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	<title>fiducia - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>fiducia - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Il pane che dona pienezza alla vita</title>
		<link>https://riforma.it/2026/06/10/il-pane-che-dona-pienezza-alla-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Jourdan]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[pane]]></category>
		<category><![CDATA[sete]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Giovanni 6, 35 &#160; &#160; O voi tutti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Giovanni 6, 35</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>O voi tutti che siete assetati, venite alle acque</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 55, 1</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Gesù disse loro: «Chi crede in me non avrà mai più sete»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Giovanni 6, 35</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72455524&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">Non è la prima volta che, nell’evangelo secondo Giovanni, Gesù sottolinea questo tratto particolare legato alla sua persona: Egli porta qualcosa che toglie la sete. Nel quarto capitolo del vangelo, l’incontro con la donna samaritana si gioca sul registro dell’equivoco: Gesù offre la sua acqua che disseta – quel nutrimento che deriva dall’affidamento a Lui – ma la donna comprende che si tratti di una qualche bevanda “magica”. Poi, intuisce che c’è qualcosa di più profondo nelle parole di quel viandante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il versetto di quest’oggi è anche la risposta ad un fraintendimento degli interlocutori di Gesù. Questi pensano che Gesù voglia offrire loro una sorta di nuova manna (il pane dal cielo, v. 32) e sembrano entusiasti all’idea: chiedono che quel pane venga loro concesso. Non si tratta però di un pane che riempie lo stomaco, bensì del pane che dona pienezza alla vita: Gesù è il pane di Dio che sfama e disseta. Un’immagine potente, che rimane insieme ad altre nei nostri pensieri e ci aiuta a guardare in direzione di Gesù sapendo che non stiamo ascoltando solamente un buon maestro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole del Signore – anche quelle di oggi – non ci trasmettono soltanto un modo di vivere e di affrontare il mondo: rimandano al significato della sua vita per noi. Gesù non offre dell’acqua o del pane: Egli stesso è acqua e pane, ciò che è essenziale per la vita, ciò che rende possibile la vita stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Avere fiducia in Gesù – non solo nel suo insegnamento, ma nei suoi gesti, nelle sue azioni, nella sua vita che è donarsi per la nostra vita e risorgere a vita nuova – significa sapere dove si può essere dissetati. Riconoscere una fonte alla quale si può sempre tornare. Amen.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <em>&nbsp;</em>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/06/10/il-pane-che-dona-pienezza-alla-vita/">Il pane che dona pienezza alla vita</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Consegnare fiduciosamente la nostra vita a Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/19/consegnare-fiduciosamente-la-nostra-vita-a-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggiero Lattanzio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:27:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[argilla]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[plasmare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Isaia 64, 8 &#160; &#160; &#160; L’argilla non...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><strong>Un giorno una parola – commento a Isaia 64, 8</strong></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Signore, tu sei nostro Padre; noi siamo l’argilla e tu colui che ci formi; noi siamo tutti opera delle tue mani</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Isaia 64, 8</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>O uomo, chi sei tu che replichi a Dio? La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: «Perché mi hai fatta così?»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Romani 9, 20</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=72066243&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’argilla non si modella da sola: ha bisogno di mani sapienti, pazienti, capaci di vedere oltre la materia grezza. Così è la nostra vita nelle mani di Dio. Mentre l’umanità si illude di essere autosufficiente e di avere il controllo sul proprio avvenire, la preghiera del profeta ci ricorda che non siamo noi gli artefici ultimi di noi stessi, ma il Signore che ci ha creati e che ci rigenera come suoi figli per riplasmarci a sua immagine e somiglianza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Essere argilla nelle mani del vasaio, che è il nostro Padre eterno, non è sinonimo di passività, ma di un’intima relazione che ci lega a Lui. L’argilla si trasforma in un vaso utilizzabile se c’è