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	<title>giornalismo - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 01 Apr 2026 07:54:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>giornalismo - Riforma.it</title>
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		<title>Giornalisti in piazza</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/01/giornalisti-in-piazza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:53:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Fnsi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Federazione nazionale della Stampa Italiana ha convocato una manifestazione nazionale a Torino stamane. L’appuntamento...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La Federazione nazionale della Stampa Italiana ha convocato una manifestazione nazionale a Torino stamane. L’appuntamento per tutti &#8211; giornalisti/e e cittadini/e &#8211; è alle 11, in Piazza Castello</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Stamane mercoledì 1° aprile, esattamente dieci anni dopo la scadenza dell’ultimo contratto, la Federazione nazionale della Stampa Italiana ha convocato una manifestazione nazionale a Torino. L’appuntamento per tutti &#8211; giornalisti/e e cittadini/e &#8211; è alle 11, in piazza Castello.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Una manifestazione – si legge nel comunicato stampa – per il rinnovo del contratto, che non è “bega di bottega”, non è una questione di categoria, non è chiedere un aumento. È molto di più, molto di diverso, soprattutto riguarda tutti, l’Italia che siamo e che saremo. O che vorremmo essere. Il rinnovo del contratto dei giornalisti, infatti, non s’incentra sull’adeguamento dei salari, che pure, dopo 10 anni, erosi dall’inflazione, valgono di fatto un 20% in meno: […] tutti sono un po’ più poveri».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I lavoratori poi &#8211; tutti, ma segnatamente i giornalisti e le professioni intellettuali &#8211; sono sempre più precari perché vi sono, «Sempre meno lavori stabili, permanenti, più partite Iva vere o “costrette”, sempre più stati di crisi. Ogni giorno dover pescare dai mazzetti delle carte “probabilità” e “imprevisti”, e intanto giocare a dadi con l&#8217;Intelligenza Artificiale per vedere se si rivelerà un’alleata, una tappa evolutiva del mestiere, o il colpo di grazia definitivo».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Così, prosegue il comunicato stampa, «si tenta di indebolire e sopprimere la libera informazione». […]</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Proprio il Piemonte fa i conti con la crisi dell’emittenza locale radio tv, «con l’uscita della holding Exor (Agnelli-Elkann) dall’editoria italiana, attraverso la cessione di tutte le testate del gruppo GEDI (<em>La Stampa</em>, <em>la Repubblica</em>, <em>Radio Deejay</em>, <em>Radio Capital</em> e <em>m2o</em>, <em>HuffPost Italia</em>, <em>National Geographic Italia</em>, <em>Limes</em>, più la concessionaria pubblicitaria Manzoni) ai greci di Antenna Group e al gruppo SAE; la Sentinella del Canavese è già stata ceduta alla Ledi. Il gruppo<em> Citynews</em> (che edita anche T<em>orinoToday</em>) sta operando tagli di compensi e posti di lavoro, la Rai intende vendere il Palazzo della Radio di via Verdi, dove è nata la radiofonia nazionale.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>In questa “tempesta perfetta” – conclude il comunicato – continuiamo a navigare, e a fare informazione senza perdere di vista l’orizzonte precedente, a pretendere e difendere la nostra dignità. Ma servono unità e solidarietà. Di tutti, dei giornalisti, degli amministratori, della società civile, come di tutti è l’informazione e per tutti è preziosa, qualcosa da difendere.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il nostro lavoro vale.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Una manifestazione per il contratto dei giornalisti, per l’equo compenso dei <em>freelance</em>, per il futuro dell&#8217;informazione: vi aspettiamo in piazza Castello, mercoledì primo aprile, alle 11».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/01/giornalisti-in-piazza/">Giornalisti in piazza</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La democrazia da fare. Fame di verità e giustizia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/03/25/la-democrazia-da-fare-fame-di-verita-e-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Giulietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 07:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[libera contro le mafie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rubrica di Riforma ispirata a una frase di Piero Gobetti &#160; Una “marea” di...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/03/25/la-democrazia-da-fare-fame-di-verita-e-giustizia/">La democrazia da fare. Fame di verità e giustizia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La rubrica di Riforma ispirata a una frase di Piero Gobetti</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Una “marea” di persone diverse per scelte politiche, religiose e civili insieme per la dignità, la libertà e i diritti è partita sabato mattina dalla piazza della legalità e della Costituzione (piazza Solferino di Torino) a fianco di <em>Libera contro le mafie</em> in occasione della trentunesima «Giornata della memoria e dell’impegno», per contrastare le mafie.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il corteo, guidato da don Luigi Ciotti – fondatore e presidente di Libera – insieme a oltre 500 familiari delle vittime innocenti, ha raggiunto piazza Vittorio Veneto, dove sono stati letti i nomi delle 1117 vittime di mafia.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Tra la moltitudine di partecipanti e oltre a <em>Riforma – Eco delle valli valdesi</em> c’era anche la nostra associazione <em>Articolo 21 liberi di…</em>, presente con due appuntamenti nella stessa giornata: uno spettacolo teatrale con l’attrice Elena Ruzza dedicato alla strategia della tensione e rivolto alle scuole del Torinese (presso l’Aula Magna dell’Università di Torino – Cavallerizza Reale) e un appuntamento al “Polo del ’900” dedicato al giornalismo minacciato, dal titolo «L’informazione oggi tra minacce e bavagli. Perché L’Italia non recepisce <em>l’European Media Freedom Act</em>». Un incontro ben allineato allo slogan scelto da Libera per il 21 Marzo di quest’anno: «Fame di verità e giustizia».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La Commissione europea, subito dopo il voto sull’<em>European Media Freedom Act</em>, aveva ri-segnalato all’Italia di adeguarsi alle norme sulla tutela delle fonti e sulle querele bavaglio. Il Regolamento europeo sulla libertà dei <em>media</em> è una normativa europea in vigore dal 2025 atta a tutelare il pluralismo e l’indipendenza editoriale dei <em>media</em> pubblici e privati. Un regolamento nato per proteggere i giornalisti da ingerenze politiche e <em>spyware</em> e per chiedere trasparenza sulla proprietà dei <em>media</em> stessi e monitorare la pubblicità statale. Adeguarsi al <em>Media Freedom Act</em> non è dunque una scelta, una possibilità, è un imperativo. Invece, tutte le decisioni del governo italiano sono sempre state realizzate con le vecchie regole e in contrasto con le raccomandazioni del <em>Media Freedom Act</em>.</p>



