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	<title>libertà - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 30 Jul 2026 07:43:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>libertà - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Conoscere Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/30/conoscere-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 07:07:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[conoscere]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
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		<category><![CDATA[rivelarsi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Daniele 11, 32 &#160; &#160; Il popolo di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Daniele 11, 32</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Il popolo di quelli che conoscono il loro Dio mostrerà fermezza e agirà</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Daniele 11, 32</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Queste cose dice il Santo, il Veritiero, colui che ha la chiave di Davide, colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre: Siccome hai osservato la mia esortazione alla costanza, anch’io ti preserverò dall’ora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Apocalisse 3, 7. 10</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=73253831&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo alcune settimane senza televisione, mi sono deciso a chiamare l’elettricista. Finalmente ho potuto nuovamente guardare i notiziari, le uniche trasmissioni che seguo, magari mentre faccio altro in cucina, anche perché purtroppo non ho l’abitudine di acquistare regolarmente un quotidiano. Devo dire, però, che le ultime notizie non sembrano avere il potere di rinfrescare i già provati sistemi nervosi: l’“impazzimento” del clima non è davvero improvviso: è il risultato di un processo lungo le cui cause hanno molto a che fare con il nostro modo di vivere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche di popoli che dichiarano di conoscere il loro Dio ne abbiamo “i denti pieni”, come si dice in ceco, soprattutto quando questa convinzione diventa motivo di fermezza e persino di violenza…</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ripensando a questo versetto di Daniele, ho fatto fatica a mantenere la mente lucida: dopo complesse vicende politiche e trattative con Roma, il siriano Antioco IV riesce a mantenere il proprio potere sulla regione della Siria meridionale. In Palestina, con il sostegno del movimento favorevole alla cultura ellenistica, promosse riforme in ambito culturale e religioso. Dopo un tentativo di rivolta, Antioco occupò Gerusalemme e impose il culto di Zeus al posto del culto di YAHWE. Da qui nacque la rivolta guidata da Giuda Maccabeo, fino alla riconsacrazione del tempio nel 164 a. C.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora chi sono, secondo Daniele, “coloro che conoscono il loro Dio”: coloro che non si lasciano sedurre, per interesse o convenienza, dall’abbandono della propria fede. La loro fermezza e la loro capacità di agire derivano da una consapevolezza profonda. L’unica riflessione che mi viene a questo punto è la seguente: conoscere Dio, il “proprio” Dio, non significa possederlo né usarlo contro gli altri. Significa riconoscere il modo in cui Dio stesso si è fatto conoscere. “Colui-che-è” si è rivelato come colui che dona libertà. Per questo, chi si dichiara dalla parte di quel Dio è chiamato a mostrare fermezza e ad agire per la libertà di tutti i popoli. Speriamo di poterne vedere traccia anche nei prossimi notiziari. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/30/conoscere-dio/">Conoscere Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Luoghi di confine</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/29/luoghi-di-confine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Rocchini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 07:07:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[confine]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Filippesi 1, 13-14 &#160; &#160; Le mie lacrime...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Filippesi 1, 13-14</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Le mie lacrime sono diventate il mio cibo giorno e notte, mentre mi dicono continuamente: «Dov’è il tuo Dio?»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 42, 3</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>A tutti quelli del pretorio e a tutti gli altri è divenuto noto che sono in catene per Cristo;&nbsp;e la maggioranza dei fratelli nel Signore, incoraggiati dalle mie catene, hanno avuto più ardire nell&#8217;annunciare senza paura la parola di Dio</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Filippesi 1, 13-14</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=73229397&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Carceri sovraffollate, carceri disumane, carceri ingiuste, o magari al contrario non abbastanza dure, socialmente gravose eccetera… Carceri: un tema sociale che ritorna, un’immagine per lo più temibile e confinata, rimossa perché il penitenziario è per sua natura un luogo liminare. Eppure, ci sono