qualcuno che la plasma e la lavora intenzionalmente con cura. Dio non è un vasaio distante, ma è un Padre pienamente coinvolto nel plasmarci, che conosce le nostre crepe da riparare e le nostre potenzialità. Quando ci sentiamo fragili, incompleti o deformati dalle circostanze, possiamo dunque avere piena fiducia che la sua opera non è terminata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È vero, le crisi personali, le incertezze sociali ed economiche, le ferite interiori possono farci sentire smarriti. Ma proprio lì, nei nostri limiti, si apre lo spazio per l’azione di Dio. Egli continua a modellare e a trasformare ciò che sembra perduto in qualcosa di nuovo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vogliamo allora chiederci: ci stiamo lasciando plasmare dalle mani misericordiose del nostro Signore oppure resistiamo, irrigiditi nelle nostre paure e nelle nostre pretese di autosufficienza? Consegniamo fiduciosamente le nostre vite al Signore, come argilla nelle sue mani, e scopriremo che la sua forma è sempre più bella di quella che avremmo scelto da soli. Amen.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/19/consegnare-fiduciosamente-la-nostra-vita-a-dio/">Consegnare fiduciosamente la nostra vita a Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalle preoccupazioni alla fiducia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/27/dalle-preoccupazioni-alla-fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lidia Giorgi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 06:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[gigli dei campi]]></category>
		<category><![CDATA[preoccupazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Luca 12, 27 &#160; &#160; &#160; &#160; Il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Luca 12, 27</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Si manifesti la tua opera ai tuoi servi e la tua gloria ai loro figli</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 90, 16</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Guardate i gigli, come crescono; non faticano e non filano; eppure io vi dico che Salomone stesso, con tutta la sua gloria, non fu mai vestito come uno di loro</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Luca 12, 27</strong></em></p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il contesto in cui sono inserite queste parole nell&#8217;Evangelo di Luca è un capitolo contenente un’ampia raccolta di istruzioni di Gesù su temi riguardanti i beni materiali (la cupidigia, l’ansietà e l’esigenza di una semplicità di vita). I discepoli devono trarre dalla considerazione delle cose naturali un insegnamento per la loro esistenza. Se Dio provvede alle realtà apparentemente insignificanti ed effimere come i fiori, che sono bellissimi, come non provvederà ai suoi figli e figlie?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dice Gesù: Guardate. Non è un comando ma un invito emozionato ad educare i nostri sensi, la vista e non solo. Non un vedere distratto, distaccato. Guardate! Aprite gli occhi, soffermatevi ad ammirare la bellezza degli anemoni rossi, che nella Bibbia sono chiamati “gigli dei campi”, a forma di stella o tromba, grandi, profumati e di molti colori. Non si preoccupano, i fiori, del proprio abito, non si curano di tessere o filare. Fioriscono semplicemente, dove splende il sole e dove cade la pioggia. Il giglio chiamato “Il Re dei fiori”, simbolo di regalità, maestosità e bellezza è splendido, più di tutte le vesti regali di re Salomone, famoso per il lusso e la ricchezza. Impariamo dunque dai gigli cosa siano la grazia, la leggiadrìa, la leggerezza dell’essere, senza essere preoccupati, inquieti per la nostra vita, di quel che ci serve a sostenerla (cibo e vestito). Il Padre nostro, in cielo, sa di che cosa abbiamo bisogno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello di Gesù è un invito a non fare della ricerca della prosperità e dello sfarzo lo scopo principale della vita, ed è un incoraggiamento a passare dalla preoccupazione alla fiducia adoperandosi innanzitutto per il regno di Dio, e tutto il resto ci sarà dato in più. «Non angustiatevi di nulla, ma in ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti» (Filippesi 4, 6). Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/27/dalle-preoccupazioni-alla-fiducia/">Dalle preoccupazioni alla fiducia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siamo nelle mani di Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/13/siamo-nelle-mani-di-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniela Pace]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 07:44:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[giorni]]></category>
		<category><![CDATA[mani di Dio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Salmo 31, 15 &#160; I miei giorni sono...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5 class="isselectedend">Un giorno una parola – commento a Salmo 31, 15</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p class="isselectedend"><em><strong>I miei giorni sono nelle tue mani</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p class="isselectedend"><em><strong>Salmo 31, 15</strong></em></p>
