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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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		<title>Colonialismo, missioni, risarcimenti: le chiese africane riflettono</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/25/colonialismo-missioni-risarcimenti-le-chiese-africane-riflettono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 04:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[missioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un seminario in Kenia ha analizzato eredità culturali europee ancora presenti nel Continente e ragionato...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/25/colonialismo-missioni-risarcimenti-le-chiese-africane-riflettono/">Colonialismo, missioni, risarcimenti: le chiese africane riflettono</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un seminario in Kenia ha analizzato eredità culturali europee ancora presenti nel Continente e ragionato sulle prospettive per un Cristianesimo &#8220;africano&#8221;</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">A inizio giugno si è tenuta a Nairobi, in Kenya, una consultazione sul tema: “<strong>Prospettive africane sulla decolonizzazione e sui dibattiti sui risarcimenti nel cristianesimo globale</strong>&#8220;, presso il Centro Conferenze Desmond Tutu.</span></p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><span class="s2">I primi due giorni si sono concentrati sulla decolonizzazione. Il pastore<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>Fidon Mwombeki, Segretario Generale dell&#8217;Aacc, la Conferenza di chiese cristiane di tutta l’Africa, ha aperto l&#8217;incontro delineando gli obiettivi della consultazione: «</span><span class="s1">i missionari erano spesso diversi dai coloni e sceglievano di vivere tra le comunità rurali, dove imparavano i dialetti locali e traducevano la Bibbia per l&#8217;uso da parte della popolazione locale. Purtroppo non sono però mancate tristi vicende di complicità con i poteri oppressivi».</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s1">Mwombeki ha etichettato come problematico il pensiero che dunque il cristianesimo fosse un prodotto culturale europeo, che non avrebbe mai dovuto essere &#8220;esportato&#8221; in Africa.«È anche vero che gli africani erano le più grandi agenzie di evangelizzazione, e le chiese sono cresciute e continuano a crescere oggi più velocemente che sotto la guida dei missionari», ha detto.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1"><b>Diverse presentazioni hanno poi esplorato i legami tra missione cristiana e colonialismo,</b> la partecipazione delle chiese africane ai sistemi coloniali e neocoloniali e gli approcci teologici alla decolonizzazione. I relatori hanno sostenuto una rilettura critica della storia coloniale da parte delle chiese africane, radicata nelle realtà continentali, esaminando al contempo la necessità di decolonizzare le pratiche ecclesiali, la teologia e persino l&#8217;immagine di Cristo.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s1">La pastora Helen Ishola-Esan, presidente del Seminario Teologico Battista di Eku in Nigeria, ha affermato che nonostante l&#8217;evangelizzazione dell&#8217;Africa, le chiese missionarie sono diventate anche veicoli di colonizzazione culturale. Quindi, secondo l&#8217;accademica, l&#8217;agenda di decolonizzazione delle chiese africane deve prevedere una ricostruzione del cristianesimo attraverso le lenti africane: «La decolonizzazione in questo senso incoraggia i teologi africani e i leader della chiesa ad attingere alle filosofie, ai proverbi, alle tradizioni orali e ai valori comunitari africani per plasmare la dottrina e la prassi».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s1">Per il professor Faustin Leonard Mahali, vice cancelliere della Tumaini University Makumira, un&#8217;istituzione della Chiesa evangelica luterana in Tanzania, la teologia decolonizzante dell&#8217;Africa dovrebbe comportare la riscoperta delle risorse locali e degli stili di vita che potrebbero migliorare il benessere delle persone per porre fine all&#8217;eccessiva dipendenza dagli stili di vita e dalle eredità occidentali o cinesi: «Propongo un ritorno alla reinterpretazione della nostra teologia della liberazione africana, che smaschera l&#8217;eredità dei comportamenti coloniali tra la nostra gente mentre abbraccia i nostri valori culturali africani di dignità umana (ubuntu), duro lavoro, comunità, protezione ambientale, ospitalità, felicità, spiritualità e pratiche di guarigione contro le minacce al nostro benessere» ha detto.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s1">Tuttavia, Ishola-Esan ha sottolineato che tali prospettive hanno affrontato una resistenza significativa all&#8217;interno delle chiese africane, poiché esse sono ancora dottrinalmente e finanziariamente dipendenti dalle denominazioni occidentali e dalle agenzie di missione: «Questo crea un&#8217;inerzia teologica e istituzionale che scoraggia l&#8217;innovazione. Inoltre, alcuni cristiani africani temono che la decolonizzazione possa portare al sincretismo o a una diluizione della fede cristiana &#8220;pura&#8221;. Ciò è in parte dovuto ai precedenti insegnamenti missionari che diffamavano la cultura africana».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1"><b>L&#8217;ultimo giorno si è concentrato sulle riparazioni, i risarcimenti per gli eredi delle vittime del colonialismo. </b>Le presentazioni hanno definito il concetto e ne hanno evidenziato l&#8217;importanza per i popoli africani di fronte a ingiustizie storiche come la schiavitù, il colonialismo e l&#8217;apartheid. Sono stati discussi il ruolo delle chiese nella giustizia riparativa, la restituzione dei beni culturali e l&#8217;appello profetico al perdono, alla riconciliazione e alla giustizia. È stato esaminato il legame tra missione, colonialismo e riparazioni, sollecitando una riflessione teologica sulle responsabilità delle chiese. I relatori hanno anche sottolineato gli sforzi dell&#8217;Unione Africana su queste questioni.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s1">Affrontando il tema dei risarcimenti, il dottor Gorden Simago, direttore dell&#8217;African Union Office and Advocacy,della Conferenza di chiese cristiane di tutta l’Africa, ha affermato che la richiesta di risarcimenti non è più una questione marginale: «Sono al centro delle conversazioni sulla giustizia globale in questo momento, e mi chiedo se questo è ciò che i teologi chiamano il momento <i>di Kairos”. </i>Penso che le riparazioni vadano oltre le richieste finanziarie e al centro c&#8217;è questo dire la verità e ripristinare la dignità. Affrontare le ingiustizie sistemiche è molto importante».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Al termine di ogni giornata, i partecipanti sono stati divisi in gruppi per ulteriori discussioni, con feedback forniti in plenaria. Al termine, è stato chiesto loro di presentare un documento entro il 1° luglio 2025 per formulare raccomandazioni per il Consiglio Ecumenico delle Chiese e l&#8217;Unione Africana. La consultazione si è svolta in un clima di pace e impegno, a conferma dell&#8217;impegno delle Chiese nella difesa della dignità e dei diritti dei popoli africani.</span></p>



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