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	<title>Israele - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Apr 2026 08:50:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Israele - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente condanna gli attacchi contro obiettivi civili in Libano.</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/09/il-consiglio-delle-chiese-del-medio-oriente-condanna-gli-attacchi-contro-obiettivi-civili-in-libano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 07:10:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#eivdenza]]></category>
		<category><![CDATA[Beirut]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito dei pesantissimi bombardamenti israeliani di ieri 8 aprile &#160; Il Consiglio ecumenico delle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">A seguito dei pesantissimi bombardamenti israeliani di ieri 8 aprile</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico delle chiese e il Consiglio delle chiese del Medio Oriente, a seguito della grave e catastrofica escalation di violenza verificatasi l&#8217;8 aprile nella città di Beirut, insieme a molte altre regioni libanesi, hanno espresso profonda preoccupazione e ferma condanna per quanto accaduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Una serie di raid aerei simultanei, violenti e senza precedenti ha colpito 100 siti, tra cui quartieri residenziali e luoghi civili in diverse aree del Libano, provocando centinaia di feriti e vittime tra i civili innocenti», si legge in un messaggio congiunto delle due organizzazioni. «Condanniamo fermamente questi attacchi e sottolineiamo la necessità di proteggere le persone e le infrastrutture civili, in base all&#8217;obbligo fondamentale previsto dal diritto internazionale umanitario».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico delle chiese e il Consiglio delle chiese del Medio Oriente hanno affermato che il mondo si trova oggi ad affrontare una grave prova per l&#8217; umanità. «Non c&#8217;è bisogno di essere libanesi o arabi per provare rabbia per ciò che sta accadendo a Gaza, in Libano e in altri paesi del Medio Oriente», si legge nel messaggio. «Basta essere umani in un momento in cui abbiamo bisogno di umanizzare l&#8217;umanità stessa».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico delle chiese e il Consiglio delle chiese del Medio Oriente hanno esortato le parti interessate a lavorare per la cessazione immediata di tutti gli attacchi e a rispettare il diritto internazionale e i diritti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Ciò deve essere accompagnato dalla garanzia della protezione dei civili e dal libero accesso agli aiuti umanitari, poiché la popolazione è stata isolata dai beni di prima necessità. Chiediamo inoltre alla comunità internazionale e a tutte le parti interessate di assumersi le proprie responsabilità e di prevenire un ulteriore deterioramento che minaccia la sicurezza e la stabilità del Libano e dell&#8217;intera regione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Photo: Paul Jeffrey/Life on Earth. Una stradina del campo profughi di Shatila</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/09/il-consiglio-delle-chiese-del-medio-oriente-condanna-gli-attacchi-contro-obiettivi-civili-in-libano/">Il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente condanna gli attacchi contro obiettivi civili in Libano.</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Lunedì di Pasqua: arrestato uno studente luterano</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/07/lunedi-di-pasqua-arrestato-uno-studente-luterano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[CELI]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa chiede il rilascio di Amir Al-Daraawi,...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/07/lunedi-di-pasqua-arrestato-uno-studente-luterano/">Lunedì di Pasqua: arrestato uno studente luterano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading is-style-news-intro">La Chiesa evangelica luterana in Giordania e Terra Santa chiede il rilascio di Amir Al-Daraawi, arrestato dalle forze israeliane a Beit Sahour</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il lunedì di Pasqua,&nbsp;<strong>Amir Jamal Al-Daraawi</strong>&nbsp;— studente del dodicesimo anno della Scuola Evangelica Luterana di&nbsp;<strong>Beit Sahour</strong>, a un mese dalla maturità — è stato arrestato dall’esercito israeliano insieme a suo padre,&nbsp;<strong>Jamal Al-Daraawi</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stando alle prime ricostruzioni, un gruppo di coloni israeliani stava allestendo illegalmente un avamposto in un villaggio palestinese vicino a Beit Sahour, molestando i residenti e lanciando gas lacrimogeni contro di loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Amir e suo padre facevano parte del gruppo di abitanti accorsi in difesa delle persone sotto attacco. I coloni hanno chiamato i soldati israeliani, che hanno proceduto all’arresto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vescovo Imad Haddad, guida della Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e in Terra Santa, ha rilasciato una&nbsp;<a href="https://elcjhl.org/bishop-dr-imads-statement-on-the-israeli-detainment-of-a-student-from-the-evangelical-lutheran-school-in-beit-sahour" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-cmp-ab="2">dichiarazione</a>&nbsp;chiedendo il rilascio immediato di Amir e degli altri detenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Come Chiesa, siamo in solidarietà e preghiera con la famiglia Al-Daraawi e la comunità della scuola di Beit Sahour“, ha scritto, “e sosteniamo inequivocabilmente le loro richieste per la libertà di Amir».