</div>



<div>
<p class="isselectedend">&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend"><em><strong>Guardate dunque con diligenza a come vi comportate; non da stolti, ma da saggi</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div>
<blockquote>
<p class="isselectedend"><em><strong>Efesini 5, 15</strong></em></p>
</blockquote>
<p> </p>
</div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div>
<p class="isselectedend">Il Salmo 31 nasce da una situazione di angoscia: il salmista è circondato da nemici, sperimenta la paura, l’isolamento, il rischio concreto di perdere tutto. “I miei giorni sono nelle tue mani” non è una frase detta con leggerezza, ma è una confessione che sgorga dentro la prova. Proprio lì, quando tutto sembra sfuggire al controllo, emerge questa parola: i miei giorni non sono nelle mani del caso, né di chi fa il male, ma nelle mani di Dio.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend">È una dichiarazione che oggi suona controcorrente. Viviamo giorni segnati da incertezze globali, da conflitti che sembrano interminabili, da violenze che attraversano generazioni e culture. Spesso abbiamo la sensazione che il tempo ci sfugga, che la storia sia guidata dalla paura più che dalla speranza. In questo contesto, affidare i propri giorni a Dio non significa chiudere gli occhi davanti alla realtà, ma scegliere di non lasciarsi determinare da essa.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p class="isselectedend">Dire “i miei giorni sono nelle tue mani” è un atto di fiducia profonda: significa riconoscere che la nostra vita ha un custode, che il nostro tempo ha un senso anche quando non lo comprendiamo. È anche un invito a vivere con responsabilità il presente, senza esserne schiacciati. Le mani di Dio non sono mani che imprigionano, ma che sostengono, guidano, liberano.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa parola diventa allora consolazione per chi è stanco, esortazione per chi teme, insegnamento per chi cerca una direzione. Non siamo abbandonati, abbandonate al caos: siamo nelle mani di Dio. E forse, proprio da questa certezza, può nascere un modo diverso di attraversare i nostri giorni – con più fiducia, più coraggio, e una speranza che resiste anche nel buio. Amen.</p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/13/siamo-nelle-mani-di-dio/">Siamo nelle mani di Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pregare significa affidarsi a Dio</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/09/pregare-significa-affidarsi-a-dio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Squitieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[affidarsi]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[pregare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 8 &#160; &#160; Non essere precipitoso...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Matteo 6, 8</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Non essere precipitoso nel parlare e il tuo cuore non si affretti a proferir parola davanti a Dio; perché Dio è in cielo e tu sei sulla terra. Le tue parole siano dunque poche</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Ecclesiaste 5, 2</strong></em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">Dice Gesù: <em><strong>«Il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Matteo 6, 8</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù ci consegna una verità semplice e disarmante: “Il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno prima che gliele chiediate”. Questa parola non rende inutile la preghiera, ma la rende più vera. Non preghiamo per informare Dio, ma per entrare in relazione con Lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spesso nella preghiera portiamo le nostre paure. Pensiamo di dover spiegare tutto, trovare le parole giuste, ripetere molto per essere ascoltati. Ma Gesù ci libera da questa fatica. Dio non è un giudice severo da convincere, né una forza da piegare con formule o insistenze. È Padre. Conosce già il nostro cuore, le nostre ferite, i desideri più profondi e anche ciò che non riusciamo a dire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo la preghiera cristiana non è magia, né un mezzo per ottenere qualcosa con molte parole. È fiducia. È stare davanti a Dio così come siamo, poveri e veri, lasciandoci guardare e amare. Pregare significa dire con semplicità: “Padre, tu sai. Io mi affido a te”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa fiducia ci libera anche dall’ansia. Se il Padre sa ciò di cui abbiamo bisogno, allora non siamo soli sotto il peso della vita. Possiamo smettere di affannarci come se tutto dipendesse soltanto da noi e imparare a cercare prima di tutto il Regno di Dio. Nel suo amore fedele troviamo ogni giorno la forza di ricominciare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La preghiera cambia il cuore, lo rende più semplice, più docile, più capace di affidarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi possiamo restare davanti a Dio con serenità. Lui sa già ciò che portiamo nel cuore e ci accoglie così come siamo. Preghiamo l’Eterno Padre perché ci insegni ad affidarci a Lui con cuore fiducioso. Amen.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/09/pregare-significa-affidarsi-a-dio/">Pregare significa affidarsi a Dio</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Camminare per fede verso Gesù</title>
