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	<title>Edmondo De Amicis - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Mar 2025 06:11:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Edmondo De Amicis - Riforma.it</title>
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		<title>Edmondo De Amicis. Il suo viaggio in Italia tra i valdesi</title>
		<link>https://riforma.it/2025/03/12/edmondo-de-amicis-il-suo-viaggio-in-italia-tra-i-valdesi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2025 06:09:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alle porte d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Edmondo De Amicis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel suo lungo peregrinare lo scrittore del libro «Cuore» si è avvicinato più volte alla...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Nel suo lungo peregrinare lo scrittore del libro «Cuore» si è avvicinato più volte alla chiesa valdese</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’11 marzo 1908 <strong>Edmondo De Amicis</strong> muore a Bordighera. Nato nel 1846 a Oneglia (Imperia), a sedici anni entra nell’Accademia militare di Modena. La delusione per la sconfitta di Custoza (1866) lo spinge ad abbandonare l’esercito. Intraprende, quindi, la carriera di scrittore e giornalista.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 17 ottobre 1886 l’editore Treves pubblica il suo successo più noto, il libro «Cuore».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 1896 De Amicis aderisce al socialismo, questa presa di posizione si rifletterà nei contenuti delle sue opere successive, in cui appare evidente il superamento della ideologia nazionalistica che aveva ispirato «Cuore» e sposta l’attenzione dello scrittore verso la condizione dei poveri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">De Amicis, già sensibile alle cause dei più vulnerabili e delle minoranze, si avvicina alla comunità valdese delle Alpi Cozie (To), tra il 1882 e il 1884. Sarà lui a coniare la celebre definizione per Torre Pellice (To), la «capitale» delle comunità protestanti valdesi, quale «Ginevra italiana». <a href="https://archivio.riforma.it/it/articolo/2021/03/11/edmondo-de-amicis-e-la-sua-nostra-ginevra-italiana." title="">«La Ginevra italiana»</a>, sarà anche il titolo anche di un capitolo del libro «Alle porte d’Italia» che De Amicis farà iniziare raccontando appunto il suo viaggio in treno da Pinerolo a Torre Pellice con due amici, non a caso editori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima edizione di «Alle porte d’Italia» di Edmondo De Amicis che uscita nel 1884 <a href="https://riforma.it/2024/02/08/un-libro-che-da-140-anni-racconta-le-porte-ditalia/." title="">è stata scritta a Pinerolo</a> (To) ed è un affresco romantico del luogo che lo ospita in quella fase della sua vita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://riforma.it/2023/10/03/uno-scambio-di-lettere-fra-edmondo-de-amicis-e-lidia-poet/." title="">Alcune lettere inedite </a>di corrispondenza privata intercorsa tra il 1884 al 1897 tra De Amicis e la giovane avvocata valdese <strong>Lidia Poët</strong>, sono appunto conservate negli archivi storici di Pinerolo</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A Bordighera (dov’è morto De Amicis per un problema celebrale) e nella confinante Vallecrosia, sono tutt’ora presenti comunità valdesi</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel XIX e XX secolo, Bordighera era frequentata essenzialmente da cittadini britannici (proprio come a Torre Pellice).</p>



<p class="wp-block-paragraph">«I britannici di fede anglicana avevano fatto costruire la loro locale chiesa nel 1873 mentre i protestanti continuavano a essere sprovvisti di un loro tempio in cui celebrare il culto. Fu così che il barone <strong>Moritz von Bernus</strong> decise di organizzare una raccolta fondi per costruire un luogo di culto per accogliere i fedeli protestanti che risiedevano a Bordighera».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/03/12/edmondo-de-amicis-il-suo-viaggio-in-italia-tra-i-valdesi/">Edmondo De Amicis. Il suo viaggio in Italia tra i valdesi</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un libro che da 140 anni racconta le «Porte d’Italia»</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/08/un-libro-che-da-140-anni-racconta-le-porte-ditalia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 08:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alle porte d'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Edmondo De Amicis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima edizione di «Alle porte d’Italia» di Edmondo De Amicis che uscì nel 1884...