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	<title>frontiere - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Mon, 28 Jul 2025 07:19:43 +0000</lastBuildDate>
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	<title>frontiere - Riforma.it</title>
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		<title>Frontiera franco-italiana nelle Alpi: una valanga di violazioni dei diritti</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/28/frontiera-franco-italiana-nelle-alpi-una-valanga-di-violazioni-dei-diritti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2025 07:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[la cimade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un report delle difficili condizioni che le persone devono affrontare fra le montagne al confine...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2025/07/28/frontiera-franco-italiana-nelle-alpi-una-valanga-di-violazioni-dei-diritti/">Frontiera franco-italiana nelle Alpi: una valanga di violazioni dei diritti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<h5>Un report delle difficili condizioni che le persone devono affrontare fra le montagne al confine fra i due Paesi</h5>
<p class="wp-block-paragraph"> </p>
<p>Nelle Alpi al confine fra Italia e Francia le pratiche illegali delle autorità costringono le persone migranti in transito a correre ogni rischio per attraversare la frontiera, che rimane pericolosa nonostante la fine dell&#8217;inverno.</p>
<p>C&#8217;è anche la storia associazione protestante francese, &#8220;La Cimade&#8221;, fra i firmatari di un report che racconta lo stato dell&#8217;arte sul fronte delle migrazioni in questo angolo occidentale d&#8217;Italia.</p>
<p> </p>
<p>«Dal novembre 2024, le nostre associazioni &#8211; si legge nel testo &#8211; hanno constatato un deterioramento del rispetto dei diritti e hanno allertato le autorità sulle pratiche illegali commesse ai danni delle persone in esilio. Nelle ultime settimane, molte famiglie e donne sole con bambini si sono trovate in pericolo. Ma l&#8217;unica risposta sul campo è stata l&#8217;invio di una compagnia di polizia francese per rafforzare la sicurezza in montagna».</p>
<p> </p>
<p>Respingimenti, messa in pericolo, negazione dei diritti: da otto anni, le associazioni firmatarie &#8211; Tous Migrants, Anafé, Médecins du Monde e le associazioni riunite nel progetto CAFI (Coordinamento delle azioni alle frontiere interne, che include Amnesty International Francia, La Cimade, Médecins du Monde e Secours Catholique-Caritas Francia) – documentano le pratiche delle forze dell&#8217;ordine e allertano le autorità sulle conseguenze delle politiche migratorie alla frontiera. A livello locale, individui solidali stanno organizzando pattugliamenti, con Tous Migrants e Médecins du Monde, per fornire assistenza alle persone esiliate in difficoltà in Francia una volta attraversato il confine.</p>
<p><br />«Le nostre scoperte degli ultimi mesi sono, ancora una volta, allarmanti &#8211; prosegue il testo -. Molte persone vengono respinte in Italia violando i loro diritti fondamentali, comprese alcune che hanno espresso il desiderio di chiedere asilo. È il caso di una donna eritrea con il suo bambino che, nonostante la sua domanda di asilo presentata al valico di frontiera di Monginevro, è stata rimpatriata in Italia più volte nel maggio 2025. Un uomo sudanese ha testimoniato il 22 maggio di aver trascorso più di 22 ore in questura prima di essere rimpatriato in Italia, nonostante la sua domanda di asilo.</p>
<p> </p>
<p>Tra febbraio e novembre 2024 si era registrato un miglioramento nel rispetto del diritto d&#8217;asilo, ma da allora le pratiche presso la polizia di frontiera di Monginevro sono nuovamente peggiorate considerevolmente:</p>
<p><br />&#8211; Colloqui rapidi e non personalizzati;<br />&#8211; Mancanza di informazioni sull&#8217;accesso a un avvocato, un interprete o un medico;<br />&#8211; Rimpatri in Italia senza notifica delle procedure e delle decisioni a cui le persone sono state sottoposte per esercitare il loro diritto di ricorso;</p>
