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	<title>gioia - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>gioia - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Risalire dalla fossa</title>
		<link>https://riforma.it/2026/07/07/risalire-dalla-fossa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Luisa Mattesini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giona 2, 7 &#160; &#160; Sono sprofondato fino...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Giona 2, 7</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Sono sprofondato fino alle radici dei monti, la terra ha chiuso le sue sbarre su di me per sempre; ma tu mi hai fatto risalire dalla fossa, o SIGNORE, mio Dio!</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giona 2, 7</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Pietro gli disse: «Enea, Gesù Cristo ti guarisce; àlzati e rifatti il letto». Egli subito si alzò</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Atti degli Apostoli 9, 34</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72850574&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Pochi giorni fa sono stata nella commissione d&#8217;esame di una scuola media. È un esame piccolo piccolo, ma è un rito di passaggio. I ragazzini che lo superano (praticamente tutti, dato che è buona norma non ammettere chi non è in grado di superarlo) si lasciano indietro in modo definitivo una parte di sé. E se vi sembra una cosa facile, pensatevi quattordicenni, con la testa legittimamente piena di mosche, alle prese con la prima Prova.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I quattordici anni si dimenticano presto. Ho salutato uno di loro, di nome Younes, Giona, dopo un esame ben curato, al termine di tre anni di lavoro ben fatto, proprio con questo versetto. Era l&#8217;ultimo scherzo tra noi due sul suo nome e sulla balena (“pesce” nel testo biblico), lui ha capito e mi ha sorriso (Younes sorride bene, un po’ malinconico). Nonostante la sua sicurezza apparente, era stata la sensazione che aveva appena provato: quella era stata la sua prima prova da adulto, e noi eravamo l&#8217;amorevole balena che lo ha trascinato nell&#8217;abisso, un piccolo abisso per un piccolo ragazzino amato e ben curato da una famiglia modesta e gentile, che si merita tanto dalla vita, e ha buone possibilità di conseguire dei risultati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insieme a lui, negli stessi banchi, sono passati e passano tanti compagni dalle vite non semplici, chi è fuggito con la famiglia da guerra e povertà, chi si nasconde da situazioni orrende, chi ha preso coltellate, chi ha perso un genitore, chi si è trovato un brutto giorno la porta di casa chiusa e la famiglia sparita e ha dovuto telefonare al soccorso pubblico per sapere dove passare la notte. A tutti loro, che sono e sono stati miei figli per due ore la settimana e per tre anni, e che sto perdendo e perderò, e a quelli che come loro già piccoli sono stati trascinati nell&#8217;abisso fino alle radici dei monti, ma anche a quelli che come Younes stanno iniziando le loro battaglie con la vita con coscienza e onestà, auguro che il Signore li protegga e che ispiri un amorevole Pesce che li deponga su spiagge tranquille. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/07/07/risalire-dalla-fossa/">Risalire dalla fossa</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Esprimere ringraziamento a Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/23/esprimere-ringraziamento-a-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Adriana Cavina]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 09:14:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[amarezza]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[ringraziamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 1, 68 &#160; &#160; &#160; &#160; Ci...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Luca 1, 68</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Fate udire le vostre lodi, e dite: «Signore, salva il tuo popolo, il residuo d’Israele»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Geremia 31, 7</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Benedetto sia il Signore, il Dio d’Israele, perché ha visitato e riscattato il suo popolo</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 1, 68</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono occasioni nella vita in cui riceviamo regali inattesi che riempiono di felicità il nostro cuore. Sono attimi luminosi, simili a un raggio di sole che filtra attraverso le nuvole di un cielo cupo, o alla brezza primaverile che accarezza le foglie giovani degli alberi e annuncia i frutti che arriveranno. La vita spesso ci riserva amarezza: sogni e aspirazioni vengono delusi, e talvolta, dopo tante speranze, ci ritroviamo sconfortati. È facile cedere allo scoraggiamento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, non sempre va così. Talvolta ciò che desideriamo profondamente giunge quando meno ce lo aspettiamo; accade persino che una preghiera venga esaudita proprio nel momento inaspettato. Il dono, anche se diverso da come lo avevamo immaginato, resta autentico. E allora l’unica parola rimasta è “grazie”. Grazie Signore, con umiltà e gioia ti ringraziamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste sono le parole di Zaccaria, servitore di Dio ormai vecchio e stanco, che con sua moglie Elisabetta riceve il dono di un figlio in tarda età, Giovanni, che poi sarà conosciuto come il Battista. Zaccaria è incredulo, ormai scoraggiato, non vede come l’angelo che gli annuncia la nascita possa essere reale, ma la promessa è vera e il bambino nasce. La gioia di Zaccaria ed Elisabetta si manifesta nell’esprimere lode a Dio per la Sua benevolenza nei loro confronti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche oggi noi siamo invitati a credere alla promessa di Dio. Allora proviamo a trovare un dono nella nostra vita, anche piccolo, forse inaspettato, per cui possiamo dire: grazie! Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/02/23/esprimere-ringraziamento-a-dio/">Esprimere ringraziamento a Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dio è il Dio della svolta</title>
