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	<title>libertà di stampa - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 04 Nov 2025 08:10:53 +0000</lastBuildDate>
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	<title>libertà di stampa - Riforma.it</title>
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		<title>End impunity 2025, ecco perché i giornalisti sono a rischio in Europa</title>
		<link>https://riforma.it/2025/11/04/end-impunity-2025-ecco-perche-i-giornalisti-sono-a-rischio-in-europa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Graziella Di Mambro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2025 08:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 21]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio d’Europa prende atto «delle continue minacce a cui sono sottoposti i professionisti dei...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il Consiglio d’Europa prende atto «delle continue minacce a cui sono sottoposti i professionisti dei media in tutta Europa»</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Basta impunità per chi commette crimini contro i giornalisti. Lo ha ribadito il <strong>2 novembre</strong>&nbsp;il Consiglio d’Europa in occasione dell’<strong>International Day to end impunity for crimes against journalists</strong>. Un documento che riconosce gli attacchi ai giornalisti nel contesto dell’Unione Europea in un crescente clima di contrazione degli spazi di libertà per la stampa e di accesso alla conoscenza per i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In particolare il Consiglio prende atto «delle continue minacce a cui sono sottoposti i professionisti dei media in tutta Europa» e sottolinea&nbsp; «il continuo lavoro dell’organizzazione per garantire l’assunzione di responsabilità per i crimini commessi contro di loro».<br>Ogni anno, i giornalisti in tutta Europa subiscono molestie, intimidazioni, violenze e pressioni legali nell’ambito dello svolgimento del loro lavoro. Troppi di questi attacchi rimangono impuniti, minando la libertà di stampa e la fiducia del pubblico nelle istituzioni. La campagna <strong>“I giornalisti contano”</strong> del Consiglio d’Europa «si impegna a promuovere il dialogo, rafforzare i meccanismi nazionali e promuovere la giustizia e la protezione dei giornalisti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Secondo gli ultimi dati della Piattaforma del Consiglio d’Europa per la sicurezza dei giornalisti, nei dieci anni dalla sua creazione sono state <strong>documentate oltre 2.000 gravi minacce alla libertà di stampa</strong>. Molte di queste segnalazioni riguardano aggressioni fisiche, detenzioni, molestie online e contenziosi vessatori, e centinaia di casi non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata dai rispettivi Paesi. Porre fine all’impunità per tali crimini rimane una sfida fondamentale per il sostegno della democrazia e dello Stato di diritto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quest’anno, il lavoro del Consiglio d’Europa sulla sicurezza dei giornalisti “pone particolare attenzione all’azione penale e all’assunzione di responsabilità”. L’edizione 2025 della conferenza annuale “Journalists Matter” sul perseguimento dei reati contro i giornalisti, tenutasi a Lussemburgo, ha esaminato come i pubblici ministeri e le forze dell’ordine possano migliorare le indagini e rafforzare i quadri giuridici per <strong>scoraggiare la violenza e proteggere la libertà di espressione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui l’intervento integrale del Consiglio d’Europa per il 2 novembre</p>



<figure class="wp-block-embed"><div class="wp-block-embed__wrapper">
https://www.coe.int/it/web/portal/-/international-day-to-end-impunity-for-crimes-against-journalists
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per gentile concessione di <a href="https://www.articolo21.org/2025/11/end-impunity-2025-ecco-perche-i-giornalisti-sono-a-rischio-in-europa/">Articolo21</a>.</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/11/04/end-impunity-2025-ecco-perche-i-giornalisti-sono-a-rischio-in-europa/">End impunity 2025, ecco perché i giornalisti sono a rischio in Europa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>l’Italia scende ancora nella classifica sulla libertà di stampa</title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/05/litalia-scende-ancora-nella-classifica-sulla-liberta-di-stampa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Graziella Di Mambro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2025 08:31:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[RSF]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Querele, concentrazioni di potere e altri gap, così la classifica di Reporters sans frontières rivela...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading entry-title">Querele, concentrazioni di potere e altri gap, così la classifica di Reporters sans frontières rivela lo stato di salute dell&#8217;informazione</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Reporters sans frontières</strong> (RSF) smaschera la situazione dell’assetto reale dell’informazione in Italia e nel rapporto pubblicato il 2 maggio 2025)scendiamo di tre gradini più in basso rispetto alla statistica stilata lo scorso anno, quindi dal 46° al 49° posto, il risultato peggiore dell’Europa Occidentale, peggio di Samoa e Belize, per citarne due dei 48 che ci precedono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cosa pesa? Soprattutto gli attacchi legali e fisici ai giornalisti che si occupano di inchieste e realizzano servizi su corruzione e criminalità organizzata. Si legge infatti nel <strong>World Press Freedom Index 2025</strong>&nbsp;che in Italia “i giornalisti che indagano sulla criminalità organizzata e sulla corruzione sono sistematicamente minacciati e talvolta sottoposti a violenza fisica per il loro lavoro investigativo. Le loro auto o case vengono talvolta distrutte da incendi dolosi. Campagne di intimidazione online vengono orchestrate contro coloro che si occupano di queste questioni. Circa venti giornalisti vivono attualmente sotto scorta permanente della polizia dopo essere stati oggetto di intimidazioni e attacchi”.