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	<title>chiese battiste in ucraina - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 05 Feb 2026 08:51:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>chiese battiste in ucraina - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Perquisizioni in due chiese battiste nell’Ucraina occupata dai russi</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/04/perquisizioni-in-due-chiese-battiste-nellucraina-occupata-dai-russi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Feb 2026 08:47:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chiese battiste in ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra Russia ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo i dati forniti dall’organizzazione per i diritti umani Forum 18, nel mirino delle autorità...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Secondo i dati forniti dall’organizzazione per i diritti umani Forum 18, nel mirino delle autorità russe ci sono soprattutto le chiese non registrate</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 gennaio, la polizia e le autorità militari russe hanno effettuato irruzioni coordinate durante i culti domenicali di due congregazioni del <strong>Consiglio delle Chiese Battiste</strong> nella città di Krasnodon (nota in Ucraina come Sorokyne), nella regione occupata di <strong>Luhansk</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo quanto riferiscono i leader delle chiese, alcuni agenti erano equipaggiati con armi da fuoco automatiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il pastore Vladimir Rytikov ha dichiarato a Forum 18 – organizzazione per i diritti umani che promuove la libertà religiosa, di stanza in Norvegia – che gli agenti sono entrati nella sala di culto, hanno ordinato agli uomini presenti di alzarsi e hanno registrato le identità di diversi membri di chiesa. In seguito, il pastore è stato portato in una stazione di polizia e interrogato in merito al rifiuto della chiesa di registrarsi ai sensi della legge russa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Hanno detto che se non ci fossimo registrati, sarebbero intervenuti a ogni funzione e ne avrebbero impedito lo svolgimento», ha detto il pastore Rytikov.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La seconda congregazione battista in un villaggio vicino, Teple, è stata perquisita da agenti dell’unità di polizia incaricata di contrastare l’estremismo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le perquisizioni di gennaio fanno parte di un più ampio schema di azioni repressive</strong> contro le comunità religiose nelle aree dell’Ucraina occupate dalla Russia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra luglio e dicembre 2025, si sono verificate almeno sette perquisizioni durante le funzioni religiose nelle regioni di Donetsk e Luhansk. La maggior parte ha coinvolto congregazioni del Consiglio delle Chiese battiste, che operano senza registrazione statale per principio (il principio battista della separazione tra stato e chiese, ndr.)</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cinque leader religiosi sono stati multati a seguito di queste perquisizioni ai sensi della legislazione russa “anti-missionaria”, che punisce le attività religiose condotte senza autorizzazione ufficiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le autorità russe di occupazione insistono sul fatto che tutte le comunità religiose debbano registrarsi secondo la legge russa o notificare formalmente alle autorità la propria esistenza. I leader sono inoltre tenuti a possedere la cittadinanza russa. Le comunità che si rifiutano di farlo, o che mantengono legami con strutture religiose ucraine, sono considerate illegali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I tribunali russi hanno ripetutamente confermato le multe contro i pastori nell’Ucraina occupata su questa base, anche quando le funzioni religiose si tenevano in case private o in luoghi di preghiera di lunga data.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le Nazioni Unite hanno ripetutamente criticato le restrizioni alla libertà religiosa</strong> nel territorio ucraino occupato dalla Russia e hanno invitato le autorità russe a consentire alle comunità religiose di praticare liberamente la propria fede.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un rapporto al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, il Segretario generale António Guterres ha dichiarato: «Nessun individuo dovrebbe essere incriminato penalmente o detenuto semplicemente per aver praticato la propria religione, anche nelle forme di culto collettivo e proselitismo, in conformità con il diritto internazionale dei diritti umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gruppi religiosi nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina dovrebbero avere accesso ai loro luoghi di culto e potersi riunire liberamente per la preghiera e altre pratiche religiose».