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	<title>Lidia Poet - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>Lidia Poet - Riforma.it</title>
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		<title>Lidia Poët alle Olimpiadi</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/09/lidia-poet-alle-olimpiadi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 10:13:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Poet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La pattinatrice Lara Naki Gutmann ha danzato, e vinto la medaglia di bronzo, sulle note...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La pattinatrice Lara Naki Gutmann ha danzato, e vinto la medaglia di bronzo, sulle note della colonna sonora della serie ispirata alla prima donna avvocata in Italia, la valdese Lidia Poët</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Charlène Guignard&nbsp;e&nbsp;Marco Fabbri&nbsp;nella danza su ghiaccio,&nbsp;Sara Conti e Niccolò Macii&nbsp;nelle coppie, la debuttante&nbsp;Lara Naki Gutmann&nbsp;nel singolo femminile, più i due individualisti maschili,&nbsp;Daniel Grassl&nbsp;scelto per il programma corto e&nbsp;Matteo Rizzo&nbsp;che ha fatto il debutto a questa edizione dei Giochi Olimpici Invernali nel decisivo programma libero: questo è il gruppo che ha portato la bandiera tricolore sul<strong> podio Olimpico</strong>, per la terza volta nella storia di questa disciplina. Gli applausi scroscianti del pubblico di Milano accolgono un <strong>bronzo</strong> che mancava da Sochi 2014, con Carolina Kostner nel singolo femminile. Prima, era toccato a Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio (entrambi al seguito della squadra anche in questa occasione), nella danza su ghiaccio di Salt Lake City 2002.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La roveretana <strong>Lara Naki Gutmann</strong> ha danzato nel suo programma corto sulla colonna sonora della serie televisiva <strong>La legge di Lidia Poët, </strong>liberamente tratta dalle vicende della Poët, prima avvocata d&#8217;Italia. Nata nel 1855 a Traverse, piccola borgata di Perrero, Lidia Poët valdese, si battè tutta la vita per veder riconosciuta alle donne la possibilità di esercitare l&#8217;avvocatura. <strong>Solo nel 1919</strong>, con l’approvazione di una legge che consentiva alle donne l’accesso alle professioni e agli impieghi pubblici, le fu finalmente riconosciuto il diritto di esercitare ufficialmente la professione. Nel 1920, a 65 anni, Lidia Poët poté iscriversi nuovamente all’Albo degli avvocati, diventando simbolicamente la prima donna avvocata d’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una storia di tenacia e rigore che in questi anni sta vivendo una inattesa e meritata ribalta. Suggellata ora anche dalla gloria olimpica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggi anche:</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-riforma-it wp-block-embed-riforma-it"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="3isVJ2UVuh"><a href="https://riforma.it/2026/02/04/lidia-poet-prima-tra-gli-uomini/">Lidia Poët. Prima tra gli uomini</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Lidia Poët. Prima tra gli uomini&#8221; &#8212; Riforma.it" src="https://riforma.it/2026/02/04/lidia-poet-prima-tra-gli-uomini/embed/#?secret=W86PsOCF2I#?secret=3isVJ2UVuh" data-secret="3isVJ2UVuh" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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		<title>Lidia Poët. Prima tra gli uomini</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/04/lidia-poet-prima-tra-gli-uomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Fries]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:28:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[avvocata]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Poet]]></category>
		<category><![CDATA[Perrero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasceva a Perrero la prima avvocata d&#8217;Italia &#160; &#160;È in distribuzione in tutto il territorio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Nasceva a Perrero la prima avvocata d&#8217;Italia</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>&nbsp;È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di febbraio del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di&nbsp;<a href="http://www.riforma.it/">www.riforma.it</a>. Il numero contiene un dossier dedicato al Comune di Perrero in Val Germanasca.&nbsp;</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avvocata, avvocatessa, avvocato, avvocato donna. Chissà quale titolo avrebbe scelto <strong>Lidia Poët</strong> per sé stessa. Sicuramente si sarebbe definita una valdese, però.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nata nel 1855 a Traverse, piccola borgata di Perrero,</strong> Lidia crebbe all’interno di una comunità valdese che da secoli faceva dell’istruzione, della libertà di coscienza e del senso di responsabilità individuale i propri pilastri. La conoscenza rappresentava uno strumento essenziale non solo per leggere le Scritture, ma anche per partecipare consapevolmente alla vita civile. In un contesto come questo, l’educazione delle donne non era dunque vista come superflua, bensì come necessaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cresciuta in una famiglia benestante, Lidia ebbe inoltre accesso a letture e stimoli culturali più ampi, che si intrecciarono con i valori trasmessi dalla sua chiesa. Una formazione che l’accompagnò per tutta la vita e che si tradusse in un forte impegno sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img decoding="async" width="300" height="158" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/02/blog-il-centro-1-300x158.jpg" alt="" class="wp-image-78835" style="width:385px;height:auto" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/02/blog-il-centro-1-300x158.