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	<title>guerra - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 29 Jul 2025 08:23:39 +0000</lastBuildDate>
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	<title>guerra - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>La forza “altra” di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/29/la-forza-altra-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Tedoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 06:42:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[forza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[preghiera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 21, 13 &#160; &#160; Ancora oggi sentiamo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Salmo 21, 13</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">I<em><strong>nnàlzati o Signore, con la tua forza; noi canteremo e celebreremo la tua potenza</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 21, 13</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Quando fu vicino alla città, alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli, con gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano viste</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 19, 37</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=67149713&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi sentiamo usare le prime parole di questo Salmo come una preghiera di guerra. Chiedere aiuto a Dio, alla sua forza; chiedere di stare dalla propria parte e quindi non dalla parte degli altri. Volere Dio per sé come se Dio fosse solo per un popolo. E quel popolo è quello che lo invoca e che ha confuso il patto che Dio ha stabilito con lui con un patto unico senza comprendere davvero che lui è il Dio del cielo e della terra e che il popolo che lui si è scelto ha il compito di farlo conoscere fino agli estremi confini della terra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora oggi lo stesso popolo invoca la sua forza, mentre con la forza delle armi pone fine a vite innocenti, con l&#8217;unica colpa di appartenere ad un popolo, come tanti altri, che ha dato spazio al terrorismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la forza di Dio è altro: non c’è più ragione per fare guerra per un pezzo di terra, forse non lo è mai stato. Già i profeti hanno messo in guardia Israele. Lo ha fatto Gesù mostrando se stesso innalzato nella sua forza, la forza del Dio che ama al punto da donarsi completamente per la salvezza di tutti e tutte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con questa idea di Dio possiamo gioire e cantare alla sua potenza. Con questa fede e questa speranza possiamo celebrarlo come Dio della vita, contrario ad ogni gesto che porti sofferenze e morte per i suoi figli e figlie. Amen.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Dio apre davanti a noi un orizzonte di pace</title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/28/dio-apre-davanti-a-noi-un-orizzonte-di-pace/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Ollearo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 07:27:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[desiderio di pace]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Isaia 2, 2; 4 &#160; Avverrà, negli ultimi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un giorno una parola – commento a Isaia 2, 2; 4</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Avverrà, negli ultimi giorni che una nazione non alzerà più la spada contro un’altra, e non impareranno più la guerra</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 2, 2; 4</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ebrei 12, 14</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe title="Un giorno una Parola: 28 maggio" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=66279304&amp;theme=light&amp;chapters-image=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, campa cavallo&#8230; Quante volte abbiamo ascoltato questo versetto? In quante occasioni lo abbiamo ripetuto o ascoltato ripetere in manifestazioni cui abbiamo partecipato per affermare il nostro desiderio di pace? Sono parole stupende, ma rischiano di diventare, come dice un’efficace espressione anglosassone, “acqua sulla schiena di un’anatra”, che scivola via senza che la diretta interessata se ne accorga.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Talvolta ho l’impressione che ci fermiamo solo all’inizio di questi versetti, all’annuncio che Dio muterà il nostro orizzonte bellico in pace, la storia del mondo in cammino di condivisione e riconciliazione. Ci aspettiamo che Dio agisca e dimentichiamo invece la fine dell’affermazione, forse perché qui dobbiamo entrare in gioco proprio noi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Isaia non dice che Dio impone la pace. Invece Dio apre davanti a noi un orizzonte di pace, Dio rende possibile la pace, ma poi chiede all’umanità di agire conformemente alla nuova possibilità che dona.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nazioni non impareranno più la guerra: questa non è un’affermazione di principio, ma è il programma a cui Dio chiama l’umanità. È evidentemente un programma nel quale abbiamo ancora parecchio da imparare, come la storia e l’attualità ci insegnano in maniera drammatica. Ma diventa un programma possibile, perché è Dio a condurlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le nazioni non impareranno più la guerra, significa in primo luogo che non se la insegneranno più l’una all’altra. Le nazioni non impareranno più la guerra vuol dire che le nazioni, cioè le persone che le abitano, cioè noi tutti cominceremo a insegnarsi vicendevolmente la pace e sappiamo bene che la pace si insegna semplicemente praticandola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo è l’impegno cui siamo chiamate e chiamati; ma questo impegno ha senso perché Dio stesso ha fatto una precisa scelta di campo per la pace; se ne fa carico e chiede a noi, che poniamo la nostra fiducia in lui, di lasciare che la sua scelta guidi le nostre verso un’umanità che dimentichi come si fa a fare la guerra. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/28/dio-apre-davanti-a-noi-un-orizzonte-di-pace/">Dio apre davanti a noi un orizzonte di pace</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Da Solo. Un bambino di fronte alla guerra</title>