<p>&#8211; Situazioni di elevata vulnerabilità non affrontate;<br />&#8211; Condizioni indegne di privazione della libertà, risposte minime per l&#8217;accesso a cibo e acqua;</p>
<p>-Procedure vaghe e arbitrarie, in particolare per quanto riguarda le questioni sanitarie.</p>
<p><br />Il freddo e il rischio di congelamento hanno nuovamente aggravato quest&#8217;anno i pericoli insiti nel territorio montuoso del Monginevro. Per molte persone, sono state le pratiche delle autorità francesi a spingerle a optare per percorsi più pericolosi, come testimonia la storia raccolta quest&#8217;inverno dalle nostre associazioni: &#8220;Una donna isolata con due bambini piccoli si è rivolta direttamente alla polizia di frontiera per chiedere asilo. È stata respinta, ha tentato di nuovo l&#8217;attraversamento, denunciandosi nuovamente alla polizia. È stata respinta di nuovo e ha finito per attraversare le montagne su sentieri molto più remoti e pericolosi per lei e i suoi bambini piccoli, nonostante la sua preoccupazione e apprensione.&#8221; »</p>
<p> </p>
<p>Nelle ultime settimane, un numero maggiore di donne con bambini piccoli, a volte neonati, donne incinte e famiglie ha tentato di attraversare il confine.</p>
<p><br />«I controlli di polizia, prendendo di mira solo le persone in transito, aggravano i pericoli dei già lunghi e ardui viaggi migratori, sia per la salute fisica che mentale. Abbiamo documentato situazioni di inseguimenti avviati dalle forze dell&#8217;ordine, anche in prossimità di precipizi estremamente pericolosi e nel buio più totale della notte. Durante l&#8217;inverno, abbiamo ripetutamente inviato lettere alle autorità locali per segnalare le nostre preoccupazioni in merito alla messa in pericolo di persone, denunciato le violazioni dei diritti umani osservate alla frontiera e condannato gli ostacoli al nostro lavoro. Alcune delle nostre associazioni hanno anche chiesto la chiusura di sentieri pericolosi per prevenire ulteriori tragedie, senza tuttavia ricevere finora alcuna risposta dal Comune di Briançon. Invitiamo le autorità competenti a rispettare il diritto internazionale, i diritti fondamentali di tutti e la decisione del Consiglio di Stato del 2 febbraio 2024 che stabilisce il quadro giuridico applicabile alla frontiera, cessando di respingere le persone che desiderano chiedere asilo e ponendo fine a tutte le pratiche di arresto pericolose in montagna, affinché le persone in esilio non siano più costrette a percorrere percorsi sempre più pericolosi, talvolta mortali».</p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph"> </p>
<p>


</p>


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		<item>
		<title>Frontiera italo-francese: tornano i respingimenti</title>
		<link>https://riforma.it/2024/12/13/frontiera-italo-francese-tornano-i-respingimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Dec 2024 07:03:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tous migrants]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo alcuni mesi di una politica di controllo più rispettosa, le associazioni tornano a denunciare...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Dopo alcuni mesi di una politica di controllo più rispettosa, le associazioni tornano a denunciare espulsioni forzate e mancato rispetto dei diritti delle persone in transito</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Mentre avevamo constatato, a partire da febbraio 2024, un’evoluzione verso pratiche di polizia più rispettose del diritto d’asilo alla frontiera franco-italiana delle Hautes-Alpes (confine fra Piemonte e Francia), deploriamo la recrudescenza, dall’inizio di novembre, di metodi operativi contrari alle norme internazionali, al diritto europeo e francese. Queste pratiche di respingimento negano il diritto fondamentale di tutti e tutte a poter chiedere asilo sul territorio di un Paese dove non si trovano in pericolo. I diritti vengono violati quotidianamente alla frontiera, non aspettiamoci l&#8217;ennesima tragedia in montagna per allertare le persone sulla situazione e sulle sue conseguenze. Le alternative esistono, come hanno dimostrato gli ultimi mesi».</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Apre così il periodico resoconto che l’associazione umanitaria<strong><em> Tous Migrants</em></strong> dedica alla situazione migratoria.