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	<title>cristiani - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Mar 2026 15:54:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>cristiani - Riforma.it</title>
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		<title>Siria. Attacchi contro le proprietà cristiane</title>
		<link>https://riforma.it/2026/04/01/siria-attacchi-contro-le-proprieta-cristiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 06:51:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I leader delle Chiese hanno condannato le violenze e chiesto giustizia e sicurezza per tutti...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">I leader delle Chiese hanno condannato le violenze e chiesto giustizia e sicurezza per tutti i cittadini</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I leader delle chiese in Siria hanno chiesto maggiori sforzi per preservare la pace e la stabilità dopo gli attacchi a case, negozi e automobili in una città a maggioranza cristiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Associated Press (AP) riferisce che la violenza è scoppiata ad Al-Suqaylabiyah, nella provincia di Hama, in seguito a una lite tra due uomini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’incidente è avvenuto nelle prime ore di sabato mattina, quando decine di uomini in motocicletta, provenienti dalla vicina città sunnita di Qalaat al-Madiq, hanno attaccato le proprietà dei cristiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La violenza è stata sedata dalle forze governative, ma centinaia di cristiani hanno sfilato per Al-Suqaylabiyah sabato chiedendo giustizia e sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I Patriarchi siriani, Mor Aphrem II e Giovanni X, hanno condannato le violenze e hanno affermato di pregare per la pace e la stabilità. Hanno inoltre chiesto che venga rispettata la dignità di tutti i cittadini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le loro dichiarazioni sono giunte dopo un incontro a Damasco per discutere della situazione dei cristiani in Siria. I leader religiosi hanno affermato che l’incontro ha affrontato «con profonda preoccupazione e un forte senso di responsabilità le sfide che la Siria si trova ad affrontare, sfide che minacciano la coesistenza dei suoi cittadini musulmani e cristiani».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Hanno chiesto maggiori sforzi per arginare «la proliferazione di armi incontrollate, per preservare la sicurezza e la stabilità e per salvaguardare la dignità di tutti i cittadini senza eccezione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i cristiani si preparano a celebrare la Pasqua, i Patriarchi hanno «disposto che le celebrazioni siano limitate alle preghiere nelle chiese».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le violenze hanno riacceso dubbi sulla capacità del governo di garantire l’ordine pubblico in Siria dopo la caduta di Bashar al-Assad nel 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene il governo abbia dichiarato di essere tollerante nei confronti delle minoranze religiose, i cristiani vivono nella paura dall’attentato suicida dello scorso anno contro la chiesa greco-ortodossa di Mar Elyas, in cui sono stati uccisi oltre 20 cristiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mese scorso, l’insegnante cristiana Iman Jarrous, di 47 anni, è stata uccisa a colpi d’arma da fuoco a Homs. I cristiani locali ritengono che possa essere stata scambiata per un’alawita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/04/01/siria-attacchi-contro-le-proprieta-cristiane/">Siria. Attacchi contro le proprietà cristiane</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il Parlamento europeo condanna l’espulsione di cristiani stranieri in Turchia</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/23/il-parlamento-europeo-condanna-lespulsione-di-cristiani-stranieri-in-turchia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2026 08:11:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il gruppo di difesa legale ADF International il governo turco sta abusando delle norme...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Secondo il gruppo di difesa legale <em>ADF International</em> il governo turco sta abusando delle norme volte a prevenire il terrorismo per prendere di mira cristiani pacifici</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Turchia ha respinto le accuse del Parlamento europeo secondo cui avrebbe espulso indebitamente cristiani stranieri dal Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 2020, oltre 200 lavoratori cristiani stranieri sono stati espulsi dal Paese, con un impatto complessivo di circa 350 persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte chiese protestanti sono rimaste senza guida spirituale, poiché molti dei soggetti presi di mira sono ministri ordinati, alcuni dei quali hanno trascorso decenni nel Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ai cristiani stranieri è solitamente vietato entrare o rientrare nel Paese per motivi di «sicurezza nazionale».