		<link>https://riforma.it/2025/03/07/da-solo-un-bambino-di-fronte-alla-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Schellenbaum]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 07:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Neri Pozza]]></category>
		<category><![CDATA[Novita Amadei]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;intenso ultimo romanzo di Novita Amadei &#160; Pochi giorni fa, il 24 febbraio, i media...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L&#8217;intenso ultimo romanzo di Novita Amadei</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi giorni fa, il 24 febbraio, i media hanno ricordato l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. Sono già passati tre anni e la situazione è in stallo. Ogni tentativo di fare progressi verso una pace giusta e duratura si arenano, come accade nelle guerre ibride, dove si utilizzano le armi insieme a disinformazione, fake news, cyberattacchi, in un clima di sospetto e di allarme continuo che impediscono fiducia e collaborazione. Se il 24 febbraio 2022 è considerato dagli ucraini un aggravamento di un conflitto, che si era già manifestato in altre forme dal 2014, non si può che concordare con il tentativo di riaffermare il ripristino del diritto internazionale e il rispetto delle regole nei negoziati, pena la disintegrazione di ciò che era stato pazientemente creato all’indomani della Seconda guerra mondiale in Europa, cioè il valore della collaborazione comunitaria e delle diversità riconciliate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che senso ha dunque riflettere su empatia e compassione, in tempo di guerra?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo romanzo di <strong>Novita Amadei</strong>, <em>Da solo</em> (Neri Pozza 2025) affronta il tema, raccontando la vicenda di un bambino costretto dalla madre a mettersi in salvo da solo, salendo su un treno per Bratislava nella affollatissima stazione di Zaporizzja. Jarek ha solo 10 anni, la destinazione è scritta a penna sulla mano, nello zainetto ci sono le pagelle perché è bravo in matematica, e nella mente ha tanti giochi di immaginazione. L’Autrice, che da molti anni opera in progetti con migranti e rifugiati, ne ha ricostruito la vicenda seguendo un doppio registro: quello del romanzo inventato a cui si aggiunge un breve reportage in cui la scrittrice va in cerca dei suoi interlocutori per ascoltare quali significati e quali sacrifici hanno comportato le scelte, pur di sopravvivere. Nel rispetto della verità finzionale e di quella reale che si intrecciano, diventando risorsa una per l’altra, in un gioco di immaginazione che coinvolge lettori e lettrici. È il coraggio di una donna che è anche madre e figlia, è il coraggio di un bambino che è costretto a crescere in fretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Autrice ha sviluppato il suo talento a partire da un gruppo di ricerca che nel 2003-2006 all’OIM-Organizzazione internazionale delle migrazioni di Roma inventò l’approccio etno-sistemico-narrativo nella formazione per terapeuti transculturali e operatori psicosociali. È lì che la incontrai per la prima volta. Da allora siamo diventate amiche e siamo rimaste in contatto, nonostante le distanze geografiche, gioendo insieme per l’uscita di ogni suo nuovo libro (ricordo a Pralibro ma anche a Pinerolo le presentazioni di <em>Dentro c’è una strada per Parigi</em> e di <em>Finché notte non sia più</em>, sempre per Neri Pozza).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Da solo</em> si legge d’un fiato per la scorrevolezza del flusso narrativo che alterna i punti di vista dei diversi personaggi coinvolti nella vicenda drammatica. È una fiaba onirica e trasformativa – una storia di guarigione &#8211; per lo stile di scrittura ma anche per la capacità dell’Autrice di chinarsi su ogni personaggio empaticamente e intersoggettivamente, al fine di raccontare quel dialogo reale e immaginario che sempre accompagna le situazioni difficili, nelle microsituazioni quotidiane. A dimostrazione di come il conflitto si sia insinuato nella società, la storia comincia con il gioco della guerra con cui i bambini si intrattengono prima che essa sia scoppiata per davvero, quando ancora un adulto può intervenire per fermarne l’insensatezza. Dopo, è troppo tardi e occorre solo affrontare l’emergenza con tutti i limiti e le difficoltà ma – talvolta – anche con le risorse positive che emergono inaspettatamente, nelle situazioni disperate, attraverso le relazioni con chi è diverso o con chi non si conosce. Come avviene nel lungo viaggio in treno per il piccolo Jarek.