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Grazie al contenzioso portato avanti da anni da diverse associazioni a difesa dei diritti delle persone in esilio, il 21 settembre 2023 è stata emessa dalla Corte di Giustizia dell&#8217;Unione Europea (CGUE) un&#8217;importante sentenza, successivamente ripresa dal Consiglio di Stato transalpino il 2 febbraio 2024. Non avendo consentito di rimettere in discussione il continuo ripristino del controllo alle frontiere interne da parte dei governi francesi che si sono succeduti a partire dal 2015, in totale violazione delle norme europee, queste sentenze hanno tuttavia confermato l&#8217;illegittimità delle pratiche applicate lungo in confini e ha quindi consentito una modifica delle procedure applicate alla frontiera. In questa occasione il Consiglio di Stato ha ricordato anche e soprattutto l&#8217;obbligo dello Stato di rispettare il diritto di asilo alla frontiera.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">È così che per un breve periodo, tra febbraio e novembre 2024, la maggior parte degli esuli che desideravano chiedere asilo in Francia e che si presentavano alla frontiera di Monginevro sono stati ammessi in territorio francese. «Tuttavia, le violazioni dei diritti non erano tutte cessate<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>ma la polizia di frontiera (PAF) ha finalmente rispettato il diritto nazionale e internazionale in materia di asilo» si legge nel testo dell&#8217;organizzazione umanitaria transforntaliera.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Questa relativa tregua è stata purtroppo solo di breve durata. Lo temevamo, e non è una vera sorpresa: abbiamo osservato dall’inizio di novembre 2024 un aumento molto forte delle riammissioni (cioè delle espulsioni) in Italia di persone in transito, molte delle quali volevano chiedere asilo in Francia. Tutto suggerisce che le pratiche delle polizie e le direttive che ricevono dalle loro autorità di controllo hanno preso una nuova svolta per avvicinarsi ai metodi operativi repressivi attuati in altri valichi della frontiera franco-italiana (Mentone, tunnel del Fréjus.. .), in un contesto di moltiplicazione degli annunci di sicurezza da parte del governo».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Secondo le testimonianze raccolte tra i respinti, le richieste di asilo sono state semplicemente ignorate oppure le condizioni del colloquio non erano idonee (assenza di interpreti, incontri frettolosi, per esempio). «Ciò secondo pratiche e valutazioni che sembrano del tutto casuali. Per altre persone non coperte dalla procedura di asilo, constatiamo anche il mancato rispetto di diversi diritti, in particolare relativi alla detenzione amministrativa. Le conseguenze ci sono già. Per cercare di sfuggire al rischio di respingimento, invece di presentarsi alla postazione del PAF come è avvenuto negli ultimi mesi, le persone stanno tornando ad attraversare le montagne. A vento, neve e temperature gelide si aggiungono i pericoli della montagna, che a inizio stagione sono particolarmente elevati. Sul percorso sono state trovate persone alle prese con problemi di congelamento, curati dalle équipe di <em>Refuges Solidaires</em> e Medici del Mondo nell’area del Monginevro e di Briançon, con ricovero in ospedale per i casi più gravi negli ultimi giorni. Dall&#8217;inizio della stagione sono già intervenuti anche i servizi di soccorso alpino».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Siamo preoccupati per le conseguenze di questi cambiamenti nelle pratiche di frontiera sulla salute fisica e mentale delle persone che tentano di attraversare il confine. Questa preoccupazione è alimentata dal recente passato: arresti a sorpresa da parte della polizia in montagna, inseguimenti, molteplici tentativi di attraversamento, stanchezza legata ad attraversamenti difficili, incidenti mortali come nel 2023. La repressione e la criminalizzazione alle frontiere sono sempre accompagnate da pericoli e tragedie. A riprova, il periodo febbraio-novembre 2024 ha visto diminuire il numero degli incidenti gravi e delle sofferenze psichiche.Per evitare nuove conseguenze drammatiche, chiediamo la fine immediata di queste politiche migratorie repressive, illegali, illegittime e pericolose e il rispetto dei diritti delle persone in esilio alla frontiera franco-italiana».</span></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/12/13/frontiera-italo-francese-tornano-i-respingimenti/">Frontiera italo-francese: tornano i respingimenti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L&#8217;Europa si barrica, ma per sopravvivere ha bisogno dei lavoratori stranieri</title>