		<link>https://riforma.it/2026/03/13/camminare-per-fede-verso-gesu/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ioana Niculina Ghilvaciu]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:58:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[camminare]]></category>
		<category><![CDATA[dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Matteo 14, 30-31 &#160; &#160; I passi dell’onesto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un giorno una parola – commento a Matteo 14, 30-31</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>I passi dell’onesto sono guidati dal Signore; egli gradisce le sue vie. Se cade, non è però abbattuto, perché il Signore lo sostiene prendendolo per mano</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Salmo 37, 23-24</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Pietro gridò: «Signore salvami!» Subito Gesù, stesa la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?»</strong></em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Matteo 14, 30-31</strong></em></p>
</blockquote>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=70620880&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Perché hai dubitato?” Una domanda per Pietro… e per noi. Siamo davanti a una scena drammatica: Pietro audace, scende dalla barca e cammina sulle acque verso Gesù. Un miracolo! Ma il vento lo spaventa. Inizia ad affondare. Gesù è lì, mano tesa. Eppure, Pietro dubita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gesù fa una domanda aperta a Pietro che rimane senza risposta. Matteo non ci svela la risposta di Pietro – forse intenzionalmente. Non solo il perché del suo dubbio, ma anche il nostro interessa a Gesù. Perché hai dubitato tu, lettore, lettrice? In quali tempeste della tua vita – personali, famigliari, lavorative – hai smesso di fidarti della mano tesa di Cristo?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Democrito, filosofo greco, pensatore presocratico nato ad Abdera in Tracia, diceva: “La vita è un passaggio; il mondo è una sala di spettacoli; l’uomo vi entra, guarda e poi esce”. &nbsp;Siamo, dunque, nella nostra vita così breve, spettatori passivi che guardano il dramma scorrere, o protagonisti coraggiosi che camminano per fede verso Gesù?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La nostra esistenza è piena di maschere sociali e religiose che nascondono, di strumentalizzazioni politiche che manipolano, di apparenze vuote che illudono e tempeste emotive che travolgono. Quali sono i tuoi dubbi oggi? &nbsp;Ti senti smarrito/a, disorientato/a?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non distogliere lo sguardo da Gesù che tiene sempre tesa la mano verso di te. Rispondigli in preghiera perché hai dubitato&#8230; &nbsp;La tua fede può ancora camminare sulle acque. Non nonostante le tempeste, ma attraverso di esse. Pietro ha dubitato, ma non è annegato. È stato preso per mano. Anche tu puoi rialzarti. La tua storia non finisce sott’acqua: la mano di Cristo è più forte di ogni vento minaccioso. Amen.</p>



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		<item>
		<title>Senza il Signore non abbiamo vita né futuro</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/04/senza-il-signore-non-abbiamo-vita-ne-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Erica Sfredda]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[alberi]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Geremia 17, 7-8 e Giovanni 15, 5 &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5 class="Standarduser">Un giorno una parola – commento a Geremia 17, 7-8 e Giovanni 15, 5</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p class="Standarduser"><em><strong>Benedetto l&#8217;uomo che confida nel SIGNORE e la cui fiducia è il SIGNORE! Egli è come un albero piantato vicino all&#8217;acqua, che distende le sue radici lungo il fiume: non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p class="Standarduser"><em><strong>Geremia 17, 7-8</strong></em></p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser">&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser"><em><strong>Gesù dice: Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me, e nel quale io dimoro, porta molto frutto</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div>
<blockquote><p class="Standarduser"><em><strong>Giovanni 15, 5</strong></em></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


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<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<div>
