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	<title>animali esotici - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
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	<title>animali esotici - Riforma.it</title>
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		<title>Esotici fuori luogo</title>
		<link>https://riforma.it/2024/12/05/esotici-fuori-luogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Caterina Tarquini e Francesca Sapio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 09:54:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[animali esotici]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo investigativo]]></category>
		<category><![CDATA[premio laganà]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Roberto Morrione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La serie degli articoli finalisti del Premio Morrione si conclude con le vincitrici del Premio...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading"><span style="font-size: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; letter-spacing: inherit;">La serie degli articoli finalisti del Premio Morrione si conclude con le vincitrici del Premio Laganà, un lavoro sul mercato degli animali la cui circolazione dovrebbe essere controllata</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi colleziona serpenti rari, chi alleva oltre duemila ragni in una stanza del proprio appartamento e c’è chi tiene puzzole e suricati come animali da compagnia. Un fenomeno in netta crescita quello del commercio di specie esotiche, come dimostrano i numeri impressionanti: sono cinquecento milioni gli animali non convenzionali in Europa e tre milioni quelli importati e censiti ogni anno in Italia secondo le stime del ministero della Salute. Il legame tra l’essere umano e gli altri animali non è certo una novità: affonda le proprie radici in simboli e miti che nei secoli hanno plasmato la nostra comprensione del mondo. Se però il sodalizio con alcune specie, come il cane o il gatto, è una millenaria storia di addomesticamento e co-evoluzione, quella dei <em>pet</em> esotici è un <em>trend</em> decisamente più recente, che implica sfide e criticità del tutto nuove.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Abbiamo cercato di raccontare questo fenomeno in espansione,</strong> partendo dalle teche e dalle voliere allestite nei salotti di casa. Le voci di alcuni esperti, come Ilaria Capua (virologa e ricercatrice del Johns Hopkins di Bologna) e David Quammen (reporter del <em>National Geographic</em> e autore del celebre <em>Spillover</em>) ci hanno aiutato a fare luce sui rischi sanitari e sulle conseguenze in termini di benessere animale e conservazione della biodiversità.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">La globalizzazione e l’avvento del digitale hanno accelerato la crescita del settore: ciò che tra gli anni ’70 e ’80 era riservato perlopiù a circhi e collezionisti, oggi è accessibile a chiunque grazie a social media e piattaforme di <em>e-commerce</em>. Sotto la patina di apparente legalità, però, proliferano pratiche più o meno illegali. Le lacune e le discrepanze normative lasciano spazio di manovra a un mercato che opera in una zona grigia. In Italia, per esempio, è assolutamente vietato detenere un coccodrillo come animale domestico, mentre in Germania è possibile, purché si ottengano determinate licenze che garantiscono il benessere dell’animale. E se invece si desidera una scimmia – in Italia è illegale detenere qualsiasi tipo di primate – nulla impedisce di accordarsi online con un privato, recarsi in macchina in Polonia o in Repubblica Ceca dove le maglie della legge si allentano notevolmente, e tornare nel nostro Paese senza troppe difficoltà. A essere a rischio non è solo il benessere degli animali. La pandemia da Sars Covid-19, nonostante l’impennata delle vendite durante i <em>lockdown</em>, ha acceso i riflettori sui pericoli connessi al commercio di specie esotiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’Organizzazione mondiale della sanità ha ribadito più volte</strong> in questi anni la necessità di chiudere i mercati di animali vivi, diffusi prevalentemente in Asia. Eppure, entro certi limiti e con le dovute differenze, anche le fiere nostrane espongono gli esemplari a un rischio concreto di contrarre malattie: la prossimità tra specie diverse costituisce una delle condizioni che favorisce maggiormente il contagio. Se questo vale per il commercio legale, nel traffico illegale la mancanza di controlli e accortezze minime mette ancora di più a repentaglio la loro e la nostra salute.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’intento della nuova normativa sul commercio e la detenzione di specie esotiche</strong>, come si legge sui documenti ufficiali, è quello di prevenire l’insorgenza di “focolai di zoonosi”. Ma a distanza di due anni dall’entrata in vigore, i decreti attuativi e soprattutto la nuova “lista negativa”, che dovrebbe individuare le specie vietate per la sicurezza e la salute pubblica, non vedono ancora la luce. Nel frattempo, le logiche del mercato e del profitto rischiano di spadroneggiare in un settore che pone questioni cruciali sul piano etico, sanitario e ambientale. Serve una maggiore uniformità legislativa a livello nazionale e internazionale, ma soprattutto un profondo cambiamento culturale e una consapevolezza “attiva” sull’impatto delle nostre scelte. È il momento di uscire dalla zona grigia.</p>



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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caterina Tarquini, giornalista </strong>e&nbsp;<strong>Francesca Sapio, fotografa, </strong>insieme <em>sono le vincitrici della prima edizione del Premio “Riccardo Laganà”, (inserito nell’ambito del Premio Morrione) per il giornalismo investigativo under 30 su Biodiversity, Sustainability, Animal Welfare.</em></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><iframe title="YouTube video player" src="https://www.youtube.com/embed/CDe8iaKv1Lo?si=AatWTh9AmGlf6WAs" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>



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<p class="wp-block-paragraph"><em>Nella foto  <strong>Caterina Tarquini,</strong> Francesca Sapio e Valentina Laganà, sorella di Riccardo</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/12/05/esotici-fuori-luogo/">Esotici fuori luogo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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