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	<title>Angrogna - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Wed, 17 Dec 2025 09:47:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Angrogna - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Menzione speciale per il progetto &#8220;Foyer&#8221; della Diaconia valdese</title>
		<link>https://riforma.it/2025/12/17/menzione-speciale-per-il-progetto-foyer-della-diaconia-valdese/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 09:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Angrogna]]></category>
		<category><![CDATA[diaconia valdese]]></category>
		<category><![CDATA[foyer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premiate le buone pratiche che fanno incontrare diversi ambiti: agricoltura sociale, supporto a persone fragili,...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Premiate le buone pratiche che fanno incontrare diversi ambiti: agricoltura sociale, supporto a persone fragili, turismo sostenibile, mobilità e promozione.</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <a title="Pagina internet del Servizio Adulti e Territorio della Diaconia Valdese" href="https://servizisalute.diaconiavaldese.org/servizio-adulti-e-territorio/" target="_blank" rel="noopener">Servizio Adulti e Territorio</a> della <a title="Sito internet Servizi Salute - Diaconia Valdese" href="https://servizisalute.diaconiavaldese.org/" target="_blank" rel="noopener">Diaconia Valdese – Servizi Salute</a> è stato invitato a Roma, presso lo Spazio Field, a partecipare ad un evento speciale organizzato al termine di un percorso di selezione del <strong>progetto “Foyer – Una comunità per la comunità”</strong> (2021-22), per cui il servizio ha ricevuto la <strong>menzione d’onore</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La premiazione delle <strong>Buone Pratiche della Rete PAC 2025</strong> è avvenuta al termine di una giornata dal titolo “Coltiviamo il domani”, nata con l’obiettivo di <strong>mettere in rete istituzioni, territori e agricoltori </strong>per progettare il futuro dell’agricoltura italiana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">A rappresentare il progetto “Foyer – Una comunità per la comunità”, Laura D’Apote, progettista del SAT nonché capofila dello stesso; Cinzia Bricco, titolare dell’azienda agricola Cascina Serabial di Lusernetta – partner del progetto, e Susanna Gardiol del GAL EVV, ente finanziatore insieme alla Regione Piemonte, nell’ambito del PSR Piemonte 2014-2022, sottomisura 16.9 per i progetti dedicati all’agricoltura sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un premio significativo nell’ambito dell’<strong>innovazione dell’agricoltura italiana</strong>, espresso con una targa e un attestato di riconoscimento, in cui si riportano le motivazioni della giuria: “per aver fatto dell’<strong>agricoltura un gesto di cura e inclusione</strong>, restituendo dignità, competenze e relazioni alle fragilità sociali, e rinnovando il ruolo comunitario del lavoro nei campi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un riconoscimento importante e gratificante, che il SAT vuole condividere con tutti i partner di progetto (l’azienda agricola Il Palaset di Bricherasio, l’azienda agricola Piccoli Frutti di Angrogna, l’azienda agricola Cascina Serabial di Lusernetta, il CISS Pinerolese e l’ASL TO3) e con le persone che hanno partecipato alle attività in prima persona, così come la comunità tutta, in un periodo complesso come quello pandemico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con la speranza di continuare proficuamente il percorso intrapreso dal Servizio Adulti e Territorio nell’ambito dell’<strong>agricoltura sociale</strong> sul territorio con GAL Escartons e Valli Valdesi e Regione Piemonte, il SAT ringrazia la giuria per l’apprezzamento e gli organizzatori per l’interessante giornata ricca di spunti ed esprime i complimenti anche a tutti gli altri otto progetti finalisti per l’impegno e la passione condivisa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Foyer: una comunità per la comunità’</strong> è il progetto nato per sostenere le aziende agricole del territorio della Val Pellice nella sperimentazione di innovativi metodi di agricoltura sociale, tramite il rafforzamento della rete tra soggetti agricoli e sociale privato e pubblico, con conseguente ricaduta economica e sociale per aziende e territorio. Un progetto che</p>