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ancora: “La libertà di stampa in Italia continua a essere minacciata dalle organizzazioni mafiose, in particolare nel sud del Paese, nonché da diversi piccoli gruppi estremisti violenti. I giornalisti denunciano anche i tentativi dei politici di ostacolare la loro libertà di occuparsi di casi giudiziari attraverso una “legge bavaglio” che si aggiunge alle procedure SLAPP, prassi comune in Italia.&nbsp;Il panorama mediatico italiano è sviluppato e vanta un’ampia gamma di testate che garantiscono una pluralità di opinioni. Il settore radiotelevisivo comprende diverse emittenti televisive pubbliche (come&nbsp;&nbsp;<em>Rai 1&nbsp;</em>) e stazioni radiofoniche, oltre a numerose testate private. Questa pluralità si riscontra anche nella carta stampata, che comprende quasi 20 quotidiani (come&nbsp;&nbsp;<em>il Corriere della Sera&nbsp;</em>e&nbsp;&nbsp;<em>La Repubblica&nbsp;</em>), circa 50 settimanali (come&nbsp;&nbsp;<em>L’Espresso&nbsp;</em>e&nbsp;&nbsp;<em>Famiglia Cristiana&nbsp;</em>), numerose riviste e diversi siti web di informazione. I professionisti dei media a volte cedono all’autocensura, sia per conformarsi alla linea editoriale della propria testata giornalistica, sia per evitare una causa per diffamazione o altre forme di azione legale.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La situazione può essere aggravata per i giornalisti di cronaca nera e giudiziaria dalla legge&nbsp;&nbsp;<em>bavaglio&nbsp;</em>votata dalla coalizione di governo del Primo Ministro Giorgia Meloni, che vieta la pubblicazione di un ordine di custodia cautelare in carcere&nbsp;fino al termine dell’udienza preliminare. I sindacati dei giornalisti condannano anche la crescente ingerenza politica nei media pubblici. Un certo grado di paralisi legislativa sta frenando l’adozione di diverse proposte di legge volte a preservare e persino migliorare la libertà giornalistica. Questo spiega in parte le limitazioni che alcuni giornalisti incontrano nel loro lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La criminalizzazione della diffamazione e le numerose procedure SLAPP limitano la libertà giornalistica.&nbsp; I media dipendono sempre più dagli introiti pubblicitari e dai sussidi statali. Anche la carta stampata sta affrontando un graduale calo delle vendite. Inoltre, l’annunciata acquisizione di una delle principali agenzie di stampa italiane,&nbsp;&nbsp;<em>l’Agenzia Giornalistica Italiana&nbsp;</em>, da parte di Antonio Angelucci, deputato della maggioranza al potere e proprietario di diversi altri importanti quotidiani italiani, evidenzia la minaccia della concentrazione dei media e dei conflitti di interesse. Il risultato è una crescente precarietà che mina pericolosamente il giornalismo, il suo dinamismo e la sua autonomia. La polarizzazione della società durante la pandemia di Covid-19 ha colpito i giornalisti, vittime di aggressioni verbali e fisiche durante le proteste contro le misure sanitarie. Questa polarizzazione persiste, cristallizzandosi attorno a questioni politiche o ideologiche legate all’attualità”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per gentile concessione dell&#8217;autrice e del sito articolo21.org</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading"><br>Nell’immagine di copertina la mappa stilata da Rsf</h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/05/litalia-scende-ancora-nella-classifica-sulla-liberta-di-stampa/">l’Italia scende ancora nella classifica sulla libertà di stampa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il bavaglio dell’algoritmo</title>
		<link>https://riforma.it/2024/12/12/il-bavaglio-dellalgoritmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giulio Vasaturo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2024 09:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[querele temerarie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nuovi limiti alla cronaca giudiziaria &#160; «Niente più virgolettati! Non si può più riportare la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1">Nuovi limiti alla cronaca giudiziaria</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«Niente più virgolettati! Non si può più riportare la citazione testuale! L’intelligenza artificiale vi sarà utile per fare il sunto dei provvedimenti del gip!».<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">È questo l’amaro consiglio, ponderato in scienza e coscienza, che mi trovo a ripetere da giorni, da modesto “leguleio”, a tutti quei giornalisti che mi domandano «cosa cambia in concreto col nuovo decreto legislativo in materia di cronaca giudiziaria?».<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>L’ennesima modifica dell’articolo 114 del codice di procedura penale</b>, una delle norme più farraginose dell’intero ordinamento di rito, <b>preclude infatti, in via definitiva, ogni possibilità di pubblicare letteralmente, per intero o per stralcio, le “ordinanze che applicano misure cautelari personali” e ciò «fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare»</b>.