		<link>https://riforma.it/2026/01/09/dio-e-il-dio-della-svolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elizabeth Green]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jan 2026 08:26:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Geremia]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Geremia 31, 13 &#160; &#160; &#160; “Per tutto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Geremia 31, 13</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Dice il Signore: «Io muterò il loro lutto in gioia, li consolerò, li rallegrerò liberandoli dal loro dolore»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Geremia 31, 13</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>La nostra speranza nei vostri riguardi è salda, sapendo che, come siete partecipi delle sofferenze, siete anche partecipi della consolazione</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>II Corinzi 1, 7</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div style="height:0px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Per tutto c’è il suo tempo” dice Qo’elet “un tempo per fare cordoglio e un tempo per ballare”. Nella storia dell’antico popolo di Israele i tempi si alternavano alle fortune del popolo. Se per i saggi tal alternarsi faceva parte dei ritmi della creazione stessa, per i profeti esso era regolato da un rapporto di causa e effetto tra il popolo e Dio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sia come sia, non c’è dubbio che nella storia dei popoli, come nella storia delle nostre vite, la sorte si alterna. A volte pensiamo di discernerne il perché, altre volte alziamo le braccia increduli, impotenti, disperati, arrabbiati. Eppure… a questa giostra sulla quale ci troviamo tutti, persone e nazioni, arrivano parole di conforto e di speranza. &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, perché le Scritture annunciano un Dio che (dall’interno o dall’esterno della creazione, non stiamo qui a discutere), è in grado di “mutare il nostro lutto in gioia” e di “rallegrarci liberandoci del nostro dolore”. La testimonianza biblica è unanime, <em>Dio è il Dio della svolta</em>. Poiché Dio “chiama all’esistenza le cose che non sono” (Rm 4, 17), per Dio nulla è impossibile. Perciò, come scrive Geremia, è in grado di salvarci “dalla mano più forte di noi”, non importa di chi è quella mano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se avete tempo, leggete almeno i primi 14 versetti di questo capitolo per scoprire come l’amore di Dio agisce in modo centripeto. Perché Dio, invece di disgregare le persone (il cieco e lo zoppo, le donne incinte, i giovani, le giovani e le persone anziane) le aggrega nel movimento circolare della danza! Infatti, mentre l’esperienza ci insegna che la sofferenza e il cordoglio ci isolano (a casa, negli ospedali, nel rifugio per anziani, in carcere) separandoci gli uni dagli altri, la speranza, la gioia e la liberazione hanno l’effetto opposto. Ci uniscono: “Io sarò il Dio di tutte le famiglie d’Israele, ed esse saranno il mio popolo”, dice il Signore. “Insieme, viviamo la vita” recita un canto. Amen!</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/01/09/dio-e-il-dio-della-svolta/">Dio è il Dio della svolta</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dio desidera la nostra gioia</title>
		<link>https://riforma.it/2025/11/07/dio-desidera-la-nostra-gioia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Squitieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Nov 2025 07:51:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[sofferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 40, 16 &#160; &#160; La parola del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Salmo 40, 16</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gioiscano e si rallegrino in te quelli che ti cercano</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 40, 16</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi! </strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 19, 38</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La parola del salmista ci introduce nel cuore del Vangelo. Dio desidera la nostra gioia, non una gioia passeggera fatta di emozioni che svaniscono, ma una gioia vera e duratura che nasce dall’amore di Dio. È una gioia che non dipende dalle circostanze, ma dall’incontro con Colui che è la sorgente della vita. Gesù disse: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa” (Gv 15, 11). Tutto l’Evangelo è, in fondo, un annuncio di felicità. Dio si fa vicino, entra nella nostra storia e ci mostra che la vera vita è comunione con lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La gioia cristiana non ignora la fatica, la sofferenza e le lacrime. Chi cerca Dio non fugge dalle prove, ma le affronta con speranza e fiducia. La gioia del Vangelo è sapere che non siamo soli e che Dio ogni giorno ci accompagna con la sua mano. Per questo “gioiscono e si rallegrano in lui quelli che lo cercano”, perché comprendono che la felicità non è qualcosa da possedere, ma comunione personale con Dio, fonte di ogni bene. Come afferma Agostino d’Ippona: “Il cuore umano è inquieto finché non riposa in Dio”. Quando il cuore si apre a Dio e smette di cercare altrove ciò che solo il suo amore può donare, nasce una pace vera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Accogliamo allora il Vangelo, viviamolo con semplicità, fiducia e perseveranza. Così la nostra vita, anche nella prova, diventerà un canto di gioia e una testimonianza dell’amore di Dio. Dove c’è Cristo c’è la vera gioia, quella che nulla e nessuno potrà mai togliere dal cuore di chi crede. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/11/07/dio-desidera-la-nostra-gioia/">Dio desidera la nostra gioia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Parola di Dio in movimento</title>
		<link>https://riforma.it/2025/10/15/la-parola-di-dio-in-movimento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maliq Meda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2025 06:58:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[movimento]]></category>
		<category><![CDATA[Parola]]></category>
		<category><![CDATA[tornare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Isaia 55, 12a &#160; &#160; Il capitolo 55...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un giorno una parola – commento a Isaia 55, 12a</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Sì, voi partirete con gioia e sarete ricondotti in pace</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 55, 12a</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Or i settanta tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore,&nbsp; anche i demòni ci sono sottoposti nel tuo nome». Ed egli disse loro: «Non vi rallegrate perché gli spiriti vi sono sottoposti, ma rallegratevi perché i vostri nomi sono scritti nei cieli»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 10, 18; 18, 20</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il capitolo 55 di Isaia è tutto intessuto di movimento. È il movimento di Dio verso il suo popolo, della sua Parola verso la terra, e poi del popolo che, finalmente libero, si mette in cammino. Non c’è immobilità: la Parola va, gli esuli partono, la Parola torna, gli esuli tornano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Parola di Dio, dice Isaia, scende come pioggia e neve dal cielo. Viene da un “altrove”, non nasce da noi. Viene verso la nostra aridità, entra nel nostro tempo, irriga la nostra terra. E porta frutto. È una Parola che non rimane sospesa nell’alto, ma scende, si fa vicina, si fa carne. Lo stesso movimento che riconosciamo in Cristo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così come la Parola parte da Dio e viene a noi, così anche gli esuli partono. «Voi partirete con gioia» dice il profeta. Non più prigionieri, ma messi in cammino verso un futuro nuovo. La liberazione che il Signore compie non è solo uscita dal giogo dell’oppressione: è liberazione <em>per</em>, per la gioia di una vita riconciliata con Dio e con gli altri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Parola non solo va, ma anche torna. «Non ritornerà a me senza effetto». Essa compie la sua missione e ritorna a Dio portando con sé il frutto che ha generato. È un movimento circolare: uscita e ritorno, invio e compimento. E qui troviamo la radice del nostro shalom: la Parola non si perde, non si disperde, ma torna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così anche gli esuli non solo partono, ma tornano. «Sarete ricondotti in pace». Il loro andare si compie nel tornare. Non un ritorno qualsiasi, ma un ritorno custodito dalla pace di Dio, dallo <em>shalom</em> che è pienezza, armonia, riconciliazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andare e tornare. La Parola e il popolo condividono lo stesso ritmo. Tutto questo dice che la storia non è un cammino disperso, senza meta. È un movimento custodito dal Signore, che accompagna l’andare con la gioia e il tornare con la pace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E anche per noi è così. La nostra vita è un continuo partire: lasciamo luoghi, relazioni, stagioni, certezze. Ma la promessa di Dio è che ogni nostro partire non è senza scopo, perché siamo sempre ricondotti. Ricondotti in pace. Lo <em>shalom</em> di Dio plasma il nostro tempo e il nostro spazio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Andare e tornare: questo è il respiro della fede. Camminiamo con la gioia che nasce dalla Parola che ci raggiunge, e torniamo con la pace che nasce dalla Parola che compie la sua missione. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/10/15/la-parola-di-dio-in-movimento/">La Parola di Dio in movimento</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Shabbat, il giorno di riposo</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/11/shabbat-il-giorno-di-riposo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Platone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2025 07:56:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[riposo]]></category>