<p class="wp-block-paragraph">sviluppa e fa incontrare diversi ambiti: agricoltura sociale, supporto a persone fragili, turismo sostenibile, mobilità e promozione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per maggiori informazioni e per approfondire, ecco il link al video riassuntivo del progetto “Foyer – Una comunità per la comunità”: <a href="https://bit.ly/48MQtWw">https://bit.ly/48MQtWw</a>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per conoscere meglio il Servizio Adulti e Territorio:<br><a title="Pagina Facebook del Servizio Adulti e Territorio" href="https://www.facebook.com/ServizioAdultieTerritorio" target="_blank" rel="noopener">Fb – Servizi Adulti e Territorio – Diaconia Valdese</a> | <a title="Pagina Facebook di Servizi Salute" href="https://www.facebook.com/ServiziSaluteDiaconiaValdese" target="_blank" rel="noopener">Servizi Salute – Diaconia Valdese</a></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/12/17/menzione-speciale-per-il-progetto-foyer-della-diaconia-valdese/">Menzione speciale per il progetto “Foyer” della Diaconia valdese</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Cà d’la Pais: verso il quarantennale</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/17/ca-dla-pais-verso-il-quarantennale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Platone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 07:00:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[Angrogna]]></category>
		<category><![CDATA[ca d'la pais]]></category>
		<category><![CDATA[Jacopo Lombardini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;assemblea annuale degli amici della casa che ospitò la banda partigiana di Jacopo Lombardini &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L&#8217;assemblea annuale degli amici della casa che ospitò la banda partigiana di Jacopo Lombardini</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">L’assemblea annuale degli amici e amiche della <i>Cà d’la Pais</i> (Casa della pace) al <i>Bagnoou</i> d’Angrogna (To) si è svolta sabato scorso in un clima intergenerazionale. La ventina di partecipanti ha discusso la relazione introduttiva e ha nominata il Gruppo di lavoro. Il prossimo anno la struttura, che accoglie principalmente campi per giovani e giovanissimi, compirà quarant’anni. La sua ricostruzione avvenne nel 1986. Com’è noto la <i>Cà</i> fu sede della banda partigiana del <i>Bagnoou,</i> cui prese parte anche Jacopo Lombardini. Nel gennaio del 1944 venne bombardata dai tedeschi. Ridotta a un cumulo di macerie, rimase così finché la comunità valdese angrognina non decise di ricostruirla all’insegna della pace, del dialogo, della formazione delle generazioni più giovani nello sviluppo di una coscienza autonoma e critica.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Alcune staffiste dei campi hanno partecipato all’incontro, che ha valutato positivamente un anno di attività. Trattasi di giovani che esercitano la responsabilità di gestione di campi per minori dopo una necessaria formazione. Il Gruppo di lavoro della <i>Cà,</i> compresi gli staffisti, svolgono – sotto la responsabilità del Concistoro – il loro servizio a titolo volontario, il che consente una fruibilità della struttura in maniera economica. Non è infatti un’attività a scopo di lucro. Il che spiega come ogni anno al momento delle iscrizioni si allunghino le liste di attesa.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Nel corso della giornata si è ricordato come oggi la Resistenza venga storicamente evocata da lapidi, monumenti, letteratura, film, ecc. Ci si è rallegrati del fatto che il periodico <i>La Beidana</i> (n. 111) abbia dedicato un accurato reportage ai luoghi in cui la Resistenza al nazifascismo si è svolta in queste Valli. Per una volta si è parlato anche della <i>Cà d’la Pais</i>, che compare raramente nella letteratura dedicata al tema. In effetti non si tratta di un monumento ma di un luogo di formazione, d’incontro e confronto, ubicato davanti a un panorama mozzafiato. Qui non c’è bisogno d’illustrare la natura perché ci sei dentro, compresa la strada sterrata per raggiungere la località.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph">Tra le novità in vista del quarantennale ci sarà un nuovo filmato, un nuovo campo donne, un nostro associato ha scritto una canzone in <i>patois</i> sulla Casa e altre piacevoli sorprese che sveleremo man mano. Desiderio espresso dall’assemblea è di riuscire ad allargare ulteriormente la rete degli amici e amiche della <i>Cà</i>. Iscriversi vuol dire ricevere due volte all’anno una <i>newsletter</i> (via mail) sulle attività e le prospettive del sodalizio. Se tutti quelli che hanno visitato o partecipato a qualche campo, come staffisti o campisti, s’iscrivessero, saremmo in tanti. Chi ci legge si chiederà: ma come fare? Basta scrivere a: cadlapaisangrogna@gmail.com. È previsto, per chi può, un contributo minimo da versare sul conto del Concistoro riportato sulla newsletter. Il Sodalizio degli amici e amiche è l’indispensabile rete di protezione della <i>Cà</i> che, pur essendo isolata in alta montagna, non intende esserlo nelle proprie attività.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/09/17/ca-dla-pais-verso-il-quarantennale/">Cà d’la Pais: verso il quarantennale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Buddhismo. Una nuova realtà ad Angrogna</title>