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In televisione la guerra in Ucraina sembra solo un gioco di cattivo gusto per questioni territoriali, mentre nel Paese la popolazione civile sperimenta condizioni di vita difficilissime, c’è la paura dello stress post-traumatico nelle famiglie, si contrasta la diffidenza che si insinua per le atrocità subite, si tenta di arginare la disperazione – sperando contro speranza &#8211; in un futuro che si allontana sempre più, con un tessuto comunitario da ricostruire, relazioni umane da salvaguardare, una nuova generazione da proteggere, di qua e al di là dei confini. Ci sono da ricostruire case, scuole, ospedali, biblioteche, teatri, cinema, centri sociali, e invece siamo fermi ai giochi geopolitici, alla volontà di dominio e al bullismo di leader che continuano a ritardare il momento in cui tutto potrà ricominciare.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/03/07/da-solo-un-bambino-di-fronte-alla-guerra/">Da Solo. Un bambino di fronte alla guerra</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le donne libanesi: «Stop alla follia della guerra!»</title>
		<link>https://riforma.it/2024/11/21/le-donne-libanesi-stop-alla-follia-della-guerra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Nov 2024 10:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[Ufficio pastorale femminile della Chiesa maronita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una dichiarazione l&#8217;Ufficio pastorale femminile della Chiesa maronita chiede pace e solidarietà internazionale &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/11/21/le-donne-libanesi-stop-alla-follia-della-guerra/">Le donne libanesi: «Stop alla follia della guerra!»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1"><span class="s1">In una dichiarazione l&#8217;Ufficio pastorale femminile della Chiesa maronita chiede pace e solidarietà internazionale</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Nel mezzo della devastante guerra che sta travolgendo il Libano, uccidendo e sfollando la sua popolazione, l&#8217;<strong>Ufficio pastorale femminile della Chiesa maronita</strong> di Bkerki, Libano, ha lanciato un grido di dolore e rilasciato una dichiarazione rivolta alle Nazioni Unite e a molte alti organismi, intitolata &#8220;<strong>Stop alla follia della guerra, il Libano merita di vivere!&#8221;</strong></span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«L’Ufficio pastorale femminile del Dipartimento patriarcale maronita &#8211; recita la dichiarazione -, a cui sono affiliati tutti i comitati diocesani delle diocesi maronite in tutto il Libano, si rivolge a voi alla luce di ciò che il Libano sta vivendo a seguito delle ripercussioni delle operazioni militari in corso sul suo territorio e della violazione delle leggi, degli accordi internazionali e dell&#8217;etica umanitaria.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Con lo sfollamento di quasi un milione e mezzo di persone dal Libano meridionale, dalla Bekaa e da Beirut e dai suoi sobborghi, trasmettiamo questa lettera attraverso la quale alziamo la nostra voce e piangiamo per l&#8217;entità del dolore che la nostra gente sta soffrendo.</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Gridiamo per il rifiuto e la condanna di tutte le uccisioni, gli sfollamenti, la demolizione delle case e la violazione delle proprietà.</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Gridiamo il dolore per la presa di mira di persone innocenti, in particolare bambini, donne, anziani e squadre mediche e di soccorso. Questa guerra ha interrotto anche l&#8217;inizio dell&#8217;anno scolastico e universitario, e ha messo i nostri bambini e giovani in uno stato di shock totale e profonda ansia per il loro destino.</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Quindi, gridiamo: Basta! Fermate questa follia che sta diventando sempre più criminale e distruttiva, questa follia che ha violato tutti i valori umani e ha rovesciato varie petizioni locali, regionali e internazionali.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">In nome dell&#8217;umanità, noi che cerchiamo la pace, le donne dell&#8217;Ufficio pastorale femminile nel Dipartimento patriarcale maronita, facciamo appello ai decisori, alle autorità internazionali e alle persone di buona volontà, affinché sostengano il Libano e il suo popolo attraverso iniziative audaci e rapide per fermare questa guerra, per richiedere un cessate il fuoco immediato e per mostrare sostegno al paese afflitto e socialmente ed economicamente esausto del Libano.</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Il Libano ha bisogno di iniziative all&#8217;altezza della sua tragedia, per fermare le palesi violazioni delle leggi e dei trattati internazionali. Il popolo libanese ha scelto la vita e ha il diritto di vivere in dignità e pace.</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Il Libano ha bisogno del vostro sostegno; il Libano merita di vivere!»</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1"><strong>Mirna Abboud Mzawak</strong>, coordinatrice dell&#8217;ufficio, si è presa del tempo per riflettere sulla motivazione alla base della dichiarazione, su alcune delle realtà quotidiane che le donne affrontano e su come le donne in tutto il mondo possono aiutare.</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Come Ufficio pastorale femminile della Chiesa maronita in Libano, siamo stati profondamente toccati dalle prove affrontate dalle famiglie, e in particolare dalle donne e dai bambini, al centro di questa guerra. La motivazione alla base della nostra dichiarazione è quella di esprimere la nostra solidarietà a coloro che sopportano il peso di questa crisi, chiedendo al contempo pace e giustizia. Come chiesa, la nostra missione è promuovere la dignità umana e la forza morale delle famiglie e delle donne che, nonostante le difficoltà, svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere la coesione sociale e nel sostenere i più vulnerabili. Cerchiamo anche di sensibilizzare e mobilitare la comunità internazionale e le coscienze locali sull&#8217;urgente necessità di proteggere e sostenere il Libano, che incarna l&#8217;importanza esistenziale della diversità costitutiva di qualsiasi tessuto sociale per una vita vissuta insieme, uguale e distinta».