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vescovo luterano ha espresso la speranza che Amir possa tornare presto tra i suoi compagni e i suoi insegnanti per prepararsi all’esame di maturità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dichiarazione non si ferma al caso singolo. «Questo non è un caso isolato»&nbsp;ha scritto Haddad. Le azioni violente dei coloni in tutta la Cisgiordania si sono intensificate in modo esponenziale negli ultimi mesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Beit Sahour, in particolare, l’avanzata di un nuovo insediamento israeliano minaccia la sicurezza, il sostentamento e la presenza dei palestinesi nell’area — inclusa la comunità della Chiesa Evangelica Luterana e la sua scuola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Haddad chiede «un’azione immediata e decisiva da parte dei governi internazionali, dei leader religiosi e di tutte le persone di coscienza per proteggere i diritti dei palestinesi di vivere in sicurezza sulla propria terra, come garantito dal diritto internazionale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e in Terra Santa —&nbsp;<a href="https://elcjhl.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-cmp-ab="2">ELCJHL</a>&nbsp;— nasce a metà Ottocento dall’opera missionaria diaconale di protestanti tedeschi e inglesi in Palestina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1851&nbsp;<strong>Theodor Fliedner</strong>&nbsp;portò a Gerusalemme le prime diaconesse per avviare un ospedale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quattro anni dopo, nel 1855, fu fondata Talitha Kumi: la prima scuola femminile della Terra Santa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1860&nbsp;<strong>Johann Ludwig Schneller</strong>&nbsp;aprì l’Orfanotrofio Siriano di Gerusalemme, che offriva ai bambini arabi orfani un’istruzione accademica e professionale di qualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1979, per la prima volta, la guida spirituale della chiesa passò a un vescovo palestinese: il rev. Dr.&nbsp;<strong>Daoud Haddad</strong>, eletto primo vescovo luterano arabo di tutto il Medio Oriente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da allora la chiesa ha percorso un cammino di piena autonomia, radicata nelle comunità di Gerusalemme, Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour, Ramallah e Amman.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi la ELCJHL gestisce quattro scuole a Ramallah, Beit Jala, Betlemme e Beit Sahour che ogni anno accolgono più di 3.000 studenti, indipendentemente dalla loro fede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di Beit Sahour, dove studia Amir Al-Daraawi, è parte di questa missione centocinquantennale: educare, testimoniare, restare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ELCJHL è membro della LWF dal 1974 e del Consiglio Ecumenico delle Chiese dal 2013.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in questo momento, proprio nelle ore immediatamente successive alla Pasqua, la pace che la chiesa annuncia “<em>è basata nella giustizia e nella solidarietà con chi soffre e con gli oppressi. Questa rimane la radice della vera pace</em>“.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://La Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e in Terra Santa — ELCJHL — nasce a metà Ottocento dall’opera missionaria diaconale di protestanti tedeschi e inglesi in Palestina.  Nel 1851 Theodor Fliedner portò a Gerusalemme le prime diaconesse per avviare un ospedale.  Quattro anni dopo, nel 1855, fu fondata Talitha Kumi: la prima scuola femminile della Terra Santa.  Nel 1860 Johann Ludwig Schneller aprì l’Orfanotrofio Siriano di Gerusalemme, che offriva ai bambini arabi orfani un’istruzione accademica e professionale di qualità.  Nel 1979, per la prima volta, la guida spirituale della chiesa passò a un vescovo palestinese: il rev. Dr. Daoud Haddad, eletto primo vescovo luterano arabo di tutto il Medio Oriente.  Da allora la chiesa ha percorso un cammino di piena autonomia, radicata nelle comunità di Gerusalemme, Betlemme, Beit Jala, Beit Sahour, Ramallah e Amman.  Oggi la ELCJHL gestisce quattro scuole a Ramallah, Beit Jala, Betlemme e Beit Sahour che ogni anno accolgono più di 3.000 studenti, indipendentemente dalla loro fede.  Quella di Beit Sahour, dove studia Amir Al-Daraawi, è parte di questa missione centocinquantennale: educare, testimoniare, restare.  La ELCJHL è membro della LWF dal 1974 e del Consiglio Ecumenico delle Chiese dal 2013.  Anche in questo momento, proprio nelle ore immediatamente successive alla Pasqua, la pace che la chiesa annuncia “è basata nella giustizia e nella solidarietà con chi soffre e con gli oppressi. Questa rimane la radice della vera pace“." data-wplink-url-error="true">Chiesaluterana.it</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Immagine: <strong>Amir Jamal Al-Daraawi</strong>&nbsp;in una foto diffusa dalla Chiesa Evangelica Luterana in Giordania e Terra Santa sui propri social</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/07/lunedi-di-pasqua-arrestato-uno-studente-luterano/">Lunedì di Pasqua: arrestato uno studente luterano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La relazione con Dio è scelta consapevole</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/29/la-relazione-con-dio-e-scelta-consapevole/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pawel Gajewski]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2025 09:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[scelta]]></category>