</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’inizio di questo mese, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha “comunicato” 20 casi di questo tipo al governo turco, chiedendo al Paese di presentare le proprie osservazioni man mano che i casi procedevano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inoltre, il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza una risoluzione che condanna l’espulsione di cristiani stranieri «effettuata con pretesti infondati di sicurezza nazionale e senza un giusto processo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo il Ministero degli Esteri turco ha affermato che tali affermazioni erano “accuse infondate” e rappresentavano un’ingerenza nei suoi affari interni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>ADF International</em>, organizzazione legale cristiana globale che difende la libertà religiosa, la libertà di parole in oltre 70 paese, e che sta sostenendo molti dei 20 casi sollevati dalla CEDU, ha affermato che la Turchia sta abusando delle norme volte a prevenire il terrorismo per prendere di mira cristiani pacifici, alcuni dei quali hanno trascorso decenni nel Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Kelsey Zorzi, direttore di Global Religious Freedom presso ADF International, ha dichiarato: «Il rifiuto del governo turco del voto del Parlamento europeo dimostra una chiara mancanza di rispetto dei suoi obblighi in materia di diritti umani. Quando un governo strumentalizza i meccanismi di sicurezza nazionale per prendere di mira missionari e comunità religiose pacifiche, non gli si deve permettere di agire impunemente».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante un dibattito sulla questione al Parlamento europeo, l’eurodeputato croato Tomislav Sokol ha dichiarato: «Queste deportazioni di cristiani in Turchia per motivi di sicurezza nazionale sono un ulteriore attacco ai cristiani, la minoranza religiosa più perseguitata al mondo». E ha aggiunto: «L’UE non può parlare di diritti umani e poi rimanere in silenzio quando i cristiani affrontano problemi in Africa o persecuzioni in un paese vicino. Dobbiamo batterci per la libertà religiosa ovunque, senza doppi standard&#8230; La Turchia deve porre fine a queste deportazioni di cristiani».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/02/23/il-parlamento-europeo-condanna-lespulsione-di-cristiani-stranieri-in-turchia/">Il Parlamento europeo condanna l’espulsione di cristiani stranieri in Turchia</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Nigeria, ancora rapimenti</title>
		<link>https://riforma.it/2025/12/04/nigeria-ancora-rapimenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 08:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[rapimenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non si arresta l&#8217;ondata di sequestri di giovani a scopo di estorsione. Una piaga sociale...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Non si arresta l&#8217;ondata di sequestri di giovani a scopo di estorsione. Una piaga sociale</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Almeno dodici persone, tra cui un pastore protestante e sua moglie, sono state rapite domenica 30 novembre durante lun culto in una chiesa in un’area rurale della Nigeria centrale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro pastore anglicano, &nbsp;Edwin Achi, rapito il mese scorso a Kaduna (nord-ovest) insieme a moglie e figlia, sarebbe stato ucciso dai suoi carcerieri nei giorni scorsi. Soltanto pochi giorni vi avevamo raccontato degli oltre trecento studenti e studentesse della scuola cattolica St. Mary rapiti, così come di 38 membri di una chiesa nello Stato di Kwara, che sono stati poi liberati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come riporta NIgrizia, il giornale dei Padri Comboniani, la pratica o industria dei rapimenti flagella il nord della Nigeria da circa quindici anni, con una divisione di attori e aree geografiche. Nel nord-est, a rapire sono le formazioni estremiste di matrice islamica come Boko Haram (nata nel 2009) e Iswap (frutto di una scissione all’interno di Boko Haram). Nel nord-ovest, invece, i protagonisti sono i cosiddetti ‘<em>bandits</em>’ (banditi, in italiano), dei gruppi criminali armati che agiscono senza rivendicazioni religiose o politiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo tra il 2019 e il 2023, secondo Acled (Armed Conflict Location &amp; Event Data), una piattaforma di monitoraggio con sede negli Stati Uniti, il nord-est ha conosciuto 246 episodi di rapimento; il nord-ovest 662.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A inizio novembre, il presidente Donald Trump ha accusato il governo nigeriano di non fare abbastanza per fermare il presunto genocidio della comunità cristiana in Nigeria e ha minacciato un intervento armato per risolvere il problema a modo suo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il governo nigeriano respinge sia le accuse di Trump sia le letture che riducono le uccisioni in Nigeria ad un conflitto religioso, ricordando che le vittime sono trasversalmente cristiane e musulmane.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mese scorso, il presidente dell&#8217;Associazione cristiana della Nigeria (CAN), il Revd Daniel Okoh, ha detto che «molte comunità cristiane in alcune parti della Nigeria, specialmente nel nord, hanno subito gravi attacchi, perdita di vite e distruzione di luoghi di culto»·</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/12/04/nigeria-ancora-rapimenti/">Nigeria, ancora rapimenti</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>I cristiani in Siria sperano in una nuova fase</title>