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Le donne libanesi &#8211; prosegue Mzawak- , in questo contesto di guerra, affrontano immense sfide quotidiane. Sono spesso le prime a sopportare il peso di prendersi cura delle loro famiglie in condizioni estreme di difficoltà, con accesso limitato a risorse essenziali come cibo, acqua, assistenza sanitaria e istruzione. Vivono anche sotto una costante minaccia di violenza e insicurezza, aumentando la loro vulnerabilità e quella dei loro figli. Nonostante ciò, mostrano resilienza e coraggio, continuando a prendersi cura delle loro famiglie e comunità. Come ufficio, riconosciamo il loro sacrificio e la loro forza e ci impegniamo a supportarle nella loro vita quotidiana».<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«La solidarietà globale è essenziale &#8211; conclude Mzawak<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>&#8211; per sostenere le donne libanesi in questi tempi difficili. Le donne ovunque possono aiutare alzando la voce per diffondere la consapevolezza sulla situazione e la sofferenza delle donne libanesi, sostenendo un intervento pacifico e un aiuto umanitario mirato. Possono anche supportare le organizzazioni locali e internazionali che forniscono assistenza di emergenza e risorse alle famiglie. Inoltre, creando reti di supporto e scambio, le donne in tutto il mondo possono condividere le loro esperienze, competenze, resilienza e forza, rafforzando così un movimento di solidarietà femminile che trascende i confini e porta conforto morale alle donne in Libano. Possono anche creare reti di solidarietà attraverso il pensiero, la riflessione, la preghiera e l&#8217;azione».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Photo:&nbsp; MECC</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/11/21/le-donne-libanesi-stop-alla-follia-della-guerra/">Le donne libanesi: «Stop alla follia della guerra!»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Consiglio ecumenico delle Chiese denuncia gli attacchi missilistici russi su civili e ospedali in Ucraina</title>
		<link>https://riforma.it/2024/07/09/il-consiglio-ecumenico-delle-chiese-denuncia-gli-attacchi-missilistici-russi-su-civili-e-ospedali-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2024 06:42:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>«Sono i civili a pagare le conseguenze peggiori di questo conflitto. Tutte le violazioni devono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>«Sono i civili a pagare le conseguenze peggiori di questo conflitto. Tutte le violazioni devono cessare»</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Consiglio ecumenico delle Chiese denuncia «la raffica di attacchi missilistici russi su Kiev e altre aree densamente popolate dell&#8217;Ucraina, che hanno ucciso almeno 34 persone e danneggiato gravemente due dei principali ospedali per bambini e donne del paese, nonché importanti infrastrutture energetiche. È l&#8217;ultimo incidente significativo in cui è stato evidente il disprezzo per il diritto umanitario internazionale».</p>
<p>Il Consiglio ecumenico delle Chiese sottolinea che «tutti coloro che prendono di mira civili e infrastrutture civili lo fanno in violazione dei principi più fondamentali di diritto, etica, morale e religione. In questa guerra brutale derivante dall&#8217;invasione illegale e immorale dell&#8217;Ucraina da parte della Russia, i civili ne subiscono le conseguenze ogni giorno».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente rapporto delle Nazioni Unite afferma che solo da marzo a maggio di quest&#8217;anno 436 civili sono stati uccisi e 1760 feriti negli attacchi russi all&#8217;Ucraina. «Anche i civili in Russia stanno subendo le conseguenze di questo conflitto inaccettabile.</p>
<p>Per impedire ulteriore spargimento di sangue e distruzione, tutte queste violazioni devono cessare e la guerra deve finire».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6><em>Irpin, Kyiv region, Ukraine. Photo: Ivars Kupcis/WCC</em></h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/07/09/il-consiglio-ecumenico-delle-chiese-denuncia-gli-attacchi-missilistici-russi-su-civili-e-ospedali-in-ucraina/">Il Consiglio ecumenico delle Chiese denuncia gli attacchi missilistici russi su civili e ospedali in Ucraina</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Accadde oggi, 29 aprile</title>