<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/03/25/la-democrazia-da-fare-fame-di-verita-e-giustizia/">La democrazia da fare. Fame di verità e giustizia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Premio Roberto Morrione Academy</title>
		<link>https://riforma.it/2026/03/03/premio-roberto-morrione-academy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2026 07:25:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Otto per mille valdese]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Roberto Morrione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un’iniziativa pensata per mettere a frutto l’esperienza più che decennale dell’Associazione Amici di Roberto Morrione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un’iniziativa pensata per mettere a frutto l’esperienza più che decennale dell’Associazione Amici di Roberto Morrione e per valorizzare la crescita culturale e professionale di alcuni dei vincitori del Premio</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Nel 2024 e 2025 si sono svolte a Foggia le prime due edizioni della “Prm Academy” (Premio Roberto Morrione Academy): un’iniziativa pensata per mettere a frutto l’esperienza più che decennale dell’Associazione Amici di Roberto Morrione e per valorizzare la crescita culturale e professionale di alcuni dei vincitori del Premio Roberto Morrione (iniziativa che vede il nostro settimanale, <em>Riforma – Eco delle valli valdesi</em>, esserne <em>media partner</em> e referente a Torino per le giornate di premiazione), impegnati per l’occasione in qualità di docenti.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«L’idea era (ed è) quella di condividere il nostro eterogeneo e collettivo patrimonio di conoscenza – scrive l’Associazione Amici di Roberto Morrione –, proponendolo ad altri giovani, interessati al giornalismo ma ancora incerti sulla direzione da imprimere al proprio percorso, un contesto aperto a forme di apprendimento scevre dalle logiche della competizione.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Sia nella prima che nella seconda edizione – con tre giorni di scuola di formazione residenziale intensiva organizzati nel mese di maggio – sono state proposte agli allievi dell’Academy, come <em>case study</em>, alcune inchieste realizzate nell’ambito del Premio Morrione e vincitrici di diverse edizioni. Ai lavori hanno partecipato giornalisti e giornaliste che hanno fatto parte della storia del Premio Roberto Morrione: Giorgio Mottola, Sabrina Giannini, Giovanni Tizian, Domenico Iannacone, Roberto Persia, Anna Berti Suman, Madi Ferrucci, Gabriele Cruciata, Alessandro Di Nunzio, Diego Gandolfo, oltre a Stefano Lamorgese e Francesco Cavalli, che figurano fin dall’inizio e tuttora sono tra gli ideatori e gli organizzatori del Premio Roberto Morrione».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Edizione 2026. Dove e quando </strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La terza edizione della <em>Prm Academy</em> si svolgerà a <strong>Foggia da giovedì 14 a sabato 16 maggio 2026</strong>, con lezioni, laboratori, studio e visione delle inchieste realizzate, attività di gruppo e momenti di confronto.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per partecipare sarà indispensabile raggiungere Foggia la sera precedente l’inizio delle lezioni (quindi mercoledì 13 maggio).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Tutti i costi di permanenza, vitto e alloggio saranno a carico della PRM Academy, sarà cura dei partecipanti farsi carico dei costi di trasferta per raggiungere il capoluogo daunio.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’Academy è promossa dall’associazione Amici di Roberto Morrione in collaborazione con la Consulta provinciale per la Legalità, Provincia di Foggia, Regione Puglia, Comune di Foggia, Fondazione dei Monti Uniti di Foggia, l’Associazione Per il Meglio della Puglia, Puglia Culture, Università di Foggia – Dipartimento DISS (Dipartimento Studi Sociali), ⁠⁠Libera – Coordinamento provinciale e con il patrocinio della Rete dei Comuni Sostenibili.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>A chi è rivolta</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La PRM Academy è rivolta ai giovani under 30 (nati dopo il 31.12.1995), senza distinzione di titolo di studio, di percorso lavorativo o di altre forme di esperienza.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Come candidarsi</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per partecipare è necessario compilare il modulo di candidatura in fondo a questa pagina.</p>