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I gruppi per i diritti umani affermano che le azioni di coercizione contro chiese e altre comunità religiose fanno parte di una più ampia campagna di pressione nei territori occupati, che include la chiusura o il sequestro di chiese e altri luoghi di culto, la sostituzione di leader religiosi con figure ritenute fedeli a Mosca e la detenzione o l’espulsione di membri del clero che si rifiutano di obbedire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ex detenuti e investigatori per i diritti umani affermano che alcuni leader religiosi hanno subito gravi abusi durante la custodia, tra cui percosse, isolamento prolungato e altre forme di maltrattamento fisico e psicologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>Center for European Policy Analysis</em> (CEPA) riferisce che in diversi casi, sacerdoti e pastori sono scomparsi per settimane o mesi dopo essere stati portati all’interrogatorio, mentre altri sono stati costretti a fuggire o ad accettare la rimozione dai loro incarichi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>All’inizio del 2026, centinaia di comunità religiose nelle regioni occupate si sono registrate secondo la legge russa</strong>, mentre altre non possono o non vogliono farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le comunità legate alle strutture ecclesiastiche ucraine, tra cui molti gruppi protestanti, cattolici e ortodossi, sono tra quelle più frequentemente prese di mira. Il risultato di tali azioni è un clima di incertezza in cui il culto continua sotto la costante minaccia di ispezioni, multe o chiusura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto loro, i funzionari russi – contattati dai giornalisti – si sono rifiutati di spiegare le motivazioni legali o di sicurezza per il coinvolgimento di polizia, procuratori e servizi di sicurezza, nelle incursioni nei luoghi di culto.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/02/04/perquisizioni-in-due-chiese-battiste-nellucraina-occupata-dai-russi/">Perquisizioni in due chiese battiste nell’Ucraina occupata dai russi</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>La risposta dei battisti alla guerra in Ucraina</title>
		<link>https://riforma.it/2025/02/26/la-risposta-dei-battisti-alla-guerra-in-ucraina/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Feb 2025 10:49:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[bandura]]></category>
		<category><![CDATA[chiese battiste in ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pastore Igor Bandura, vicepresidente dell’Unione panucraina dei cristiani evangelici-battisti, ripercorre in una conversazione i...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1">Il pastore Igor Bandura, vicepresidente dell’Unione panucraina dei cristiani evangelici-battisti, ripercorre in una conversazione i tre anni di conflitto e il ruolo delle chiese battiste<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Una conversazione ampia quella che un’anziana della chiesa battista ad Irpin (città nell’Ucraina settentrionale, ndr.) intrattiene con il past. Igor Bandura, vicepresidente dell’Unione panucraina dei cristiani evangelici-battisti, sul conflitto in Ucraina ormai giunto al suo terzo anno. Il resoconto del dialogo è pubblicato sul sito dell’Unione battista della Gran Bretagna (baptist.org.uk).<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Vivere in un paese sotto attacco è “brutale”, spiega Bandura. Morte e distruzione perseguitano il paese. Ogni due o tre giorni qualcosa viene colpito da un drone o da un missile e c’è stata una “sofferenza indicibile”.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Gli ucraini vivono sotto “minaccia costante”, senza un posto in cui ci si possa sentire al sicuro. Le sirene antiaeree sono una realtà quotidiana e dirompente: quando ne suona una, tutto deve fermarsi. Bandura dice «potresti stare in un rifugio per mezz’ora o fino a otto ore». Ciò ha avuto enormi ricadute su tutti gli aspetti della vita, non ultimo l’istruzione. «Scuole, college, università: è una situazione terribile».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">La guerra ha effetti sulla vita di tutti: i figli del pastore Bandura sono ora in età di leva, e c’è la possibilità molto concreta che siano chiamati al fronte. «Ci penso costantemente», racconta. «Se vanno, potrei non rivederli mai più». La loro casa è a Irpin, al centro di un assedio devastante nelle prime fasi della guerra: è sopravvissuta, ma non senza molti danni dovuti al fuoco incrociato.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Più di 12 milioni di persone hanno perso la casa e sono diventati sfollati interni (IDP). Più di 8 milioni di famiglie sono state separate per oltre 1.000 giorni. «Se chiediamo quante persone sono traumatizzate dalla guerra» continua Igor, «allora la risposta è: tutti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>La risposta della chiesa</b></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Sebbene i battisti fossero scioccati dall’inizio dell’invasione e dalla sua portata («fino all’ultimo giorno abbiamo sperato che in qualche modo saremmo stati protetti”, dice Bandura), erano ben preparati. «Un mese prima della guerra, abbiamo elaborato un piano: come collegare le chiese a est con quelle a ovest, così chi fuggiva sapeva dove andare»</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">I battisti hanno iniziato subito a lavorare in termini di sforzi di soccorso, e questo è continuato nei tre anni successivi. Molte chiese sono diventate centri comunitari e coordinano le attività per soddisfare i bisogni primari delle persone. Bandura spiega che sono coinvolti nella distribuzione di cibo e denaro, cucine mobili, fornitura di carburante e progetti di guarigione dai traumi. Mentre ci sono solo 13 cappellani ufficiali dell’esercito, circa 400 pastori battisti agiscono ufficiosamente come cappellani, visitando i centri di “stabilizzazione” (dove vanno i soldati feriti) e facendo il possibile per supportare le persone accolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Bandura ricorda che centinaia di edifici ecclesiastici sono stati distrutti. Mentre alcuni sono stati colpiti indiscriminatamente, altri sono stati presi di mira deliberatamente nel tentativo di cancellare l’identità ucraina. Le chiese nelle regioni orientali occupate possono esistere, a condizione che cooperino con lo stato russo e il culto sia conforme alla Chiesa ortodossa russa allineata allo stato.