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	<title>Ai - Riforma.it</title>
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	<description>il quotidiano on-line delle chiese evangeliche, battiste, metodiste e valdesi in Italia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 28 May 2026 07:27:05 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ai - Riforma.it</title>
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	<item>
		<title>Opportunità e rischi dell&#8217;Intelligenza artificiale</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/27/opportunita-e-rischi-dellintelligenza-artificiale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 07:42:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ecumenismo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[papa leone]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio ecumenico delle chiese commenta “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di papa Leone &#160;...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/27/opportunita-e-rischi-dellintelligenza-artificiale/">Opportunità e rischi dell’Intelligenza artificiale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading node-title"><span dir="auto">Il Consiglio ecumenico delle chiese commenta “Magnifica Humanitas”, la prima enciclica di papa Leone</span></h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">In occasione della pubblicazione di “<a href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/en/encyclicals/documents/20260515-magnifica-humanitas.html">Magnifica Humanitas</a>”</span><span class="s1">, la prima enciclica di papa Leone XIV, dedicata all’intelligenza artificiale e alla dignità umana, il vescovo luterano Heinrich Bedford-Strohm, moderatore del Comitato centrale del Consiglio ecumenico delle chiese (Cec), ha espresso gratitudine per il documento sociale.</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">“Magnifica Humanitas” (in latino “La Magnifica Umanità”) affronta i rapidi sviluppi tecnologici dell&#8217;era digitale, che trovano la loro espressione più avanzata nell&#8217;intelligenza artificiale.</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Questo sviluppo offre grandi opportunità, ma comporta anche grandi rischi», ha affermato Bedford-Strohm. «Lo sviluppo tecnologico ha acquisito una tale spinta che le norme che ne garantiscono un uso responsabile non sono riuscite a tenere il passo».</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">Questo rende ancora più importante un dibattito pubblico globale su tali norme urgentemente necessarie, ha osservato Bedford-Strohm. «Uno degli obiettivi è quello di stabilire meccanismi efficaci per proteggere la libertà e la dignità umana dalle multinazionali dei dati, il cui potere monopolistico è ormai praticamente incontrollabile», ha dichiarato. «Soprattutto quando si parla di intelligenza artificiale, la questione centrale è anche il concetto di umanità».</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">Bedford-Strohm ha aggiunto che è ovvio che le Chiese, con il loro ricco patrimonio di riflessioni antropologiche, abbiano qualcosa di importante da dire al riguardo. «Ecco perché ne abbiamo discusso intensamente negli ultimi anni in seno al Consiglio ecumenico delle chiese», ha concluso. «Sono molto grato che papa Leone stia dando un forte impulso a questa discussione con la sua nuova enciclica, che spero avrà un impatto sull&#8217;opinione pubblica mondiale pari a quello che l&#8217;enciclica Laudato Si&#8217; di papa Francesco ha avuto sul tema dell&#8217;ecologia».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">Il segretario generale del Cec, il pastore Jerry Pillay, ha osservato come il Consiglio ecumenico riconosce da tempo i progressi e i benefici della tecnologia e dell&#8217;intelligenza artificiale in molti ambiti della vita, ma mette anche in guardia dalle sfide che essa comporta per i valori spirituali, morali ed etici se non attentamente controllata e monitorata. «La tecnologia deve essere utilizzata per migliorare e sviluppare la qualità vita e non per sostituire il lavoro, i valori e la dignità umana. Sono particolarmente grato a papa Leone XIV per la Magnifica Humanitas, un&#8217;enciclica di grande rilevanza e attualità in un&#8217;epoca di espansione dell&#8217;intelligenza artificiale».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">Pillay ha inoltre osservato che l&#8217;approccio teologico dell&#8217;enciclica fornisce una posizione ben definita sul perché le Chiese debbano far sentire la propria voce con discernimento e cautela riguardo ai rischi e alle conseguenze dell&#8217;intelligenza artificiale.