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Anche in caso di delitti di enorme rilevanza sociale e di lampante interesse pubblico, viene così impedito ad ogni cittadino, per un periodo potenzialmente assai lungo, di accedere al testo originale del documento con cui l’autorità giudiziaria ha disposto la custodia in carcere, gli arresti domiciliari, l’obbligo o il divieto di dimora, il divieto di espatrio, l’interdizione da un pubblico ufficio o l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, a carico di persone gravemente indiziate di reato.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Si tratta di provvedimenti che sono già ampiamente noti a tutte le parti coinvolte nell’inchiesta giudiziaria e quindi, in primis, agli indagati ed ai loro difensori. Il segreto (c.d. esterno) incide, in maniera tanto perentoria, solo ed esclusivamente a discapito dell’opinione pubblica e della compagine comunitaria in nome della quale viene esercitata la giustizia penale nella nostra democrazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Tutti questi atti, nella loro stesura originale, continueranno ad essere conosciuti e valutati solo da pochi “aventi diritto” mentre non potranno essere in alcun modo divulgati «tramite la stampa e gli altri mezzi di comunicazione sociale», come ha chiarito in più occasioni la Suprema Corte (si v., fra le altre, Cass. n. 32846/2014).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il parallelo diritto-dovere di garantire una libera informazione su fatti e vicende di ineludibile valenza collettiva viene considerato, in questa accezione, del tutto “recessivo” rispetto alle esigenze di salvaguardia del «proficuo svolgimento delle indagini preliminari» (così Cass. n. 41640/2019 e Corte Cost. n. 59/1995).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Agli organi di informazione resta riconosciuta, almeno sino ad ora, la residuale libertà di riprodurre espressamente le sole “ordinanze cautelari reali”, vale a dire i provvedimenti di sequestro preventivo o conservativo di beni nei confronti di un indagato.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La scelta del legislatore risuona oltremodo singolare. <b>Al giornalista rimane (provvidenzialmente) consentito di pubblicare i «contenuti», cioè il mero riassunto dei provvedimenti cautelari “personali”, ma viene proibito di riportarne il “virgolettato</b>”.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Si ribadisce, in tal modo, l’obbligo di prosa dell’atto giudiziario: col paradosso, da un lato, di esporre suo malgrado l’indagato/presunto innocente alla incolpevole distorsione ermeneutica delle parole del gip, da parte dei media e, dall’altro lato, di esasperare la parzialità e persino la “politicizzazione” della cronaca giudiziaria, con riflessi tutt’altro che rassicuranti nella dimensione introspettiva dei collegi giudicanti e, in primis, dei giudici popolari di Corte di Assise (i più sensibili, secondo autorevoli studi di psicologia forense, a fattori emotivamente fuorvianti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>Le ricadute di questa (contro)riforma del lavoro giornalistico sono parimenti preoccupanti.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></b></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La personalizzazione obbligata nella trasposizione degli “ordini di arresto” accentua il rischio, per ogni giornalista, di incorrere nella “ritorsione collaterale” delle querele o delle azioni civili temerarie. Privato dello “scudo” del “virgolettato giudiziario”, il cronista sarà facile bersaglio di quanti vorranno sfogare su di lui, attraverso la clava delle slapp, i risentimenti derivanti dalle accuse “infamanti” del pubblico ministero. Se, fino a ieri, la fedele riproduzione dei brani dell’ordinanza cautelare rendeva il giornalista, in qualche modo, immune da ogni plausibile recriminazione per l’ipotesi accusatoria di cui si faceva, doverosamente e semplicemente, latore; non mancherà, da domani, chi vorrà contestare ai media l’utilizzo “creativo” di termini e glosse che, affrancate dagli stilemi propri degli inquirenti, saranno (strumentalmente) tacciate di essere di per sé lesive della reputazione altrui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">È facile immaginare come questa evenienza, quanto mai realistica, sia destinata ad amplificare <b>l’impatto nefasto del <i>chilling effect</i>: la tendenza di editori e giornalisti, soprattutto <i>free-lance</i> e di testate locali, ad auto-limitarsi nel riportare le notizie sulle indagini penali in corso, proprio per non incorrere in azioni legali più o meno pretestuose e vessatorie</b>.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La speranza, a questo punto, è che la Consulta venga chiamata a valutare al più presto la compatibilità di queste incessanti limitazioni normative alla cronaca giudiziaria con le prescrizioni europee in tema di libertà di stampa, a cui il nostro Paese è costituzionalmente obbligato ad attenersi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><i>*Giulio Vasaturo, avvocato penalista e criminologo è docente di antropologia a contratto presso l’Università La Sapienza di Roma. Legale in diversi processi della FNSI, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti</i></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Disegno di Mauro Biani</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/12/12/il-bavaglio-dellalgoritmo/">Il bavaglio dell’algoritmo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Violazioni alla stampa e alla libertà d’espressione</title>