		<link>https://riforma.it/2024/12/09/i-cristiani-in-siria-sperano-in-una-nuova-fase/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudio Geymonat]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 09:42:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[Federazione luterana mondiale]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La rapida caduta del regime di Assad apre a scenari ancora di difficile lettura. Le...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La rapida caduta del regime di Assad apre a scenari ancora di difficile lettura. Le rassicurazioni dei gruppi ribelli nei confronti delle minoranze fa ben sperare</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Con la fuga del dittatore </span><span class="s2"><strong>Bashar al-Assad</strong> la <strong>Siria</strong> entra in una nuova fase della sua tormentata recente storia. </span><span class="s3">Più di mezzo milione di persone sono morte e circa 13 milioni di siriani sono stati sfollati in una delle più grandi crisi di rifugiati al mondo iniziata nel 2011.</span></p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><span class="s4">La rapidità dell’offensiva lanciata dal gruppo islamista </span><span class="s3"><em><strong>Hayat Tahrir ash-Sham</strong></em> (Hts) ha sorpreso un pò tutti gli osservatori internazionali, le cui attenzioni erano rivolte in questi ultimi anni ad altri scenari di guerra.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">Eppure negli ultimi cinque anni, HTS, che si traduce in &#8220;Organizzazione per la liberazione del Levante&#8221;, ha già agito come amministrazione de facto dell&#8217;ultima grande roccaforte dell&#8217;opposizione siriana nella regione nord-occidentale di Idlib, con circa 4 milioni di siriani, per lo più sfollati.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><span class="s3">Un’avanzata scandita al momento da dichiarazioni, e azioni, che vanno nella direzione del rispetto e del dialogo con le multiformi realtà che compongono la realtà siriana, a partire dai movimenti curdi che governano un’ampia fetta del Paese.</span></p>



<p class="p3 wp-block-paragraph"><span class="s3">Anche la nutrita minoranza cristiana ha ricevuto, per bocca del leader di Hts <strong>Abu Muhammad Al-Jawlani</strong>, rassicurazioni sulla volontà di dare vita a una società plurale.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s5">Ad Aleppo </span><span class="s3">al-Jolaniha esortato i suoi combattenti a «calmare le preoccupazioni della nostra gente, di tutte le comunità».<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">«Aleppo è sempre stata un punto di incontro per civiltà e culture, e lo rimarrà, con una lunga storia di diversità culturale e religiosa. Garantiremo la vostra protezione e salvaguarderemo le vostre proprietà» ha aggiunto con una dichiarazione pubblicata su Telegram.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">Una fonte nella comunità cristiana, raggiunta dal sito dell&#8217;emittente radio-televisiva tedesca <strong><em>Deutsche Welle</em></strong> ha raccontato che, dopo essere entrati in città, i rappresentanti dei ribelli si sono recati in un convento e in un ospedale gestiti da figure religiose per rassicurarli sulle loro intenzioni: «Con nostra grande sorpresa, il comportamento dei nuovi occupanti di Aleppo è completamente diverso da quello che ci aspettavamo».</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">«Tutti i discorsi che fanno servono per dire che non sono qui per farci soffrire. Sono qui per aiutarci. Dicono: &#8216;Tutto ciò che vogliamo è rovesciare il regime di Assad&#8217;» ha aggiunto. «</span><span class="s3">Le persone che avevano paura stanno iniziando a uscire e la vita sta iniziando a riprendere».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">«In questo periodo, HTS si è aperta alle minoranze religiose&#8221;, ha spiegato sempre a Deutsche Welle <strong>Jerome Drevon</strong>, un analista dell&#8217;International Crisis Group. «</span><span class="s3">Ad esempio, i comandanti di HTS hanno incontrato rappresentanti cristiani per affrontare le loro preoccupazioni. </span><span class="s3">Il problema principale riguardava gli alloggi, poiché molte case cristiane [nella regione di Idlib] erano state sequestrate da rifugiati provenienti da altre parti della Siria», ha spiegato, aggiungendo che «HTS ha restituito quelle case e quelle terre ai loro proprietari cristiani»:</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">Dal 2018, anche i cristiani nella regione di Idlib hanno potuto celebrare le loro festività religiose come la Pasqua o il Natale.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">«I loro diritti sono migliorati in larga misura», ha proseguito Drevon, evidenziando un processo simile messo in atto con la minoranza drusa.