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/02/blog-il-centro-1-600x315.jpg 600w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2026/02/blog-il-centro-1.jpg 613w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo <em>background</em> culturale contribuì sicuramente a rendere naturale, ai suoi occhi, la scelta di intraprendere studi universitari e di rivendicare il diritto a esercitare la professione forense. Nel 1878 si iscrisse alla Facoltà di legge dell’Università di Torino dove si laureò il 17 giugno del 1881, con una dissertazione sulla condizione della donna nella società, in particolare sulle problematiche legate al diritto di voto alle donne. Nel 1883 ottenne l’iscrizione all’Ordine degli avvocati di Torino, diventando di fatto la prima donna avvocata d’Italia. Tuttavia, l’anno successivo, la Corte d’Appello annullò la sua iscrizione, sostenendo che l’esercizio della professione forense fosse incompatibile con il ruolo sociale della donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nonostante l’esclusione formale dall’avvocatura, Lidia Poët non abbandonò il mondo giuridico</strong>. Continuò a lavorare nello studio del fratello Enrico, operando nel campo giuridico e sociale con determinazione e misura, incarnando quei valori di perseveranza e responsabilità civile tipici della tradizione valdese. Il suo impegno per i diritti delle donne, dei minori e dei soggetti più deboli fu sempre guidato da un profondo senso di giustizia, più che dal desiderio di rivalsa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Solo nel 1919</strong>, con l’approvazione di una legge che consentiva alle donne l’accesso alle professioni e agli impieghi pubblici, le fu finalmente riconosciuto il diritto di esercitare ufficialmente la professione. Nel 1920, a 65 anni, Lidia Poët poté iscriversi nuovamente all’Albo degli avvocati, diventando simbolicamente la prima donna avvocata d’Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Morì a Diano Marina il 25 febbraio 1949. <strong>La sua vita resta un esempio di determinazione</strong>, rigore morale e impegno civile, e rappresenta una tappa fondamentale nella storia dei diritti e dell’emancipazione femminile in Italia. La sua lotta non fu mai solo individuale: rifletteva una visione più ampia, in cui la dignità della persona non poteva essere limitata dal genere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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		<item>
		<title>Protestantesimo, sommario puntata del 15 settembre</title>
		<link>https://riforma.it/2024/09/13/protestantesimo-sommario-puntata-del-15-settembre/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Sep 2024 06:24:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Appuntamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Poet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appuntamento domenica mattina alle ore 7 e poi nelle varie repliche settimanali &#160; Domenica 15...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appuntamento domenica mattina alle ore 7 e poi nelle varie repliche settimanali</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="rtejustify wp-block-paragraph">Domenica 15 settembre alle ore 7,00 con repliche martedì notte 17 settembre alle ore 1,10, mercoledì notte 18 settembre alle ore 1.10, lunedì notte 23 settembre alle ore 1,45,</p>



<p class="rtejustify wp-block-paragraph">sempre su <strong>Rai 3&nbsp;</strong>nuovo appuntamento con la trasmissione&nbsp;<strong>Protestantesimo</strong>, curata dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="rtejustify wp-block-paragraph">In questa puntat<em>a: donna e valdese <strong>Lidia Po</strong><i><strong>ët</strong> si laurea in Giurisprudenza nel 1881 e si iscrive all&#8217;Ordine degli Avvocati di Torino nel 1883. La toga però le viene negata per la sola &#8220;colpa&#8221; di essere donna. Ma LIdia non si ferma e la sua determinazione e caparbietò faranno di lei una pioniera delle battaglie per l&#8217;emancipazione femminile, per l&#8217;introduzione del suffragio universale e per i diritti dei carcerati.</i></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/09/13/protestantesimo-sommario-puntata-del-15-settembre/">Protestantesimo, sommario puntata del 15 settembre</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Un giardino per Lidia Poët anche al Tribunale di Biella</title>
		<link>https://riforma.it/2024/04/03/un-giardino-per-lidia-poet-anche-al-tribunale-di-biella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Piovesan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 08:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Poet]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo Milano e Torino, anche la cittadina piemontese ricorda la prima avvocata d&#8217;Italia &#160; Da...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Dopo Milano e Torino, anche la cittadina piemontese ricorda la prima avvocata d&#8217;Italia</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Da martedì 26 marzo anche i giardini del Tribunale di <strong>Biella</strong>, dopo <a href="https://riforma.it/2024/02/26/lidia-poet-i-talenti-delle-donne-per-il-bene-dellumanita/">Milano</a> e <a href="https://riforma.it/2021/07/29/lidia-poet-una-figura-da-ricordare-e-da-valorizzare/">Torino</a>, hanno una targa a ricordo di<strong> Lidia Poët</strong>, prima avvocata d’Italia, nata in val Germanasca, di famiglia valdese.