		<category><![CDATA[tesoro particolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Esodo 19, 5 &#160; &#160; Il libro dell’Esodo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un giorno una parola – commento a Esodo 19, 5</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ora, se vorrete ascoltare la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me la proprietà tra tutti i popoli, perché mia è tutta la terra!</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Esodo 19, 5</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giovanni 15, 10</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=68329476&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro dell’Esodo rappresenta uno dei testi fondamentali dell’Antico Testamento, narrando la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù egiziana e il suo cammino verso la Terra Promessa. Tra i capitoli più significativi vi è il capitolo 19, punto di svolta nella storia del popolo ebraico, in cui Dio offre a Israele un patto speciale. In particolare, il versetto 5 assume un ruolo cruciale sia dal punto di vista religioso che simbolico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo versetto si colloca nel momento in cui, arrivati ai piedi del Monte Sinai, gli Israeliti ricevono da Mosè le parole di Dio. Dopo averli liberati dall’Egitto, Dio desidera stabilire con loro un rapporto di alleanza, fondato sull’ascolto e sull’obbedienza. Il versetto 5 introduce dunque le condizioni di questo patto, ponendo l’accento sulla libertà e responsabilità del popolo: la relazione con Dio non è imposta, ma offerta come scelta consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’espressione “tesoro particolare” (in ebraico segullāh) indica qualcosa di estremamente prezioso, un patrimonio personale. Dio afferma che, se Israele ascolterà la sua voce e osserverà l’alleanza, sarà per Lui un popolo distinto, scelto tra tutti gli altri. Non si tratta di privilegio esclusivo, ma di una chiamata a una responsabilità maggiore: essere testimoni della fede e della giustizia divina nel mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il versetto mette in luce due azioni fondamentali: ascoltare e custodire. L’ascolto richiama la dimensione dell’obbedienza e della fiducia, mentre custodire l’alleanza significa impegnarsi concretamente nella vita, seguendo i comandamenti e i valori trasmessi. Non basta quindi la semplice appartenenza; ciò che conta è la coerenza tra fede e azione, tra parola e vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vera grandezza di Israele, e di ogni credente, non sta nei privilegi ricevuti, ma nella disponibilità a rispondere con generosità alla chiamata divina, diventando segno di speranza e luce per tutti i popoli. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/10/29/la-relazione-con-dio-e-scelta-consapevole/">La relazione con Dio è scelta consapevole</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il popolo scelto e amato da Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/09/il-popolo-scelto-e-amato-da-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emmanuela Banfo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Sep 2025 07:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Elezione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a I Samuele 12, 22 &#160; &#160; Il Dio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a I Samuele 12, 22</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>È piaciuto al Signore di fare di voi il suo popolo</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>I Samuele 12, 22</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gli apostoli glorificano Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche agli stranieri affinché abbiano la vita»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Atti degli apostoli 11, 18</strong></em></p>



<div style="height:31px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:31px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Dio d’ Israele non è monarchico. Il suo è un assolutismo intraducibile in termini umani, di istituzione politica. A lungo, attraverso i suoi profeti, cerca di dissuadere il suo popolo dal volere un sovrano, un re a tutti i costi. Inutile avvertirlo che dare sovranità al potere, accentrarlo in una sola persona e la sua casta, la sua corte, significa dare mano libera ad abusi, ruberie, ingiustizie diffuse, guerre dove viene spezzato il fiore della gioventù. Inutile avvertirlo che voler essere uguale alle altre nazioni, idolatre e guerrafondaie, significa peggiorare, non migliorare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il popolo che Dio si è inventato, senza merito alcuno, facendolo crescere con le sue benedizioni, dimentica il perché di quella elezione, non di privilegio, ma di una grande responsabilità, chiamato a una missione destinata a durare nel tempo, secolo dopo secolo, millennio dopo millennio: essere fonte di benedizione per tutti i popoli della terra. Non c’è spazio per aspirazioni di potere, di supremazia, in una missione volta a ricondurre le nazioni tutte a riconciliarsi nel nome del Re dei re, nella pace di Gerusalemme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Samuele, dopo aver inutilmente riferito le obiezioni del Signore, prima di ungere Saul, rassicura comunque il popolo che non sarà abbandonato. Immeritatamente eletto, immeritatamente amato, immeritatamente salvato. È l’amore di Gesù, l’amore della Croce. Così è piaciuto al Signore. È con la fedeltà, la misericordia, l’affidabilità delle sue promesse che il Signore agisce su ciascun credente, ciascuna credente, a partire dal primo, Abramo e la sua discendenza. È con lo strumento dell’amore, come fece con il figliuol prodigo, che ci richiama a Sé e al compito che ci ha affidato. L’amore è la sua calamita. Per quanto gravi possano essere gli errori, le mancanze, questo richiamo non cesserà di risuonare come monito, istruzione, invito al ravvedimento. A partire da quel piccolo popolo amatissimo: non farti uguale agli altri se vuoi essere guida sulla via del Signore, il benedetto in eterno. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/09/09/il-popolo-scelto-e-amato-da-dio/">Il popolo scelto e amato da Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>UMC, svolta etica negli investimenti</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/02/umc-svolta-etica-negli-investimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2025 07:31:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Umc]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Chiesa Metodista Unita annuncia il disinvestimento da governi coinvolti in occupazioni militari prolungate, tra...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La Chiesa Metodista Unita annuncia il disinvestimento da governi coinvolti in occupazioni militari prolungate, tra cui Israele e Russia</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’agenzia principale per gli investimenti della Chiesa Metodista Unita (UMC),&nbsp;<strong>Wespath</strong>, ha avviato l’attuazione e l’estensione della risoluzione approvata nel 2024 dalla Conferenza Generale, massimo organo legislativo della denominazione. Si tratta di un risultato significativo per la campagna internazionale&nbsp;<strong>Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS)</strong>, che giunge dopo anni di mobilitazione dal basso da parte del movimento&nbsp;<em>United Methodists for Kairos Response</em>&nbsp;(UMKR).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo la Chiesa presbiteriana degli Usa, anche l’UMC – una delle più grandi chiese cristiane al mondo – intraprende un’azione storica: disinvestire ed escludere dai propri portafogli i titoli di Stato emessi da governi che portano avanti occupazioni militari illegali e protratte, nello specifico&nbsp;<strong>Israele, Turchia, Marocco, Russia</strong>. La misura dà così piena attuazione alla risoluzione votata dalla Conferenza Generale della Chiesa nel 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La risoluzione era stata redatta e promossa dal movimento per la giustizia sociale&nbsp;<strong>UMKR</strong>, che ha ispirato Wespath a rafforzare ulteriormente il proprio quadro etico di investimento, estendendolo anche ad altri contesti segnati da occupazioni militari prolungate, regimi autoritari e violazioni sistematiche dei diritti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questo nuovo approccio agli investimenti riflette in modo fedele i Principi Sociali della nostra Chiesa. Siamo orgogliosi che la risoluzione di UMKR abbia ispirato un’azione ancora più ampia a favore dei diritti umani da parte di Wespath», ha dichiarato&nbsp;<strong>Lisa Bender</strong>, co-presidente del comitato direttivo di UMKR.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’attuazione della risoluzione rappresenta un successo importante per il movimento palestinese&nbsp;<strong>BDS</strong>, di cui UMKR fa parte, e segna un passo per ridurre il coinvolgimento indiretto dei Metodisti Uniti nelle politiche di Israele, accusato di mantenere un regime di apartheid e un’occupazione militare dei Territori Palestinesi che dura da oltre settant’anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’annuncio di Wespath arriva in un contesto di crescente indignazione internazionale per l’offensiva israeliana contro Gaza e per l’espansione delle politiche di annessione, violenza e trasferimenti forzati in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est. Un’ondata di proteste che si riflette anche in azioni più incisive da parte di vari governi e in un aumento delle richieste di sanzioni contro Israele all’interno del Congresso degli Stati Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/09/02/umc-svolta-etica-negli-investimenti/">UMC, svolta etica negli investimenti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La guerra interrompe anche l’archeologia biblica</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/23/la-guerra-interrompe-anche-larcheologia-biblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2025 06:46:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Associates for Biblical Research]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[scavi archeologici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il conflitto tra Israele e Iran ha bloccato gli scavi, costringendo le squadre internazionali ad...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il conflitto tra Israele e Iran ha bloccato gli scavi, costringendo le squadre internazionali ad abbandonare i siti interessati</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">James R. Strange, professore di Nuovo Testamento alla Samford University, sperava di portare alla luce una grande quantità di ceramiche antiche risalenti all’epoca di Gesù a Tel Shikhin, un piccolo villaggio nella regione della Galilea. I missili però hanno interrotto i suoi piani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Quando Israele ha lanciato la sua offensiva contro l’Iran e l’Iran ha risposto, &#8230; questo ha reso la permanenza insostenibile»», ha detto Strange durante un’intervista rilasciata a Christianity Today.