<p>È indispensabile fornire un Cv e un video (massimo di 2 minuti) di presentazione individuale che motivi le ragioni e le aspirazioni per partecipare all’Academy.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La candidatura deve essere inviata entro domenica 15 marzo 2026.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Selezione dei candidati </strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un’apposita commissione di valutazione composta da rappresentati del Premio Roberto Morrione e della Consulta provinciale per la legalità di Foggia – tra tutte le candidature pervenute e a suo insindacabile giudizio – selezionerà venti persone. Almeno cinque, tra queste, saranno scelte tra i candidati con residenza nella Regione Puglia. La commissione, se lo riterrà opportuno, potrà contattare i singoli candidati per colloqui individuali.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>Esito della selezione</strong></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La selezione della classe verrà comunicata ai partecipanti entro il 26 marzo 2026.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>La III Edizione della <em>Prm Academy</em> si svolgerà nelle giornate del 14, 15 e 16 maggio 2026. L’arrivo a Foggia è previsto nella giornata di mercoledì 13 maggio e la ripartenza è programmata per domenica 17 maggio*.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Ai partecipanti verrà richiesto di firmare una liberatoria per l’uso delle immagini video e fotografiche che verranno realizzate durante le giornate di formazione ai fini della documentazione e della promozione futura dell’Academy stessa.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>*La partecipazione all’Academy non è esclusa a chi ha partecipato al bando della XV edizione del Premio Roberto Morrione o ai precedenti bandi promossi dall’Associazione Amici di Roberto Morrione, nel rispetto dei requisiti di età richiesti e le modalità di invio della candidatura.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Le iniziative del Premio sono sostenute dall’Otto per mille valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi).</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per info <strong><a href="https://www.raiplay.it/video/2025/11/Il-Premio-Roberto-Morrione-2025---Protestantesimo-09112025-ff046bf0-c09d-4129-82bf-29def3e26b46.html">guarda il servizio di “Protestantesimo</a></strong>” (Rai 3) di Federica Tourn</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per candidarsi, clicca qui</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-premio-roberto-morrione-per-il-giornalismo-investigativo wp-block-embed-premio-roberto-morrione-per-il-giornalismo-investigativo"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QjrCyerbKr"><a href="https://www.premiorobertomorrione.it/academy/">PRM Academy bando</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;PRM Academy bando&#8221; &#8212; Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo" src="https://www.premiorobertomorrione.it/academy/embed/#?secret=5srCBFaQt2#?secret=QjrCyerbKr" data-secret="QjrCyerbKr" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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			</item>
		<item>
		<title>Il limite assente</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/22/il-limite-assente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gian Mario Gillio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 07:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Roberto Morrione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 23 al 25 ottobre Torino ospita il Premio Roberto Morrione, occasione per riflettere su...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>Dal 23 al 25 ottobre Torino ospita il Premio Roberto Morrione, occasione per riflettere su libertà, verità e impegno civile</h5>
</div>
<p> </p>
<p>Le giornate del <strong>Premio Roberto Morione per il giornalismo investigativo</strong> si terranno a Torino da giovedì 23 a sabato 25 ottobre. Sarà il capoluogo piemontese a scoprire le quattro inchieste finaliste e a decretare una vincitrice tra queste; un’occasione anche per parlare di temi importanti con professioniste e professionisti che giungeranno da tutta Italia.</p>
<p> </p>
<p>Lo strillo scelto per le giornate del premio – che vedono il settimanale <em>Riforma-Eco delle valli valdesi</em> <em>media partner</em> e referente a Torino – sarà: «Il limite assente».</p>
<p> </p>
<p>Oggi, infatti, ricorda l’Associazione Amici del Premio Morrione ,«sembra non esserci più un confine nell’utilizzo del potere, nell’esercizio della forza, nell’impiego di strumenti normativi eccezionali per limitare o peggio eliminare i processi democratici e la partecipazione. Pare non esserci più un limite alle guerre, ai conflitti, alle violazioni del diritto internazionale. Non ci sono limiti agli attacchi sui civili inermi, alle organizzazioni non governative, ai giornalisti e alle giornaliste che tentano di raccontare il tempo che stiamo vivendo».</p>
<p> </p>
<p>Per raccontare l’importanza e le iniziative del Premio Roberto Morione ospiti alla rubrica «Tra le parole» sono intervenute <strong>Mara Filippi Morione</strong>, portavoce nazionale del premiom e la diacona <strong>Alessandra Trotta</strong>, moderatora della Tavola valdese.</p>
<p> </p>
<p>Il giornalismo, si ritrova bersaglio di censure, di querele temerarie, di spionaggi, e spesso di confronti iniqui. Da giovedì sera scorso anche di attacchi dinamitardi come quello gravissimo subito dal giornalista d’inchiesta Sigfrido Ranucci, che appena lunedì 13 aveva partecipato all’anteprima del Morrione al Campus Universitario di Torino; un atto vile che ha visto l’immediata solidarietà bipartisan nazionale oltre a quella del settimanale <em>Riforma – Eco delle valli valdesi</em> e del servizio stampa (Nev), radio (culto evangelico Radio1) e televisione (Protestantesimo Rai3) della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).</p>
<p> </p>
<p>L’Italia, e non è un caso, si trova infatti al 49° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa redatta da <em>Reporter sans frontières</em>, che la vede vicina alla Mauritania e superata da nazioni come l’Armenia e il Tonga. Qualcosa non va! Che cosa direbbe oggi di tutta questa <em>débâcle</em> democratica Roberto Morrione? Lo abbiamo chiesto a Mara Filippi Morrione: «Roberto Morrione, con i suoi 44 anni di vita dedicati al servizio pubblico in Rai e coordinatore di grandi inchieste internazionali, beh, credo che oggi sarebbe sconcertato da questa deriva autoritaria che dilaga nel mondo, credo ci ricorderebbe che non sia casuale il fatto che i primi a essere screditati e attaccati siano proprio i giornalisti; se si scredita il giornalismo è più difficile far arrivare all’opinione pubblica ciò che davvero scorre sopra le loro teste e, al contempo, diventa così molto più facile nascondere le grandi e vere sotterranee manovre, anche internazionali. Dunque, se si vuol mettere sotto attacco la democrazia, i primi a essere attaccati saranno – e come abbiamo visto lo sono –, i giornalisti. In uno scenario internazionale in cui le guerre e l’accanimento sembrano essere vie legittime per la soluzione di controversie, dunque, il giornalismo cerca di essere quel baluardo di resistenza con la responsabilità di raccontare i luoghi nei quali le luci si stanno spegnendo».</p>
<p> </p>