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">Per approfondire vi suggeriamo <a href="https://www.agensir.it/mondo/2024/12/08/siria-jallouf-aleppo-al-jolani-mi-ha-garantito-il-rispetto-dei-cristiani-la-nuova-siria-rinasca-sotto-il-manto-di-maria/" title="">questo ampio articolo di Agensir</a>, con dichiarazioni di vari rappresentanti cristiani in Siria.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">Certamente al momento sono state sospese molte delle attività umanitarie delle organizzazioni non governative umanitarie, come quelle legate alle chiese.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">La situazione ad esempio ha portato alla sospensione di tutti i servizi di supporto umanitario e di emergenza che la <strong>Federazione luterana mondiale</strong> (Lwf) e i suoi partner forniscono alle comunità che soffrono già da oltre 12 anni di guerra civile.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">La direttrice nazionale della Lwf per Giordania e Siria, <strong>Ameera Khamis</strong>, ha affermato che la situazione della sicurezza nel governatorato di Aleppo, dove si concentrano la maggior parte degli interventi, rimane «criticamente instabile». La Federazione luterana è presente in Siria dal 2019, lavorando attraverso partner locali tra cui la Chiesa greco-ortodossa, la Chiesa ortodossa assira, la rete Caritas della Chiesa cattolica e organizzazioni locali. Dopo il devastante terremoto che ha colpito la regione nel febbraio 2023, la Federazione ha intensificato le sue attività, fornendo sia cibo di emergenza che kit igienici, oltre a supportare strutture sanitarie, la riabilitazione di case e scuole e il rafforzamento delle capacità delle organizzazioni locali nella protezione dei minori e nel supporto psicosociale.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">«Dalla scorsa settimana, tutte le attività ad Aleppo sono state sospese e la maggior parte delle organizzazioni non governative internazionali ha evacuato il proprio personale», ha proseguito Khamis.<span class="Apple-converted-space">&nbsp; </span>La Lwf sta esplorando strategie di supporto di emergenza per rispondere alle esigenze più critiche delle persone, ha affermato, tra cui cibo e riparo, bambini in preparazione per l&#8217;inverno e servizi sanitari essenziali.</span></p>



<p class="p4 wp-block-paragraph"><span class="s3">«Il nostro team rimane impegnato a supportare le persone più colpite da questa crisi» ha insistito Khamis. «Ci impegniamo a riprendere le nostre operazioni umanitarie non appena le condizioni lo consentiranno, con un&#8217;attenzione incrollabile nel fornire assistenza salvavita e supporto alle comunità bisognose» ha concluso.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Photo: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/User:Argenberg">Vyacheslav Argenberg</a>, il monastero di San Giorgio ad Homs</h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/12/09/i-cristiani-in-siria-sperano-in-una-nuova-fase/">I cristiani in Siria sperano in una nuova fase</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>India. Cresce l’ostilità verso i cristiani</title>
		<link>https://riforma.it/2024/09/03/india-cresce-lostilita-verso-i-cristiani/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 07:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Release International denuncia il governo del Bharatiya Janata Party (BJP), al potere da un decennio,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Release International denuncia il governo del Bharatiya Janata Party (BJP), al potere da un decennio, che sostiene i militanti indù, autori delle violenze contro i cristiani</h5>





<p class="wp-block-paragraph">La vita sta diventando sempre più “turbolenta” per i cristiani in India a causa dell’ondata di nazionalismo indù che negli ultimi dieci anni non accenna a placarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Release International</em>, organizzazione che supporta i cristiani perseguitati a livello globale, riferisce della morte di un ventiduenne, figlio di un pastore, che è stato trovato impiccato al soffitto di una stalla il mese scorso. La famiglia del pastore era stata oggetto di minacce di morte già in passato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nello stesso mese, una donna cristiana di trentadue anni è stata brutalmente uccisa: la sua famiglia aveva già perso i loro terreni agricoli causa della conversione della donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre a luglio, 50 cristiani, tra cui donne e bambini, sono stati picchiati nel Madhya Pradesh quando estremisti indù mentre partecipavano al culto. Era la quarta volta che la congregazione veniva attaccata. Il pastore ha detto al <em>Morning Star News</em> che erano stati minacciati di lapidazione a morte se si fossero incontrati di nuovo per pregare. Ad aggravare la tragedia il fatto che la polizia si è schierata con gli estremisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riportato <em>dal Times of India</em>, circa 1.700 persone sono state arrestate nell’Uttar Pradesh in base alle severe leggi anti-conversione dello stato. Molti di loro sono cristiani. La <em>Religious Liberty Commission</em> dell’Evangelical Fellowship of India (EFI) ha registrato lo scorso anno un aumento del 45% dei casi di persecuzione contro i cristiani, raggiungendo un record di 601 casi. Solo lo scorso anno sono stati arrestati 440 pastori. Lo United Christian Forum (UCF) dell’India riferisce che solo nei primi sei mesi del 2024 ci sono stati 361 attacchi contro i cristiani.