</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">«Riconosce la creazione dell&#8217;essere umano da parte di Dio e la capacità dell’essere umano di fare il bene, ma riconosce anche la presenza del male e le sue tragiche conseguenze sull&#8217;umanità e sulla vita nel mondo», ha commentato ancora Pillay. «Le guerre, i conflitti, l&#8217;insensata uccisione di migliaia di persone ogni giorno e l&#8217;uso della tecnologia che contribuisce a tale distruzione devono essere messi in discussione».</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">Quando la tecnologia viene utilizzata per il bene, al servizio del bene umano per costruire la famiglia, la comunità e il mondo, è in linea con il piano di Dio, ha osservato Pillay. «Tuttavia, nelle mani dei potenti e dei ricchi, diventa uno strumento di egoismo e abuso, di beneficio limitato per i poveri e gli emarginati», ha proseguito. «La tecnologia senza responsabilità sociale sta rimodellando i rapporti di potere e impoverendo le relazioni umane».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph"><span class="s1">Pillay ha concluso affermando che l&#8217;enciclica ci aiuta a comprendere l&#8217;appello all&#8217;amore, alla grazia e alla pace. «Pone la domanda che dovrebbe essere sempre presente nelle nostre menti, nei nostri cuori e sulle nostre labbra: &#8220;Che tipo di mondo stiamo cercando di costruire?”». Il Consiglio ecumenico delle chiese plaude e raccomanda “Magnifica Humanitas” a tutti, non solo alle persone di fede, come spunto di studio, riflessione e azione, mentre cerchiamo di costruire un mondo migliore per tutte le persone e per il creato».</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">&nbsp;<span dir="auto">Foto: papa Leone XIV firma l&#8217;enciclica &#8220;Magnifica humanitas&#8221; in Vaticano, il 15 maggio 2026. </span><span dir="auto">Media Vaticani</span></h6><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/27/opportunita-e-rischi-dellintelligenza-artificiale/">Opportunità e rischi dell’Intelligenza artificiale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Chiese e intelligenze artificiali a confronto</title>
		<link>https://riforma.it/2026/05/05/chiese-e-intelligenze-artificiali-a-confronto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Dario Monaco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 06:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[chiese e intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Silicon Valley ha coinvolto sacerdoti, teologi e pastori per ragionare sulla parte “etica” del...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<h5>La Silicon Valley ha coinvolto sacerdoti, teologi e pastori per ragionare sulla parte “etica” del proprio lavoro. Ma la cura delle persone non può essere data a un algoritmo: occorre non rinunciare a essere responsabili</h5>
<p> </p>
</div>
<p><strong>Non era scontato, ma alla fine, qualcuno nella Silicon Valley, ha bussato alla porta delle chiese</strong>. Il <em>Washington Post</em> ha rivelato in un articolo che a fine marzo 2026, Anthropic, la società californiana che sviluppa il <em>chatbot</em> “Claude”, e che per ora ha mostrato più interesse per la parte “etica” del proprio lavoro, ha invitato a San Francisco quindici tra sacerdoti cattolici, pastori protestanti, teologi e accademici del mondo cristiano, allo scopo di raccogliere consigli su come dare una formazione morale al proprio modello di intelligenza artificiale (IA), e convincendoli che l’interesse fosse autentico, e non di facciata.</p>
<p> </p>
<p>Non sono stati resi pubblici i partecipanti protestanti, ma sono usciti alcuni nomi cattolici: padre Brendan McGuire, parroco della Silicon Valley ed ex-ingegnere informatico; il vescovo Paul Tighe, segretario del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dicastero_per_la_cultura_e_l'educazione">Dicastero per la cultura e l’educazione</a>, sezione per la cultura.; Brian Patrick Green, docente di Etica tecnologica alla Santa Clara University; Meghan Sullivan, filosofa dell’Università di Notre Dame. Sembra evidente che, da parte cattolica, ci sia un interesse più strutturato.</p>
<p> </p>
<p>Chi progetta, usa o si imbatte in questi sistemi, magari in situazioni delicate, si chiede se sia davvero possibile insegnare etica e cura a una rete neurale come se fosse una persona.</p>
<p> </p>
<p>Per poter insegnare l’etica a un essere umano, per ora, abbiamo bisogno di:</p>
<p>&#8211; un soggetto capace di ricevere e rielaborare valori;</p>
<p>&#8211; la libertà di aderire a quei valori, o di rifiutarli;</p>
<p>&#8211; il tempo di una maturazione interiore, fatta di esperienze, errori e cambiamenti</p>
<p> </p>
<p>L’etica è una postura, un’abitudine del cuore, una disciplina dello spirito, una pratica costante, non una serie di comandi. Anche per evitare di umanizzare troppo i sistemi di IA, in un modello linguistico, come “Claude”, “Gemini” o “ChatGPT”, più che di etica, è meglio parlare di “allineamento”, un processo statistico attraverso il quale i pesi della rete vengono modificati affinché le risposte del sistema tendano verso certi comportamenti desiderati.</p>