<p>Valdesi e metodisti da anni sostengono il Premio Morrione, e lo fanno attraverso l’Otto per mille. Abbiamo chiesto ad Alessandra Trotta quale connessione ci sia tra le chiese evangeliche protestanti e il giornalismo: «Direi che le chiese protestanti, fra queste certamente le chiese valdesi e metodiste che rappresento, promuovono da sempre una fede adulta e consapevole, che non evita di porsi le domande difficili, non teme, anzi, ama la libera circolazione delle idee. Crediamo nell’importanza di contribuire alla difesa di una democrazia pluralista nella quale rinveniamo anche da credenti un ambiente più favorevole per vivere liberamente la dimensione della fede. Per questo – ha ribadito poi Trotta –, sosteniamo con convinzione l’Associazione Amici di Roberto Morione, che promuove un giornalismo investigativo che ci piace; come ci piace il fatto che di fatto sono dei giovani, <em>under</em> trenta, a essere incoraggiati a praticare la libertà nella ricostruzione della verità dei fatti senza la quale ci sembra che siano anche difficili azioni di vera giustizia e di costruzione della pace».</p>
<p> </p>
<p>All’interno delle giornate del premio Morione ci sarà anche un premio dedicato alla giornalista evangelica Vera Schiavazzi: «Sì, devo dire che ogni anno è una grande emozione sentire risuonare il nome di Vera in relazione a questo premio speciale. Vera era una cara sorella che onorava il giornalismo che praticava con grande sensibilità, professionalità, e direi con grande onestà intellettuale, una merce rara in questi tempi. Quindi ci sembra una sorta di “postura” il fatto che il suo essere protestante e il suo nome siano fonte d’ispirazione di un Premio importante, riconoscimento che ci rende particolarmente fieri».</p>
<p> </p>
<p>Trotta ha curato uno dei due editoriali d’apertura (insieme a quello del presidente dell’Associazione promotrice, Giovanni Celsi) del libretto delle giornate del premio: «Il focus di quest’anno, quello del “Limite assente” è un tema che abbiamo avvertito essere intrigante. Come protestanti ci è sembrato di poter far risuonare un altro dei principi cardine del nostro modo di vivere la fede: quello di una libertà che difendiamo sempre a oltranza, naturalmente, nei diritti fondamentali delle persone; ma anche una libertà che dev’essere responsabile, ossia, che si esalta al massimo nel mettersi al servizio della costruzione del bene comune».</p>
<p> </p>
<p>Le giornate del premio Roberto Morione si svolgeranno presso il Circolo dei Lettori e alla Fabbrica delle “e” (sede della Fondazione Gruppo Abele e di Libera Piemonte) e offriranno incontri, dibattiti, proiezioni gratuite per riflettere e presentare in anteprima nazionale le quattro inchieste finaliste 2025 e l’inchiesta vincitrice del Premio Riccardo Laganà. Sabato 25, giornata conclusiva, non sarà soltanto una consegna di targhe, di riconoscimenti, ma un evento sul giornalismo con testimonianze, <em>reading</em> e musica: «In occasione della serata finale – ha poi concluso Mara Filippi Morrione –  allargheremo lo sguardo, partendo dall’Italia e assegnando il “Premio Baffo Rosso 2025” a Paolo Mondani, giornalista che ci ha regalato inchieste molto approfondite e libri con delle chiavi di lettura originali e poi allargheremo lo sguardo, inevitabile, consegnando il “Testimone del Premio Morrione 2025” a una giovane studentessa Rita Baroud, che sin dal primo momento della tragedia dell’attacco a Gaza, si è fatta lei e lei stessa giornalista, reporter, raccontandone l’assedio».</p>
<p> </p>
<p><em>Questo testo ha costituito la rubrica «Tra le parole» a cura di Gian Mario Gillio di domenica 19 ottobre per il «Culto evangelico» trasmissione (del Giornale Radio) di Rai Radio1 a cura della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. </em></p>
<p><em> </em></p>
</div>
</div>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/10/22/il-limite-assente/">Il limite assente</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dove va il giornalismo?</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/01/dove-va-il-giornalismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 08:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Roberto Morrione]]></category>
		<category><![CDATA[Vera Schiavazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 22 al 25 ottobre a Torino i premi Pestelli, Schiavazzi, Morrione e Laganà dedicati...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Dal 22 al 25 ottobre a Torino i premi Pestelli, Schiavazzi, Morrione e Laganà dedicati ai lavori dei giovani</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Torino torna a essere per una settimana la «Capitale del giornalismo fatto dai più giovani, il giornalismo delle idee, delle inchieste e dei valori. Dal 22 al 25 ottobre si terranno infatti sotto alla Mole i premi Pestelli, Schiavazzi, Morrione, Laganà, patrocinati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e dall’Ordine dei Giornalisti del Piemonte», ricorda le <em>newsletter </em>dell’Ordine.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il primo appuntamento sarà quello di mercoledì 22 ottobre quando, alle 17 a Palazzo Ceriana Mayneri, la sede del Circolo della Stampa, verrà consegnato il <strong>Premio Pestelli</strong> andato alla migliore tesi di laurea sul giornalismo con un confronto sull’uso dell’intelligenza artificiale nell’informazione.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Il giorno successivo, giovedì 23, al Circolo dei Lettori, ci sarà la consegna del premio dedicato a <strong>Vera Schiavazzi</strong> (che vede Claudio Geymonat per <em>Riforma – Eco delle valli valdesi</em> e Gian Mario Gillio, per il Premio Morrione, nel comitato di Giuria), un evento che cade quest’anno nel decimo anniversario della scomparsa della collega evangelica alla quale è intitolato il riconoscimento. Per onorarne la memoria, «la premiazione sarà seguita da un confronto al femminile sull’impegno delle donne nel giornalismo». Premi, il Morrione e Schiavazzi, che l’Otto per mille della Chiesa Evangelica Valdese &#8211; Unione delle chiese metodiste e valdesi «Sostiene da anni con convinzione, assegnando all’Associazione Amici di Roberto Morrione che lo organizza, e da due anni al Premio Schiavazzi, un contributo dai fondi che tanti contribuenti italiani ci assegnano con fiducia e che le nostre chiese sono impegnate a restituire interamente alla comunità civile in servizi che soddisfano alte finalità sociali, umanitarie e culturali – ricorda <strong>Alessandra Trotta</strong>, moderatora della Tavola valdese –. Il giornalismo d’inchiesta e la stampa libera svolgono un ruolo fondamentale nel preservare la nostra democrazia. Saper comunicare è importante, poter essere informati è un diritto. I «giornalismi», al plurale, che auspichiamo sono quelli in grado di illuminare le periferie dimenticate, di far emergere ciò che è stato sommerso operando con educazione, cura dei dati trattati, discernimento, etica professionale e controllo delle fonti». Premi, questi, rivolti a «incoraggiare nella crescita e nelle opportunità professionali», ha ricordato infine Trotta.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Sempre giovedì 23, nella prestigiosa sede del Circolo dei Lettori, prenderanno il via le Giornate del <strong>Premio Roberto Morrione</strong> per il giornalismo investigativo (il nostro settimanale è <em>media partner</em> e referente a Torino per le giornate di premiazione) che quest’anno avrà come tema guida «Il limite assente».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>A partire da venerdì 24, ci si sposta nella Fabbrica delle “e”, sede della Fondazione Gruppo Abele e di Libera Piemonte, verranno presentate le inchieste finaliste della 14ª edizione e l’inchiesta vincitrice della 2ª edizione del <strong>Premio Riccardo Laganà Biodiversity Sustainability Animal Welfare</strong>, insieme alla presidente di giuria da Sabrina Giannini.</p>