<p class="Standarduser">Quelle che abbiamo ascoltato stamattina sono delle immagini bellissime, che aprono la nostra giornata illuminandola con il sole della gioia e della speranza. E quanto le sentiamo necessarie! </p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser">In questo momento storico abbiamo bisogno di ritrovare la fiducia nelle nostre possibilità, nella capacità di vivere un’esistenza laboriosa e serena, illuminata dalla gioia e dalla speranza per il futuro nostro e dei nostri figli e nipoti. Ne abbiamo bisogno perché siamo consapevoli di vivere in un momento travagliato e doloroso: attorno a noi divampano guerre che ci paiono più vicine e laceranti di quelle del passato; sentiamo sempre maggiore inquietudine a causa dei cambiamenti climatici; il mondo, nel quale viviamo la nostra quotidianità, sembra aver perso i punti di riferimento spirituale, e le persone sembra abbiano smarrito la capacità di dare un senso ampio alle proprie esistenze e di trovare dei punti di approdo sicuro.</p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser">&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser">In questa oscurità che percepiamo dentro e fuori di noi, il Signore ci viene incontro e ci dona una fiducia e una pace profonde. In questi passi Egli, infatti, ci dice che non dipende da noi far funzionare il mondo, perché noi siamo come alberi, o addirittura come semplici tralci: siamo delle piante che possono anche essere molto belle, ricche e profumate, cariche di frutti sugosi e dolcissimi, ma non siamo, né possiamo essere, autonomi, non possiamo vivere in un regime di autosufficienza, perché dobbiamo prendere dall’esterno la forza per vivere.</p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser">&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p class="Standarduser">Senza acqua le piante muoiono, così come i tralci staccati dalla vite. Senza il Signore non abbiamo vita né futuro. Ma possiamo affidarci con piena fiducia al nostro Signore: Egli non permetterà che i nostri piedi vacillino, non ci lascerà crollare di fronte al Male che avanza, ma ci donerà forza e bellezza. Sì, anche bellezza, che non è un attributo vezzoso per signorine, ma è uno dei doni che Dio ci ha fatto nel momento della creazione. Affidiamoci dunque a Lui con cuore gioioso, consapevoli che non saremo abbandonati. Amen!</p>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Fiducia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/01/12/fiducia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paola Schellenbaum]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 07:25:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[treccani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto&#160;“fiducia”&#160;come&#160;parola dell’anno 2025, evidenziando l’importanza di un concetto fondamentale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto&nbsp;<strong>“fiducia”</strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>parola dell’anno 2025</strong>, evidenziando l’importanza di un concetto fondamentale per la vita sociale e personale&nbsp;</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo anno si apre tra incertezze geopolitiche e preoccupazioni sociali che ci sembrano inedite. Siamo ancora colpiti – tutti e tutte – dalla tragedia avvenuta in<a href="https://riforma.it/2026/01/07/disastro-di-crans-montana-e-lora-del-lutto/"> Svizzera a Crans-Montana</a> e l’inizio dell’anno è stato segnato da altre <a href="https://riforma.it/2026/01/08/disperazione-globale-e-anno-nuovo/">terribili notizie sulla scena internazionale</a>, tra guerre e <a href="https://riforma.it/2026/01/08/le-chiese-riformate-del-sud-america-intervengono-sulla-questione-venezuela/">inaudite violazioni ricorrenti del diritto internazionale</a> in diverse parti del mondo &#8211; che sono rimbalzate sui nostri cellulari, tra messaggi e commenti che si alternano alle conversazioni tra amici e parenti, così ricorrenti in queste vacanze natalizie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così martedì 6 gennaio al concerto “Sogni e visioni della musica da film” (con Bruno Gambarotta, voce narrante, Elena Cornacchia, flauto, Giorgio Costa, pianoforte), nel tempio valdese di San Giovanni, la pastora Elisabeth Loeh ci ha ricordato quanto sia importante la musica non per distrarsi o dimenticare le tragedie che ci circondano, ma per ricevere fede e speranza in un mondo migliore &#8211; ancora e sempre possibile &#8211; perché anche nel dolore occorre ricominciare a vivere. Dal Mozart di “Amadeus” a “Yesterday” dei Beatles, da “Forrest Gump” a “Schindler’s List” al “Titanic” (si ricordi la celeberrima “My heart will go on”), da “Mission” e “Cinema Paradiso” con musiche di Ennio Morricone per concludere con musiche di Nino Rota, la serata è scivolata tra forti emozioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nelle ore immediatamente successive al rogo di Crans-Montana si sono attivati diversi ospedali, sia in Svizzera che in Italia, facendo tutto il possibile per prendere