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	<title>kairos - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 09 Jun 2026 06:54:10 +0000</lastBuildDate>
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	<title>kairos - Riforma.it</title>
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		<title>Cisgiordania. Focus su Ush Ghurab a Betlemme</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/09/cisgiordania-focus-su-ush-ghurab-a-betlemme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Voceevangelica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 06:54:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Comunione mondiale delle chiese riformate]]></category>
		<category><![CDATA[kairos]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un webinar oggi 9 giugno per la campagna di sensibilizzazione della Comunione mondiale di chiese...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/09/cisgiordania-focus-su-ush-ghurab-a-betlemme/">Cisgiordania. Focus su Ush Ghurab a Betlemme</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un webinar oggi 9 giugno per la campagna di sensibilizzazione della Comunione mondiale di chiese riformate</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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<p>Una <a href="https://wcrc.eu/ush-ghurab-one/">campagna</a> per sensibilizzare le chiese riformate di tutto il mondo sulla situazione dei cristiani in Cisgiordania, e in particolare su Ush Ghurab, un territorio di Beit Sahour vicino a Betlemme: è quanto la <a href="https://wcrc.eu/">Comunione mondiale di chiese riformate</a> (Wcrc) con sede a Hannover (Germania) ha lanciato in queste settimane, caricando sul proprio sito schede informative relativamente alla situazione dell’occupazione militare israeliana e della violenza dei coloni, ma anche testimonianze dirette di esponenti cristiani palestinesi e organizzando dei webinar insieme all’iniziativa cristiana non violenta “<a href="https://www.kairospalestine.ps/">Kairos Palestine</a>”.</p>
<p><br />È in questo quadro che il segretario generale della Comunione, il pastore <strong>Philip Vinod Peacock</strong>, invita ad un webinar che si terrà oggi <strong>9 giugno alle ore 16</strong>, intitolato “L&#8217;espansione degli insediamenti in Cisgiordania, il diritto internazionale e la risposta delle Chiese”. All&#8217;incontro zoom (che si terrà in inglese) prenderanno parte rappresentanti di Kairos Palestine e leader cristiani di Beit Sahour. Al termine degli interventi è previsto uno spazio dedicato alle domande dei partecipanti. La registrazione del webinar sarà resa disponibile successivamente. Per iscriversi al webinar clicca <a href="http://tinyurl.com/wcrcwebinar">qui</a>.</p>
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<h3>&nbsp;</h3>
<h3>Scopo della campagna</h3>
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<p>Scopo della campagna&nbsp;<a href="https://wcrc.eu/ush-ghurab-three/">Focus su&nbsp;Ush Ghurab</a> della Wcrc è quello di incrementare l’impegno e la solidarietà delle chiese sulla situazione in Palestina. “Questa testimonianza è radicata nella stessa identità della CMCR che si traduce nella capacità di discernere, nella confessione della propria fede e nello schierarsi accanto ai più vulnerabili&#8221;, si legge ancora sul sito della campagna. “Per questo motivo l&#8217;attenzione della Wcrc verso Ush Ghurab non costituisce un atto di commento politico, bensì un&#8217;espressione dei suoi più profondi impegni teologici nei confronti della stessa Wcrc e della giustizia&#8221;, spiega la Wcrc.<br>Ma per comprendere ciò che sta accadendo a Ush Ghurab, è necessario anzitutto capire cosa sta succedendo nell&#8217;intera Cisgiordania occupata.</p>
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<h3>Drastico aumento della colonizzazione e della violenza</h3>