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<p>Sabato 25 ottobre la serata conclusiva nella quale verrà proclamata l’inchiesta vincitrice.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Tutti i dettagli delle giornate di Torino e il calendario degli ospiti che interverranno potrà essere consultato su www.premiorobertomorrione.it e su <a href="http://www.casadeigiornalisti.it">www.casadeigiornalisti.it</a></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>I premi, ricorda l’Ordine del Piemonte «saranno occasione per momenti di riflessione sul giornalismo e molti degli appuntamenti saranno accreditati per la formazione continua: sarà possibile effettuare le iscrizioni a partire dal 29 settembre sul portale <a href="http://www.formazionegiornalisti.it">www.formazionegiornalisti.it</a>».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Per l’Ordine dei Giornalisti del Piemonte – commenta il Presidente <strong>Stefano Tallia</strong> – è un onore poter ospitare queste manifestazioni, che ci offrono l’opportunità di riflettere sulle nuove forme di giornalismo e sulla direzione nella quale sta andando la nostra professione. Temi ancor più importanti in un tempo nel quale in molte parti del mondo si tenta di oscurare la libera informazione che è invece il cardine di ogni società democratica. Proprio dai lavori dei giovani arrivano però segnali di speranza che dobbiamo saper cogliere e valorizzare».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Torniamo a Torino con cinque nuove inchieste – rileva <strong>Mara Filippi Morrione</strong>, portavoce del Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo –, realizzate da undici giovani giornalisti e giornaliste under 30. Sono lavori investigativi che portano alla luce storie e fatti spesso trascurati dal resto dell’informazione. Questa edizione sarà accompagnata da incontri e dibattiti dedicati al tema dell’assenza di limiti: dalla guerra a Gaza agli altri conflitti nel mondo, fino al rischio sempre crescente che comporta la scelta della professione giornalistica, tra querele, spionaggi, precariato, minacce, fino al rischio della stessa vita».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti – afferma il presidente <strong>Carlo Bartoli</strong> – sostiene con convinzione premi e iniziative che valorizzano il lavoro di giovani che scelgono la professione giornalistica. In un contesto che vede il giornalismo d’inchiesta sotto attacco, in Italia e nel mondo, l’informazione è sempre più un valore alto della democrazia. Mai come adesso è giusto e importante premiare chi è consapevole della responsabilità che questo mestiere richiede e lo sceglie con convinzione, mettendosi alla prova attraverso gli strumenti che la professione mette loro a disposizione».</p>