in carico i gravissimi feriti – tutti giovani &#8211; e i parenti delle vittime. “Non disperazione ma fiducia” ha affermato alle agenzie di stampa la dottoressa Valeria Terzi che dall’ospedale di Niguarda è stata inviata a Crans-Montana per assistere i parenti delle vittime. Tutto merito dello scouting. Ha infatti spiegato che si tratta di mettere in piedi immediatamente nell’emergenza un team multidisciplinare con medici, infermieri e psicologi, in grado di coordinarsi tra di loro e con i colleghi sul posto. Occorre censire i bisogni e condividere informazioni, con professionalità ed efficacia, cioè: non lasciare solo nessuno, distinguere tra simpatia (che privilegia chi è simile o chi si conosce già) e empatia (che si relaziona con chi non si conosce o chi è diverso), mantenere la giusta distanza o vicinanza emotiva. In una parola fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>E fiducia è anche la parola dell’anno scelta da Treccani</strong>. Che è l’opposto dello strapotere dell’individualismo e della prepotenza (così ben rappresentata a livello internazionale dai potenti del mondo). Non è che in passato non ci fossero violenze e difficoltà. Basta leggere le lettere delle nostre nonne durante la seconda guerra mondiale per ritrovare tutta la paura e la preoccupazione dei tempi difficili, ma in quelle parole, spesso accompagnate da un versetto biblico, si trovava anche l’intenzione e la capacità di opporsi al male, attraverso la fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È una parola antica, dal latino <em>fides</em> che significa “aver fede, confidare, affidarsi”, ricorre nella letteratura latina e nella tradizione medievale, è sinonimo di affidamento, confidenza, fedeltà, fede, responsabilità e speranza. È concetto fragile, incline al tradimento, ma fondativo del patto con gli altri e del cammino che ne deriva tra crisi, dubbi e suoi superamenti. Non si tratta soltanto di un sentimento che intercorre tra due persone, ma diventa una pratica quotidiana condivisa che nutre il vivere insieme, sia a livello comunitario che nella società. Ci vuole impegno e perseveranza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo sempre più divergente, che fa fatica a contenere i conflitti affinché non siano troppo distruttivi, a partire dalla difesa del diritto internazionale, o a usare la diplomazia delle parole per dirimere le incomprensioni, è più che mai necessario chiedersi come agisce la fiducia nelle nostre relazioni sociali. Perché fiducia significa rapporti con gli altri, apertura al futuro in un ordine simbolico che rende possibile la vita collettiva e il reciproco riconoscimento nonostante l’instabilità del mondo (<a href="https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/fiducia-credere-nell-altro-per-abitare-il-futuro.html">https://www.treccani.it/magazine/atlante/cultura/fiducia-credere-nell-altro-per-abitare-il-futuro.html</a>).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/01/12/fiducia/">Fiducia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La presenza di Dio nella nostra vita</title>
		<link>https://riforma.it/2025/12/15/la-presenza-di-dio-nella-nostra-vita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Ribet]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 07:38:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[Dolore]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Romani 8, 32 &#160; Egli è stato trafitto...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a Romani 8, 32</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><em><strong>Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><em><strong>Isaia 53, 5</strong></em></p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p><em><strong>Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div style="height:31px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=69053981&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:31px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<p>Il capitolo 8 della Lettera ai Romani è forse uno dei più intensi di tutta la letteratura cristiana, in quanto in esso l’apostolo Paolo esprime la tensione del credente tra il dolore dell’oggi e la speranza del domani. Egli esordisce, in questa parte della lettera, affermando (v. 18): <i>«Io ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria che deve essere manifestata a nostro riguardo».</i> In questo modo egli ci mostra come le due realtà, del dolore e della speranza, siano molto vicine.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>È uno scontro arduo, quello tra dolore e speranza, in quanto il dolore è constatabile e ti colpisce direttamente nell’animo e nel fisico – mentre la speranza pare fondarsi solo su se stessa&#8230; Il dolore è dunque solidamente presente nella nostra vita.</p>
</div>



<div>