		<link>https://riforma.it/2024/04/29/accadde-oggi-29-aprile/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2024 06:12:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>29 aprile 1945, alla presenza di ufficiali delegati inglesi, americani, tedeschi e di un osservatore...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><b>29 aprile 1945, alla presenza di ufficiali delegati inglesi, americani, tedeschi e di un osservatore russo, fu firmato l’Atto che sancì la fine della Seconda Guerra Mondiale</b></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="rtejustify">Sono le ore 14 del 29 aprile 1945. L’Italia è finalmente libera. Nel salone della reggia borbonica di Caserta, che ospita il quartier generale delle forze alleate in Italia, i rappresentanti del comando, per lo più di nazionalità britannica, ricevono due ufficiali tedeschi, Viktor von Schweinitz e Eugen Wenner, rappresentanti delle forze nazi-fasciste in Italia, che con in mano una delega del generale Rodolfo Graziani firmano la resa incondizionata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="rtejustify">L’effettivo cessate il fuoco è fissato per il 2 maggio, e nonostante le tensioni e le sacche di ufficiali e militari che non ne vogliono sapere di alzare bandiera bianca, la tregua regge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="rtejustify">Il paese è liberato, dopo oltre vent’anni di dittatura fascista e dopo 5 anni di guerra, che lascerà solo macerie e dolore dietro sé. Mussolini è stato giustiziato il giorno precedente, Hitler morirà suicida il giorno seguente. Il novecento cambia pagina e chiude il mezzo secolo probabilmente più doloroso della storia dell’umanità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h6 class="rtejustify">Foto &#8220;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/File:Caserta_surrender_final_meeting.jpg#/media/File:Caserta_surrender_final_meeting.jpg">Caserta surrender final meeting</a>&#8220;. Con licenza <a title="Questa è una &lt;b&gt;fotografia scattata in &lt;a data-cke-saved-href=&quot;//it.wikipedia.org/wiki/Italia&quot; href=&quot;//it.wikipedia.org/wiki/Italia&quot; title=&quot;Italia&quot;&gt;Italia&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; (o in territorio italiano) ed è ora nel &lt;b&gt;&lt;a data-cke-saved-href=&quot;//it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_dominio&quot; href=&quot;//it.wikipedia.org/wiki/Pubblico_dominio&quot; title=&quot;Pubblico dominio&quot;&gt;pubblico dominio&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; poiché il copyright è scaduto" href="//it.wikipedia.org/wiki/File:Caserta_surrender_final_meeting.jpg">Pubblico dominio</a> tramite <a href="//it.wikipedia.org/wiki/">Wikipedia</a>.</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/29/accadde-oggi-29-aprile/">Accadde oggi, 29 aprile</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
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		<item>
		<title>Sudan sull&#8217;orlo del baratro</title>
		<link>https://riforma.it/2024/04/16/sudan-sullorlo-del-baratro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Napoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 08:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un anno di guerra con oltre 20mila morti e 11 milioni di sfollati &#160; Mentre...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/16/sudan-sullorlo-del-baratro/">Sudan sull’orlo del baratro</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un anno di guerra con oltre 20mila morti e 11 milioni di sfollati</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mentre il mondo è in apprensione per la possibile <em>escalation</em> del conflitto in Medio Oriente, dopo l’attacco contro Israele lanciato dall’Iran, in Sudan a un anno dall’inizio del conflitto tra l’esercito regolare fedele al generale Abdel Fattah al Burhan, presidente del Consiglio Sovrano, e le Forze di supporto rapido, milizie militari fedeli all’ex vice di Burhan, Mohamed Dagalo (detto Hemedti), si registra il più alto numero di sfollati interni al mondo, oltre 8milioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La situazione va progressivamente peggiorando e al momento almeno 25 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria per sopravvivere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In un paese dove si contano oltre 20 mila morti e centinaia di migliaia di feriti (ma le cifre sono altamente sottostimate), il 70% della popolazione non ha accesso all&#8217;assistenza sanitaria e l’80% delle strutture ospedaliere non è più funzionante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la situazione nella capitale Khartoum è disastrosa e gran parte delle infrastrutture sono distrutte, nelle aree periferiche come la regione del Darfur, si registrano veri e propri massacri di stampo etnico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A denunciarlo è <em>Amnesty International</em> che ha raccolto innumerevoli testimonianze sui crimini di guerra commessi nel conflitto tra le Forze di supporto rapido. Nel dettagliato Rapporto l’organizzazione per i diritti umani ha documentato uccisioni di civili e stupri di massa a seguito di attacchi deliberati e indiscriminati portati a termine contro la popolazione del Darfur. Documentati,  anche, molti attacchi mirati e vasti saccheggi contro le strutture civili: ospedali, scuole, chiese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gran parte di queste azioni violente e illegali costituiscono crimini di guerra. [&#8230;]</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;articolo completo è <a href="https://www.articolo21.org/2024/04/sudan-un-anno-di-guerra-con-oltre-20mila-morti-e-11-milioni-di-sfollati/">disponibile cliccando qui</a>.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/16/sudan-sullorlo-del-baratro/">Sudan sull’orlo del baratro</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Pasqua a Gerusalemme</title>
		<link>https://riforma.it/2024/04/08/pasqua-a-gerusalemme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lidia Ginestra Giuffrida]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 09:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Gerusalemme]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra fedeli e fucili d&#8217;assalto il racconto della prima Pasqua dopo il sette ottobre &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/08/pasqua-a-gerusalemme/">Pasqua a Gerusalemme</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>Tra fedeli e fucili d&#8217;assalto il racconto della prima Pasqua dopo il sette ottobre</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le luci delle candele in fila una dietro l’altra riempiono il<strong> Santuario del Santo Sepolcro</strong>, i canti risuonano dentro la cupola e centinaia di fedeli sfilano pregando.</p>