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		<title>Nomi e numeri per non dimenticare e per denunciare l’inerzia</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/10/nomi-e-numeri-per-non-dimenticare-e-per-denunciare-linerzia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 06:50:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri giornaliste e i giornalisti italiani hanno letto a Roma tutti i nomi delle e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Ieri giornaliste e i giornalisti italiani hanno letto a Roma tutti i nomi delle e dei colleghi uccisi a Gaza senza dimenticare gli altri uccis nei conflitti mondiali che ancora attendono verità e giustizia</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Ieri è riuscita l’iniziativa organizzata dall’Ordine dei giornalisti del Lazio a Piazza Santi Apostoli a Roma nella quale sono stati letti i nomi dei 289 reporter uccisi a Gaza. Un numero, ha ricordato l’Agenzia stampa Ansa che sale a «294, con quelli uccisi in Libano». Ancora la piazza occupata dai giornalisti non sapeva che poche ore dopo il governo israeliano avrebbe acceso una nuova scintilla di conflitto colpendo in Qatar.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Alle spalle del presidio era stato posto un cartellone con i nomi delle vittime e alcune foto di colleghe e colleghi. All’iniziativa di categoria hanno però aderito anche esponenti di partiti politici, escluso il partito Fratelli d’Italia, che si sono alternati, insieme a rappresentanti della società civile, attori e artisti, nella lettura dei nomi dal palco e accompagnati dal violino di <strong>Marco Quaranta</strong>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Abbiamo voluto questa manifestazione, riprendendo una proposta di <em>Articolo 21 liberi di…</em>, non solo per ricordare le vittime, ma anche chi lavora lì in condizioni disagiate – ha detto il presidente dell’Odg Lazio, <strong>Guido D’Ubaldo</strong> all’Ansa –. Speriamo che si possa aprire a breve la possibilità per una delegazione internazionale di poter entrare nella Striscia. Perché che il giornalismo non è terrorismo».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«La pettorina con la scritta “<em>press</em>” non è più una protezione, anzi, è diventata un bersaglio da colpire – ha affermato il presidente della Fnsi, <strong>Vittorio Di Trapani</strong> -. Questo fa il paio con la censura imposta, che impedisce a noi giornalisti internazionali di entrare a Gaza quando c’è la guerra. Ribadiamo l’appello e la richiesta di poter entrare a Gaza. La Federazione della Stampa chiede poi alla Corte Penale Internazionale di aprire un’indagine sull’assassinio delle giornaliste e dei giornalisti».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Numerose, ricorda ancora l’agenzia Ansa citando le parole di <strong>Roberto Natale</strong>, consigliere d’amministrazione Rai, che erano le colleghe e i colleghi Rai in piazza «a testimonianza – ha detto Natale – del sostegno che anche del servizio pubblico a questa iniziativa. Il servizio pubblico c’è, ma può e deve fare ancora di più, anche aprendo spazi nei palinsesti per dare agli ascoltatori il senso della straordinaria tragicità di quanto sta avvenendo, magari dando più voce ai palestinesi».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Per l’ex parlamentare Pd <strong>Vincenzo Vita</strong> e membro del direttivo di Articolo 21 insieme al conduttore di <em>Report</em>, <strong>Sigfrido Ranucci</strong>, sono segnali importanti e necessari quelli lanciati dalla società civile: «vista l’inerzia complessiva del governo, dell’Europa, del mondo di fronte a questa tragedia – hanno detto -. Questa terribile vicenda entrerà nel calendario della storia come una delle più grandi tragedie dell’intera umanità, soprattutto per l’indifferenza mostrata».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>(Foto gentilmente concessa a Articolo 21 da <strong>Maurizio Riccardi</strong> e che anche la nostra redazione oltre all’associazione ringraziano)</p>



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		<title>«La scelta» di Sigfrido Ranucci</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/06/la-scelta-di-sigfrido-ranucci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gian Mario Gillio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Jun 2025 05:34:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milena Gabanelli]]></category>
		<category><![CDATA[Morrione]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[roberto morrione]]></category>
		<category><![CDATA[sigfrido ranucci]]></category>
		<category><![CDATA[Torre di Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Torre Pellice]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giornalista d’inchiesta e conduttore del programma «Report» aprirà domenica 8 giugno la kermesse Una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il giornalista d’inchiesta e conduttore del programma «Report» aprirà domenica 8 giugno la kermesse Una Torre di libri a Torre Pellice. La nostra intervista</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Una &#8220;<strong>Torre di libri</strong>&#8220;, Festival culturale del comune di <strong>Torre Pellice</strong> (To) organizzato dalla libreria Claudiana e dall’Associazione Diversi Sguardi con il sostegno dell’Otto per Mille della Chiesa valdese festeggia quest’anno la sua diciottesima edizione. L&#8217;appuntamento &#8211; che  vede la collaborazione del nostro settimanale <em>Riforma -Eco delle valli valdesi</em> &#8211; si terrà quest&#8217;estate, da giovedì 10 a domenica 13 luglio. L&#8217;anteprima domenica presso il Teatro del Forte di via al Forte 3 con un grande nome del giornalismo italiano: <strong>Sigfrido Ranucci</strong>. Il conduttore del programma «Report» di Rai Tre si racconterà al pubblico grazie al suo libro, <em>La Scelta</em>. Lo abbiamo intervistato.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>Il libro La Scelta contiene alcune delle inchieste giornalistiche più celebri e ciò che ha comportato realizzarle. Il volume è un concentrato di riflessioni, storie di vita e di amore. Purtroppo anche di tante malefatte.</em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Un libro – ci dice Ranucci – che è un atto d’amore nei confronti della resilienza, quella quotidiana, impiegata per mantenere alta l’asticella della libertà di stampa, che credo che sia un valore inalienabile dell’uomo. Altresì, lo ritengo un doveroso omaggio rivolto alle tante persone che con il loro senso civico e morale hanno sostenuto il mio impegno e contribuito alla mia formazione, sia umana sia professionale. Alcuni di questi – prosegue Ranucci –, sembrano emergere dagli interstizi del grande romanzo della vita. Persone che ho incontrato casualmente, e che talvolta inconsapevolmente sono state determinanti per il successo di alcune delle mie inchieste. Altre, invece, consapevolmente grazie alla loro coraggiosa &#8220;scelta&#8221; di aver voluto parlare, raccontare e denunciare».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>A esempio?</em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Un vagabondo che mi ha aiutato a trovare una chiave di lettura per realizzare l’inchiesta più importante della mia carriera, quella nella quale ho denunciato l’utilizzo di armi chimiche da parte degli Stati Uniti in Iraq, o ancora il tassista che mi aiutò a recuperare dalla Pinacoteca dei Tanzi i quadri comprati con i soldi degli azionisti della Parmalat e portati in Svizzera &#8211; per un valore di cento milioni di euro».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>È un azzardo dire che il suo libro è un biglietto di viaggio: un pretesto per incontrare tante persone e comunità. Una sorta di passaporto di prossimità?</em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«È una chiave di lettura che condivido: un passaporto che mi ha permesso di recuperare le energie, il contatto con le comunità, con tante persone che mi stanno dando forza. Se mi permette, le racconto cosa mi è successo a Modena. Una storia straordinaria. Al termine della presentazione del libro si è avvicinata una signora e mi ha consegnato tra le mani una lettera, quella della figlia Miriam; ingenuamente le ho detto di ringraziarla da parte mia. La figlia però non c’era più, era morta la settimana precedente: divorata a soli vent&#8217;anni da un tumore. La madre mi ha detto che negli ultimi due aveva guardato tutte le puntate di “Report” e aveva sentito l’esigenza di scrivere una lettera nella la quale voleva ringraziare la redazione e ricordare il valore del nostro lavoro per la collettività, per il bene comune. Credo che questi gesti, questi attestati di stima e di amicizia, ripaghino e addolciscano l’amarezza che talvolta ci attanaglia quando riceviamo attacchi».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>Un insegnamento anche per chi guarda il programma senza cogliere quanto lavoro ci sia dietro alle vostre inchieste giornalistiche… </em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Il messaggio di Miriam amo ricordarlo spesso, perché credo sia un messaggio universale per tutti. Non sottovalutiamo mai i piccoli gesti, perché possono essere e fare la differenza; far cambiare la qualità stessa della vita».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>Dall&#8217;altra parte dello schermo chi osserva con attenzione però avverte la fatica …</em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Noi siamo dietro allo schermo è vero, ma siamo anche dentro &#8220;alla pancia&#8221; del paese».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><em>Nel libro lei cita più volte due professionisti: Roberto Morrione (fondatore di </em>Rai News 24<em> e grande giornalista d’inchiesta dalla schiena dritta) e Milena Gabanelli, che le ha lasciato il testimone e la conduzione del programma. </em></p>