luoghi la cui identità è ormai profondamente intrecciata con la presenza di una casa di reclusione: pensiamo al romano Rebibbia, al napoletano Poggioreale, o all’isola di Nisida, immediatamente associata al penitenziario minorile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luoghi di confine, come lo sono gli ospedali, sospesi tra la vita e la sua negazione, l’abbondanza e la riduzione, la libertà e la prigionia. Eppure, chi ha avuto l’opportunità di svolgere servizio pastorale in questi luoghi-non luoghi, racconta anche incontri ad alta intensità, dove i fossati della colpa o della malattia non hanno affossato l’umanità e la vita, emerse con la forza del pentimento e della riconoscenza. Esperienze di grazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’episodio di cui parla l’apostolo Paolo nei versetti di oggi è molto diverso da quello, ad esempio della prigionia di Paolo e Sila a Filippi, raccontato nel capitolo 16 degli Atti. Ora non assistiamo ad un terremoto che scuote il carcere, spezza le catene e spalanca le porte. Ma la forza è la stessa, quella che si rivela nella debolezza di chi ha deciso di seguire il Signore ed è testimonianza che genera convinzione e coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In fondo, se pensiamo a quei luoghi fisici di limitazione della libertà senza censura, ci accorgiamo di quanto camminiamo tutti e tutte su quel sottile filo liminare, da cui solo la Grazia di Dio ci dona sguardo e passo su ampi spazi di libertà e vita. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/29/luoghi-di-confine/">Luoghi di confine</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dacia Maraini: la libertà come etica comune</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/13/dacia-maraini-la-liberta-come-etica-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elena Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[17 febbraio]]></category>
		<category><![CDATA[dacia maraini]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 17 febbraio visto “da fuori”, primo appuntamento &#160; In vista del 17 febbraio, data...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading entry-title">Il 17 febbraio visto “da fuori”, primo appuntamento</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In vista del 17 febbraio, data in cui si ricorda il riconoscimento dei diritti civili e politici ai valdesi da parte del re Carlo Alberto, l&#8217;Agenzia stampa settimanale Nev &#8211; Notizie evangeliche ha interpellato la scrittrice <strong>Dacia Maraini</strong>. Lunedì proporremo l&#8217;intervista al giornalista Giorgio Zanchini e martedì al vignettista Mauro Biani. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Era il 1848: con le Regie Patenti vennero concessi diritti fondamentali come l’accesso alle scuole e a determinate professioni, prima ai valdesi e, poche settimane dopo, anche agli ebrei. La piena libertà religiosa sarebbe arrivata solo molto più tardi. Intorno al 17 febbraio, oggi, i valdesi e altre chiese protestanti storiche festeggiano questa ricorrenza con falò, fiaccolate, culti e altre iniziative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) celebra, a ridosso di questa data, la Settimana della libertà con la pubblicazione di un dossier tematico, quest’anno dal titolo “<a href="https://www.nev.it/nev/2026/01/28/italia-disuguale-settimana-della-liberta-2026-online-il-dossier-fcei/">Italia (dis)eguale</a>“. Da anni, inoltre, la FCEI propone di istituire il 17 febbraio come Giornata nazionale per la libertà di coscienza, di pensiero e di religione. La recente convergenza in Piemonte per l’istituzione della “Giornata regionale della memoria delle Regie Patenti del 1848” sembra aprire uno spiraglio verso un riconoscimento significativo di principi universali e costituzionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo contesto, abbiamo posto a Dacia Maraini tre domande, per uno sguardo “da fuori” sul 17 febbraio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questa data è legata a minoranze religiose, ma parla oggi a tutta la società. Che valore attribuisce a questo impegno “piccolo e grande”, che vede una minoranza proporsi come interlocutrice delle istituzioni per un riconoscimento che è di ispirazione per i diritti di tutti?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Penso che in una democrazia vera le minoranze vadano non solo protette e rispettate, ma anche messe in evidenza. Purtroppo stiamo entrando in una fase storica di intolleranze, fanatismi e nuovi razzismi che mi avviliscono e mi indignano. Spero che passi presto &nbsp;questo brutto periodo di regressione e gli esseri umani riscoprano l’importanza della tolleranza, della comprensione, del rispetto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Da scrittrice e intellettuale impegnata da sempre nel raccontare e denunciare la violenza contro le donne, come vede il mondo protestante, dove da tempo donne teologhe, pastore, diacone, ma anche laiche, predicano dal pulpito come gli uomini e sono ai vertici di chiese e assemblee?