</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Molte chiese hanno chiuso perché i pastori e i credenti sono sfuggiti ai combattimenti e alle persecuzioni. Alcuni hanno fondato nuove chiese nei luoghi in cui sono fuggiti: 50 nuove chiese sono nate nei primi due anni di guerra, mentre altre 25 sono in fase di formazione. Il continuo sostegno finanziario dei pastori, pari a 100$ al mese, è un aspetto fondamentale della risposta dell’Unione battista in Ucraina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«I pastori sono fondamentali per organizzare e guidare la chiesa», continua Bandura. «Alcuni hanno lasciato tutto e hanno perso non solo il lavoro, ma anche la casa. Quindi volevamo fare il possibile per tenerli nel ministero e nelle chiese».</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nonostante tutti i problemi che hanno dovuto affrontare, le chiese battiste hanno fatto una differenza tangibile; dal 2022 i battesimi sono passati dai 2700 a circa 4000. «Sono orgoglioso della loro perseveranza e del loro fedele ministero», ha commentato Bandura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Proprio “il loro fedele ministero” è la chiave per comprendere la risposta dei battisti ucraini alla guerra. Bandura sottolinea che i battisti non sono solo un popolo che ha dato una risposta sul piano pratico, ma anche un popolo di preghiera. Durante la sofferenza della guerra sono rimasti concentrati sul Vangelo. «È la nostra forza immutabile e una fonte di ispirazione e comprensione».</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Dunque, accanto al sostegno pratico, c’è tutto il supporto emotivo e spirituale attraverso le comunità cristiane che si sostengono a vicenda, lo studio della Bibbia e la preghiera.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Alle persone che cercano speranza e risposte alle domande più difficili della vita «non possiamo dare notizie positive, ma possiamo parlare di Dio e di speranza», afferma Bandura. «Ho sentito di avere un solo obbligo ogni volta che predico, ed è quello di condividere la speranza. Non è che siamo speciali, ma siamo un popolo di speranza. Abbiamo svolto il ministero nella nostra comunità durante la guerra, ed è per questo che le chiese sono diventate davvero luoghi dell’amore di Dio».</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">«La domanda che spesso ci poniamo è: dov’è Cristo in mezzo al mondo? E la risposta è&#8230; nelle trincee, negli ospedali&#8230; e nelle nostre chiese».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>Obiettori di coscienza in Ucraina</b></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A fine gennaio il pastore Bandura ha visitato l’Inghilterra come parte di una delegazione di leader religiosi che mirava a richiamare l’attenzione sia sulla persecuzione religiosa nei territori occupati, sia sulla difficile situazione degli obiettori di coscienza in Ucraina.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Prima dell’invasione su vasta scala, c’erano opzioni di servizio alternative per gli obiettori di coscienza, con una durata doppia del servizio. Potevano scegliere di lavorare in un ospedale o di fare gli autisti, ad esempio. Per ogni soldato in prima linea, ci sono otto persone in ruoli di supporto non combattenti. Tuttavia, con il paese in guerra, questa opzione non è più possibile.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">I battisti ucraini hanno discusso la questione dell’obiezione di coscienza al servizio militare in una conferenza nel lontano 2014 e hanno votato all’unanimità per consentire la libertà di scelta individuale. I battisti ucraini, quindi, non incoraggiano il rifiuto del servizio militare: se le persone scelgono di andare, lo fanno sapendo di essere amate e sostenute nella preghiera dalla loro comunità battista, ma anche coloro che preferiscono scegliere ruoli non combattenti, si aspettano che la loro famiglia battista stia al loro fianco sostenendo il loro diritto a farlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><b>Una pace giusta</b></p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">A dicembre, il Consiglio ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose ha condiviso con una consultazione europea approfondimenti su come le chiese ucraine percepiscono il concetto di pace giusta. La conferenza di tre giorni è stata guidata dalle parole del profeta Amos: «<span class="s1">Scorra piuttosto il diritto come acqua e la giustizia come un torrente perenne!</span>» (cap. 5, 24).</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Il rev. Anatolyi Raychynets, vicepresidente del Consiglio ucraino delle chiese e delle organizzazioni religiose e vicesegretario generale della Società biblica ucraina, riferendosi all’occupazione russa dei territori dell’Ucraina, ha dichiarato: «Edifici ecclesiastici presi per le esigenze dell’esercito russo, divieto di tenere culti religiosi, clero ucciso, torture», ha detto. «Pertanto, noi, come ministri della chiesa, chiediamo qualcosa che non è tipico dei pastori: chiediamo di aiutare l’Ucraina con armi e tutto il necessario affinché le forze di difesa dell’Ucraina possano proteggere la vita dei bambini, delle donne e di tutte le persone, perché sono venuti per ucciderci». «La pace giusta – ha concluso – è «quando il male viene punito e la giustizia viene ristabilita».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/02/26/la-risposta-dei-battisti-alla-guerra-in-ucraina/">La risposta dei battisti alla guerra in Ucraina</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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