		<link>https://riforma.it/2024/09/11/violazioni-alla-stampa-e-alla-liberta-despressione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2024 07:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato il Rapporto di monitoraggio sul primo semestre del 2024 &#160; Sono 756 le violazioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1"><span class="s1">Pubblicato il Rapporto di monitoraggio sul primo semestre del 2024</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Sono 756 le violazioni riscontrate nel recente Rapporto intitolato M<i>onitoring report &#8211; zapping media freedom</i> realizzato dal Centro europeo per la libertà di stampa e dei media e pubblicato dalla Federazione europea dei giornalisti e dall’International Press Institute. Partner del consorzio <i>Media Freedom Rapid Response</i> (Mfrr).</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Il Rapporto documenta e analizza tutte le violazioni della libertà di stampa dal mese di gennaio al giugno 2024 e ha esplorato nel dettaglio 756 violazioni che hanno interessato 1.212 persone o entità legate ai media.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">474 di queste segnalazioni sono state registrate negli Stati membri dell’Ue, mentre 282 hanno avuto luogo nei paesi candidati. L’analisi presenta anche una sezione nella quale si evidenzia la salute della libertà di informazione in Italia.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Secondo i dati del Mfrr, «le violazioni più comuni sono intimidazioni e minacce per un totale di 136 episodi. Le aggressioni fisiche registrate sono state 100 e tra queste, quarantasette hanno causato lesioni. Sono state commesse 143 violazioni da parte di funzionari governativi e pubblici, il che – rileva il Rapporto – segna una tendenza preoccupante».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Per scaricare il rapporto <a href="https://www.fnsi.it/upload/70/70efdf2ec9b086079795c442636b55fb/634cb106d814b5d5e02ebd5f0dfd3f9e.pdf">clicca qui</a>.</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1"><span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/09/11/violazioni-alla-stampa-e-alla-liberta-despressione/">Violazioni alla stampa e alla libertà d’espressione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Libertà di stampa: come difenderla?</title>
		<link>https://riforma.it/2024/06/21/liberta-di-stampa-come-difenderla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jun 2024 09:18:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[via maestra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’happening per la libertà di stampa a Torino si terrà martedì prossimo presso il Magazzino...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>L’happening per la libertà di stampa a Torino si terrà martedì prossimo presso il Magazzino sul Po dalle 18 alle ore 20: uno speaker’ corner con la partecipazione di giornalisti, operatori dell’informazione, società civile</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell&#8217;autorità giudiziaria</em><em>». </em>Costituzione della Repubblica Italiana, art. 21</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>«Libertà di stampa: come difenderla?»</strong>, è il titolo dell’incontro promosso dal Comitato piemontese de La Via Maestra, a Torino martedì prossimo per ragionare su uno dei diritti cardine della democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Da qualche tempo – scrivono i promotori –, anche in Italia, gli spazi di libertà per le operatrici e gli operatori dell’informazione e della cultura si stanno restringendo: leggi che limitano il diritto di cronaca, una norma che consegna all’esecutivo il pieno controllo del servizio pubblico radiotelevisivo (a Torino in forte ridimensionamento), il problema mai risolto dei conflitti di interesse che inquinano la genuinità dell’informazione. L’informazione è come l’aria che respiriamo: se è pulita viviamo a lungo e bene, se qualcuno la avvelena è a rischio la nostra sopravvivenza. Un’informazione inquinata altera le regole del gioco democratico, nei luoghi di lavoro come nella società. Riduce l’agibilità politica e sociale, comprimendo le nostre libertà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è un caso che la libertà di stampa sia spesso la prima vittima dei governi autoritari, che prediligono i bavagli, la manipolazione piuttosto che il confronto, la partecipazione, l’accessibilità, l’istruzione e la cultura. Riguarda tutta la collettività e non solo, come talvolta si pensa, gli addetti ai lavori. Abbiamo il diritto, come lavoratrici e lavoratori, a un’informazione libera e di qualità, come previsto dalla nostra Costituzione. Dobbiamo difendere i luoghi che producono informazione e cultura &#8211; come la Rai di Torino da anni in preoccupante ridimensionamento -, così come il pluralismo dell’informazione, che anche nella nostra città vede accentrare molti mezzi di comunicazione nelle mani di pochi».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo – concludono le Associazioni che si riconoscono ne La Via Maestra, promossa dalla Cgil, con l’adesione dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, Stampa Subalpina e Articolo 21 Piemonte e di numerose altre realtà associative, «hanno chiesto a donne e uomini di mondi diversi di raccontarci cosa sia la libertà di stampa e come la sua limitazione influisce sulla nostra quotidianità».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’appuntamento è allo speakers’ corner, allestito presso Circolo Arci &#8211; Magazzino sul Po, martedì 25 giugno dalle 18 alle 20 in cui, oltre ai rappresentanti delle associazioni promotrici, interverranno: Chiara Saraceno, Milena Boccadoro, Murat Cinar, Elena Miglietti, Gianni Oliva, Younis Tawfik, Enrico Pandiani, Pietro Polito, Oskar (Statuto), Davide Mattiello, il giornalista di <em>Riforma – Eco delle valli valdesi</em> Gian Mario Gillio e tante altre e altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Promuove l’iniziativa: La Via Maestra Comitato Torinese</p>