		<link>https://riforma.it/2025/03/06/buddhismo-una-nuova-realta-ad-angrogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Fries]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 08:32:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Angrogna]]></category>
		<category><![CDATA[buddhismo]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Milarepa]]></category>
		<category><![CDATA[stupa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fra i boschi delle valli valdesi in provincia di Torino vedrà presto la luce una...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Fra i boschi delle valli valdesi in provincia di Torino vedrà presto la luce una struttura sacra del buddhismo tibetano</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>È in distribuzione in tutto il territorio del pinerolese nell’area sud della provincia di Torino (lo trovate in centinaia di luoghi pubblici, dalle biblioteche ai negozi) il numero di marzo del mensile free press L’Eco delle valli valdesi che potete leggere integralmente anche dal nostro sito, dalla home page di di <a href="http://www.riforma.it/">www.riforma.it</a>. Questo è uno degli articoli che troverete nelle nostre pagine. Buona lettura</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto presto ad <strong>Angrogna</strong>, nel cuore delle valli valdesi, a ulteriore testimonianza di quanto questi territori siano ricchi di diversità, sorgerà uno <em>stupa</em>, struttura sacra molto importante per il buddhismo tibetano. Questa andrà ad aggiungersi al già esistente “Centro di ritiri”, che è al momento oggetto di ristrutturazione per creare l’impianto di riscaldamento e per rinnovare i bagni, ma che è già agibile. Entrambe queste strutture appartengono all’Ente di culto <em>Centro Milarepa</em>, centro di buddhismo tibetano che nasce a Pinerolo nel 1980.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>– Perché proprio Angrogna?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Noi abbiamo cercato in tutto il Piemonte – ci dice <strong>Francesco Puleo</strong>, presidente dell’Ente di culto Centro Milarepa –; Angrogna l’abbiamo poi scelta perché la struttura che abbiamo trovato aveva le qualità migliori. Era delle giuste dimensioni e non era necessario fare lavori troppo onerosi. Potevamo coprire tutti i costi con l’eredità del notaio Rebuffo, che aveva conosciuto il fondatore del <em>Centro Milarepa</em>, il venerabile Kalu Rinpoche. Rebuffo ha lasciato questi fondi all’Unione buddhista italiana chiedendo che con una parte di questi si facesse un centro di diritti in Piemonte. L’Unione buddhista ha individuato il <em>Centro Milarepa</em> come ente più adeguato a occuparsi di questa iniziativa, essendo uno dei primi centri buddhisti in Italia, trovandosi in Piemonte, avendo un legame con il notaio e avendo un <em>Lama</em> residente dal 1982. Il posto è molto bello, insomma era la struttura perfetta. Inoltre era per noi il posto giusto, perché quando il Centro era a Pinerolo (adesso è a Torino) andavamo a passeggiare con il Lama ad Angrogna. È stata una fortuna trovarlo!».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>– Quanti membri contate nel Pinerolese?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«All’inizio degli anni Novanta il <em>Centro</em>, essendo uno dei primi in Italia, raccoglieva tantissime persone da diverse parti del paese. Adesso ci sono centri un po’ in tutte le città: dunque il numero è passato dal migliaio al centinaio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>– Come definireste il rapporto con il territorio valligiano? </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Abbiamo un legame vivo con la comunità valdese, in termini sia di incontri interreligiosi sia di stretta collaborazione dell’Unione buddhista italiana nel processo di attuazione dell’Intesa con lo Stato e successivamente nell’iscrizione dell’Unione nel circuito dell’Otto per Mille. C’è stata proprio una collaborazione diretta, in cui la Chiesa valdese, più di tutti, ci ha molto aiutati a capire come muoverci in questi ambiti. Inoltre nel <em>Centro</em> di Angrogna abbiamo fatto ritiri ma anche <em>summer camp</em> per bambini».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>– Quali sono i principi fondanti del buddhismo tibetano?