<p>Ci sono cristiani copti, armeni, ortodossi e siriaci; vengono da tutte le parti del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Ognuno qui dentro ha il suo luogo di culto per la propria liturgia, ma il luogo sacro è uno solo ed è il Santuario», spiega <strong>Fra Stephan, il presidente della Basilica del Santo Sepolcro</strong>. Per la celebrazione della Pasqua Cristiana, il cuore di <strong>Gerusalemme</strong> si sposta come ogni anno nel quartiere cristiano. A qualche metro da quello musulmano, che resta sigillato tra i posti di blocco dell’esercito israeliano, si intravedono i primi negozi di souvenir a tema cristiano.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44777" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-37-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-37-300x200.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-37-768x512.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-37-700x466.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-37.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Qui dal sette ottobre non c’è più lavoro. «Questo è il primo anno che viviamo una crisi di tale portata; con l’inizio della guerra a Gaza non viene più nessuno», racconta  <strong>Johm Ahaeh</strong>, negoziante palestinese cristiano, da diversi anni a Gerusalemme. Per questa Pasqua però, qualche coraggioso pellegrino è tornato a pregare in Terra Santa, sfidando la paura della guerra e delle limitazioni imposte dal governo israeliano.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44773" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-139-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-139-300x200.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-139-768x512.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-139-700x466.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-139.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Elisabeth</strong> è indiana ed è venuta apposta da Nuova Delhi per festeggiare la Pasqua a Gerusalemme: «Sono qui per pregare per la fine della guerra», spiega mentre attende il suo turno per entrare nel  Santo Sepolcro. Dietro di lei alcuni pellegrini ucraini ci ricordano l’altro sanguinoso conflitto ancora in corso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Questa Pasqua ho scelto di venire qui proprio per dare una testimonianza di pace, ho conosciuto la guerra in Vietnam, quella in Ucraina, il massacro a Sarajevo. Sono qui per farmi tramite di pace anche in questa terra martoriata da anni di conflitto»,  spiega il sacerdote <strong>Angelo Pittau</strong>, venuto apposta dalla Sardegna. Non è l’unico italiano, insieme a lui i fedeli del primo pellegrinaggio che l’Opera Romana è riuscita a organizzare dopo il sette ottobre. «Veniamo qui da diversi anni, &#8211; spiegano &#8211; Gerusalemme è sempre stata una città in cui la tensione era tangibile, ma mai come adesso. Non avevamo mai visto una situazione simile e spero mai la rivedremo».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E mentre c&#8217;è chi vive la prima Pasqua a Gerusalemme, chi quella di una lunga serie, per qualcuno invece questa sarà l&#8217;ultima qui. <strong>Daba </strong>e<strong> Reda</strong> sono due giovani donne etiopi, vivono in Israele da quindici anni, dove si sono trasferite per motivi economici. «Lavoriamo da quindici anni in Israele come badanti &#8211; raccontano &#8211; ma non abbiamo la cittadinanza. Per questo motivo quella di oggi sarà la nostra ultima Pasqua qui, senza documenti siamo costrette a tornare in Etiopia».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non per tutti è stato possibile raggiungere Gerusalemme, degli ottomila permessi richiesti da cristiani palestinesi che vivono nella Cisgiordania occupata, solo duemila sono stati accettati dalle autorità israeliane. «Ricordo gli anni passati in cui venivano qui anche i cristiani di Gaza, oggi stanno morendo. A tantissimi palestinesi che vivono fuori da Gerusalemme non è stato permesso di venire qui a pregare, e altri che avrebbero potuto non sono venuti perché avevano paura di uscire dalle loro case, di attraversare i checkpoint. Questa situazione deve finire, dobbiamo aprire gli occhi di fronte all’ingiustizia di questa realtà», dichiara <strong>Rene</strong>, palestinese cristiano ortodosso di Gerusalemme. Ma <strong>Pierbattista Pizzaballa</strong>, il patriarca di Gerusalemme, ricorda che quest’anno anche migliaia di musulmani non sono potuti venire a pregare a Gerusalemme dall’inizio del Ramadan per motivi di “sicurezza”, il che evidenzia come questo sia un periodo molto difficile per chiunque in Terra Santa.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44774" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-71-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-71-1-300x200.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-71-1-768x512.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-71-1-700x466.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-71-1.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Intanto la processione prosegue, in fila i fedeli raggiungono nuovamente l’uscita della chiesa, un ultimo momento di preghiera. “Dio è Pace”, “Dio è Pace, “Dio è la Pace”, ripete una donna in francese pregando sulla tomba di Cristo.  