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="p1"><span class="s1">La prima edizione di «Alle porte d’Italia» di Edmondo De Amicis che uscì nel 1884 &#8211; scritta a Pinerolo in provincia di Torino &#8211; è un affresco romantico del luogo che lo ospitava</span></h5>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1"><i>[…] «La mattina seguente, sedici di dicembre, era un tempo sereno e asciutto, e le Alpi Cozie tutte bianche spiccavano in un cielo azzurro e limpidissimo, che parlava di primavera. Pinerolo tripudiava. La gente s’affollava in Piazza san Donato e in via degli Orefici, strizzata dal freddo, allegra, confondendo gli aliti fumanti in mille dialoghi rapidissimi, troncati da strette di mano a da saluti festosi. Una folla era radunata fin dall’alba ad una casa davanti a una casa in via del Duomo, guardata dagli archibugieri del Comune, nella quale si trovava Gianantonio de Toni dei conti di Piossasco, nominato governatore di Pinerolo due giorni prima e arrivato nella notte da Torino» […].</i></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">La prima edizione di <i>Alle porte d’Italia</i> di <b>Edmondo De Amicis </b>(scrittore, giornalista e militare, più noto come l’autore di <i>Cuore</i>), uscita nel 1884, rifletteva in pieno lo spirito dell’autore in quel preciso momento in cui, residente a Pinerolo, in provincia di Torino, tracciava con tinte calde e vivide un affresco romantico di grande fascino del luogo che lo ospitava e delle zone circostanti, come ad esempio la vicina Torre Pellice: la «Ginevra italiana», così fu definita dall’autore. </span></p>
<blockquote>
<p class="p1"><em><span class="s1">«Ci rimettemmo in cammino; entrammo in Pra del Torno. Par veramente d’entrare tra le mura d’una immensa fortezza. Ai primi passi mi ricordai di quel terribile </span><span class="s2">défilé de la Hache</span><span class="s1">, dove il Flaubert fa morir di fame i ventimila barbari, nel suo romanzo </span><span class="s2">Salammbò</span><span class="s1">. Le roccie altissime presentan delle forme strane di torri, di facciate di cattedrali, di grandi archi di gallerie; alcune, di palazzi aerei, ritti lassù nella regione delle nuvole, intorno ai quali volan degli avvoltoi e delle aquile. Qua e là, a grandi altezze, si vedono ancora dei piccoli tappeti verdi, dove </span><span class="s3">[p. <a href="https://it.wikisource.org/wiki/Pagina:Alle_porte_d%2527Italia.djvu/252"><span class="s4">238</span></a> <a href="https://it.wikisource.org/w/index.php?title=Pagina:Alle_porte_d%2527Italia.djvu/252&amp;action=edit"><span class="s5">modifica</span></a>]</span><span class="s1">pascolano le capre, che, a guardarle, dan le vertigini; e piccole case, che par che stian su per miracolo, o che siano appiccicate alle roccie come nidi d’uccelli. Più in basso, altri gruppi di casette rozze e nere, appollaiate sui fianchi dei monti, sotto la perpetua minaccia delle valanghe e dei franamenti dei macigni, che qualche volta le seppelliscono e le sbricciolano come gingilli di vetro. </span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Anche là non vedemmo quasi nessuno, benchè Pra del Torno sia abitato da circa cinquecento persone, tra Valdesi e cattolici: qualche pescatore di trote giù tra i sassi del torrente, un crocchio di bimbi all’ombra d’un agrifoglio, una donna che sfornava il pan nero in un cortiletto. Il torrente non faceva quasi più rumore. Dopo mezz’ora di cammino, in silenzio, arrivammo sopra una rocca, dov’è un tempietto nuovo, d’uno stile misto di gotico e d’arabesco, e dipinto di bianco e di rosso, come un padiglione di giardino. Ai piedi della rocca ci son poche case e una chiesetta cattolica. La valle pareva chiusa da tutte le parti, a sinistra dai monti che forman la stretta di Balfero, a destra dai monti di Soiran o dall’Infernet, ripidissimi, nudi, grigi, tutti roccia, che fendevan l’azzurro. </span></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><em><span class="s1">Eravamo come caduti in un agguato della montagna, imprigionati, segregati dal mondo, in fondo a un enorme sepolcro concavo spalancato verso il cielo. E tutt’intorno, nè un rumore, nè una forma, nè una voce umana. Non c’era che una ragazza di dodici o tredici anni, una piccola vaccaia, scalza, con un cenciuccio di vestito, seduta in terra davanti al tempio, che leggeva un libro. Guardai il titolo: era </span><span class="s1">una </span><span class="s2">Histoire de l’èglise vaudoise</span><span class="s1">; un volume di formato grande e elegante, stampato a Parigi. Ne presi appunto con piacere sul mio taccuino. <strong>Era la prima contadinella italiana che vedevo leggere»</strong>.</span></em></p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p class="p1"><span class="s1">In <i>Alle porte d’Italia</i> è possibile apprezzare <b>Edmondo De Amicis</b> in una veste inedita, quella di storico e di cronista e il suo gusto di rovistare fra le pieghe della storia, soprattutto di quella piemontese, divenuta, con l&#8217;Unità nazionale, storia dell’Italia intera: lunga 163 anni. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Questo libro, che ha compiuto i suoi primi 140 anni è un «documento» che ci porta a conoscere un De Amicis «originale» e diverso dal più noto, certamente dopo la divulgazione del romanzo grazie allo sceneggiato televisivo trasmesso dalla Rai.