</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il principio del Buddhismo in generale è quello che aveva individuato il <em>Siddahrta</em>, il Buddha storico, ovvero l’illuminazione, la liberazione, l’uscita definitiva dal ciclo delle esistenze, e quindi dalla sofferenza. Questo però avviene solo mettendo in pratica un concetto condiviso da tutte le religioni, ovvero l’Amore e Compassione, che permette all’individuo di liberarsi anche da tutti gli elementi di ego ed egoismo che lo imprigionano nella continua reiterazione di abitudini nocive. Anche se non si parla di Dio, per il Buddhismo tutte le religioni hanno lo stesso valore. Non esistono religioni giuste o sbagliate, migliori o peggiori. Semplicemente ognuno può scegliere il percorso che ritiene più adatto a sé».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi desiderasse ulteriori informazioni può scrivere una mail all’indirizzo info@centromilarepa.net, visitare la pagina Facebook del <em>Centro</em> o telefonare al 339-8003845.</p>


<p> </p>
<p> </p>


<p class="wp-block-paragraph"><strong>Piccolo glossario buddhista</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stupa</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Gli </em>stupa<em> sono monumenti caratteristici della tradizione buddhista. Vengono utilizzati fin dai primordi del Buddhismo per conservare le reliquie attribuite al Buddha o a importanti maestri del passato.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lama </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il </em>lama<em> è un “sacerdote” che deve aver fatto un ritiro tradizionale che dura tre anni e tre mesi, o un percorso di studi che dura dieci anni. È un maestro, la guida della comunità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Samsara&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Il </em>Samsara<em> è un ciclo continuo di morte e rinascita, dove l’individuo sperimenta un grado di sofferenza dipendente dalle azioni da lui compiute in precedenza. Il samsara ha fine quando un essere senziente ottiene la totale liberazione dall’ignoranza, e realizza il nirvana.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nirvana</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La parola deriva dal sanscrito e significa letteralmente “estinzione” o “soffio”. Nella tradizione buddhista, il nirvana rappresenta lo stato finale di liberazione dalla sofferenza, dal ciclo di nascita e morte (samsara) e dalle illusioni che affliggono l’essere umano.&nbsp;Raggiungere il nirvana&nbsp;significa ottenere una pace profonda e duratura, libera dai desideri e dalle afflizioni mentali.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;</em></p>



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			</item>
		<item>
		<title>Tempio del Serre: un progetto per metterlo in sicurezza e riaprirlo al pubblico</title>
		<link>https://riforma.it/2025/02/24/tempio-del-serre-un-progetto-per-metterlo-in-sicurezza-e-riaprirlo-al-pubblico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Samuele Revel]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 11:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Megafono]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Angrogna]]></category>
		<category><![CDATA[Beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[tempio del Serre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Chiuso a fine 2019 per il distacco di intonaco dalla volta &#160; Il tempio del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Chiuso a fine 2019 per il distacco di intonaco dalla volta</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tempio del Serre di Angrogna, in val Pellice, è uno dei tre della chiesa valdese locale (assieme a quello di capoluogo San Lorenzo e di Pra del Torno, in fondo alla valle). Da fine 2019 è chiuso per un problema alla volta che non garantiva più un accesso in sicurezza alla struttura. «Abbiamo dovuto chiudere il tempio perché si è staccata una parte dell’intonaco della volta (costruito con la tecnica del “cannicciato” intreccio di piccoli legni o canne rivestito di calce, non portante quindi) – ci spiega Marina Bertin, presidente del Concistoro della chiesa valdese di Angrogna – e per evitare incidenti abbiamo dovuto a malincuore vietare l’accesso al tempio che è il punto di partenza della passeggiata storica della val d’Angrogna. In questa chiesa inoltre si tenevano ance alcuni, pochi, culti, ma soprattutto era usata per concerti ed eventi pubblici, organizzati per esempio dal Comune».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<figure class="wp-block-image alignnone size-medium wp-image-70550"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="300" height="226" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-300x226.jpg" alt="" class="wp-image-70550" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-300x226.