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il conflitto in Medio Oriente ha avuto ancora una volta l’effetto indesiderato di bloccare gli sforzi per scavare nei luoghi legati alla storia biblica. In tutto Israele, gli scavi sono stati annullati allo scoppio della guerra a metà giugno. Sebbene la guerra tra Israele e Iran sia durata solo 12 giorni, è scoppiata nel bel mezzo della stagione degli scavi, quando le condizioni meteorologiche e i programmi per i lavori archeologici si allineano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Studiosi e volontari, che speravano di contribuire alla comprensione del mondo della Bibbia, si sono ritrovati invece a riparare nei rifugi antiaerei e a seguire le disposizioni relative alla chiusura degli aeroporti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il team di <em>Associates for Biblical Research</em>, impegnato negli scavi a Tel Shiloh, ha percorso un tragitto tortuoso per uscire dal Paese. Scott Stripling, direttore degli scavi ha raccontato che il team ha preso un autobus per Eilat, nel sud di Israele, ha attraversato il confine con l’Egitto, ha preso un altro autobus attraverso la penisola del Sinai fino al Cairo e poi è tornato negli Stati Uniti in aereo. Anche gli americani impegnati negli scavi a Cesarea Marittima, uno dei siti archeologici più visitati d’Israele, sono tornati a casa dopo una sola settimana di scavi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli scavi ad Abel Beth Maacah, un sito vicino al confine libanese, sono stati sospesi l’anno scorso a causa degli scontri tra Israele e Hezbollah. Anche il codirettore degli scavi Robert Mullins dell’Azusa Pacific University e l’archeologa Cynthia Shafer-Elliott della Baylor University non hanno potuto partecipare quest’anno all’attività archeologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma a volte, una pausa non programmata dagli scavi si rivela proficua per l’archeologia: gli studiosi, infatti, hanno il tempo per studiare ciò che gli scavi hanno portato alla luce, per scrivere delle loro scoperte e pubblicare i risultati su riviste scientifiche. James Fraser, direttore del W. F. Albright Institute for Archaeological Research di Gerusalemme, ha osservato che anche la pandemia di COVID-19 ha costretto gli scavi a fermarsi, e questo si è rivelato un periodo produttivo per molti archeologi. «Stiamo raccogliendo i frutti ora», ha affermato. «Abbiamo presentato diversi librisall’Albright negli ultimi mesi, e nessuno di questi sarebbe stato pubblicato, credo, senza quel periodo di sospensione forzata».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Foto: scavi a Gerico</h6>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/07/23/la-guerra-interrompe-anche-larcheologia-biblica/">La guerra interrompe anche l’archeologia biblica</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Per un dialogo interreligioso che possa contribuire alla causa della pace</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/02/per-un-dialogo-interreligioso-che-possa-contribuire-alla-causa-della-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Naso e Brunetto Salvarani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 09:19:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo interreligioso]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Noemi Di Segni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Medio Oriente: di fronte a una grande tragedia, serve un salto di qualità nella ricerca...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>Medio Oriente: di fronte a una grande tragedia, serve un salto di qualità nella ricerca del confronto, per puntare alla sicurezza di entrambi i popoli</h5>
<p> </p>
</div>
</div>
<p>Dal 7 ottobre del 2023 il dialogo tra ebrei e cristiani si è fatto più difficile. Come era inevitabile, nell’agenda di un confronto teologico, storico e spirituale hanno fatto irruzione eventi militari che hanno avuto diverse interpretazioni, suscitando una polarizzazione che ha ridotto e talora azzerato le pratiche dialogiche.</p>
<p>Nei giorni scorsi la presidente dell’Unione della Comunità ebraiche (Ucei), Noemi Di Segni, è intervenuta su questi temi con un lungo articolo apparso sul portale dell’Ucei, <em>Moked</em>, con toni e argomenti che ci hanno interrogato e sui quali ci sembra utile intervenire. Da qui una lettera aperta già pubblicata sull’Agenzia Stampa <em>Nev – Notizie Evangeliche</em>, che sarà ripresa da altre testate.</p>
<p> </p>
<p><strong>Di fronte a questa ennesima tragedia della storia</strong> è giusto, come la presidente Di Segni ammonisce, evitare «l’uso irresponsabile di termini come genocidio, apartheid, che hanno significati precisi nella storia». Ma il rifiuto di utilizzare il termine “genocidio” non sottrae il governo di Israele e chi lo sostiene dalla responsabilità di condurre un’azione militare che, per esplicita affermazione di alcuni suoi ministri, potrebbe concludersi solo con la deportazione dei palestinesi di Gaza. Come definire tutto questo? E soprattutto, che fare?</p>
<p>In primis, occorre rimarcare l’assoluta urgenza degli appelli al governo di Israele perché fermi le azioni militari contro la popolazione civile e tratti con convinzione e determinazione con Hamas per il rilascio degli ostaggi ancora prigionieri: in quest’ordine, che non è dettato dalla morale ma dalla logica che caratterizza questa fase del conflitto.</p>
<p> </p>