<p>Anche la speranza futura ha però un fondamento altrettanto solido – e in questo tempo di Avvento la parola dell’Apostolo si riempie di contenuto: Dio ci ha donato suo figlio. Certo, il male non è ancora sconfitto, non è cancellato, eliminato; ma noi non siamo lasciati soli a portarne il peso. L’amore di Dio non ci abbandona e noi possiamo muoverci nella serena fiducia che Dio ci è accanto e possiamo affidare la nostra vita a Lui. La dimensione dell’incarnazione, in Gesù di Nazareth, ci rammenta come Dio stesso ci sia venuto accanto, facendosi carico della nostra storia e della nostra realtà.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Scrive frère Roger di Taizé: «Cristo non ci attende solo nella luce, nella pace e nella gioia. Egli è presente anche nella sofferenza, quando si cerca a tentoni una via d’uscita. Ci possono essere periodi pieni di oscurità, ma l’oscurità non è tenebra, non è interamente notte. La luce di Cristo l’attraversa». Confidando in queste promesse noi possiamo dunque ricevere consolazione. Non una consolazione fatta di belle parole; ma fondata sulla presenza di Dio nella nostra vita. Amen.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
</div><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/12/15/la-presenza-di-dio-nella-nostra-vita/">La presenza di Dio nella nostra vita</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Convertici, Signore!</title>
		<link>https://riforma.it/2025/12/02/convertici-signore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta D'Auria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 08:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[cammino]]></category>
		<category><![CDATA[cuore]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[Geremia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=77505</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un giorno una parola – commento a Geremia 31, 18 &#160; Convertimi, e io mi...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<h5>Un giorno una parola – commento a Geremia 31, 18</h5>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<blockquote><p><em><strong>Convertimi, e io mi convertirò, poiché tu sei il Signore, il mio Dio</strong></em></p></blockquote>
</div>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<div>
<p><em><strong>Geremia 31, 18</strong></em></p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
</div>



<div>
<p><em><strong>Paolo disse: «Vi predichiamo che da queste vanità vi convertiate al Dio vivente, che ha fatto il cielo, la terra, il morte e tutte le cose che sono in essi»</strong></em></p>
</div>
</blockquote>



<div>
<blockquote>
<p><em><strong>Atti degli Apostoli 14, 15</strong></em></p>
</blockquote>
<p> </p>
</div>
<p> </p>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>


<iframe src="https://widget.spreaker.com/player?episode_id=68829291&amp;theme=light&amp;playlist=false&amp;playlist-continuous=false&amp;chapters-image=true&amp;episode_image_position=right&amp;hide-likes=false&amp;hide-comments=false&amp;hide-sharing=false&amp;hide-logo=false&amp;hide-download=true" width="100%" height="350px" frameborder="0"></iframe>



<div style="height:30px" aria-hidden="true" class="wp-block-spacer"></div>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<div>
<p>Il versetto scelto per la breve meditazione di questa mattina nasce nel cuore di una delle pagine più tenere e sorprendenti del profeta Geremia: nel capitolo 31, mentre il popolo vive ancora le ferite dell’esilio, Dio parla con il linguaggio del ritorno, del riscatto, della consolazione. È la voce di Efraim che riconosce il proprio smarrimento e, insieme, scopre che la mano di Dio non ha mai smesso di cercarlo. La sua preghiera è semplice e disarmata: “Convertimi… perché tu sei il Signore, il mio Dio”.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In queste poche parole c’è un’incredibile sincerità spirituale: la consapevolezza che da soli, da sole non ce la facciamo, che il nostro cuore non si raddrizza per forza di volontà, né la nostra vita cambia solo con un buon proposito. La conversione non è un esercizio di autoperfezionamento, ma un movimento che comincia in Dio e a cui noi possiamo soltanto rispondere, aprendo uno spiraglio, lasciandoci toccare, chiedendo aiuto senza paura.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa richiesta “convertimi, e io mi convertirò” non è passività: è un atto di fiducia. Riconoscere che Dio può “convertirci” significa credere che Egli non si stanca di noi, che vede possibilità dove noi vediamo solo ostacoli, che continua a chiamarci figli, figlie quando ci sentiamo distanti. La conversione, allora, non è il ritorno a un Dio severo, ma il ritorno a una relazione che ci precede e ci accoglie.</p>
</div>



<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi la Scrittura ci invita a deporre le nostre difese: a riconoscere ciò che è spezzato e, invece di nasconderlo, offrirlo a Dio. Convertimi, Signore: cambia la mia direzione quando perdo la strada; sciogli ciò che si è indurito; ridammi il gusto della vita nuova. E io mi convertirò: perché la tua mano guida, la tua voce chiama, il tuo amore rialza. È così che ricomincia un cammino. Amen.</p>
</div>



<div>
<p> </p>
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