<p>Aderiscono: CGIL Torino, Ordine dei Giornalisti, Associazione Stampa Subalpina, Circolo Articolo 21</p>
<p>Piemonte; Arci Torino; Acli Torino; Acmos; Anpi Torino; Attac Torino; Comitato Acqua Pubblica</p>
<p>Torino; Centro Culturale Valdese; La Bottega del Possibile; Magazzino sul Po; Se non ora Quando?</p>
<p>Torino; Udu Torino, Giulia &#8211; Giornaliste, Magazzino sul Po.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-46572" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15-212x300.jpg 212w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15-724x1024.jpg 724w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15-768x1086.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15-1086x1536.jpg 1086w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15-700x990.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/06/PHOTO-2024-06-20-17-23-15.jpg 1131w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" /></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/06/21/liberta-di-stampa-come-difenderla/">Libertà di stampa: come difenderla?</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>23 i cronisti imprigionati in Russia</title>
		<link>https://riforma.it/2024/04/30/23-i-cronisti-imprigionati-in-russia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Anna Del Freo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2024 05:19:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo caso in ordine di tempo è la prova che la propaganda del regime non...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>L&#8217;ultimo caso in ordine di tempo è la prova che la propaganda del regime non solo non tolleri più voci libere oggi, ma cerchi anche di riscrivere la storia</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un altro giornalista è finito in carcere in Russia e ora, secondo la Federazione europea dei giornalisti, sono 23 i cronisti imprigionati dal regime. L’ultimo in ordine di tempo è appunto Sergei Mingazov, dell’edizione russa di “Forbes”, accusato di aver diffuso informazioni “false” sull’offensiva militare di Mosca in Ucraina. Mingazov è stato arrestato il 26 aprile con un’accusa che va a ritroso nel tempo, addirittura a due anni fa, cioè all’aprile del 2022, quando sul proprio canale Telegram il giornalista pubblicò notizie sul massacro dei civili a Bucha, la cittadina vicino a Kyev tristemente famosa per la strage più feroce della guerra in Ucraina. A Bucha avvennero massacri di civili, stupri, esecuzioni sommarie. Ma la versione di Mosca è che il massacro di Bucha non sia mai esistito. Mingazov, che ha avuto il torto di dare notizie su quei fatti, adesso,  a distanza di due anni, è diventato un nemico della Russia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A dare la notizia dell’arresto è stato l’avvocato del giornalista, Konstantin Bubon, secondo cui non è nemmeno chiaro su cosa vertano esattamente le accuse. Mingazov è stato prima portato nel centro di detenzione temporaneo di  Khabarovsk, una città della zona orientale. Secondo la Federazione europea dei giornalisti, un tribunale di Khabarovsk avrebbe poi posto il giornalista per agli arresti domiciliari per due mesi, con pesanti restrizioni alla comunicazione di Mingazov con persone diverse da parenti, investigatori, avvocati e medici, nonché all’uso di mezzi di comunicazione, compreso il divieto assoluto di usare Internet. L’ avvocato del cronista ha dichiarato che molto probabilmente presenterà una denuncia specifica per le restrizioni sull’uso di Internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prima dell’arresto, la polizia è entrata in casa di Mingazov  e gli ha confiscato computer e telefono ma anche le apparecchiature elettroniche della moglie e dei figli. Il rischio per Mingazov è molto alto: l’attuale legge russa per la diffusione di “falsità” sull’esercito  russo prevede multe da  3 a 5 milioni di rubli e lavori forzati fino a cinque anni o la reclusione da cinque a dieci anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il caso di Mingazov ha indignato tutta la stampa europea ed è la prova che la propaganda del regime non solo non tolleri più voci libere oggi, ma cerchi anche di riscrivere la storia facendo tabula rasa di chiunque abbia cercato di diffondere la verità fin dall’inizio del conflitto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contro l’arresto di Mingazov si è levata subito  la voce della Federazione europea dei giornalisti (Efj), che ne domanda l’immediata scarcerazione. “La strategia del Cremlino di negare ed etichettare come fake news tutto ciò che accusa la Russia mira a soffocare tutti i giornalisti che osano contraddire la propaganda ufficiale. Rafforziamo la nostra solidarietà a Sergei Mingazov e a tutti i giornalisti che raccontano la verità sulla guerra della Russia e il suo costo per il popolo ucraino”, ha detto il Segretario generale Efj, Ricardo Gutierrez.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mingazov, fra l’altro, era membro del piccolo sindacato  dei giornalisti russi JMWU (Journalist’s and Media Workers’s Union), che è stato costretto a chiudere da un tribunale e i cui vertici hanno dovuto riparare all’estero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per gentile concessione di <a href="https://www.articolo21.org/2024/04/23-i-cronisti-imprigionati-in-russia/">www.articolo21.org</a></em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/30/23-i-cronisti-imprigionati-in-russia/">23 i cronisti imprigionati in Russia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Europa chiede ci chiede «Libertà e pluralismo dei media»</title>