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">All’inaugurazione hanno parlato Erika Vallera, attuale presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati, la presidente del tribunale Paola Rava, il Procuratore Capo della Repubblica Teresa Angela Camelio, che ha letto parte della sentenza che revocava l’iscrizione all’albo di Lidia Poët (allora ventiseienne) che dovette attendere il 1920 e la nuova legge che sanciva l’apertura dell’avvocatura anche alla donne. All’epoca Lidia Poët aveva 64 anni e fino ad allora aveva lavorato intensamente per il carcere, in particolare per la riabilitazione dei minorenni e per il voto alle donne!</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">In contemporanea un’altra parte del giardino ha avuto l’intitolazione ad <strong>Antonio Maiorana</strong>, magistrato e presidente del tribunale di Biella. Alla doppia inaugurazione erano presenti anche il sindaco di Biella Claudio Corradino e diversi avvocati fra cui Giovanna Prato, in precedenza responsabile Pari Opportunità, che aveva proposto l’intitolazione alla prima avvocata italiana.</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/03/un-giardino-per-lidia-poet-anche-al-tribunale-di-biella/">Un giardino per Lidia Poët anche al Tribunale di Biella</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lidia Poët. I talenti delle donne per il bene dell&#8217;umanità</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/26/lidia-poet-i-talenti-delle-donne-per-il-bene-dellumanita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Barbano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2024 10:49:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Lidia Poet]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A Milano intitolato alla prima donna avvocata in Italia un giardino di fronte al palazzo...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/26/lidia-poet-i-talenti-delle-donne-per-il-bene-dellumanita/">Lidia Poët. I talenti delle donne per il bene dell’umanità</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>A Milano intitolato alla prima donna avvocata in Italia un giardino di fronte al palazzo di giustizia</h5>
<p>&nbsp;<br />
<iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/H7eMqDcoTw8?si=msNGI0axfgOmkeLf" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe><br />
«Oggi rendiamo omaggio a una figura straordinaria, che ha lasciato un’impronta indelebile nella storia della giustizia del nostro Paese». Con queste parole il 23 febbraio Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, ha aperto la cerimonia che ha dedicato a <strong>Lidia Poët</strong> il bel giardino di fronte al palazzo di giustizia di Milano, in piazza San Pietro in Gessate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fra le numerose avvocate del foro milanese presenti ha preso la parola l’avvocata Daniela Trezzi, pronipote di Lidia Poët, con parole che hanno evocato la tenerezza delle memorie familiari ma anche la forza e la tenacia della sua prozia: «Osate essere» è un’espressione usata dalla stessa Lidia alla fine di una conferenza sulla condizione della donna nel mondo, un’espressione che ancora si tramanda in famiglia. L’avvocata Chiara Viale, autrice del libro <em>Lidia e le altre. Pari opportunità di ieri e di oggi</em>, ha ricordato un episodio che ben dimostra la generosità e l’onestà intellettuale di Lidia Poët, che non ha combattuto una battaglia solo per sé ma anche per tutte le donne e le avvocate che sarebbero venute dopo. Già anziana Lidia Poët fu in prima fila in Corte d’Assise a Torino ad assistere all’udienza che vedeva per la prima volta all’opera una penalista, Lina Furlan, difendere una giovane donna, brutalizzata dal padre e accusata d’infanticidio. «Lidia è attentissima – racconterà poi Lina in un’intervista – e alla lettura del dispositivo con cui la cliente viene assolta, ormai minuta e fragile, va verso di lei e l’abbraccia, con un gesto liberatorio per entrambe».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A confermare l’estrema attualità di una pioniera</strong> che non si è lasciata intimidire dalle discriminazioni, ha chiuso la cerimonia il brillante monologo di Lella Costa, che ha insistito su quanto valorizzare i talenti femminili e battersi per i diritti delle donne non debba essere fatto «per una questione di corporativismo ma per il bene dell’umanità».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Rendere omaggio a una figura bellissima della nostra storia recente non deve far dimenticare la quantità di talenti femminili che ancora oggi spesso trovano ostacoli a emergere e ogni volta che si mortifica, non si valorizza, non si dà spazio a emergere a un qualunque talento delle donne, si sprecano energie e risorse». «Dietro alla battaglia di Lidia Poët, alla sua straordinaria intelligenza e alla sua determinazione è giusto ricordare che c’era una famiglia e una cultura, una visione del mondo». «Mi sento legata a Lidia, legata a lei per questo senso di passaggio di testimone e di responsabilità – ha proseguito l’attrice –: praticamente ogni giorno, in qualche parte del mondo, c’è qualcuno che cerca di erodere qualche diritto». E sulla parola diritto e sulla parola responsabilità c’è ancora molto da dire, ha concluso Lella Costa, «tenendo ben saldo il ricordo, la testimonianza e la gratitudine verso le donne che come Lidia Poët hanno permesso di essere qui oggi ma sapendo anche che queste battaglie sono un patrimonio da difendere».</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/26/lidia-poet-i-talenti-delle-donne-per-il-bene-dellumanita/">Lidia Poët. I talenti delle donne per il bene dell’umanità</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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