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	<title>molestie - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>molestie - Riforma.it</title>
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		<title>Résister. Mio marito</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/17/resister-mio-marito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federica Tourn]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 07:12:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’appuntamento di settembre con la rubrica di Riforma dedicata alle donne che resistono &#160; È...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L’appuntamento di settembre con la rubrica di Riforma dedicata alle donne che resistono</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È ormai tristemente noto il gruppo Facebook “Mia moglie”, aperto a tutti, i cui utenti (32.000, non esattamente un gruppo di preghiera delle nostre chiese) si scambiavano foto intime di mogli, fidanzate e sconosciute senza il loro consenso. Chiusa la pagina, gli appassionati del genere si sono subito ritrovati altrove, in particolare su Telegram, con appena un po’ più di selezione all’ingresso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le reazioni alla scoperta di questa ennesima violenza sulle donne via web erano prevedibili: sconcerto, scandalo, pubblica riprovazione. C’è anche chi ha suggerito di esporre gli uomini coinvolti con nome e cognome in una sorta di dantesca pena del contrappasso, in cui le punizioni inflitte ai peccatori rispecchiano i loro peccati. Un catalogo declinato secondo le diverse specialità, dallo stupro alla molestia e al <em>gaslighting </em>– un termine diventato di uso comune e che indica il controllo manipolatorio attraverso la svalutazione sistematica – in modo che le donne siano in grado di difendersi dai maschi pericolosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un blog in continuo aggiornamento che potrebbe intitolarsi “Mio marito”: infatti il problema non riguarda soltanto chi ha messo un like sotto le foto del gruppo incriminato ma anche chi ci si è soffermato e non ci ha trovato nulla di strano (per tacere di Meta, che si è ben guardato dal censurarlo). Si potrebbe poi proseguire con gli abusatori sessuali e con gli uomini che usano il proprio potere per umiliare e intimidire le donne (un esempio? La recente molestia verbale di un tecnico di laboratorio a una ragazza durante un esame diagnostico al Policlinico Umberto I di Roma).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’elenco sarebbe lungo, lunghissimo; ma non è di nuove liste di proscrizione che abbiamo bisogno. Serve piuttosto un lavoro culturale che parta dalla consapevolezza che la violenza di genere, comunque si dispieghi, è sistemica. Sono gli uomini che devono cominciare a prenderne atto e a dissociarsi: dalla battuta sessista, da ogni forma di complicità maschilista sul corpo delle donne, da un uso distorto del potere, sia sessuale che psicologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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		<title>Molestie nei Master di giornalismo</title>
		<link>https://riforma.it/2024/10/18/molestie-nei-master-di-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 07:36:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[molestie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Coordinamento per le pari opportunità del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti chiede contromisure a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il Coordinamento per le pari opportunità del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti chiede contromisure a sostegno delle aspiranti giornaliste coinvolte</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Coordinamento per le pari Opportunità (Cpo) dell’Ordine nazionale dei giornalisti (cnog), si legge sul sito dell’Ordine, «ringrazia le colleghe che hanno messo in luce, attraverso l’inchiesta pubblicata il 16 ottobre da Irpimedia, il fenomeno di abusi sessuali e di sessismo di cui numerose aspiranti giornaliste hanno riferito di essere state vittime nei master di giornalismo e durante gli stages, portando alla luce un tema particolarmente delicato, accaduto in ambito universitario, dove si forma parte delle generazioni future di giornaliste e giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte, le testimonianze raccolte dalle tre giornaliste che hanno condotto l’inchiesta durata otto mesi – si legge ancora –, anche se nessuna denuncia è stata sporta, né mai nessuna segnalazione è arrivata seppur in forma anonima all’Ordine nazionale dei giornalisti. Pur prendendo atto che le scuole di giornalismo sono strutture totalmente in capo alle Università che le organizzano e che all’Ordine compete solo la vigilanza sulle materie insegnate e la verifica dei requisiti dei docenti che sono scelti dalla stessa Università, il Coordinamento chiede che nel prossimo quadro di indirizzi, venga inserito il rispetto di genere, con la richiesta di un aumento della componente femminile tra i docenti selezionati dagli atenei».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Presidente <strong>Carlo Bartoli </strong>è immediatamente intervenuto convocando i direttori dei master e chiedendo ai rettori delle Università e ai presidenti degli Ordini regionali, di «rafforzare al massimo la vigilanza e la prevenzione di qualsiasi comportamento che possa configurare i reati di molestie o di violenza di genere».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Coordinamento per le pari opportunità ha chiesto al Consiglio nazionale dell’Ordine di mettere in atto contromisure a sostegno delle colleghe vittime di abusi, «istituendo un proprio sportello di <em>whistleblowing</em>, dove si possa segnalare anche in forma anonima e che vada ad affiancarsi alle strutture che le Università mettono in campo, per il contrasto a fenomeni di violenza, molestie e comportamenti non appropriati, sostenendo le vittime in un percorso di denuncia alla magistratura dei reati commessi a loro danno e un monitoraggio costante, non solo nei master,&nbsp; ma anche nelle redazioni dove vengono effettuati gli stages».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto Odg.it</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/10/18/molestie-nei-master-di-giornalismo/">Molestie nei Master di giornalismo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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