		<link>https://riforma.it/2024/03/18/leuropa-chiede-ci-chiede-liberta-e-pluralismo-dei-media/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 07:51:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’European Media Freedom Act è realtà, arriva il testo definitivo: «Ora vigilare sulla sua attuazione»...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/18/leuropa-chiede-ci-chiede-liberta-e-pluralismo-dei-media/">L’Europa chiede ci chiede «Libertà e pluralismo dei media»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>L’European Media Freedom Act è realtà, arriva il testo definitivo: «Ora vigilare sulla sua attuazione»</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Parlamento europeo ha adottato a stragrande maggioranza (464 favorevoli, 92 contrari, 65 astenuti) l’<em>European Media Freedom Act </em>(Emfa).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La libertà e il pluralismo dei media, insieme allo stato di diritto, sono in declino nell’Ue (e non solo) da molti anni. Laddove lo Stato di diritto è compromesso, il giornalismo indipendente è spesso il primo a soffrirne. In questo contesto, la nostra coalizione di organizzazioni che rappresentano i giornalisti, i gruppi per la libertà dei media e della società civile e i media di servizio pubblico, si congratulano con le istituzioni dell’Ue e accolgono l’Emfa come un passo importante verso la protezione e la promozione della libertà e del pluralismo dei media nell’Ue», <a href="https://www.articolo21.org/2024/03/leuropean-media-freedom-act-e-realta-ora-vigilare-sulla-sua-attuazione/">si legge sul sito per la libertà d&#8217;informazione Articolo 21 liberi di</a>&#8230; .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«L’Emfa stabilisce principi comuni per tutti gli Stati membri in modo che possano affrontare efficacemente le minacce a un giornalismo libero, indipendente e vivace in Europa, tra cui, tra le altre, la cattura dei media, la sorveglianza intrusiva, l’interferenza politica, il declino del pluralismo dei media e il potere incontrollato dei diritti sociali. piattaforme multimediali».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un gruppo di associazioni e osservatori indipendenti chiede dunque, «di vigilare sull’attuazione dell’Emfa e questa è la loro nota: “Cogliamo l’occasione per ricordare ai media e alle autorità pubbliche che in alcuni settori l’Emfa stabilisce solo gli standard minimi. Gli Stati membri possono e dovrebbero andare molto oltre nel definire garanzie più forti per proteggere la libertà e il pluralismo dei media e i diritti dei giornalisti, in particolare dall’uso della sorveglianza intrusiva e dello<em> spyware</em>. Chiediamo ora alla Commissione Europea, ai governi nazionali e alle autorità di regolamentazione indipendenti di lavorare a stretto contatto con le parti interessate dei media per la piena ed efficace attuazione dell’Emfa per contribuire a rafforzare la libertà e il pluralismo dei media in tutta l’Unione Europea. Per favorire questo processo, alcune delle organizzazioni firmatarie prepareranno, ove necessario, valutazioni e raccomandazioni per aiutare gli Stati membri, i media e le parti interessate della società civile in questo compito cruciale”».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-9-2023-0264-AM-332-332_IT.pdf">Il testo del documento</a>.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/18/leuropa-chiede-ci-chiede-liberta-e-pluralismo-dei-media/">L’Europa chiede ci chiede «Libertà e pluralismo dei media»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Una nuova società dell’informazione è possibile?</title>
		<link>https://riforma.it/2024/03/05/una-nuova-societa-dellinformazione-e-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 06:10:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 21]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 6 marzo a Roma l&#8217;iniziativa promossa dalla Cgil e dall&#8217;Associazione Articolo 21 liberi di&#8230;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Il 6 marzo a Roma l&#8217;iniziativa promossa dalla Cgil e dall&#8217;Associazione Articolo 21 liberi di&#8230;</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Al lavoro per una nuova società dell’informazione”», questo è il titolo del convegno organizzato dall&#8217;associazione  Articolo21 liberi di&#8230; e dalla Cgil e che si terrà mercoledì 6 marzo a Roma presso il Centro congressi di via dei Frentani 4, dalle ore 9,30 alle ore 13,30.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un appuntamento promosso congiuntamente da due realtà, un&#8217;associazione eun sindacato, proprio per sottolineare il ruolo della comunicazione oggi, un tempo, dicono i promotori, «attraversato da una evidente crisi democratica».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’introduzione sarà affidata al segretario nazionale della Slc Cgil <strong>Riccardo Saccone </strong>e le conclusioni al segretario generale della Cgil, <strong>Maurizio Landini</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A presiedere il Garante di Articolo21 <strong>Vincenzo Vita</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«I mezzi di informazione – rilevano gli organizzatori – sono oggetto di un duplice attacco: da una parte la volontà di controllare ciò che viene veicolato per evitare critiche verso chi governa, dall’altra il desiderio di sottomettere coloro che operano nel settore, anche attraverso il ricorso ai bavagli e alle querele temerarie. Inoltre, l’intero comparto soffre di una vasta crisi occupazionale e il precariato è da tempo la regola, non l’eccezione. Sotto il mirino delle pulsioni autoritarie sta, in primo luogo, il servizio pubblico radiotelevisivo – proseguono Articolo 21 e Cgil – che richiede una vera riforma per affermarne l’indipendenza e svincolarlo dal potere esecutivo, oltre a rilanciarne il valore di guida dell’intera industria culturale nell’età degli algoritmi e dell’intelligenza artificiale».