		<link>https://riforma.it/2024/10/18/leuropa-si-barrica-ma-per-sopravvivere-ha-bisogno-dei-lavoratori-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2024 09:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cimade]]></category>
		<category><![CDATA[frontiere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli accordi con Stati esterni all&#8217; Unione e le chiusure delle frontiere rappresentano obbrobi giuridici...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>


</p>
<h5>Gli accordi con Stati esterni all&#8217; Unione e le chiusure delle frontiere rappresentano obbrobi giuridici e morali</h5>
<p class="wp-block-paragraph"> </p>
<p>La decisione è stata una sorpresa. Il 9 settembre la ministra degli Interni tedesco, la socialdemocratica Nancy Faeser, ha annunciato l&#8217;intenzione di ristabilire, a partire dal 16 settembre, controlli temporanei a tutte le frontiere terrestri della Germania, per rafforzare la lotta contro l&#8217;immigrazione clandestina.</p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph">In un contesto che vede i partiti di estrema destra trionfare in varie elezioni regionali il governo del cancelliere Olaf Scholz sta inasprendo sempre più la sua politica migratoria. In Italia e Ungheria i governi di Giorgia Meloni e Viktor Orban hanno adottato misure volte a ridurre drasticamente l’ingresso dei migranti. Proprio in questi giorni è divenuto operativo il protocollo fra Italia e Albania per la gestione delle persone migranti fuori dai confini dell&#8217;unione Europea. Il nuovo governo francese ha appena annunciato di voler mettere di nuovo mano alla legge sull&#8217;immigrazione (la 33esima dal 1980!) ovviamente in una chiave ancora più restrittiva.  L’11 luglio il Parlamento polacco ha adottato una legge che esenta da ogni responsabilità il personale militare che utilizza le armi ai confini con Bielorussia e Russia, soggetti a forte pressione migratoria.</p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph"> </p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph">L’inasprimento generalizzato delle politiche migratorie europee non è un fenomeno nuovo, ma si sta intensificando, secondo Marie-Laure Basilien-Gainche, professoressa di diritto pubblico all’Università di Lione 3 e membro del Convergences Migrations Institute, raggiunta dai colleghi del giornale francese Réforme: «Alla fine degli anni ’90, con i vertici europei di Tampere, L’Aia e Stoccolma, l’equilibrio politico tra la tutela dei diritti dei migranti e la chiusura delle frontiere ha cominciato a pendere a favore di quest’ultima». Basilien-Gainche sottolinea che questa tendenza si è ulteriormente rafforzata nel 2015-2016, anni segnati dall’arrivo massiccio di rifugiati siriani, ma anche eritrei e afghani. Solo nel mese di aprile 2015, più di 1.200 persone sono annegate al largo delle coste greche. «Dal 2015, la Francia ha ristabilito i controlli alle frontiere interne ogni sei mesi, in particolare con l’Italia e, più recentemente, con la Spagna. Siamo così abituati che non ci prestiamo nemmeno più attenzione», osserva.</p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph"> </p>
<p>



</p>
<p class="wp-block-paragraph">Due tendenze attuali preoccupano particolarmente Cimade, storica associazione transalpina di matrice protestante a sostegno dei migranti: l’aumento della violenza alle frontiere e lungo le rotte migratorie, che talvolta tendono a legalizzarsi, come in Polonia per l&#8217;appunto. Cimade denuncia anche i tentativi di diversi Stati membri di istituzionalizzare l&#8217;esternalizzazione delle domande di asilo. «In Italia, il governo di Giorgia Meloni ha raggiunto un accordo con l&#8217;Albania affinché le persone soccorse nel Mediterraneo non vengano sbarcate in Italia, ma in Albania, dove verranno indirizzate verso centri finanziati dall&#8217;Italia e dove verrà trattata la loro richiesta di asilo».</p>