<p>&nbsp;</p>



<p>«Roberto e Milena sono professionalmente mio padre e mia madre. A Roberto devo tanto, mi ha insegnato il coraggio. Un coraggio che ha mostrato anche quando difese l’inchiesta su Falluja, un’inchiesta che credo che pochi direttori avrebbero concesso; e lo ringrazio per il fatto di avermi insegnato a giocare sempre a carte scoperte quando si realizzano interviste e inchieste, insomma, con il suo esempio ha mostrato com&#8217;essere leale con il soggetto o la persona in oggetto nell&#8217;inchiesta; soprattutto, ha sempre ricordato che il pubblico è l’unico editore di riferimento. Non il politico di turno, il partito di riferimento, insomma, il potere costituito che propone il suo pensiero unico dominante. Di Milena, invece, ho sempre apprezzato il rigore morale e la sua capacità di tenere una posizione ferma; una postura irremovibile anche di fronte alle continue pressioni dovute alle sue inchieste. Inchieste sempre puntuali e realizzate senza mai fare sconti a nessuno, e in prima serata. La sua resilienza, la sua grande intuizione e capacità di cercare e proporre temi e argomenti &#8211; che sulla carta avevano il <em>sex-appeal</em> del manuale di una caldaia – che poi riuscivano a fare grandi ascolti, proprio perché capaci di toccare e illuminare le parti più oscure nostro del paese».</p>


<h6>Foto REPORT</h6>


<p></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/06/la-scelta-di-sigfrido-ranucci/">«La scelta» di Sigfrido Ranucci</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quando il silenzio è comodo. Ma non è muto: parla.</title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/08/quando-il-silenzio-e-comodo-ma-non-e-muto-parla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2025 08:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[gaza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Appello di giornaliste e giornalisti italiani contro la congiura del silenzio &#160; Un appello promosso...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Appello di giornaliste e giornalisti italiani contro la congiura del silenzio</h5>



<p>&nbsp;</p>



<p>Un appello promosso dal Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente chiede di denunciare con forza la progressiva e inarrestabile uccisione di giornalisti e giornaliste a Gaza, in Cisgiordania e in Libano: «Una “congiura del silenzio” di chi non vuol vedere e che vuole impedire al mondo di sapere – affermano i promotori dell’appello –. Il nostro obiettivo è di raccogliere un importante numero di firme per riaffermare il diritto-dovere alla verità e sollecitare le organizzazioni sindacali e istituzionali del giornalismo italiano a schierarsi senza incertezze contro ogni censura/autocensura alla libertà di espressione e al dovere di informazione. Una volta raccolte le firme, chiederemo la pubblicazione a pagamento dell’Appello su una intera pagina di una autorevole testata nazionale, nello stesso giorno, l’appello firmato sarà consegnato nelle mani della Segretaria generale e del Presidente della Fnsi, del Segretario e del Presidente dell’Ordine dei Giornalisti. Per questo chiediamo a tutti coloro che ne condividono i contenuti di sostenere l’Appello».</p>



<p>&nbsp;</p>



<p><strong>L’appello</strong>.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>A Gaza sono stati uccisi più giornalisti in un anno e mezzo che in tutte le guerre del mondo, in Vietnam, nei Balcani e in Afghanistan messe insieme. (I giornalisti e le giornaliste) Erano tutti palestinesi.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Non è un effetto collaterale. È una mattanza premeditata.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>È un attacco mirato al diritto di informare.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Alla libertà.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Alla civiltà.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Duecentodiciassette colleghe e colleghi assassinati – forse di più – mentre indossavano il giubbotto con la scritta PRESS.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Uccisi insieme alle famiglie, ai figli, ai loro sogni e alle loro speranze di pace.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Hanno pagato il loro prezzo al diritto-dovere di servire l’opinione pubblica del mondo intero.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Ma ora più che mai è il nostro stesso silenzio a presentare il conto.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Di fronte a questa strage, era lecito attendersi un coro unanime di sdegno da parte dei nostri giornali, le nostre televisioni, le nostre radio. Ma quest’unanimità non c’è stata. Sullo sdegno ha prevalso in larga parte il silenzio, e la mistificazione della realtà secondo le veline dell’esercito israeliano e del suo governo.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Anche tra noi giornalisti, in molti tacciono per paura di essere etichettati, discriminati, isolati.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Tacciamo per non disturbare.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Questo silenzio è comodo. Ma non è muto; parla.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>E non è gratis; costa.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Ogni parola taciuta allontana dalla verità e dalla storia.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>E ogni verità omessa rende complici.</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>Complici di una strage permanente del popolo palestinese, del diritto internazionale, dei più elementari diritti umani […].</p>