<p>La presidente Di Segni afferma che le comunità ebraiche nel mondo vivono sotto minaccia, sconvolte da un’ondata di antisemitismo e odio razziale che non si palesava dai tempi della Shoah. Nell’aderire al suo giudizio, crediamo non si possa però può ignorare che negli stessi giorni circolano non minori parole d’odio nei confronti dei palestinesi, così come dei musulmani, e si diffonde una virulenta islamofobia che associa l’islam – tutto l’islam e tutti i musulmani – al terrorismo, alla violenza contro le donne, all’antisemitismo e a quant’altro nega i diritti umani e i principi fondamentali della convivenza democratica. Tutto questo accade anche in Israele, che rivendica il ruolo di unica democrazia del Medio Oriente ma che tollera, e talora nelle parole dei suoi massimi leader politici enfatizza, propositi di deportazioni e distruzioni di massa del popolo palestinese.</p>
<p>Denunciare l’antisemitismo senza accostarvi un giudizio altrettanto severo contro l’islamofobia e le parole di odio antipalestinese e razzista che si odono in Israele come nel resto del mondo rischia di essere un atteggiamento sbilanciato che finisce per alimentare altro odio e altra violenza.</p>
<p> </p>
<p><strong>Ragionando ancora sul da farsi,</strong> la presidente delle comunità ebraiche ritiene che «forme di boicottaggio, disconoscimento, interruzioni di accordi storici e demonizzazione di Israele generano solo odio dilagante». Il rischio è evidente e condivisibile, ma considerazioni analoghe, però, si devono fare per i palestinesi, riconoscendo che le punizioni collettive, gli arresti preventivi e il sostanziale blocco degli aiuti alimentari attuato dal governo di Israele meritano un giudizio altrettanto netto e severo.</p>
<p>Come sottolinea l’articolo di <em>Moked</em>, «l’incitamento alla violenza è lontano da ogni morale ebraica» ma purtroppo, come spesso accade anche per i cristiani, nobili formulazioni teologiche sono contraddette da prassi e azioni che vanno in direzione esattamente opposta. D’altra parte si esprime la preoccupazione per la scelta «di difendere solo un popolo – quello palestinese – e non anche quello israeliano». A questo riguardo però, vogliamo sottolineare che nel dibattito pubblico nazionale emergono posizioni diverse che si concretizzano, a esempio, nell’impegno di molti – a esempio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia – che con il progetto «Fermiamo l’odio, aiutiamo i costruttori di pace» ha scelto e praticato la strada del sostegno alle forze del dialogo e della convivenza che si muovono all’interno sia della società israeliana sia di quella palestinese,</p>
<p> </p>
<p><strong>In un dialogo tra cristiani ed ebrei che oggi non può escludere i temi politici del conflitto,</strong> dobbiamo capire se esso può contribuire al rilancio di un percorso di pace che, come afferma la stessa presidente Di Segni, non può prescindere dalla prospettiva della giustizia e della pace per due popoli, della sicurezza per lo Stato di Israele e per l’erigendo stato palestinese, e della difesa per i diritti umani, ovunque vengano negati e vilipesi. Può essere questo il terreno sul quale aprire una nuova stagione di dialogo? Per dirla con David Grossman: «Abbiamo il dovere di dare ai bambini strumenti per superare la paralisi che noi stiamo vivendo. L’odio ha tanti agenti: più la guerra va avanti più crescono. In una situazione così brutta, sperare è un atto di protesta. Non possiamo lasciare la realtà nelle mani dei codardi, di chi odia o di chi assiste passivamente a quello che succede».</p>
</div>
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		<title>«I popoli del Medio Oriente hanno sofferto abbastanza»</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/16/i-popoli-del-medio-oriente-hanno-sofferto-abbastanza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 08:18:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio ecumenico delle chiese]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La condanna del Consiglio ecumenico delle Chiese dell&#8217;attacco israeliano all&#8217;Iran &#160; &#160; Nelle prime ore...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La condanna del Consiglio ecumenico delle Chiese dell&#8217;attacco israeliano all&#8217;Iran</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle prime ore del 13 giugno 2025, <a href="https://www.theguardian.com/australia-news/2025/jun/13/afternoon-update-friday-ntwnfb" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Israele ha avviato un&#8217;operazione militare contro l&#8217;Iran</a>, prendendo di mira le strutture nucleari e le figure militari chiave.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.thesun.co.uk/news/35386347/israel-iran-attack-live-updates" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Chiamata &#8220;Operazione Rising Lion&#8221;, l&#8217;</a>&nbsp;attacco ha provocato la morte dei principali comandanti militari iraniani e scienziati nucleari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In risposta, l&#8217;Iran ha lanciato oltre 100 droni verso Israele,<a href="https://www.timesofisrael.com/liveblog-june-13-2025" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> </a>aumentando le tensioni nella regione. Le forze di difesa israeliane (IDF) hanno riportato la notizia di danni significativi all&#8217;impianto nucleare iraniano di Natanz.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec) «condanna fermamente l&#8217;attacco militare israeliano al territorio iraniano, un atto illegale che viola il diritto internazionale e la sovranità di uno stato-nazione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Tale aggressione &#8211; recita la nota ufficiale del Cec &#8211;&nbsp; mette in pericolo l&#8217;intera regione del Medio Oriente, riaccende i cicli di violenza e rischia di innescare una guerra catastrofica con implicazioni globali. Sfida tutti gli sforzi compiuti attraverso la diplomazia e il dialogo e mina gravemente la ricerca della pace, della giustizia e della dignità umana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rifiutiamo tutte le forme di violenza e di escalation, compresi i tentativi deliberati di dare alle fiamme la regione per guadagno politico. L&#8217;unico percorso verso una sicurezza reale e duratura risiede nell&#8217;impegno per il diritto internazionale, il rispetto reciproco e le soluzioni negoziate».