<p> </p>
<p>E critica il Patto europeo su migrazione e asilo, adottato in via definitiva il 14 maggio. “«Questo vasto corpus di testi prevede che le persone in esilio che arrivano alle frontiere esterne dell’Unione siano tutte sottoposte a una procedura di screening, comprese le famiglie e i bambini. In soli sette giorni dovrebbe essere effettuato uno screening per determinare chi ha diritto a chiedere asilo in Europa, sulla base di un criterio di nazionalità», spiega Lydie Arbogast responsabile delle questioni europee presso Cimade. A suo avviso, istituzionalizzare la profilazione per nazionalità invece di garantire un esame individuale e qualitativo è contrario allo spirito della Convenzione di Ginevra. Aggiunge che questa pratica è già osservabile negli “hotspot”, questi centri per migranti istituiti alle frontiere esterne meridionali dell’Unione europea (UE) a partire dal 2015. Gli Stati membri hanno ora due anni per attuare il Patto su migrazione e asilo.</p>
<p> </p>
<p>Oltre all’inasprimento della legislazione sull’immigrazione, particolarmente marcato nell’ultimo decennio, l’estrema destra sta guadagnando influenza alla guida di diversi paesi europei. Oltre che in Italia e Ungheria, è salita al potere nei Paesi Bassi e in Finlandia, all’interno di coalizioni governative.</p>
<p> </p>
<p>Nonostante trent’anni di politiche migratorie più severe, l’immigrazione continua a crescere. Nel 2022, secondo gli ultimi dati Eurostat, sono arrivati ​​nell’Unione Europea 5,1 milioni di immigrati provenienti da paesi terzi, rispetto ai 2,4 milioni del 2021 e ai 2,7 milioni del 2019 (prima della crisi Covid). Le principali destinazioni di questi migranti nel 2022 sono state la Germania (2,1 milioni di persone) e la Spagna (1,3 milioni), seguite da Italia e Francia (circa 400.000). Nello stesso anno, a 143.000 cittadini di paesi extra-UE è stato rifiutato l’ingresso a una delle frontiere esterne. «Finora i tentativi di limitare i flussi migratori non hanno mai realmente portato a una riduzione del numero degli arrivi. L’inasprimento delle politiche migratorie ha come effetto principale quello di mettere sotto pressione i migranti e di indebolirli, rendendo, ad esempio, sempre più difficile il rinnovo dei loro documenti», spiega Thomas Lacroix del Cnrs, il Centro nazionale ricerca scientifica francese, e  specialista in migrazioni. Interpellato dall&#8217;emittente da Europe 1, Didier Leschi, direttore dell&#8217;Ufficio francese per l&#8217;immigrazione e l&#8217;integrazione,  a sua volta ha affermato che «parte dell&#8217;immigrazione è la proiezione del caos estremo del mondo. È il risultato di crisi politiche devastanti o dei crescenti effetti del riscaldamento globale. Se i governi di estrema destra in Europa sembrano indifferenti al destino delle popolazioni costrette all’esilio, le questioni nazionali potrebbero tuttavia portarli a cambiare le loro politiche. L&#8217;Ungheria si sta aprendo con discrezione all&#8217;immigrazione di manodopera per compensare la mancanza di lavoratori, proprio come l&#8217;Italia di Giorgia Meloni. Questo è ciò che chiamiamo il paradosso liberale. Le nostre società devono gestire una tensione tra un campo politico ampiamente sfavorevole all’immigrazione e una realtà segnata da un mercato del lavoro globalizzato». Tra il 2023 e il 2025, il governo di Giorgia Meloni ha previsto l&#8217;ingresso di 452mila lavoratori stranieri, prevalentemente nei settori dell&#8217;agricoltura, della ristorazione e della pesca, per colmare le carenze di manodopera. </p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/10/18/leuropa-si-barrica-ma-per-sopravvivere-ha-bisogno-dei-lavoratori-stranieri/">L’Europa si barrica, ma per sopravvivere ha bisogno dei lavoratori stranieri</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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