<p>&nbsp;</p>



<p>L’intero appello è disponibile cliccando qui</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-articolo-21 wp-block-embed-articolo-21"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="T1cM4RPOKf"><a href="https://www.articolo21.org/2025/05/palestina-appello-di-giornaliste-e-giornalisti-italiani-contro-la-congiura-del-silenzio/">Palestina. Appello di giornaliste e giornalisti italiani contro la congiura del silenzio</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Palestina. Appello di giornaliste e giornalisti italiani contro la congiura del silenzio&#8221; &#8212; Articolo21" src="https://www.articolo21.org/2025/05/palestina-appello-di-giornaliste-e-giornalisti-italiani-contro-la-congiura-del-silenzio/embed/#?secret=o38aNzkZLZ#?secret=T1cM4RPOKf" data-secret="T1cM4RPOKf" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<item>
		<title>In crisi la libera informazione</title>
		<link>https://riforma.it/2025/01/08/in-crisi-la-libera-informazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Demichelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2025 08:26:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[davide demichelis]]></category>
		<category><![CDATA[disinformazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La diffusione di notizie che poi si rivelano false, anche da parte di importanti testate,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>La diffusione di notizie che poi si rivelano false, anche da parte di importanti testate, crea sgomento. Allo stesso tempo, il controllo delle notizie da parte politica limita la possibilità di fare un vero lavoro giornalistico</h5>
<p> </p>
</div>
</div>
</div>
<p class="p1">La libertà d’informazione è morta a Springfield. O, almeno, nella capitale dell’Illinois ha fatto registrare la sua crisi più recente, e più profonda. Potremmo definirlo “l’altro 11 settembre”. Questa volta però, l’obiettivo dell’attacco non erano le Torri gemelle ma il mondo dell’informazione.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">Era l’11 settembre del 2024 infatti, quando Donald Trump e Kamala Harris si confrontavano nell’unico dibattito in vista delle elezioni presidenziali. In quell’occasione Donald Trump, citando il suo vice J. D. Vance, affermò che «gli immigrati a Springfield mangiano i cani, mangiano i gatti, mangiano gli animali domestici della gente che vive lì». Non era vero. Lo smentì subito uno dei conduttori, David Muir, citando il sindaco di Springfield. I <i>media mainstream</i> pubblicarono fior di <i>reportage</i>, mobilitando corrispondenti e inviati per verificare quella notizia, che si rivelò falsa. Intanto le parole di Trump erano state messe in musica e diventate virali sui <i>social</i>, arrivando anche nelle discoteche, dove schiere di giovani ballavano al ritmo del magnate americano, e delle sue <i>fake news</i>.</p>
<p> </p>
<p class="p1"><b>«Chiunque permette alla propria lingua di dire un mendacio, non dice il vero. E chiunque non dice il vero, mente», scriveva William Shakespeare.</b> Più modestamente, ci hanno insegnato che le peggiori bugie sono le mezze verità. La menzogna di Springfield però, va oltre: è stata smentita da tutti quelli che si sono esercitati nella sacra arte del <i>fact checking</i>, e nonostante ciò si è rivelata uno dei cavalli di battaglia che porteranno alla Casa Bianca il 47° presidente degli Stati Uniti. E, con lui, l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, che non a caso possiede uno dei <i>social media</i> maggiormente diffusi nel pianeta: X.</p>
<p> </p>
<p class="p1"><b>Le maglie del potere si stringono sempre di più sul mondo dell’informazione: </b>è il caso del potere delle dittature, che stanno mettendo in crisi i sistemi democratici, ma anche del potere degli oligarchi o dei magnati che dir si vogliano, che sempre più snobbano i <i>media</i> tradizionali per orientarsi verso il mondo senza controllo del web. Seguiti poi, non a caso, dai politici, che si sottopongono ormai raramente alle domande dei giornalisti e comunicano direttamente con i loro <i>follower</i>, in video autoprodotti.</p>
<p> </p>
<p class="p1"><b>E poi ci sono ancora i metodi rozzi dei regimi</b>, come quello di Teheran, che ha rinchiuso Cecilia Sala per giorni in una cella di isolamento nel carcere di Evin. Una giornalista che aveva il torto di essere in Iran per esercitare il suo mestiere e il diritto a informare, ma anche di godere di una visibilità che consente al regime iraniano di alzare il prezzo per la sua liberazione. Sala aveva ottenuto un regolare permesso giornalistico per entrare nel Paese, ma non è bastato. Chi ha avuto la fortuna di girare il mondo per realizzare servizi giornalistici, sa che un tempo solo in alcuni casi si richiedeva il visto professionale, per non essere messi sotto controllo o più semplicemente perché non era necessario. Oggi sono sempre più rari i Paesi dove si può realizzare un servizio senza richiedere il visto giornalistico. Eppure quelle carte, pur necessarie, contano sempre meno, così come i diritti. E la prima vittima di questo mondo, affidato sempre più alla forza, è il diritto all’informazione, e alla tutela di chi la esercita.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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<p class="p1"><b>È questo il filo rosso che lega il drammatico caso di Cecilia Sala, con le molte, troppe storie</b> dei 553 giornalisti detenuti e 56 uccisi nel 2024 (Reporters Sans Frontières/RSF). Mai così tanti negli ultimi cinque anni. «In un caso su tre, i reporter sono stati colpiti a morte dalle forze armate israeliane», si legge nel rapporto di RSF. Nella striscia di Gaza, secondo il sindacato dei giornalisti palestinesi, più di 190 giornalisti e operatori dell’informazione sono stati uccisi dall’inizio degli attacchi israeliani. Proprio da quel fronte però, i soldati dell’esercito di Tel Aviv, hanno postato fior di video e <i>selfie</i> sorridenti, mentre bombardavano, distruggevano e saccheggiavano le case dei palestinesi. E viceversa. È questa la nuova frontiera dell’informazione?<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
<p class="p1">All’inizio degli anni ’90, i primi giornalisti <i>embedded</i> che si accodarono all’esercito americano, suscitarono forti polemiche. Oggi non più: il conflitto di Gaza lo hanno potuto raccontare in prima persona solo quanti vivevano lì (molti ora sono fra le vittime di cui sopra…) o vi sono stati condotti dall’esercito israeliano, sotto il suo stretto controllo. E viceversa. Quelli dell’Iran e di Israele, purtroppo, sono solo due esempi, seguiti da molti altri Paesi, in guerra e non. Basti pensare al ferreo controllo dell’informazione operato dalla Russia, dalla Cina, e da molti altri regimi al potere ai quattro angoli del mondo.</p>
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<p class="p1"><b>Anche in Italia, nel nostro piccolo, seguiamo il flusso.</b> È sempre Reporters Sans Frontierès a segnalare che nel 2024 abbiamo raggiunto il 46° posto, fra i 180 Paesi in cui viene verificata la libertà di stampa. Siamo scesi di cinque posizioni, nel 2023 eravamo al 41°: «La libertà di stampa continua ad essere minacciata dalla mafia, soprattutto nel sud, così come da piccoli gruppi di violenti estremisti. I giornalisti però denunciano anche l’attacco dei politici, con la legge bavaglio» che vieta di pubblicare il contenuto delle ordinanze di custodia cautelare. Anche la Commissione Europea, l’estate scorsa, aveva richiamato il governo italiano a vigilare sui rischi per la libertà di stampa e l’indipendenza dei giornalisti.</p>
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<p class="p1"><b>Vedremo se e quali novità ci porterà il 2025.</b> Speriamo, prima di tutto, che ci regali il ritorno a casa di Cecilia Sala e, con lei, dei suoi preziosi <i>reportage</i>. Intanto, il 2024, ci lascia in eredità un mondo dalle frontiere sempre più chiuse, comprese quelle dell’informazione. Un mondo che rischia di cadere vittima di dittature e <i>fake news</i>. A proposito: Trump ha stravinto anche a Springfield, con il 64,2 per cento dei consensi. Kamala Harris, che sorrideva sorniona mentre lui si prendeva gioco della realtà, si è fermata al 34,8.<span class="Apple-converted-space"> </span></p>
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<p class="p1"><i>demic</i></p>
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		<title>Nonostante tutto il giornalismo vive</title>
		<link>https://riforma.it/2024/10/29/nonostante-tutto-il-giornalismo-vive/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Giulietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 09:37:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inchieste]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Roberto Morrione]]></category>
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<div class="column">
<h5>Il pensiero critico passa anche attraverso le inchieste condotte da giovani autori e autrici, nella linea tracciata da chi, negli anni, ha corso rischi professionali pagati di persona</h5>
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<p>«Nonostante tutto, il giornalismo che non muore…»: e così è stato;<strong><a href="https://riforma.it/2024/10/28/premio-roberto-morrione-vince-linchiesta-podcast-oltre-di-beatrice-petrella/"> il premio “Morrione”</a></strong>che si è concluso a Torino, ospitato dalla “fabbrica” del gruppo Abele e da don Luigi Ciotti, ha inverato il titolo. Nonostante i tempi bui che stiamo vivendo, nonostante la crescente voglia di bavagli, nonostante il quotidiano attacco al pensiero critico, alle differenze, alle diversità, la voglia di inchieste e di giornalismo non genuflesso, continua a resistere, anzi trova nuove strade e nuove proposte.</p>
<p>Il premio dedicato a Roberto Morrione, straordinario giornalista, emblema di un servizio pubblico ormai dissolto, una vita dalla parte dell’articolo 21 della Costituzione, antifascista sino all’ultimo giorno della sua vita, prima da giornalista Rai e poi da direttore di <em>Libera informazione</em>, ha rivelato questo desiderio di libertà, una vera e propria ansia di conoscenza, interpretata dalle centinaia di progetti inviati alla giuria del premio.</p>
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<p><strong>Il premio Morrione è davvero singolare nel panorama nazionale,</strong> non è un luogo di incontro dei famosi e neppure uno scambio di premi tra giornalisti in carriera, ma è ormai diventato il laboratorio dove si sperimentano i giovani talenti, sotto i trenta anni; ai vincitori viene data la possibilità di realizzare il loro progetto, assistiti da <em>tutor</em> professionali. E loro sono stati i protagonisti con inchieste dedicate alla Guardia Costiera, al disagio mentale, ai migranti, alla all’odio verso le donne, al disprezzo della diversità, agli oltraggi alla dignità della persona: non ha caso ha vinto un <em>podcast</em> di denuncia contro il disprezzo del corpo della donna.</p>
<p>Tutte le proposte, non solo quelli dei finalisti, hanno manifestato una immensa passione civile, il desiderio di illuminare le oscurità, la capacità di non rassegnarsi al triste spirito dei tempi. E ora è nata anche una “Accademia” frequentata da trenta ragazze e ragazzi. Da questa edizione è stata inserita nell’ambito del premio una sezione dedicata a Riccardo Laganà, primo consigliere di amministrazione votato dai dipendenti della Rai, persona schiva e determinata, che aveva nel cuore la Costituzione e la cura per l’ambiente e per ogni essere umano, a cominciare dagli animali.</p>
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<p><strong>La rassegna, come sempre, non ha dimenticato i giornalisti minacciati,</strong> quelli costretti a una vita sotto scorta, il “giornalisticidio” in corso a Gaza, senza trascurare chi, anche in Italia, attende da anni verità e giustizia. Il collettivo Cesura insieme alla mamma e al papà di Andrea Rocchelli, hanno inaugurato una mostra con alcuni dei suoi scatti, mostra che sarà visitabile, nei locali di Fabbrica a Torino, corso Trapani&#8230; Sono ritratti volti di donne, di bambini che soffrono per la guerra e per la fame.</p>
<p>Andrea Rocchelli e Andrej Mironov sono stati uccisi dai miliziani ucraini, ma il governo italiano non ha mosso un dito… “Prima gli italiani” non vale per Ilaria Alpi, Miran Hrovatin, Mario Paciolla, Andrea Rocchelli, Enzo Baldoni, Raffaele Ceriello, Italo Toni e Graziella De Palo… Le istituzioni dei giornalisti presenti con i presidenti della Federazione della stampa e dell’Ordine dei giornalisti, Vittorio di Trapani e Carlo Bartoli, il segretario dei giornalisti della Rai Daniele Macheda, il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Piemonte, Stefano Tallia, hanno confermato che resteranno dalla loro parte e continueranno a reclamare verità e giustizia.</p>
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<p>“Nonostante tutto&#8230;” qualcosa ancora si muove, la speranza non è morta e la speranza è l’unica barriera che può fermare gli imprenditori dell’odio, della, paura, del livore sociale… Abbiamo il dovere di provarci, ce lo avrebbe chiesto anche Roberto Morrione, il baffo rosso.</p>
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<p><em>Giuseppe Giulietti è coordinatore nazionale di “Articolo 21”, già presidente della Federazione nazionale stampa italiana</em></p>
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