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Edmondo De Amicis, ricorda <b>Maurizio Lattanzio</b> su <i>XL Torino</i> (link sotto) «si stabilì a Torino nel lontano 1871 e spesso soggiornava con la famiglia a Pinerolo. Durante uno dei suoi soggiorni nella villa D’Aquiland, De Amicis scrisse <i>Alle porte d’Italia</i> ispirandosi alla storia e al paesaggio del pinerolese: intere pagine dedicate a una città che tanto ha condiviso con casa Savoia e posizionata ai piedi delle montagne con una spettacolare vista del grande Monviso. Sappiamo per certo che vi soggiorno nel 1882, 1883 e 1884 anno in cui la giunta comunale concesse la cittadinanza onoraria allo scrittore che «con grande amore scrisse di questa città le più splendide pagine inspirate alla bellezza dei suoi monti ed alla nobiltà delle sue memorie».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Quando nel 1908, Edmondo De Amicis si spense a Bordighera, la città di Pinerolo volle riconoscergli nuovamente la propria ammirazione e gratitudine. Grazie ad una sottoscrizione avviata dal giornale locale ‘La lanterna Pinerolese‘ fu commissionata a Pietro Canonica la realizzazione di un busto raffigurante il poeta che avrebbe trovato posto in cima al momento inaugurato il 20 giugno 1909».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1">Sarebbe un peccato che i lettori affezionati al celebre capolavoro letterario <i>Cuore </i>non conoscessero le vicende che caratterizzano <i>Alle Porte d&#8217;Italia</i> e i ritratti e le visioni quasi pittoriche che colorano l’intero racconto.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Per approfondire:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>L’articolo di Corrado Gavinelli</b></span></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="ZO7vH9DZjv"><p><a href="https://riforma.it/2023/10/03/uno-scambio-di-lettere-fra-edmondo-de-amicis-e-lidia-poet/">Uno scambio di lettere fra Edmondo De Amicis e Lidia Poët</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Uno scambio di lettere fra Edmondo De Amicis e Lidia Poët&#8221; &#8212; L’Eco delle Valli Valdesi" src="https://riforma.it/2023/10/03/uno-scambio-di-lettere-fra-edmondo-de-amicis-e-lidia-poet/embed/#?secret=GQiM8vnrhG#?secret=ZO7vH9DZjv" data-secret="ZO7vH9DZjv" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Edmondo De Amicis e la sua (nostra) Ginevra italiana</b></span></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Eutpem0CdR"><p><a href="https://riforma.it/2021/03/11/edmondo-de-amicis-e-la-sua-nostra-ginevra-italiana/">Edmondo De Amicis e la sua (nostra) Ginevra italiana</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Edmondo De Amicis e la sua (nostra) Ginevra italiana&#8221; &#8212; L’Eco delle Valli Valdesi" src="https://riforma.it/2021/03/11/edmondo-de-amicis-e-la-sua-nostra-ginevra-italiana/embed/#?secret=15tWE41os1#?secret=Eutpem0CdR" data-secret="Eutpem0CdR" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Alle porte d’Italia e la torretta di Pinerolo &#8211; di Maurizio Lattanzio</b></span></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="XWbT5dM7AI"><p><a href="https://www.torinoxl.com/edmondo-de-amicis-alle-porte-ditalia/">Edmondo De Amicis, Alle porte d&#8217;Italia</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Edmondo De Amicis, Alle porte d&#8217;Italia&#8221; &#8212; TorinoXL" src="https://www.torinoxl.com/edmondo-de-amicis-alle-porte-ditalia/embed/#?secret=dNXsrE2IqD#?secret=XWbT5dM7AI" data-secret="XWbT5dM7AI" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>L’incontro con la comunità e la chiesa valdese </b></span></p>
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="TALtQyIi8Q"><p><a href="https://riforma.it/2014/10/21/accadde-oggi-21-ottobre/">Accadde oggi, 21 ottobre</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Accadde oggi, 21 ottobre&#8221; &#8212; L’Eco delle Valli Valdesi" src="https://riforma.it/2014/10/21/accadde-oggi-21-ottobre/embed/#?secret=kwEi0BzN3E#?secret=TALtQyIi8Q" data-secret="TALtQyIi8Q" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<p class="p1"><span class="s1"><b>Il libro della collana Albert Meynier</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Pregiato reprint della edizione del 1892 illustrata da Gennaro Amato, completo col fascicolo &#8220;Alle porte d&#8217;Italia, Appunti per una rilettura&#8221; di Boero, Tourn e Tamburini, 18 pp. Tiratura di 999 esemplari numerati (es. n. 211). Carta forte avorio, grandi margini, numerose figure e tavole. Cartone editoriale, astuccio con ritratto.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.ibs.it/alle-porte-d-italia-libri-vintage-edmondo-de-amicis/e/2568612163127">https://www.ibs.it/alle-porte-d-italia-libri-vintage-edmondo-de-amicis/e/2568612163127</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/08/un-libro-che-da-140-anni-racconta-le-porte-ditalia/">Un libro che da 140 anni racconta le «Porte d’Italia»</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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