		<category><![CDATA[Shabbat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Esodo 20, 9-10&#160;&#160;&#160;&#160;&#160;&#160; &#160; Lavora sei giorni e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Esodo 20, 9-10<strong>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro,&nbsp;ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al Signore Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Esodo 20, 9-10&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gesù domandò loro: «È permesso, in un giorno di sabato, fare del bene o fare del male? Salvare una persona o ucciderla?»</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Marco 3, 4</strong></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><iframe title="Un giorno una Parola: 11 giugno" src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=66479126&amp;theme=light&amp;chapters-image=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando leggiamo l’osservanza del giorno del riposo prevista nei dieci comandamenti, indossiamo gli occhiali del Nuovo Testamento. Per esempio, l’affermazione di Gesù rivolta ai farisei che stavano rimproverando i suoi discepoli di strappare spighe per mangiarle in giorno di sabato dice loro che: <em>Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato; perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del Sabato</em> (Mc. 2, 23 sgg).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si potrebbe intendere che noi cristiani siamo superiori alla legge mosaica. Tra i tanti episodi che mettono in cattiva luce il sabato, ricordo quello della guarigione dell’uomo dalla mano secca operata in sinagoga da Gesù che dirà ai suoi detrattori: <em>È permesso in un giorno di sabato fare del bene o del male? Salvare una persona o ucciderla? </em>L’ebreo Gesù sta qui smentendo la legge del Sinai? A ben guardare la polemica riguarda l’aspetto formale con cui viene inteso il comandamento. Succede sempre quando la forma prende il sopravvento sui contenuti, perdendo così il significato originario del comandamento. Ed era quello che succedeva in quei lontani anni per una parte degli ebrei osservanti.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà il giorno del riposo rappresenta un dono da parte di Dio che riguarda tutti. Più che cancellare l’indicazione mosaica occorre coglierne l’autenticità. La critica di Gesù è rivolta verso chi pretende di manipolare le indicazioni fondamentali per ridurle ad un rito formale, facile da disattendere. <em>Shabbat</em> in ebraico significa smettere, fermarsi. Ben prima di Mosè Dio stesso dopo aver creato il mondo si riposò. Gli umani che sono stati creati ad immagine di Dio nel loro agire sono chiamati, periodicamente, a fermarsi nel loro fare. Non è un semplice intervallo ma un tempo di gioia, di festa, di riconoscenza. È un limite, che occorre porre al nostro dominio sul mondo. Non è un obbligo ma una necessità. Di più: è un insegnamento che a ben comprenderlo apre il cuore alla gioia, alla libertà e alla riconoscenza verso Colui che vuole liberarci da deliri di onnipotenza. Rendendoci liberi di celebrare il tempo che verrà. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/11/shabbat-il-giorno-di-riposo/">Shabbat, il giorno di riposo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>«Eucarestia continua»</title>
		<link>https://riforma.it/2024/06/26/eucarestia-continua/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Maria Negro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jun 2024 07:31:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[grazie]]></category>
		<category><![CDATA[pregare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 18   Ricordatevi dei prodigi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 18</h5>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=60500053&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Ricordatevi dei prodigi fatti da lui, dei suoi miracoli e dei giudizi della sua bocca</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Salmo 105, 5</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>In ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>I Tessalonicesi 5, 18</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Questo invito a una «eucarestia continua», cioè a un incessante rendimento di grazie (il verbo è <em>eucharistéo</em>) è inserito in una serie di brevi frasi all’imperativo che vanno dal v. 16 al 22, e che hanno una curiosa struttura, in quanto in ciascun invito c’è almeno una parola che, nel testo greco, inizia con la lettera «p» (<em>pàntote</em> = sempre, v. 16; <em>proseùchesthe</em> = pregate, v. 17; <em>en</em> <em>pantì</em> = in ogni cosa, v. 18; <em>pneùma</em> = spirito, v. 19; <em>profeteìas</em> = profezie, v. 20; <em>pànta</em> = ogni cosa, v. 21; <em>apò pantòs</em> = da ogni, e <em>poneroù</em> = male v. 22). Questa specie di «scioglilingua» ha probabilmente una ragione mnemonica, serviva cioè a memorizzare facilmente una lista di precetti, che forse costituiscono un «primo esempio di ordinamento ecclesiastico» (Beverly Roberts Gaventa, <em>I e II Tessalonicesi</em>, Claudiana 2013, p. 96).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Quello a rendere grazie è dunque il terzo precetto della lista, dopo l’invito a essere gioiosi e a pregare incessantemente. I tre «precetti» sono strettamente collegati: la gioia deriva dalla consapevolezza di essere salvati, la preghiera incessante è certamente una preghiera di supplica ma in gran parte di rendimento di grazie per ciò che Dio ha fatto in nostro favore in Cristo Gesù (è “la volontà di Dio in Gesù Cristo”, v. 18b).