<p> </p>
<p><strong>Una rete neurale, per quanto sofisticata, non interiorizza valori,</strong> è ciò che i filosofi chiamano un «prodotto assolutamente determinato»: una macchina che può simulare empatia e sensibilità, ma non è libera, non può scegliere autonomamente, e questa è la sua struttura, il suo “destino”, potremmo dire, non è un difetto correggibile con più dati o con consulenze teologiche. Sappiamo bene, dallo studio dell’etica, che nessun modello, neanche umano, è assolutamente libero dal suo contesto. Allo stesso modo, i grandi modelli linguistici sono stati, almeno finora, guidati da una prospettiva che in lingua inglese viene definita dall’acronimo WHELM, ovvero un punto di vista “Occidentale, Ad Alto Reddito, Istruito, Progressista e Maschile”. Un modello addestrato prevalentemente su testi anglofoni, con valori esplicitati in inglese e calibrati su test che rispecchiano una determinata cultura, non potrà mai essere considerato neutrale. Come ha affermato la rivista <em>Agenda Digitale</em>, commentando la costituzione di Claude, piuttosto c’è il rischio di «un’utopia coloniale in abiti algoritmici».</p>
<p> </p>
<p><strong>La domanda più corretta da porsi, allora, è chi sia il responsabile dei valori che milioni di persone ricevono,</strong> spesso senza saperlo, attraverso i <em>chatbot</em> a cui si rivolgono per elaborare un lutto, per chiedere aiuto in un momento di fragilità, per interrogarsi sul senso della vita. Una ricerca che riguarda direttamente chi ha il potere. Quando un’azienda privata da 380 miliardi di dollari convoca sacerdoti e teologi per definire come il proprio prodotto debba rispondere a chi è in crisi, non vuole costruire una nuova chiesa, ma chiede aiuto per prendere decisioni educative di portata enorme, con un raggio d’azione che nessuna istituzione ecclesiale ha mai avuto nella storia. Un’indagine Barna del 2026 rivela che circa un terzo dei cristiani americani praticanti ritiene che il consiglio spirituale di un’intelligenza artificiale sia equivalente a quello di un pastore. Il 65% dei responsabili di chiesa teme che l’IA possa erodere la fiducia dei propri fedeli.</p>
<p><strong>In compenso, in Europa questa riflessione è già in corso,</strong> con accenti diversi da quelli californiani. Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha promosso un simposio sulla Giustizia digitale a Berlino nell’aprile scorso, e in giugno a Roma si terrà la conferenza annuale della “European Christian Internet Conference”, dal titolo significativo «From Prompts to Prayers: AI and Authentic Spirituality», dedicata ai rapporti fra AI e spiritualità. In Italia, il progetto Colnissar – nato in Calabria – lavora a modelli che integrino ragionamento etico-simbolico negli algoritmi, con l’obiettivo di rendere visibile e controllabile il processo decisionale, anziché delegarlo a una scatola nera.</p>
<p> </p>
<p>Il pastore e teologo tedesco Ralf Peter Reimann, presidente di Wacc Europa (<em>World Association for Christian Communication</em>) e commissario iInternet della Chiesa evangelica nella Renania, è una delle voci protestanti più attive su questo fronte a livello continentale. A suo dire, i dati che alimentano l’IA sono già una forma di strategia, e le chiese che non gestiscono consapevolmente la propria presenza digitale stanno lasciando che altri definiscano la propria identità online. Ignorare questi sistemi, trattandoli come una questione tecnica, è una tentazione mortale, ma anche adeguarsi goffamente come se il linguaggio dell’IA fosse benefico per definizione sarebbe un’abdicazione pericolosa al proprio mandato di essere comunità che si prende cura dei propri membri.</p>
<p> </p>
<p><strong>Le nostre piccole chiese hanno sempre saputo fare almeno una cosa: dare un nome e dire la verità al potere e chiedere discerniment</strong>o. Ora dunque dobbiamo cominciare a chiedere quali siano i criteri di scelta, e ricordare che la cura delle persone vulnerabili non può essere esternalizzata a un algoritmo, per quanto sofisticato, che il tempo della relazione deve rimanere una nostra risorsa, e che non solo le persone andranno accompagnate dalle chiese nell’uso delle IA, ma anche le IA andranno accompagnate nel loro rapporto con gli umani, perché la  responsabilità non si addestra, si esercita.</p>
</div>
</div>
</div>
<p> </p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggi anche:</p>



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<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-nev wp-block-embed-nev"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="rdEF8lgESL"><a href="https://www.nev.it/nev/2026/04/13/intervista-a-claude-sei-figlio-di-dio/">Intervista a Claude. Sei figlio di Dio?</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Intervista a Claude. Sei figlio di Dio?&#8221; &#8212; Nev" src="https://www.nev.it/nev/2026/04/13/intervista-a-claude-sei-figlio-di-dio/embed/#?secret=rdEF8lgESL" data-secret="rdEF8lgESL" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