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<p>Negli ultimi tre anni, l&#8217;espansione degli insediamenti israeliani ha subito un&#8217;accelerazione senza precedenti. Solo nel 2024, il governo israeliano ha portato avanti piani per quasi 29.000 unità abitative in tutta la Cisgiordania occupata e a Gerusalemme Est. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che nel 2025 l&#8217;espansione degli insediamenti israeliani ha raggiunto il livello più alto dal 2017. Alla fine del 2025&nbsp;il governo israeliano aveva approvato la costruzione di 103 nuovi insediamenti in Cisgiordania.<br>Insieme all’espansione degli insediamenti &#8211; illegali sotto il profilo del diritto internazionale -, è aumentata drasticamente anche la violenza da parte dei coloni. Un rapporto delle Nazioni Unite, che copre i dodici mesi fino a ottobre 2025, ha documentato 1.732 episodi di violenza da parte dei coloni che hanno causato vittime o danni alle proprietà. Il rapporto ha concluso che “la violenza dei coloni è proseguita in modo coordinato, strategico e in larga misura senza ostacoli, con le autorità israeliane che hanno svolto un ruolo centrale nel dirigere, partecipare o agevolare tali condotte”. Nel solo mese di ottobre 2025 è stato registrato&nbsp;il numero mensile più elevato di attacchi da parte dei coloni da quando l&#8217;OCHA ha iniziato a documentare questi episodi nel 2006: oltre 260 attacchi, con una media di otto incidenti al giorno. (L&#8217;OCHA pubblica mensilmente dei dettagliati rapporti sulle violazioni dei diritti umani e del&nbsp;diritto umanitario in Cisgiordania. L&#8217;ultimo è scaricabile&nbsp;<a href="https://www.ochaopt.org/content/west-bank-monthly-snapshot-casualties-property-damage-and-displacement-april-2026">qui</a>).</p>
<p><br>Il governatorato di Betlemme si trova al centro di questa pressione. Un piano per espandere l&#8217;insediamento illegale di Ma&#8217;ale Adumim attraverso un bando per oltre 3.400 unità abitative nell&#8217;area E1, a est di Gerusalemme, dividerebbe la Cisgiordania in due parti, interrompendo in modo permanente la continuità urbana palestinese tra Ramallah, Gerusalemme Est occupata e Betlemme.<br>È in questo contesto che va interpretata la situazione di Ush Ghurab. &#8220;Ush Ghurab non è un simbolo lontano. È l&#8217;ultima consistente riserva di terra pubblica disponibile per Beit Sahour, ed è oggi sotto minaccia&#8221;, fa sapere la Wcrc.</p>
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<h3>Il rischio di essere cancellati</h3>
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<p>L&#8217;espansione degli insediamenti israeliani ha progressivamente circondato Beit Sahour, frammentando il territorio a disposizione dei suoi abitanti e interrompendo i collegamenti tra le comunità palestinesi dell&#8217;intero governatorato di Betlemme. Ush Ghurab si trova nel punto nevralgico di questa espansione: se dovesse essere destinata alla costruzione di insediamenti o espropriata per scopi militari, Beit Sahour si ritroverebbe di fatto senza possibilità di espansione territoriale, e la sua capacità di crescere, respirare e continuare a esistere come comunità viva verrebbe compromessa in modo permanente.<br>Beit Sahour ospita una delle più antiche comunità cristiane palestinesi della Cisgiordania ed è sede di una popolazione cristiana che oggi rappresenta meno dell&#8217;uno per cento degli abitanti della Cisgiordania. Il destino di Ush Ghurab, pertanto, non riguarda soltanto la terra: riguarda la possibilità stessa che questa comunità abbia un futuro.</p>
<p><br>Anche il pastore presbiteriano&nbsp;<strong>Jerry Pillay</strong>, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), già alla fine di dicembre 2025 aveva espresso forte preoccupazione per nuovi insediamenti israeliani nell’area di Ush Ghurab, facendo pervenire due lettere, rispettivamente al vicepresidente degli Stati Uniti <strong>J.D. Vance</strong>&nbsp;e alla presidente della Commissione europea&nbsp;<strong>Ursula von der Leyen</strong>, per richiamare l’attenzione della comunità internazionale sul fatto che questi insediamenti mettono a rischio la stessa sopravvivenza della comunità cristiana nella regione. (<em>Voce evangelica</em>&nbsp;ne aveva parlato&nbsp;<a href="https://www.voceevangelica.ch/voceevangelica/home/2025/12/Cisgiordania-insediamenti-israeliani-Pillay-CEC-scrive-a-JD-Vance-e-Ursula-Vonder-Leyen.html">qui</a>).</p>
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<h3>Molto più di un pezzo di terra</h3>
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<p>Per gli abitanti di Beit Sahour, Ush Ghurab è molto di più di un semplice appezzamento di terreno all&#8217;interno della loro città. Rappresenta memoria, identità, sostentamento e l&#8217;orizzonte residuo per il futuro della comunità.<br />I residenti di Beit Sahour parlano di quest&#8217;area con un profondo legame emotivo: un luogo associato alle storie familiari, all&#8217;agricoltura, agli ulivi, ai ricordi dell&#8217;infanzia e alla naturale espansione della comunità. Molti la descrivono come uno degli ultimi spazi attraverso cui Beit Sahour può ancora respirare e crescere.</p>