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I popoli del Medio Oriente &#8211; chiude il comunicato &#8211;&nbsp; hanno sofferto abbastanza. Chiediamo alla comunità internazionale di ritenere responsabili coloro che minacciano la pace e di agire con urgenza per prevenire un&#8217;ulteriore escalation. Il Cec rimane fermo nel suo appello alla giustizia, alla moderazione e al dialogo come unica via morale e sostenibile per andare avanti».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il mio telefono mi ha svegliato con avvisi: Israele aveva lanciato &#8220;attacchi preventivi&#8221; contro l&#8217;Iran» scrive David Hardman Ufficiale di collegamento metodista a Gerusalemme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Avvertenze di stare vicino a un rifugio e di muoversi nel momento in cui suona una sirena. Questa mattina le app di notizie hanno riportato la rappresaglia dell&#8217;Iran, i droni già in aria. Mi preparo per le sirene, per l&#8217;inevitabile corsa al rifugio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come mi sento? Arrabbiato. Arrabbiato con i leader mondiali che credono ancora che la pace possa essere forgiata attraverso la guerra. Governi che versano infinite risorse nell&#8217;accumulo militare rifiutandosi di investire nelle stesse cose che sostengono la pace: istruzione, dialogo, cooperazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono anche arrabbiato con la chiesa, per aver legittimato la guerra attraverso la teoria della &#8220;guerra giusti&#8221; invece di offrire una vera visione per la pace, una radicata nella giustizia, nella riconciliazione e nella nonviolenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per quasi due anni, ho lavorato come ufficiale di collegamento metodista. Ho camminato dove Gesù ha camminato, ho vissuto sotto occupazione come ha fatto Lui e ho visto in prima persona come l&#8217;oppressione schiaccia le vite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E sono più sicuro che mai: la pace non arriverà mai con la forza. Deve essere costruito attraverso la giustizia e una lotta incessante e non violenta».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlando con <i>AsiaNews</i>, il cardinale Dominique Joseph Mathieu, arcivescovo di Teheran-Ispahan dei latin, ha espresso il suo dolore per la recente ondata di violenza, che ha visto attacchi israeliani su obiettivi iraniani seguiti da un attacco di droni di ritorsione da Teheran. «È con rammarico che osserviamo in queste ultime ore, ancora una volta, che la pace è cercata attraverso attacchi preventivi invece di impegnarsi nel dialogo intorno al tavolo dei negoziati».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/16/i-popoli-del-medio-oriente-hanno-sofferto-abbastanza/">«I popoli del Medio Oriente hanno sofferto abbastanza»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La morte dei palestinesi, il suicidio di Israele</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/05/la-morte-dei-palestinesi-il-suicidio-di-israele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Naso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jun 2025 06:18:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[FCEI]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La parola pace ha poco seguito: eppure va sostenuto chi osa dirla   Orrore. Difficile...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>La parola pace ha poco seguito: eppure va sostenuto chi osa dirla</h5>
<p> </p>
</div>
<p><strong>Orrore</strong>. Difficile trovare un’altra parola per definire i sentimenti provati di fronte alle immagini di bambini affamati che cercano di afferrare una ciotola di cibo o delle bombe che colpiscono scuole e ospedali di quello che resta della Striscia di Gaza. Lo stesso orrore provato di fronte all’attentato di Hamas del 7 ottobre di quasi due anni fa. L’orrore non si misura ma la misura della ritorsione israeliana sì, ed è ormai evidente e riconosciuto che essa sia andata oltre ogni legittimità. Lo afferma una commissione delle Nazioni Unite, lo ha sancito la Corte internazionale di Giustizia che sta valutando se l’intervento israeliano si configuri come un genocidio, lo ripete da mesi Amnesty international. Oggi lo riconoscono anche l’Unione Europea e il governo italiano. Israele reagisce indignato a queste accuse che giudica infamanti e antisemite. Ma proprio perché esiste e cresce nel mondo, l’argomento dell’antisemitismo non può essere meccanicamente evocato di fronte alle critiche e alle condanne subite da Israele. Né può essere il lasciapassare per ignorare le risoluzioni della comunità internazionale e le critiche all’annunciata, nuova occupazione della Striscia di Gaza.</p>
<p> </p>
<p><strong>Ma all’orrore si aggiunge la disperazione.</strong> Con disumano cinismo Hamas minaccia i palestinesi che riescono ad afferrare qualche briciola degli aiuti alimentari che filtrano dalla frontiera e aggrappa il suo destino agli israeliani rapiti e ancora occultati nella Striscia. intanto, le bombe continuano a cadere sui civili palestinesi e sulle loro infrastrutture. La parola pace sembra dimenticata e persino impronunciabile. Nulla sembra poter fermare questo progetto di distruzione dell&#8217;identità e della popolazione palestinese, neanche le grida dei parenti degli ostaggi israeliani in mano ad Hamas o la mobilitazione di israeliani che chiedono una tregua, un negoziato, un gesto che fermi gli eccidi e apra un tavolo negoziale. Ciò che sta accadendo e ciò che viene annunciato si configura come un crimine contro l&#8217;umanità che la comunità internazionale non riesce a fermare.</p>