Dio è pace ma fuori c’è la guerra e quando la processione si scioglie, si ritorna nelle strade militarizzate di Gerusalemme, tra bambini alti un metro e fucili due volte più grandi di loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44771" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-138-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-138-300x200.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-138-768x512.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-138-700x466.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-138.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44775" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-137-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-137-300x200.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-137-768x512.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-137-700x466.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-30-march-2024-Stranges-137.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-44776" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-31-march-2024-Stranges-7-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-31-march-2024-Stranges-7-300x200.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-31-march-2024-Stranges-7-768x512.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-31-march-2024-Stranges-7-700x466.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2024/04/Gerusalemme-31-march-2024-Stranges-7.jpg 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Foto di Stefano Stranges</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/04/08/pasqua-a-gerusalemme/">Pasqua a Gerusalemme</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La chiesa che fa crescere la speranza</title>
		<link>https://riforma.it/2024/03/01/la-chiesa-che-fa-crescere-la-speranza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2024 09:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[chiese battiste]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Igor Bandura]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occasione del secondo anno di guerra in Ucraina il pastore Igor Bandura, presidente dell’Unione...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/01/la-chiesa-che-fa-crescere-la-speranza/">La chiesa che fa crescere la speranza</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5>In occasione del secondo anno di guerra in Ucraina il pastore Igor Bandura, presidente dell’Unione battista, ripercorre l’impegno delle chiese battiste a favore della popolazione</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Innanzitutto, la guerra è per noi una realtà spirituale. E quando i corrispondenti militari descrivono la situazione al fronte, essa esprime accuratamente la nostra lotta spirituale quotidiana», si legge in un articolo pubblicato in occasione del secondo anniversario dell’inizio del conflitto in Ucraina sul sito della <strong>Federazione battista europea</strong> (Ebf), a firma del pastore <strong>Igor Bandura</strong>, presidente dell’Unione battista in Ucraina e vicepresidente per gli affari internazionali della Ebf.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Accettando la volontà di Dio e con il suo accompagnamento, siamo giunti al secondo anniversario. Un anniversario che significa più dell’invasione russa su vasta scala. È l’anniversario della feroce resistenza alle forze demoniache e dello zelante servizio reso al popolo ucraino. Anche se le sfide erano più grandi di noi, la potenza di Dio si è rinnovata in noi e ha rafforzato le nostre mani.</p>
<p>Nel 2022 ci sembrava che non avremmo potuto resistere più di qualche settimana, né emotivamente, né fisicamente, né difensivamente. Ma il Signore ci sostiene. Ogni giorno Egli mostra ripetutamente i suoi miracoli ovunque».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Bandura riferisce che attualmente fanno parte dell’Unione battista 1.900 chiese. All’inizio del conflitto: nell’est e nel sud del paese sono state occupate 332 chiese; 72 comunità si sono disperse; 69 sono i pastori in servizio; circa 10 edifici ecclesiastici sono stati occupati dai russi e altri 65 parzialmente o completamente distrutti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Durante il secondo anno di guerra sono state fondate più di 10 nuove chiese evangeliche battiste e circa 50 gruppi missionari sono attivi in diversi luoghi del paese per organizzare nuove chiese. Oggi ci sono 1.850 pastori attivi. «Siamo grati a Dio – scrive Bandura – che circa 150 nuovi anziani siano stati ordinati per servire nelle chiese durante la guerra, e 130 cappellani sono stati consacrati al servizio». In particolare, i cappellani forniscono assistenza pastorale ai militari in prima linea e alle loro famiglie, nonché alle famiglie dei defunti, e visitano i feriti negli ospedali e nei centri di riabilitazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«In tempo di guerra, abbiamo ricevuto la massima libertà di servire il popolo – prosegue il presidente dell’Unione battista dell’Ucraina –. Questo è il momento di massima libertà dall’inizio degli anni Novanta. La Chiesa sta combattendo una battaglia e resistendo all’invasione dell’illegalità. Dal primo giorno dell’invasione su vasta scala fino ad oggi, rischiamo di trovarci sull’orlo di una catastrofe umanitaria. Pertanto, la pastorale sociale – l’assistenza agli sfollati interni, a coloro che hanno perso il lavoro, la casa e il capofamiglia – è molto richiesta. Rispondere a questo bisogno è la migliore manifestazione del sacrificio cristiano in tempo di guerra. La Chiesa lo ha fatto, lo sta facendo e continuerà a farlo. Si tratta di un insieme di azioni che non possono essere misurate in tonnellate o chilometri».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il servizio umanitario, che nel primo anno di guerra era emergenziale, ora ha acquisito stabilità, struttura e ordine. Gli sfollati interni e i residenti delle aree in prima linea hanno ancora un disperato bisogno di cibo, acqua potabile, prodotti per l’igiene e risorse finanziarie.</p>
