della politica  e    manifestazioni in piazza “per portare le persone a occuparsi dei propri problemi”. Il comitato può rendersi traduttore e portavoce,   presso i luoghi decisionali, dei bisogni diventando facilitatore e mettendo in relazione la cittadinanza e con le istituzioni affinché si  attui di quanto già previsto peraltro dalle norme vigenti. e incentivando la co-progettazione.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/20/torino-salviamo-la-sanita-pubblica/">Torino, salviamo la sanità pubblica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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