<p> </p>
<p><strong>Accecato dalla forza del suo dispositivo militare, Israele non coglie questi segnali.</strong> In preda al delirio del “grande Israele” esteso dal mare al Giordano, non vede la malattia che ne sta corrodendo l&#8217;anima. Non vede i suoi ragazzi che nel nome del nazionalismo religioso sputano in faccia agli anziani palestinesi di Gerusalemme, non vede i militari che falciano i bambini, non vede la popolazione di Gaza che muore di fame mentre centinaia di camion carichi di cibo sono bloccati alla frontiera. Israele si definisce ed è riconosciuto come l&#8217;unica democrazia del Medio Oriente. Ma una democrazia deve operare entro i limiti dell&#8217;ordine internazionale e della ragionevolezza politica; una democrazia come quella nata dal sionismo e tante volte minacciata deve sapere che la sua sicurezza non è nella forza della più spietata ritorsione militare ma nella costruzione della pace con i propri vicini e persino con i propri nemici.</p>
<p> </p>
<p><strong>Era questa la scommessa del sionismo,</strong> era questa la sfida che ha animato i politici israeliani che hanno firmato accordi con i palestinesi e altri paesi arabi e che oggi vive nelle associazioni per la pace. Questo il sogno di una convivenza con i palestinesi che arriva a noi attraverso le pagine di  autori i cui libri hanno aiutato a capire la complessa realtà israeliana. È questa la visione che nella Bibbia ebraica si sintetizza nella parola <em>shalom</em>. A denunciare il suicidio di Israele, della sua anima politica e morale – non necessariamente religiosa – sono  mamme israeliane che scendono in piazza indignate per la politica del loro premier; militari o ex-militari sconcertati dai piani d&#8217;azione del governo Netanyahu; associazioni israeliane che lavorano con partner palestinesi per costruire una pace condivisa.</p>
<p> </p>
<p>Sono una minoranza, certo, ma è l’<strong>unica voce di pace e ragionevolezza</strong> che ascoltiamo nei giorni dell’orrore e dello sgomento. La comunità internazionale che riconosce il diritto alla sicurezza e alla pace di Israele, proprio chi ama Israele, oggi dovrebbe agire per fermarne i piani politici, l&#8217;azione militare e il riarmo. Chiedere «pace per Gerusalemme» (Sal. 122, 6), come recita il salmista, significa imboccare questo strettissimo sentiero.</p>
</div>
<p> </p>
<div class="layoutArea">
<p> </p>
<p><em>Questo è il testo della rubrica «Essere chiesa insieme» a cura di Paolo Naso andata in onda domenica 1° giugno durante il «Culto evangelico», trasmissione (e rubrica del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Per il podcast e il riascolto online ci si può collegare al sito www.raiplayradio.it</em></p>
<p> </p>
</div>
</div>
</div>





<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/05/la-morte-dei-palestinesi-il-suicidio-di-israele/">La morte dei palestinesi, il suicidio di Israele</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dieci giuristi diffidano il governo per il memorandum con Israele</title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/30/dieci-giuristi-diffidano-il-governo-per-il-memorandum-con-israele/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Lerda]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 May 2025 05:18:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[gianluca vitale]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[memorandum]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=73329</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intesa di cooperazione militare e di difesa impugnata da alcuni avvocati &#160; Dieci giuristi diffidano...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/30/dieci-giuristi-diffidano-il-governo-per-il-memorandum-con-israele/">Dieci giuristi diffidano il governo per il memorandum con Israele</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L&#8217;intesa di cooperazione militare e di difesa impugnata da alcuni avvocati</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dieci giuristi diffidano il governo per il memorandum d’intesa&nbsp;in materia di cooperazione militare e della difesa, <a href="https://valori.it/memorandum-italia-israele-diffida-giuristi/">che sembra diretto verso l’automatico rinnovo tra pochi giorni</a>. Il Memorandum, entrato in vigore l’8 giugno 2005, si rinnova tacitamente ogni 5 anni. Ciò a meno che non sia “denunciato” (termine tecnico che significa revocato) da una delle due parti. In questo caso, cessa di avere efficacia al sesto mese successivo alla sua notifica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Proseguire questo rapporto significa continuare a collaborare con la condotta criminale del governo di Israele a Gaza. Il governo sarebbe tenuto, da un punto di vista anche giuridico, a interrompere questo rapporto. Ne parliamo con uno dei firmatari, l’avvocato&nbsp;Gianluca Vitale.&nbsp;</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/aeKBXhXHZ14?si=IrojMYo2zUszQO9j" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/30/dieci-giuristi-diffidano-il-governo-per-il-memorandum-con-israele/">Dieci giuristi diffidano il governo per il memorandum con Israele</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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