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-1024x771.jpg 1024w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-768x578.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-1536x1157.jpg 1536w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-2048x1542.jpg 2048w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-800x600.jpg 800w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-700x527.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092109-600x452.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;interno del tempio con la parte di intonaco distaccata</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">In un primo momento si è subito pensato a intervenire con fondi del Pnrr come per il tempio del Ciabas (nell’ambito di una misura per la tutela e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale) ma non è andato a buon fine. «A causa di un vizio di forma dovuto a un errore nell’accatastamento non potevamo accedere a questo tipo di finanziamento – ci ha spiegato l’architetto Luca Manfren, che ha seguito la progettazione per entrambi i templi – e quindi abbiamo dovuto cercare di reperire fondi altrove».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Dopo aver percorso un lungo iter (tre anni) per far inserire il tempio come bene culturale alla Sovrintendenza siamo arrivati al termine del procedimento che ha quindi permesso di chiedere un finanziamento di 166.000 euro all’Otto per Mille valdese e siamo in attesa di sapere se verrà finanziato e in che percentuale – ha aggiunto Bertin –. Siamo consapevoli che la chiesa di Angrogna dovrà fare la sua parte ma ci sono stati buoni riscontri in questa direzione con molto entusiasmo teso a cercare di riaprire al più presto il tempio a tutti e tutte». A livello di interventi la progettazione è stata complessa. «Il problema è nel “cannicciato” della volta. L’intonaco si è staccato dal legno, e il rischio che ricapiti in altre zone è elevato – spiega Manfren –. Ho quindi dovuto creare un sistema di protezione: verrà posizionata una rete di vetroresina sotto la volta e sarà ancorata a una struttura in acciaio da costruire nello spazio del sottotetto. La rete verrà poi rasata cosicché dall’interno del tempio non si noterà l’intervento. E anche la struttura portante di acciaio, poggiante sui muri perimetrali, non sarà visibile se non dal sottotetto».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oltre al consolidamento della volta sono previsti altri piccoli ma importanti lavori. «Verrà costruita una piccola intercapedine a monte per risolvere i problemi di umidità di risalita; le grondaie verranno convogliate nella rete di raccolta di acque piovane e si edificherà una rampa per persone disabili per accedere al tempio. Infine verranno restaurati i serramenti e si rifarà il portone di accesso».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’intervento più delicato è quello della facciata. «Essa – conclude Manfren – è stata intonacata negli anni ’60 del secolo scorso con materiali e colori difformi dall’originale. Cercheremo di trovare tracce del colore originario per riportare, con il rifacimento del portone, la facciata alla sua forma originale». &nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image alignnone size-medium wp-image-70548"><img decoding="async" width="300" height="226" src="https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-300x226.jpg" alt="" class="wp-image-70548" srcset="https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-300x226.jpg 300w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-1024x771.jpg 1024w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-768x578.jpg 768w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-1536x1157.jpg 1536w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-2048x1542.jpg 2048w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-800x600.jpg 800w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-700x527.jpg 700w, https://riforma.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_20220511_092822-600x452.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il sottotetto con il &#8220;cannicciato&#8221;</figcaption></figure>



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<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/02/24/tempio-del-serre-un-progetto-per-metterlo-in-sicurezza-e-riaprirlo-al-pubblico/">Tempio del Serre: un progetto per metterlo in sicurezza e riaprirlo al pubblico</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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