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<p><strong>Per ulteriori informazioni sul webinar promosso il prossimo 9 giugno alle 16 dalla CMCR intitolato “L&#8217;espansione degli insediamenti in Cisgiordania, il diritto internazionale e la risposta delle Chiese” clicca <a href="https://wcrc.eu/ush-ghurab-three/">qui</a> e scorri in fondo alla pagina. </strong></p>
<p> </p>
<p><strong>Per iscriversi: <a href="http://tinyurl.com/wcrcwebinar">tinyurl.com/wcrcwebinar</a>.</strong></p>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Da <a href="https://www.voceevangelica.ch/voceevangelica/home/2026/06/Campagna-Comunione-mondiale-chiese-riformate-per-Ush-Garub-Palestina.html">Voce Evangelica</a></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto: la Chiesa della Natività a Betlemme</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/09/cisgiordania-focus-su-ush-ghurab-a-betlemme/">Cisgiordania. Focus su Ush Ghurab a Betlemme</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I leader delle chiese dell&#8217;Africa meridionale si uniscono in un pellegrinaggio per la giustizia</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/17/i-leader-delle-chiese-dellafrica-meridionale-si-uniscono-in-un-pellegrinaggio-per-la-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 07:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[kairos]]></category>
		<category><![CDATA[Sud Africa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 15 giugno, in commemorazione del 40° anniversario del Documento Kairos e della Rivolta di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il 15 giugno, in commemorazione del 40° anniversario del Documento Kairos e della Rivolta di Soweto del 1976, i leader delle chiese di tutte le confessioni e dei paesi dell&#8217;Africa meridionale hanno intrapreso un pellegrinaggio di riflessione e discernimento</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo dal cuore benestante di Sandton fino alle strade storiche di Soweto, questo pellegrinaggio in Sud Africa ha invitato i partecipanti a cambiare in risposta alla chiamata di Dio alla giustizia e all&#8217;amore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riuniti presso la statua di Madiba in Nelson Mandela Square, i leader hanno riflettuto sul simbolismo dell&#8217;essere&nbsp;&#8221;&nbsp;bloccati come statue&#8221; – intrappolati nel comfort e nell&#8217;inazione in mezzo alla ricchezza, isolati da coloro che sono emarginati. Il viaggio in autobus verso Soweto è stato nello spirito del Sankofa: ripercorrere i passi per comprendere il passato, valutare il presente e immaginare un futuro radicato nella giustizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fuori dalla vecchia casa di Nelson Mandela&nbsp;,&nbsp;il gruppo ha riflettuto sui valori alla base della lotta per la dignità e la responsabilità. Hanno ricordato i pericoli di essere intrappolati in sistemi disumanizzanti e hanno rinnovato il loro impegno a resistere a queste forze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al Memoriale di Hector Pietersen, che commemora non solo la sua morte, ma anche quella di centinaia di bambini e giovani durante le proteste in Sudafrica durante l&#8217;apartheid, il pellegrinaggio si è soffermato ad affrontare le attuali problematiche di giustizia che affliggono i giovani africani&nbsp;.&nbsp;Facendo eco all&#8217;appello biblico a difendere i vulnerabili, i partecipanti si sono chiesti a quali azioni coraggiose e non violente Dio li chiama a compiere per il benessere del Suo&nbsp;popolo&nbsp;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo ha poi proseguito verso la chiesa evangelica luterana di Soweto, dove i tragici eventi del 1976 hanno ricordato loro la necessità continua di negoziare con i poteri che minacciano l&#8217;umanità e hanno rinnovato il loro impegno per un attivismo cristiano strategico e non violento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vescovo Nkosinathi Myaka, vescovo presidente della Chiesa evangelica luterana nell&#8217;Africa meridionale, ha accolto i partecipanti all&#8217;evento di culto commemorativo presso la chiesa del vescovo Manas Buthelezi, un leader della teologia contestuale e nera, il quale ha sostenuto che la teologia