&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">In effetti la Riforma ha avuto la sua importanza anche nei riguardi della parità fra i sessi. Anche se nel fondo il patriarcato ha continuato a influenzare la cultura e i comportamenti comuni. Il grande errore della nostra Chiesa è stato quello di opporsi alla Riforma protestante con una frenata e un ritorno indietro che ha fermato tante bellissime iniziative che potevano rinnovarla anziché farla ripiombare indietro di secoli. Per me la controriforma è stata la più grave disgrazia capitata al nostro paese. Con la controriforma è nata la Santa inquisizione, sono nate le più stupide intolleranze. Perfino la lingua italiana che stava diventando lingua nazionale si è fermata ai dialetti, favorendo l’uso ufficiale del latino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In un tempo in cui la parola “libertà” è spesso usata in modo conflittuale o riduttivo, che ruolo possono avere la storia e la cultura nel ricostruire un’idea di riconoscimento reciproco e convivenza collaborativa?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola libertà si presta a molti equivoci. La usano tutti e con troppa disinvoltura. Libertà non vuol dire licenza o arbitrio. La prima libertà consiste nel rispettare la libertà altrui. Quindi sono importanti le regole, le leggi, un accordo sull’etica comune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto di <span id="creator" class="fn"><bdi><a class="extiw" title="d:Q110906093" href="https://www.wikidata.org/wiki/Q110906093"><span title="Russian-Ukrainian photographer">Elena Ternovaja</span></a></bdi></span></h6>



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			</item>
		<item>
		<title>Gesù è la verità!</title>
		<link>https://riforma.it/2025/11/21/gesu-e-la-verita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Anziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 07:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Evangelo]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giovanni 8, 31-32 &#160; &#160; &#160; Leggiamo in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Giovanni 8, 31-32</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>O Signore, Dio tu sei Dio, le tue parole sono verità</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>II Samuele 7, 28</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi”</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giovanni 8, 31-32</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggiamo in questo vangelo una esortazione nei nostri giorni di sofferenza perché ci accorgiamo di essere in difficoltà nel vivere la fede in Gesù Cristo. Riceviamo perciò due parole quale messaggio dell’evangelo per tutti noi oggi: verità e libertà. Sono due doni di Dio per coloro che hanno deciso di ascoltare la parola del Signore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Conoscere la verità”. Io credo che una apertura alla “verità” è quanto mai impossibile per tutti noi. Quante verità sono nascoste per difendere il potente, e quante verità sono respinte per lasciare libera l’azione del signore di questo mondo. La verità è governata da altri, da chi utilizza il potere per manifestare il proprio potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il brano biblico vuole strapparci da questa schiavitù di verità negate e vuole portarci ad una verità sconvolgente: Gesù è la verità! Gesù rovescia completamente la nostra verità cacciando via ogni menzogna e ogni falsità. La verità diviene un dono e diviene un incontro. Dono del Signore per noi e incontro con la persona, la storia di Gesù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sarete liberi”. È proprio vero che con il Signore si può gioire nel possedere libertà e noi viviamo in tempi di libertà!</p>



<p class="wp-block-paragraph">Liberi per costruire, qui ed ora, nuovi spazi in difesa dei tanti esclusi dal bene primo che è la pace. Liberi per vivere le promesse del Signore Gesù quali frutti da assaporare perché la vita sia pienamente vissuta nella speranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il messaggio del vangelo di oggi ci rende responsabili e gioiosi perché ci chiede di seguire il nostro Signore Gesù Cristo; con Gesù noi vogliamo perseverare senza mai stancarci. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L’azione dello Spirito Santo </title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/26/lazione-dello-spirito-santo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Ollearo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 07:44:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito Santo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Zaccaria 4, 6 &#160; Non con la nostra...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un giorno una parola – commento a Zaccaria 4, 6</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>«Non per potenza, né per forza, ma per lo Spirito mio», dice il Signore degli eserciti</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Zaccaria 4, 6</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>L’angelo rispose a Maria: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà dell’ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 1, 35</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Non con la nostra forza, non con la nostra capacità o energia, ma con l’aiuto dello Spirito Santo. Certo, solo con il Dio-con-noi che nella libertà dello Spirito si fa presente nelle nostre esistenze possiamo crescere nella fede, diventare credenti migliori, pensare insomma al lato, appunto, spirituale della nostra vita!