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso dell&#8217;incontro sranno tante le testimonianze, tra gli altri: <strong>Paolo Berizzi</strong>, <strong>Sergio Bellucci</strong>, <strong>Micaela Bongi</strong>, <strong>Marino Bisso</strong>, <strong>Paolo Borrometi</strong>, <strong>Angelo Camagna</strong>, <strong>Elisa Castellucci</strong>, <strong>Alessandra Clementini</strong>, <strong>Marianela Diaz</strong>, <strong>Vittorio Di Trapani</strong>, <strong>Giuseppe Giulietti</strong>, <strong>Lucia Goracci</strong>, <strong>Sara Lucantoni</strong>, <strong>Elisa Marincola</strong>, <strong>Laura Morante</strong>, <strong>Camilla</strong> <strong>Piredda</strong>, <strong>Sigfrido Ranucci</strong>, <strong>Marco Tarquinio</strong>, <strong>Alessia Tripodi</strong>, <strong>Silvia Truzzi</strong>.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/05/una-nuova-societa-dellinformazione-e-possibile/">Una nuova società dell’informazione è possibile?</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Julian Assange. Partita chiusa senza risultato</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/22/julian-assange-partita-chiusa-senza-risultato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 10:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assange]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Giudici dell’alta Corte di Londra prendono tempo per decidere la sentenza &#160; «La partita...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>I Giudici dell’alta Corte di Londra prendono tempo per decidere la sentenza</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>«La partita finale sulla trincea dei tribunali del Regno si è chiusa oggi &#8211; scriveva ieri sera l’Agenzia di stampa<em> Ansa</em> -, dopo due giorni di udienza, dinanzi a un’accoppiata di giudici dell’Alta Corte di Londra. I quali (però, <em>ndr</em>) hanno preso tempo per valutare le argomentazioni contrapposte delle parti nel ricorso contro il rifiuto di primo grado di riaprire il caso.</p>
<p>Caso da cui dipende il destino di una certa idea d’informazione, oltre a quello personale dell’ex <em>enfant terrible</em> australiano, cofondatore di <em>WikiLeaks</em> e modello antagonista di giornalismo online: divenuto una sorta di nemico pubblico numero uno a Washington per essersi permesso di divulgare a partire dal 2010, circa 700.000 documenti riservati &#8211; autentici e non privi di rivelazioni imbarazzanti, anche su crimini di guerra commessi fra Iraq e Afghanistan &#8211; sottratti al Pentagono o al Dipartimento di Stato».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti i giornalisti che si sono spesi in difesa di Assange, anche in queste ultime ore (oltre agli organi di categoria Ordine dei giornalisti e Federazione nazionale delle stampa italiana, UsiGrai) tra le colleghe e i colleghi italiani. <strong>Marco Travaglio</strong> ha ricordato: «prima i giornalisti si erano messi tutti in fila per chiedere i suoi documenti» e ancora, <strong>Angela Mauro</strong> dell’Huffpost: «Ci ha informati dei crimini che le nostre società democratiche volevano nascondere. Il fondatore di <em>Wikileaks</em> dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una società che difende le sue conquiste di libertà e trasparenza, quelle che la rendono diversa dalla Russia di Putin o la Cina di Xi Jinping»; e ancora <strong>Vincenzo Vita</strong> su <em>il manifesto</em>: «il giornalista da Pulitzer nel fumo di Londra».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Solo ieri è arrivata la notizia (su <em>Repubblica Torino</em>) che «Julian Assange sarà cittadino onorario di Ivrea, «città ha contribuito a creare la connettività».</p>
<p>L’ha stabilito a maggioranza il Consiglio comunale che ha approvato il conferimento. L’amministrazione eporediese ha votato il documento su richiesta di sette associazioni che hanno presentato una petizione a favore del riconoscimento ufficiale, proprio nelle ore in cui a Londra si manifestava per evitare l’estradizione di Assange negli Stati Uniti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Proponiamo l’intervista realizzata a Torino da <strong>Diego Gandolfo</strong> a <strong>John Shipton</strong>, il padre di Julian Assange, intervenuto alle Giornate del <strong>Premio Roberto Morrione</strong> lo il 28 ottobre 2023 e dove Shipton ha ricevuto dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti, <strong>Carlo Bartoli</strong>, la tessera onoraria dell’Ordine per suo figlio Julian Assange.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Interprete <strong>Alice Bertinotti</strong>; video e montaggio di <strong>Enrico Guidi</strong>.</p>
<p><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/3xBWludrwMs?si=_C8qBKNveXK06fgf" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/22/julian-assange-partita-chiusa-senza-risultato/">Julian Assange. Partita chiusa senza risultato</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La libertà di stampa approda alla Camera dei Deputati</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/22/la-liberta-di-stampa-approda-alla-camera-dei-deputati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Feb 2024 08:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[articolo 21]]></category>