<p>Nonostante la minaccia di bombardamenti, cresce l’affluenza ai campi per bambini e agli asili nido. I volontari delle chiese servono instancabilmente i militari con cibo e beni di prima necessità (attrezzature, borse dell’acqua calda, candele da trincea, reti mimetiche, calzini caldi, ecc.), e si prendono cura anche delle loro famiglie. Quest’anno, le chiese si sono concentrate maggiormente su come fornire assistenza psicologica e ogni tipo di sostegno ai veterani di guerra, alle vedove, agli orfani, alle persone con ferite, disturbi vari e disabilità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Migliaia di persone sono state toccate da Gesù Cristo attraverso l’amore e la cura della Chiesa.</p>
<p>Ringraziamo Dio per tutti i nostri amici e partner che in preghiera ci sostengono a livello internazionale. Grazie a loro negli ultimi due anni le chiese in Ucraina hanno potuto servire con successo il popolo ucraino», scrive ancora Bandura. «Non si può comprendere appieno il potere dell’unità e dell’ispirazione spirituale della grande famiglia globale delle chiese battiste. Le vostre preghiere costanti sono come un pilastro spirituale per i battisti ucraini. I vostri sforzi congiunti per fornire aiuti umanitari hanno moltiplicato la nostra capacità di servire persone con numerosi bisogni. Il vostro amore ci ha grandemente ispirato, e ci ha dato la forza di rialzarci e di andare avanti. L’Ucraina sopravviverà e vincerà perché abbiamo accanto a noi milioni di fratelli e sorelle da tutto il mondo. Oggi piangiamo e lavoriamo insieme. Domani gioiremo insieme e ringrazieremo il nostro Dio!».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In conclusione dell’articolo, Bandura rinnova l’impegno della chiesa a portare speranza alle persone afflitte, citando il testo di Ebrei 10, 23: “Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse”. «Ci stiamo avvicinando al giorno in cui inizieremo il duro lavoro di ricostruzione dell’Ucraina: il nostro Paese rinascerà e una pace giusta e vittoriosa, implorata da Dio, arriverà nelle nostre terre».</p>
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<h6>Immagine da The All-Ukrainian Union of Associations of Evangelical Christians-Baptists</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/03/01/la-chiesa-che-fa-crescere-la-speranza/">La chiesa che fa crescere la speranza</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>A due anni dall’invasione dell’Ucraina</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/27/a-due-anni-dallinvasione-dellucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 08:04:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cec]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese Jerry Pillay «chiede la fine immediata del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese Jerry Pillay «chiede la fine immediata del conflitto»</h5>
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<p>«L’impegno cristiano per la santità e la preservazione della vita è fondamentale», ha affermato il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), <strong>Jerry Pillay</strong>, sabato scorso, 24 febbraio, data che ha segnato i due anni esatti dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.</p>
<p>«Guerra &#8211; si legge sul sito del Cec &#8211; che è incompatibile con la natura stessa di Dio e che va contro i fondamentali principi cristiani e ecumenici».</p>
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<p>Pillay, lamentando la perdita di «così tante vite umane» e chiedendo «l’immediata fine del conflitto», ha ricordato anche le «turbolenze economiche mondiali e le divisioni profonde nella comunità internazionale, in un momento in cui invece sarebbe urgente e necessaria una maggiore cooperazione internazionale per rispondere alla minaccia globale e collettiva del cambiamento climatico».</p>
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<p>«Chiediamo &#8211; ha proseguito Pillay &#8211; il rispetto per i diritti umani e per il diritto internazionale umanitario, soprattutto la protezione dei civili – e il rispetto per tutte le leggi e le istituzioni create nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale, sorte per proteggere i popoli del mondo dagli orrori della guerra. Chiediamo altresì che siano accertate le piene responsabilità per tutti i crimini commessi contro questi principi», non dimenticando «il fondamentale principio della libertà di religione e di credo».</p>
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<p>«Preghiamo &#8211; ha concluso -, affinché si possano ripristinare umanità e moralità» esortando poi il movimento ecumenico a «essere testimone contro la logica prevalente del mondo – la logica della violenza e del potere imposto –, e a muoversi per la pace e la pienezza della vita che Dio desidera, per tutte e tutti».</p>
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<h6>August 2022: Irpin, Kyiv region, Ukraine. Photo: Ivars Kupcis/WCC</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/27/a-due-anni-dallinvasione-dellucraina/">A due anni dall’invasione dell’Ucraina</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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