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se però leggiamo il capitolo di Zaccaria da cui traiamo il versetto che ci guida oggi, dobbiamo tornare con i piedi saldamente piantati per terra. Queste parole sono rivolte da Dio tramite il profeta a Zorobabele, nominato governatore di Giuda dal re di Persia Ciro il Grande per guidare il rientro degli esiliati da Babilonia e soprattutto per iniziare (o velocizzare) i lavori di ricostruzione del Tempio di Gerusalemme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque, sono parole che vogliono essere di guida ad azioni quantomai concrete, che devono far giungere a risultati tangibili, che si possono toccare con mano quale può essere un muro di pietra nuovamente eretto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Dio che si rivela nella persona dello Spirito Santo, evento sul quale riflettiamo in particolare in questo periodo che ci conduce verso la Pentecoste, non è il Signore sul quale confidare unicamente in momenti che potremmo definire “spirituali” della nostra vita; lo Spirito Santo non è la forza che ci guida la domenica al culto e per il resto della settimana torna in letargo. Lo Spirito Santo è Dio che agisce nelle nostre vite in ogni momento, che ci guida in tutti i compiti che affrontiamo e in tutte le relazioni che stringiamo dentro e fuori le nostre comunità. Lo Spirito Santo è colui che non si sostituisce a noi, ma che dà senso e valore alla nostra testimonianza quotidiana, colui per il quale la potenza e la forza possono diventare non strumento di sopraffazione, ma servizio al prossimo e annuncio del Regno che viene nella concretezza dell’esistenza umana. Amen.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
</blockquote><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/26/lazione-dello-spirito-santo/">L’azione dello Spirito Santo </a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un gemellaggio per l’Europa</title>
		<link>https://riforma.it/2025/02/18/un-gemellaggio-per-leuropa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Feb 2025 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[federalismo]]></category>
		<category><![CDATA[gemellaggio]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[XVII febbraio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valsavarenche, Sabaudia, Ventotene, Chivasso e Torre Pellice Che cosa hanno in comune questi cinque municipi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Valsavarenche, Sabaudia, Ventotene, Chivasso e Torre Pellice</h5>



<p class="wp-block-paragraph">Che cosa hanno in comune questi cinque municipi italiani? Distanti fra loro, di dimensioni molto diverse fra loro (sotto i 200 abitanti il valdostano e quello sull’isola, 20.000 Sabaudia e ancora di più Chivasso), con identità geografiche differenti (mare, montagna, cintura di grandi città, isola). A spiegarlo, domenica 16 febbraio, è stata Maurizia Allisio, sindaca di Torre Pellice, che in occasione della “festa del XVII”, ha ospitato un momento di riflessione fra le varie amministrazioni e alcuni istituti e fondazione. Al centro la figura dell’europeista Altiero Spinelli e il concetto di federalismo: proprio a Torre Spinelli tenne il primo discorso europeista nel 1943, ospitato a casa di Mario Alberto Rollier, dopo il periodo di detenzione e confino sull’isola di Ventotene (dove con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni stilarono la famosa “Carta” che venne distribuita da Ursula Hirschmann e Ada Rossi). Spinelli trascorse il resto della sua vita a Sabaudia, dove ancora oggi vive la figlia nella casa che, probabilmente nei prossimi anni, diventerà in parte un museo e un centro di documentazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chivasso e Valsavarenche invece sono legati per l’altra importante dichiarazione, e cioè la <em>Carta di Chivasso</em>, che venne scritta dagli antifascisti delle valli alpine, anch’essa in ottica europeista, federalista, e antifascista e antitotalitarista. Coinvolti in questo gemellaggio anche la Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice, l’Istituto di studi federalista “Altiero Spinelli” e la valdostana Fondation Chanoux.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli interventi si sono concentrati sì sull’eredità lasciata dai padri costituenti dell’Europa, ma soprattutto sugli scenari dell’immediato futuro. «Oggi gli Stati come Usa, Cina e Russia mettono in discussione e in secondo piano l’Europa – ha commentato Alberto Mosca, sindaco di Sabaudia – e sarà necessario prendere delle decisioni importanti nei prossimi mesi». «Decisioni che inevitabilmente passano dai risultati delle prossime elezioni nei due paesi chiave dell’Europa, che ne costituiscono l’asse portante e cioè Francia-Germania – ha aggiunto Pasquale Centin, vicesindaco di Chivasso –: si deciderà molto del nostro futuro in questo momento storico in cui i sovranismi stanno riprendendo fortemente piede: rischiamo di ritrovarci spettatori come in una nuova Yalta».