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Release International ha affermato che l’intolleranza e l’ostilità verso i cristiani stanno “crescendo” sotto il governo del Bharatiya Janata Party (BJP), al potere da un decennio, che sostiene i militanti indù. Un pastore dell’Uttar Pradesh, Josemon Pathrose, è stato recentemente arrestato con l’accusa di aver convertito fraudolentemente gli indù. È stato arrestato dopo che un indù lo ha accusato di aver offerto 200.000 rupie per convertirsi al cristianesimo. La polizia ha anche sequestrato il suo veicolo, le Bibbie e altre pubblicazioni. Il pastore Pathrose nega le accuse e afferma di non aver mai incontrato il suo accusatore. Afferma di essere stato aggredito mentre era sotto custodia della polizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Release International si unisce ai cristiani indiani nel chiedere l’abrogazione delle leggi anti-conversione del paese. Paul Robinson, amministratore delegato di Release, ha affermato: «Negli ultimi dieci anni, abbiamo assistito a crescenti attacchi contro i cristiani in India, mentre il clima di intolleranza verso le altre fedi diventa sempre più turbolento. La crescente ondata di leggi anti-conversione non fa che legittimare i pregiudizi e la violenza che i cristiani stanno affrontando. Queste leggi rafforzano i militanti e gli estremisti e devono essere abrogate».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/09/03/india-cresce-lostilita-verso-i-cristiani/">India. Cresce l’ostilità verso i cristiani</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Quasi la metà dei migranti nel mondo è cristiano</title>
		<link>https://riforma.it/2024/08/23/quasi-la-meta-dei-migranti-nel-mondo-e-cristiano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2024 05:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È quanto emerge dalla nuova indagine pubblicata dal Pew Research Center &#160; Secondo un nuovo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">È quanto emerge dalla nuova indagine pubblicata dal Pew Research Center</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo un nuovo studio del Pew Research Center pubblicato lunedì 19 agosto, i 280 milioni di immigrati nel mondo hanno una percentuale maggiore di cristiani, musulmani ed ebrei rispetto alla popolazione generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre i cristiani costituiscono circa il 30% della popolazione mondiale, secondo gli ultimi dati raccolti nel 2020, <strong>i migranti cristiani nel mondo sono il 47%</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dallo studio è emerso che i musulmani costituiscono il 29% della popolazione migrante ma il 25% della popolazione mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre gli ebrei, che rappresentano solo lo 0,2% della popolazione mondiale ma l’1% dei migranti, sono di gran lunga il gruppo religioso che più probabilmente è emigrato, con il 20% degli ebrei di tutto il mondo che vive al di fuori del proprio paese di nascita rispetto al solo 6% dei cristiani e al 4% dei musulmani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un 4% dei migranti risulta poi essere buddista, in linea con la popolazione generale, e il 5% indù, rispetto al 15% della popolazione mondiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sebbene le persone immigrano per molte ragioni, tra cui opportunità economiche, ricongiungimento familiare e fuga da violenze o persecuzioni, la religione e la migrazione sono spesso strettamente collegate, rileva il rapporto. I migranti statunitensi hanno molte più probabilità di avere un’identità religiosa rispetto alla popolazione nata in America in generale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’afflusso di migranti religiosi può avere un impatto significativo sulla composizione religiosa dei paesi di destinazione. Nel caso degli Stati Uniti, “gli immigrati stanno in un certo senso frenando la secolarizzazione”, ha affermato Stephanie Kramer, ricercatrice dello studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre circa il 30% degli individui negli Stati Uniti nel complesso si identifica come ateo, agnostico o religiosamente non affiliato, solo il 10% dei migranti negli Stati Uniti si identifica con queste categorie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Centro di studi statunitense con sede a Washington che fornisce informazioni su problemi sociali, opinione pubblica, andamenti demografici sugli Stati Uniti ed il mondo in generale, ha studiato i dati di 270 censimenti, stimando la composizione religiosa dei migranti da 95.696 combinazioni di 232 paesi e territori di origine e destinazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’analisi si è concentrata sul numero totale di persone che risiedono come