deve affrontare le realtà vissute da coloro che sono oppressi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella sua omelia, la dott.ssa Thandi Gamedze ha osservato che il<strong>&nbsp;<a href="https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/06/KairosDocuments.pdf">KairosDocuments</a></strong> descrive la teologia come &#8221; non una cosa sola, ma un luogo di lotta&#8221;, una &#8221; teologia che nasce da vite precariamente sospese sull&#8217;orlo del precipizio&#8221;. Ha sfidato la Chiesa ad affrontare il modo in cui &#8221; la nostra Bibbia, la nostra teologia, la nostra Chiesa sono state complici della violenza&#8221;. Ha ricordato agli ascoltatori che Dio è un Dio di giustizia, chiamandoli a essere presenti dove i giovani affrontano povertà, disoccupazione e disuguaglianza, per vivere vite degne del sacrificio compiuto nel 1976.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggendo la sua poesia&nbsp;&#8221;&nbsp;Quel giorno&#8221;, la dottoressa Gamedze ha ricordato ai fedeli che il lavoro per la giustizia è essenziale perché: &#8221;&nbsp;Non combattiamo per il gusto di combattere, ma per quel giorno in cui combattere non sarà più necessario. Perché l’oscurità è stata finalmente inghiottita dalla luce&#8221;.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo due giorni di riflessione sui fondamenti teologici e sulle critiche del Documento Kairos, nonché sull&#8217;analisi contestuale e sulla teoria della resistenza non violenta, l&#8217;attenzione della conferenza&nbsp;si&nbsp;è spostata su seminari e sessioni di rafforzamento delle capacità che affrontano aree specifiche.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8221;&nbsp;È come se la chiesa avesse dormito e ora dobbiamo dire&nbsp;&#8216;&nbsp;Svegliatevi!'&#8221;, ha affermato il Rev. Malikopo Mohlatsane della Chiesa evangelica del Lesotho nell&#8217;Africa meridionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Riconoscendo che le questioni di giustizia sono intersezionali e interconnesse e spesso hanno radici comuni, i seminari hanno trattato argomenti quali l&#8217;applicazione del Documento Kairos in uno spirito decoloniale, la nutrizione, la salute mentale&nbsp;,&nbsp;&nbsp;la libertà di religione, i diritti umani e molti altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eunice Gwengweya&nbsp;&nbsp;del Consiglio delle Chiese del Malawi ha sottolineato l&#8217;importanza che le giovani donne partecipino e apprendano nuovi approcci nonostante la resistenza&nbsp;culturale&nbsp;:&nbsp;&#8221;&nbsp;Non mi è mai venuto in mente che un approccio non violento potesse apportare un cambiamento, un cambiamento migliore&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sua Santità, il Reverendissimo Dr. Rufus Okikiola Ositelu, presidente africano del Consiglio Ecumenico delle Chiese, ha elogiato la competenza dei facilitatori e ha sottolineato due messaggi che vorrebbe che i partecipanti portassero con sé nelle loro chiese:&nbsp;&#8221;&nbsp;Dobbiamo portare con noi il messaggio dell&#8217;uguaglianza di genere. In tutte le chiese, statisticamente, le donne sono la maggioranza. Le donne devono anche essere presenti ai tavoli decisionali. In secondo luogo, vorrei che tutti noi portassimo con noi il messaggio di prenderci cura dell&#8217;ambiente, di non fare nulla che danneggi il clima, perché questo uccide il futuro&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico delle Chiese, in collaborazione con la Fellowship of Christian Councils in Southern Africa e il South African Council of Churches, organizza dal 12 al 16 giugno una conferenza e dei seminari ispirati al centenario della conferenza inaugurale<a href="https://riforma.it/2025/06/11/per-un-ecumenismo-integrale/" title=""> Life and Work del 1925</a>, che ha sottolineato il ruolo della Chiesa nell&#8217;affrontare le ingiustizie sociali, politiche ed economiche.</p>



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<h6 class="wp-block-heading">Photo:&nbsp;Lyn van Rooyen/WCC</h6>



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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/17/i-leader-delle-chiese-dellafrica-meridionale-si-uniscono-in-un-pellegrinaggio-per-la-giustizia/">I leader delle chiese dell’Africa meridionale si uniscono in un pellegrinaggio per la giustizia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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