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento della consigliera regionale Monica Canalis: «I tre documenti (<em>Carta di Chivasso</em>, <em>Manifesto di Ventotene </em>e <em>Codice di Camaldoli</em>), fondanti e fondamentali per il futuro dell’Europa, vennero scritti in un periodo buio, in cui però ci fu uno sguardo lontano». A concludere il pomeriggio altri interventi hanno presentato ristampa critica del <em>Manifesto di Ventotene</em> e analizzato il legame fra il XVII Febbraio e le visioni di questi documenti, con il contributo di Bruna Peyrot; infine Davide Rosso e Mario Leone hanno chiuso il pomeriggio ragionando sul principio base che è quello della federazione di Stati europei (come obiettivo intermedio) e quello di una federazione mondiale come obiettivo ultimo dove regni il rispetto la pace e la salvaguardia delle minoranze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo una visita al Museo valdese (una visita “speciale – ha spiegato Rosso –, basata sul concetto di impronta biblica del Patto, in particolare quello fra i valdesi rientrati nel Rimpatrio del 1689 a Sibaud), la delegazione istituzionale è stata presente anche al falò ai Coppieri di Torre Pellice: qui Alberto Mosca ha ribadito la volontà di puntare «finalmente» a un’Europa dei popoli e federalista. Il canto del <em>Giuro di Sibaud</em> ha in qualche modo suggellato l’evento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Foto di Giorgia Veritier, falò di Pomaretto</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/02/18/un-gemellaggio-per-leuropa/">Un gemellaggio per l’Europa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Siamo figli e figlie di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2024/07/11/siamo-figli-e-figlie-di-dio-4/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vittorio De Palo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2024 07:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[figli di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Galati 4, 7 &#160; &#160; Avverrà che invece...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un giorno una parola – commento a <strong>Galati 4, 7</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=60630705&amp;theme=light&amp;chapters-image=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Avverrà che invece di dir loro, come si diceva: «Voi non siete mio popolo», sarà loro detto: «Siete figli del Dio vivente»</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Osea 1, 10</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Così tu non sei più servo, ma figlio; e se sei figlio, sei anche erede per grazia di Dio</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Galati 4, 7</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La libertà di cui l’apostolo Paolo ci parla non è poter fare qualunque cosa vogliamo senza limiti, poter essere o diventare qualunque cosa senza ostacoli, non è ricerca della perfezione, non è abolizione di ciò che è impossibile. Questa voglia è illusoria e distruttiva, assomiglia molto al desiderio di diventare “come” Dio del primo uomo e della prima donna nel giardino di Eden, proprio a ciò tentati dal serpente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La libertà di cui Paolo ci parla è un’altra: non più servi della Legge in forma di precetti, ma figli e figlie di Dio Padre/Madre. Per l’ebraismo, sicuramente quello al tempo in cui fu scritto il Nuovo Testamento, figlio è colui che fa la volontà del Padre, come fece Gesù. Il Figlio Gesù Cristo, mediante il quale anche noi diventiamo, per grazia, figli e figlie ci dona la libertà. Si tratta di una relazione, che il Padre rende possibile mandando nei nostri cuori lo Spirito del Figlio suo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Il cuore per gli ebrei, e anche Paolo lo era, è il luogo tanto dei pensieri, quanto dei sentimenti, della volontà e delle emozioni insieme, in un tutt’uno integrato e finalmente completo. Quanto diventano impossibili l’indifferenza, l’egoismo e la lotta del più forte a danno del più debole! Non mera ubbidienza a Dio come fossimo degli automi, ma relazione filiale, il piacere di piacere a Dio, la coerenza di chi ha capito che Dio è la salvezza del mondo e vive con riconoscenza in questa nuova prospettiva. Quella che Dio ci dona è relazione intima, quindi anche vera e sincera, che con immenso amore fa i conti con i nostri limiti e le nostre inadeguatezze nel fare la volontà del Padre, ma che ci rende impossibile far finta di nulla e non provare a trovare, dentro quella relazione intima, il nostro modo di comportarci da figli e figlie. La libertà è la relazione con Dio, impossibilità di cercare la nostra potenza, per affidarci con fiducia e amore alla potenza di Dio, la potenza della croce di Cristo, il cui Spirito fa ogni cosa nuova, a cominciare dal nostro cuore. Amen.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;"><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/07/11/siamo-figli-e-figlie-di-dio-4/">Siamo figli e figlie di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il puro e semplice dono della libertà</title>