migranti internazionali (<em>stock</em>), piuttosto che sui “flussi”, numeri misurati in un periodo specifico. Questa metodologia ha permesso loro di studiare tutti gli adulti e i bambini che vivono al di fuori del loro paese di nascita, indipendentemente da quando sono immigrati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Non siamo interessati solo alla composizione religiosa delle persone arrivate in un Paese di destinazione nell’ultimo anno o negli ultimi cinque anni», ha spiegato Kramer. Secondo il rapporto, la misurazione dello “stock” totale di migranti riflette cambiamenti più lenti, «modelli che si sono accumulati nel tempo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dallo studio è emerso che i migranti si spostano frequentemente verso paesi in cui la loro identità religiosa è già rappresentata e prevalente. Ad esempio, Israele è la destinazione principale per gli ebrei, con il 51% dei migranti ebrei (1,5 milioni) che risiedono lì, mentre l’Arabia Saudita è la destinazione principale per i musulmani, con il 13% (10,8 milioni) residente nell’area.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cristiani e migranti non affiliati a nessuna religione condividono Stati Uniti, Germania e Russia come le tre principali destinazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La maggior parte dei migranti cristiani nel mondo provengono dal Messico e si stabiliscono negli Stati Uniti, ha evidenziato il Pew Research Center. In genere cercano lavoro, maggiore sicurezza o ricongiungimento con i membri della famiglia. Nel frattempo, il 10% dei migranti musulmani nel mondo (8,1 milioni) sono nati in Siria, in fuga dal conflitto regionale scoppiato nel 2011.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto attribuisce gli alti tassi di migrazione ebraica in parte alla Legge del Ritorno di Israele, che garantisce agli ebrei il diritto di ricevere automaticamente la cittadinanza e di fare l’aliyah (immigrazione o ritorno degli ebrei dalla diaspora verso la Terra di Israele, ndr.).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2020, circa 1,5 milioni di ebrei nati al di fuori di Israele vivono ora entro i confini del paese. I migranti ebrei in Israele provengono spesso da ex repubbliche sovietiche, come l’Ucraina (170.000) e la Russia (150.000). Gli Stati Uniti hanno la seconda più alta popolazione di migranti ebrei (400.000), di cui un quarto proviene da Israele.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In generale, tuttavia, Kramer ha affermato che i livelli di immigrazione tra i gruppi religiosi sono rimasti abbastanza stabili nel tempo. Nonostante i numeri consistenti, la ricercatrice ha sostenuto la realizzazione di questo studio a seguito della popolarità di un rapporto del Pew Research Center del 2012, <em>Faith on the Move</em>. I due studi hanno utilizzato metodologie diverse e Kramer ha descritto Faith on the Move come una “istantanea” del binomio “religione e immigrazione” nel 2010.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Molte persone hanno chiesto un aggiornamento e riceviamo molte domande relative alla religione e alla migrazione», ha affermato. Nonostante la richiesta di dati, “Faith on the Move è stato davvero l’ultimo rapporto che abbiamo pubblicato incentrato su questo tema».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molti dei risultati del nuovo rapporto sono simili allo studio del 2012 e Kramer li ha trovati relativamente non sorprendenti. «Anche dai dati più vecchi si può vedere che le minoranze religiose erano molto più propense a lasciare il loro paese di origine e a migrare in un paese in cui la loro identità religiosa era più diffusa», ha affermato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/08/23/quasi-la-meta-dei-migranti-nel-mondo-e-cristiano/">Quasi la metà dei migranti nel mondo è cristiano</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Iran. Cresce il numero dei cristiani arrestati per possesso di Bibbie</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/23/iran-cresce-il-numero-dei-cristiani-arrestati-per-possesso-di-bibbie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 08:15:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[ira]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo un nuovo rapporto elaborato dalle principali organizzazioni che monitorano le persecuzioni cristiane, nel 2023...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Secondo un nuovo rapporto elaborato dalle principali organizzazioni che monitorano le persecuzioni cristiane, nel 2023 le autorità hanno preso di mira in particolare i distributori di Bibbie</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo 18, Christian Solidarity Worldwide, Open Doors </em>e<em> Middle East Concern</em> hanno pubblicato lunedì 19 febbraio un rapporto annuale congiunto 2024 che analizza i vari modi in cui il regime iraniano prende di mira le comunità religiose, compresi i cristiani, sottoponendole ad arresti, multe e fustigazioni.</p>