</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Va notato che l’invito non è a rendere grazie <em>per</em> ogni cosa, ma <em>in</em> ogni cosa: in ogni circostanza – anche la più difficile – della nostra esistenza siamo invitati a rendere grazie a Colui che non ci lascia soli ma ci fortifica («Io posso ogni cos in colui che mi fortifica», Filippesi 4, 13; «Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze», I Corinzi 10, 13). Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/06/26/eucarestia-continua/">«Eucarestia continua»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il motivo della gioia senza fine</title>
		<link>https://riforma.it/2024/05/13/il-motivo-della-gioia-senza-fine/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gregorio Plescan]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 07:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giovanni 16, 22 Così parla il Signore: «Trattieni la...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 style="font-weight: 400;"><strong>Un giorno una parola – commento a Giovanni 16, 22</strong></h5>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=59856291&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Così parla il Signore: «Trattieni la tua voce dal piangere, i tuoi occhi dal versare lacrime; poiché l’opera tua sarà ricompensata»</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Geremia 31, 6</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Gesù ha detto: <em><strong>«Voi siete ora nel dolore; ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia»</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Giovanni 16, 22</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’esperienza del fallimento storico di Gesù è sicuramente stata un terribile trauma per i suoi seguaci – che sappiamo essere stati più dei dodici discepoli di cui sono conservati i nomi: pensiamo a Lazzaro, a Marta e Maria. Se aggiungiamo che l’arresto di Gesù è avvenuto a causa del tradimento di Giuda Iscariota, il quadro del dramma si completa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Dall’Evangelo di Giovanni abbiamo l’impressione che Gesù stesso fosse consapevole di tutto ciò: nei lunghi discorsi d’addio che il Quarto Evangelo riporta, percepiamo la preoccupazione del Cristo. Non è un timore per il suo destino personale, per il futuro del suo gruppo, ma per il fatto che il dolore per la delusione travolga chi ha riposto fiducia in lui. Per questo motivo Gesù vuole rassicurare i discepoli, ricordando loro che l’afflizione lascerà spazio a una gioia completa: l’annuncio della risurrezione, la Pentecoste. Questa sottolineatura è importante, perché ci ricorda un aspetto fondamentale dell’azione del Signore: non essere mai autoreferenziale, indirizzare il suo sguardo verso gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Parafrasando la felice immagine dell’apostolo Paolo in Filippesi 2, 6-11, Gesù non basta a se stesso, la sua preoccupazione si proietta oltre la propria sofferenza fisica e spirituale, per diventare compassione senza limiti per l’umanità, per il creato. Al di là di ogni definizione dogmatica astratta, questa è una distinzione insuperabile tra noi e Gesù: i nostri atti, le nostre preoccupazioni – anche le più nobili – sono sempre viziate da un retrogusto di egoismo. Nella vita di Gesù no. È questo il motivo della gioia senza fine che viene dalla fede. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/05/13/il-motivo-della-gioia-senza-fine/">Il motivo della gioia senza fine</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>La nostra gioia è nel Signore</title>
		<link>https://riforma.it/2024/05/09/la-nostra-gioia-e-nel-signore-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Adamo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 07:06:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[lode]]></category>
		<category><![CDATA[relazione con Dio]]></category>
		<category><![CDATA[ringraziamento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 16 Il Signore li aveva...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 16</h5>
<blockquote><p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=59856289&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Il Signore li aveva rallegrati</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Esdra 6, 22</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Siate sempre gioiosi</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>I Tessalonicesi 5, 16</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La gioia che nasce dalla relazione con il Signore anima la vita personale e sociale dei cristiani e delle cristiane, oltre il loro temperamento, pessimista o ottimista che sia.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’esortazione alla gioia appartiene agli ammonimenti finali della Lettera ai Tessalonicesi e qui ricordiamo i versetti immediatamente successivi: «<em>17</em><em> non cessate mai di pregare; 18 in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi».</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La gioia è riferita alla relazione con Dio ed è collegata alla preghiera e al rendimento di grazie, che è ringraziamento e lode al Signore per la sua opera di salvezza in Cristo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Comprendiamo le motivazioni della gioia anche dal testo di Esdra, in cui i reduci dall’esilio a Babilonia possono nuovamente celebrare la Pasqua nel primo nucleo dell’edificio che sarà più avanti il nuovo Tempio. La travagliata questione dell’autorizzazione alla ricostruzione del Tempio si sblocca quando Dario fa cercare negli archivi imperiali l’editto di Ciro, che è ritrovato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Tutti gli eventi positivi sono attribuiti all’azione di Dio che ha un progetto di salvezza per il popolo.</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">La sorgente della gioia è in Dio e nella relazione con lui. Osservando la realtà attorno a noi avremmo ben poche ragioni di essere gioiosi; guerre e ingiustizie abbondano come sempre, travolgendo soprattutto i più deboli. La relazione con il Signore ci permette di vedere oltre le nebbie delle avversità. L’esortazione nasce dalla considerazione che Dio è arrivato fino a noi e la sua Parola agisce ancora. Nella preghiera e nella lode noi siamo di fronte a lui, non minacciati né rifiutati, bensì accolti e oggetto della sua cura, spesso attraverso percorsi a noi sconosciuti, ma meravigliosamente svelati per l’azione dello Spirito Santo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dietrich Bonhoeffer scrisse dal carcere in occasione del Capodanno del 1945: «Circondato fedelmente e silenziosamente da forze benigne, custodito e confortato meravigliosamente». Amen.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La gioia di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/27/la-gioia-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean-Félix Kamba Nzolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 08:11:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[misericordia di Dio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=43738</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 15, 7 &#160; &#160; Lavami da tutte...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><strong>Un giorno una parola – commento a Luca 15, 7</strong></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=58822298&amp;theme=light&amp;playlist=false" width="100%" height="200px" frameborder="0"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Lavami da tutte le mie iniquità e purificami dal mio peccato</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Salmo 51, 2</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong> </strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Vi dico che, allo stesso modo, ci sarà più gioia in cielo per un solo peccatore che si ravvede che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento</strong></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><strong>Luca 15, 7</strong></em></p>
</blockquote>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">L’atteggiamento di Gesù che accoglie i peccatori e mangia con loro, provocando l’indignazione dei farisei e degli scribi, indica la via dell’accoglienza del diverso e del dialogo come una possibile via per il superamento delle divisioni e contrapposizioni tra gli esseri umani. Certo è che l’accoglienza praticata da Gesù riveste un significato molto diverso: il suo comportamento verso i peccatori serve a manifestare la misericordia di Dio, davanti a cui le nostre divisioni e discriminazioni cessano di esistere, in quanto tutti gli esseri umani sono per davvero uguali in quanto sue creature. Non sorprende la caratteristica dell’inclusione usata dall’evangelista Luca, il quale presenta un parallelo tra una parabola riguardante un uomo che ritrova la sua pecora che era perduta con un’altra parabola riguardante una donna, che, avendo perso una delle sue dieci monete d’argento, la cerca accuratamente finché non la trova.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">In entrambe le parabole, il ritrovamento sia della pecora sia della moneta dà luogo ad una festa con gli amici e i vicini. E Gesù paragona questa gioia alla gioia che è in cielo per la conversione di un solo peccatore. Questo basta per dirci quanto ogni essere umano è importante per Dio, che non si dà pace finché non lo salva. Gesù vuol dirci anche che, Dio vuole che viviamo costantemente alla sua presenza, e che soffre per ogni nostro allontanamento. Dovremmo soffrire anche noi ogni volta che il peccato ci allontana da Dio, e ravvederci, chiedendo a Dio di essere lavati dalle nostre iniquità e purificati dalle nostre colpe per poter vivere alla presenza di Dio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400; text-align: justify;">Secondo Pascal, la Bibbia racconta di un’unica ricerca appassionata dell’essere umano da parte di Dio. Più avanti sempre nel Vangelo di Luca al capitolo 19, nella sua conversazione con Zaccheo, un uomo ricco e capo dei pubblicani, Gesù dice che il “Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto”. Gesù è venuto per salvare e raccogliere ciò che il mondo e la religione hanno condannato e perso, o meglio ciò che noi abbiamo condannato e perso con i nostri giudizi che lasciano poco spazio all’accoglienza e alla misericordia. Rimarremo indifferenti alla gioia di Dio?</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/27/la-gioia-di-dio/">La gioia di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
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