		<link>https://riforma.it/2024/07/03/il-puro-e-semplice-dono-della-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Ollearo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2024 06:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[caro prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[grazia]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a I Corinzi 6, 20 &#160; &#160; &#160; Stracciatevi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Un giorno una parola – commento a </strong><strong>I Corinzi 6, 20</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=60576416&amp;theme=dark&amp;chapters-image=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Stracciatevi il cuore, non le vesti; tornate al Signore, vostro Dio</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Gioele 2, 13</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> </em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>I Corinzi 6, 20</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Schiavitù. Possiamo forse usare termini più edulcorati, ma la realtà è che Satnam Singh era uno schiavo. Il bracciante ferito gravemente sul lavoro e lasciato morire dai suoi datori di lavoro, per i quali l’infortunio dovuto all’assenza di qualsivoglia sicurezza sul lavoro è stato semplicemente una scocciatura di cui sbarazzarsi al più presto, era uno schiavo, non il padrone della propria esistenza. La schiavitù non è il retaggio di un triste passato, una prassi con cui solo i contemporanei dell’apostolo Paolo dovevano fare i conti; prendiamo atto che anche nella nostra (apparentemente) civilissima Italia essa è la realtà della vita di tante persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Schiavitù. Nelle parole di Paolo scopriamo che Dio in Gesù Cristo ha preso una posizione precisa sulla schiavitù: è nettamente contrario. Quella del Signore non è però un’affermazione teorica, un principio generale; Dio non dichiara di essere contro la schiavitù, ma agisce contro la schiavitù nell’unico modo in cui ai tempi di Paolo si poteva agire. Dio compra lo schiavo, la schiava e dona loro la libertà; suo Figlio Gesù Cristo è sia l’acquirente, sia il prezzo pagato per la nostra libertà; e se è vero che noi non viviamo letteralmente in schiavitù come accadeva a Satnam, dobbiamo riconoscere che vi sono forze che ci asserviscono, che ci rendono impossibile vivere secondo ciò che pure riteniamo giusto come esseri umani e come credenti: è ciò che chiamiamo “peccato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Noi riceviamo questa libertà come puro e semplice dono, frutto della scelta di grazia di Dio. Ma liberate e liberati diventiamo, ci ricorda ancora Paolo, corpi, cioè persone, vite, parole che raccontano il dono ricevuto. Glorifichiamo Dio quando testimoniamo al nostro prossimo la sua fedeltà, il suo amore per noi, le scelte coraggiose che ha compiuto a nostro favore in Gesù Cristo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 400;">Amen.</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/07/03/il-puro-e-semplice-dono-della-liberta/">Il puro e semplice dono della libertà</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Agire per il bene comune</title>
		<link>https://riforma.it/2024/06/10/agire-per-il-bene-comune/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Squitieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 06:51:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[bene comune]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Parola di Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Spirito]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Galati 5, 1 Mosè e Aaronne andarono dunque...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Un giorno una parola – commento a Galati 5, 1</strong></h5>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=60337184&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Mosè e Aaronne andarono dunque dal faraone e gli dissero: «Così dice il Signore, il Dio degli Ebrei: «Fino a quando rifiuterai di umiliarti davanti a me? Lascia andare il mio popolo perché mi serva»</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Esodo 10, 3</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi; state dunque saldi e non vi lasciate porre di nuovo sotto il giogo della schiavitù </strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Galati 5, 1</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La parola “libertà” nell’immaginario collettivo esprime l’agire individuale secondo le proprie opinioni e il fare ciò che si vuole. Secondo l’apostolo Paolo, invece, questa parola esprime una possibilità, quella di agire in modo responsabile in un contesto collettivo. Possiamo affermare che la vera libertà è vincolante, cioè siamo liberi non nel senso di fare ciò che si vuole, bensì di fare ciò che è giusto per il bene comune. E in quanto cristiani e cristiane, ciò che esige la Parola di Dio.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Che cosa esige da me la Parola di Dio? Di perdonare, di amare sempre, di amare per primo, di amare tutti, anche il nemico. E questo è un problema! Devo perdonare e mi accorgo che è difficile, il nemico proprio no.