<p>«Nonostante nel 2023 siano stati arrestati un numero di cristiani paragonabile a quello degli anni precedenti – nel 2023 sono stati documentati 166 arresti, rispetto ai 134 del 2022 – è stato più difficile pubblicizzare nomi e volti», si legge nel rapporto. Come rileva il rapporto, infatti, pochi degli arrestati hanno accettato di pubblicizzare i propri casi, il che ha portato ad un aumento del numero di “vittime senza volto”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli arresti sono avvenuti a “ondate”, afferma il rapporto. Le autorità hanno arrestato una manciata di persone prima di giugno, arrivando a oltre 100 arresti in tre mesi durante l’estate e «un’ulteriore ondata di arresti è avvenuta durante il Natale».</p>
<p>«Alla fine del 2023, almeno 17 dei cristiani arrestati durante l’estate avevano ricevuto pene detentive da tre mesi a cinque anni, o pene non detentive come multe, fustigazione, con l’accusa di “propaganda contro lo Stato”», spiega il rapporto.</p>
<p>Steve Dew-Jones, direttore delle notizie di Articolo 18, un’organizzazione con sede a Londra specializzata nel monitoraggio della persecuzione in Iran, ha detto al Christian Post che non crede sia una coincidenza che gli arresti nel 2023 siano avvenuti nei mesi precedenti l’anniversario della morte di Mahsa Amini.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel 2022, in Iran sono scoppiate proteste dopo che la “polizia della moralità” della Repubblica islamica ha arrestato la 22enne Mahsa Amini per aver indossato il suo hijab in modo improprio. La giovane donna è poi morta dopo essere stata picchiata a morte.</p>
<p>«Crediamo che sia stato intenzionale», ha detto Dew-Jones a CP, sottolineando che ai cristiani che erano stati recentemente rilasciati dal carcere era stato detto di non prendere parte ad alcuna protesta. «Il regime ha i suoi metodi per restare al potere, e sono piuttosto spietati».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Iran, la conversione dall’Islam al Cristianesimo è illegale e chiunque venga trovato membro di una chiesa domestica può essere accusato di crimini contro la sicurezza nazionale e condannato a lunghe pene detentive, secondo la <em>World Watch List</em> di Open Doors. Sebbene le comunità cristiane tradizionali, come i cristiani armeni o assiri, abbiano maggiori probabilità di essere tollerate, sono spesso trattate come “cittadini di seconda classe”. Inoltre, agli iraniani non è consentito leggere la Bibbia nella lingua predominante della nazione, il Farsi, né sostenere i cristiani convertiti dall’Islam.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla domanda se le cose in Iran siano peggiorate per i cristiani dopo la morte di Amini, Dew-Jones ha risposto che è difficile rispondere a questa domanda. Pur notando che i numeri nel rapporto per l’anno più recente sono più alti, ha affermato che ciò potrebbe essere dovuto a un numero maggiore di arresti, o potrebbe significare una migliore documentazione degli arresti.</p>
<p>L’avvocato ha inoltre affermato che il livello di persecuzione è stato “abbastanza costante” dal 2009, cioè da quando il regime ha sottoposto le chiese a controlli sempre più restrittivi. Dew-Jones ha osservato che, anche se le cose certamente non sembrano essere migliorate per i cristiani da allora, non può dire con certezza se le cose siano peggiorate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una delle tendenze evidenziate nel rapporto e che Dew-Jones ha trovato più sorprendente è stata quella di prendere di mira i distributori di copie di Bibbie. Secondo la ricerca oltre un terzo degli arresti prendeva di mira persone che possedevano più copie della Bibbia.</p>
<p>«Abbiamo documentato parecchi di questi casi nel corso degli anni, ma non avevo mai pensato che ne sarebbero stati così tanti come l’anno scorso», ha detto. «Quindi è stata una sorpresa per me».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’altra sezione del rapporto analizza quanti cristiani hanno riferito di aver continuato a subire molestie e controlli dopo il loro rilascio dal carcere. Un testimone citato nel rapporto ha affermato che un agente dell’<em>intelligence</em> sorvegliava spesso la sua casa, mentre altri ricordavano di aver ricevuto telefonate &#8220;angoscianti&#8221; dal loro interrogatore.</p>
<p>«Per altri cristiani, il controllo può essere più subdolo, ad esempio attraverso la sorveglianza continua delle attività online», si legge nel rapporto. «Diversi cristiani hanno testimoniato che durante i loro interrogatori sono rimasti sorpresi nel vedere pile di fogli stampati con e-mail personali o messaggi inviati con altri mezzi di comunicazione, che sono stati poi portati davanti al giudice come prova delle loro attività cristiane».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I gruppi di pressione hanno rivolto raccomandazioni alla Repubblica islamica dell’Iran, tra cui quella di «liberare immediatamente e incondizionatamente i cristiani detenuti con accuse legate alla loro fede o attività religiose», e hanno fatto appello alla comunità internazionale affinché l’Iran chiarisca «dove i cristiani di lingua persiana possono pregare liberamente nella loro lingua madre, senza temere arresti e procedimenti giudiziari».</p>