		<category><![CDATA[libertà di stampa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alla Camera dei Deputati si discute di libertà di stampa e di Rai. Riportiamo una...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/22/la-liberta-di-stampa-approda-alla-camera-dei-deputati/">La libertà di stampa approda alla Camera dei Deputati</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Alla Camera dei Deputati si discute di libertà di stampa e di Rai. Riportiamo una sintesi delle mozioni e degli impegni proposti al Governo</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla Camera dei Deputati è ripresa la discussione delle mozioni incentrate sulla tutela della professione giornalistica e in tema di libertà d’informazione in Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo settimane di proteste del mondo dell’informazione (almeno di una gran parte del…) per la legge Costa, che a breve dovrà essere applicato, e dopo l’allarme si legge su <em>Artcolo21.org</em>, «per una deriva antidemocratica circa l’agibilità dell’informazione in Italia da parte di diversi osservatori indipendenti, il Parlamento è stato “in qualche modo obbligato” ad affrontare il nodo informazione, sia in relazione alla possibilità reale di pubblicare notizie sia circa la <em>governance </em>Rai. Le mozioni &#8211; si legge &#8211; sono sei: le ultime quattro sono state presentate ieri, una a firma della maggioranza, le altre a firma di Azione, Italia Viva e Partito Democratico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se tutte hanno la medesima premessa, ossia quella di voler garantire il diritto dei cittadini a essere informati e a favore della libertà dei giornalisti, diverse sono le declinazioni &#8211; precisa <em>Articolo 21</em>-: per esempio una delle mozioni chiede di vigilare sull’applicazione dell’emendamento Costa, ossia la norma contestata che ha costretto la Camera ad affrontare il problema. Passaggi significativi e utili, sono contenuti nella mozione di Piccolotti, Zanella, Bonelli, Borrelli, Dori, Evi, Fratoianni, Ghirra, Grimaldi, Mari, Zaratti che chiede di impegnare il Governo ad adottare iniziative normative volte a riformare la disciplina della diffamazione, in linea con i pronunciamenti della Corte costituzionale e della Corte europea dei diritti dell’uomo, in base alle quali la previsione della pena detentiva non è compatibile con l’articolo 10 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, se non in casi di eccezionale gravità.</p>
<p>Si chiede altresì l’impegno dell’esecutivo a intervenire sulla protezione delle fonti giornalistiche, facendo in modo che il diritto dei giornalisti al silenzio sulle loro fonti non sia considerato un mero privilegio concesso o revocato sulla base della liceità o illegittimità della provenienza delle informazioni, ma un autentico attributo del diritto all’informazione».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ancora ricorda Articolo21.org si chiede che «nella mozione a firma Orrico, Caso, Carotenuto, Amato, Francesco Silvestri, Alfonso Colucci, Alifano, Auriemma, Penza, D’Orso, Ascari, Cafiero De Raho, Giuliano, Scutellà, Bruno, Scerra, il Governo si impegni “ad assumere iniziative normative, con il primo provvedimento utile, per scongiurare, nel caso di azione per presunta diffamazione commessa con il mezzo della stampa o con gli altri prodotti editoriali registrati, eventuali azioni pretestuose, ponendo a carico dell’attore, che abbia agito in giudizio civile ai fini risarcitori con mala fede o colpa grave, il pagamento di una somma di denaro a favore della Cassa delle ammende determinata in via equitativa non inferiore ad un quarto di quella oggetto della domanda risarcitoria, nonché a prevedere la condanna al pagamento di una pena pecuniaria adeguata in caso di querele temerarie e pretestuose per il delitto di diffamazione”».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è anche la mozione di Faraone, Gadda, De Monte, Del Barba, Marattin, Bonifazi, Boschi, Giachetti, Gruppioni, «che chiede, tra l’altro, di “garantire, attraverso iniziative normative di rango primario, la modifica dell’articolo 114 del codice di procedura penale, prevedendo, nel rispetto dell’articolo 21 della Costituzione e in attuazione dei principi e diritti sanciti dagli articoli 24 e 27 della Costituzione, il divieto di pubblicazione, integrale o per estratto, del testo dell’ordinanza di custodia cautelare finché non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare, in coerenza con quanto disposto dagli articoli 3 e 4 della direttiva (Ue) 2016/343, come già previsto nella delega di cui all’articolo 4, comma 3, della legge di delegazione europea 2022/2023».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Al link sotto, trovate tutte le mozioni in discussione e nel loro testo integrale:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.camera.it/leg19/995?sezione=documenti&amp;tipoDoc=assemblea_allegato_odg&amp;idlegislatura=19&amp;anno=2024&amp;mese=02&amp;giorno=21&amp;back_to=https%3A//www.camera.it/leg19/76">https://www.camera.it/leg19/995?sezione=documenti&amp;tipoDoc=assemblea_allegato_odg&amp;idlegislatura=19&amp;anno=2024&amp;mese=02&amp;giorno=21&amp;back_to=https%3A//www.camera.it/leg19/76</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/22/la-liberta-di-stampa-approda-alla-camera-dei-deputati/">La libertà di stampa approda alla Camera dei Deputati</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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