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">È quello che l’apostolo Paolo chiama la “carne”. Quell’istinto negativo, parte profonda del nostro “io” che mi dice che non è proprio possibile. Ed è proprio così, impossibile a ogni sforzo umano. La Lettera ai Galati però ci dice che lo “Spirito” che riceviamo in dono per fede ci offre la possibilità di fare ciò che la “carne” non ci permette di fare.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo fa la differenza: lo “Spirito” agisce in noi per renderci “responsabili”, cioè abili ad agire per il bene comune. Questa è la libertà! Ecco perché Paolo può esclamare: “Cristo ci ha liberati perché fossimo liberi”.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In questa libertà di figli e figlie di Dio abbiamo la possibilità di realizzare in pienezza la nostra esistenza umana nonostante le sfide di una società in cui impera il “così fan tutti” con le conseguenze sotto i nostri occhi quotidianamente: violenze, soprusi, corruzione, guerre.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">“Donaci purità di cuore e forza d’intento, affinché nessuna passione egoistica possa impedirci di conoscere la tua volontà e nessuna debolezza ci impedisca di compierla; e affinché nella tua luce possiamo vedere la luce e al tuo servizio trovare la nostra libertà, mediante Gesù Cristo, nostro Signore” (Agostino d’Ippona). Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/06/10/agire-per-il-bene-comune/">Agire per il bene comune</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Oggi è ancora il tempo di “sognare”</title>
		<link>https://riforma.it/2024/05/30/oggi-e-ancora-il-tempo-di-sognare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 May 2024 07:21:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Babilonia]]></category>
		<category><![CDATA[esilio]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[sognare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 126, 1 Quando il Signore fece tornare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5 class="Standard">Un giorno una parola – commento a <b>Salmo 126, 1</b></h5>
</div>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=60218503&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<div>
<p class="Standard"><em><strong>Quando il Signore fece tornare i reduci di Sion, ci sembrava di sognare</strong></em></p>
</div>
<div>
<p class="Standard"><em><strong>Salmo 126, 1</strong></em></p>
</div>
<div>
<p class="Standard">
</div>
<div>
<p class="Standard"><em><strong>L’amore non verrà mai meno. Le profezie verranno abolite; le lingue cesseranno e la conoscenza verrà abolita. Poiché ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia</strong></em></p>
</div>
<div>
<p class="Standard"><em><strong>I Corinzi 13, 8; 12</strong></em></p>
</div>
<div>
<p class="Standard"><b> </b></p>
</div>
<div>
<p class="Standard" style="text-align: justify;">Il Salmo 126 è tradizionalmente letto come un salmo di lode per la liberazione ottenuta da Israele dopo l’esilio di Babilonia ed esprime l’intensa felicità degli esuli che possono, dopo due generazioni di lontananza forzata, tornare nella terra dei Padri.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="Standard">Lo legge così anche padre David Maria Turoldo che attualizza nei suoi versi i sentimenti del salmista: <i>«Tornavamo dai lager/come torrenti in piena/verso la terra del sole./ Tutti i volti erano in pianto/e il cuore impazziva/nella paura/di sentirci liberi». </i>Quando io ascolto questo Salmo, mi viene spontaneo riandare con la memoria al 1848. Dopo secoli di persecuzioni e di pesanti limitazioni, con le Lettere Patenti del re Carlo Alberto, arrivava la libertà. Non era tutto ciò che si sperava, ma tanto bastava per pensare che i tempi delle paure fossero definitivamente passati.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">
<p class="Standard">Due considerazioni si impongono, insieme ad una grata memoria. La prima è che bisogna essere capaci di sognare, di pensare la libertà anche durante la schiavitù, anche nel tempo delle difficoltà. «Io ho fatto un sogno&#8230;», affermò Martin Luther King in un famoso discorso, dimostrando così di saper cogliere e vivere il futuro di Dio anche quando il presente sembrava oscuro e chiuso alla luce del Regno.</p>
</div>
<div>
<p class="Standard" style="text-align: justify;">La seconda considerazione è che in questa anticipazione si acquista anche il coraggio della libertà. Spesso “si sogna” la libertà; ma poi, quando questa è raggiunta, non si ha la forza e il coraggio per mantenerla e viverla con responsabilità. Non dimentichiamo che venne il tempo in cui i Valdesi dovettero rispondere ad una domanda fondamentale: qual è il senso della vostra libertà? <i>«L’Evangelo che ci è stato affidato può cambiare il mondo</i> – così essi risposero – <i>e noi non possiamo tenerlo nascosto, ma dobbiamo donarlo a piene mani perché diventi il lievito che permetterà a tutta la società di crescere»</i>. Oggi è ancora il tempo di “sognare”, guardando al futuro di Dio che noi sappiamo essersi compiuto in Cristo. Amen.</p>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/05/30/oggi-e-ancora-il-tempo-di-sognare/">Oggi è ancora il tempo di “sognare”</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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