<p>Il rapporto esorta inoltre la comunità internazionale a ritenere l’Iran «responsabile del mancato adempimento dei suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale». I paesi che accolgono i rifugiati sono inoltre incoraggiati «ad accelerare il reinsediamento dei cristiani iraniani attualmente residenti a Turkiye, dove esiste un alto rischio di respingimento».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/23/iran-cresce-il-numero-dei-cristiani-arrestati-per-possesso-di-bibbie/">Iran. Cresce il numero dei cristiani arrestati per possesso di Bibbie</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Continui attacchi alle chiese cristiane nella Nigeria centrale</title>
		<link>https://riforma.it/2024/02/06/continui-attacchi-alle-chiese-cristiane-nella-nigeria-centrale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Feb 2024 09:48:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cristiani]]></category>
		<category><![CDATA[fulani]]></category>
		<category><![CDATA[Nigeria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le recenti violenze estremiste compiute da terroristi nello stato di Plateau hanno provocato decine di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Le recenti violenze estremiste compiute da terroristi nello stato di Plateau hanno provocato decine di morti e la chiusura di 10 chiese battiste</h5>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli attacchi verificatisi nella contea di Mangu, nello stato di Plateau in <strong>Nigeria</strong>, da parte di pastori Fulani e altri terroristi hanno provocato la <strong>morte di 24 cristiani</strong>, la fuga di centinaia di persone dai villaggi e la chiusura di diverse chiese battiste. È quanto riferito dal past. Koeleh Kelvin Saleh, presidente della Plateau Baptist Conference<span class="Apple-converted-space">  </span>al Christian Daily International-Morning Star News.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Uno dei luoghi di culto delle comunità cristiane colpite è stato convertito in moschea dai pastori musulmani Fulani che hanno preso il controllo di tre comunità. Abbiamo avuto una riunione d’emergenza della Plateau Baptist Conference per definire come raggiungere i cristiani sfollati», ha proseguito il pastore Saleh. «Al momento altre chiese non colpite hanno accolto gli sfollati che hanno ricevuto riparo da alcune famiglie e nuclei familiari».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La denominazione ha organizzato raccolte di fondi di emergenza nelle chiese per gli sfollati.«Abbiamo dovuto farlo perché la maggior parte delle vittime è scappata con nient’altro che la propria vita. Al momento, abbiamo circa 75 famiglie che ospitano gli sfollati delle comunità colpite nelle loro case qui a Jos. Sono circa 200 gli sfollati di cui ci prendiamo cura», ha dichiarato Saleh.</p>
<p><strong>Le chiese battiste hanno raccolto circa 2 milioni di naira</strong> (2.220 dollari) che, insieme a una donazione di 1 milione (1.110 dollari) di naira, sono stati utilizzati per acquistare cibo, coperte e stuoie per più di 100 sfollati nella città di Mangu e in altre aree. Un altro centro per membri battisti sfollati nella città di Barkin Ladi fornisce aiuti a 35 famiglie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«A Pankshin, la situazione è davvero triste: gli sfollati hanno dovuto trasferirsi negli ostelli del Federal College of Education», ha detto il pastore Saleh.</p>
<p>Tra gli sfollati figurano membri di altre denominazioni come la Chiesa di Cristo nelle Nazioni (COCIN) e le Assemblee di Dio.</p>
<p>«I cristiani di Pankshin sono quelli sfollati dalle aree di Wokshina, Panyam e Gindiri», ha detto, aggiungendo che nel campo ci sono anche 44 bambini. «Hanno bisogno di cibo, vestiti, forniture mediche e medicinali. I bisogni sono enormi, poiché i 3 milioni di naira che abbiamo raccolto sono come una goccia d’acqua in un oceano. La triste realtà è che nessuna istituzione governativa ha dato<span class="Apple-converted-space">  </span>alcun tipo di assistenza a queste persone».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli sfollati sperano di ritornare nelle loro comunità e ricostruire le loro case, ma questo dipende dalla capacità del governo di ripristinare un ambiente di vita sicuro.</p>
<p>«Non abbiamo mai avuto una situazione così grave nello stato di Plateau», ha detto il pastore Saleh. «Gli attuali attacchi alle comunità rurali hanno colpito immensamente la chiesa battista».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La Nigeria rimane il luogo più pericoloso al mondo in cui vivere la fede cristiana</strong>, con 4.118 persone uccise per la loro fede dal 1 ottobre 2022 al 30 settembre 2023, secondo la World Watch List 2024 di Open Doors. Sempre in Nigeria si sono verificati più rapimenti di cristiani (3.300) che in qualsiasi altro Paese. Secondo il rapporto, la Nigeria è anche il terzo Paese per numero di attacchi contro chiese e altri edifici cristiani come ospedali, scuole e cimiteri (circa 750).</p>
<p>&nbsp;</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/02/06/continui-attacchi-alle-chiese-cristiane-nella-nigeria-centrale/">Continui attacchi alle chiese cristiane nella Nigeria centrale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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