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<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/05/05/chiese-e-intelligenze-artificiali-a-confronto/">Chiese e intelligenze artificiali a confronto</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;I rischi dell&#8217;intelligenza artificiale generale: come dovrebbero rispondere le comunità di fede?&#8221;</title>
		<link>https://riforma.it/2026/02/27/i-rischi-dellintelligenza-artificiale-generale-come-dovrebbero-rispondere-le-comunita-di-fede/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Visintin Rotigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Feb 2026 07:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale generale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha ospitato il 25 febbraio una tavola rotonda sul tema...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha ospitato il 25 febbraio una tavola rotonda sul tema</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 25 febbraio il Consiglio ecumenico delle chiese (Cec) ha organizzato un seminario da remoto che si può considerare un approfondimento, parte del monitoraggio della IA di cui una tappa rilevante è stata la consultazione sulla nuova architettura finanziaria ed economica internazionale (NIFEA), tenutasi dal 27 al 29 agosto nella Corea del Sud e organizzata congiuntamente dal Consiglio ecumenico delle Chiese e dai partner ecumenici, sul tema della quarta rivoluzione industriale e la IA – impatti sulla disuguaglianza e risposte basate sulla fede, Serve una &#8220;rivoluzione spirituale&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La tavola rotonda riuniva quattro voci all&#8217;intersezione tra scienza, etica e teologia interpellate dalle applicazioni di questa tecnologia anche alla corsa agli armamenti tra le potenze globali mentre i quadri internazionali si domandano se possono limitare questi sviluppi e le comunità religiose si chiedono quale ruolo concreto possono svolgere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Max Tegmark</strong>,&nbsp; fisico cosmologo al MIT, è stato invitato in quanto Presidente e co-fondatore del Future of Life Institute (<a href="http://www.futureoflife.org">www.futureoflife.org</a> )<strong> fondato nel 2015 per orientare la tecnologia trasformativa verso il beneficio della vita, allontanandola dai rischi estremi su larga scala. Siamo ancora in tempo?</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la tecnologia, infatti, è costitutiva della impronta umana sul pianeta, negli ultimi decenni con lo sviluppo della biotecnologia e dell&#8217;intelligenza artificiale l&#8217;umanità ha il potere di influenzare, e persino distruggere, ogni forma di vita sulla Terra. Siamo entrati in un&#8217;era in cui la vita sarà progettata dall&#8217;intelligenza, piuttosto che dall&#8217;evoluzione, con riferimento alla intelligenza artificiale generale detta anche IA <strong>forte</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;L’AGI si differenzia dalle applicazioni di IA debole o ristretta (specializzata e limitata ai parametri della sua programmazione e ai&nbsp;<a href="https://www.ultralytics.com/it/glossary/training-data">dati di addestramento</a>&nbsp;che ha assimilato con architetture neurali) proprio perché mira a riprodurre in autonomia abilità cognitive generali, come il ragionamento, la pianificazione, l’adattamento a scenari complessi e la comprensione del linguaggio naturale in maniera dinamica. Non esiste ancora una definizione universalmente accettata, ma in termini ampi può essere descritta come <em>“la capacità di un sistema intelligente di comprendere o apprendere qualsiasi compito intellettuale che un essere umano è in grado di svolgere”.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapido aumento del potere di queste tecnologie è associato ad una ipotesi trans umana per lo sviluppo fisico e cognitivo di una umanità che trascende se stessa e controlla il suo processo evolutivo in modo profondo, irreversibile e incerto: lo sviluppo di sistemi sempre più autonomi sta procedendo più rapidamente della capacità di governi e istituzioni di comprenderne e governarne gli effetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi sta lavorando veramente ad una IA pro-umana e con quale sistema regolatorio?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Max Tegmark&nbsp;è tra i promotori di una campagna&nbsp; pubblica che ha raccolto oltre 130 mila firme su un appello ‘<em>Fraternità nell’era della IA’</em> presentato a settembre &nbsp;2025 e rivolto al papa, a tutti i leader globali&nbsp; e a tutte le persone di buona volontà a favore di una moratoria sullo sviluppo dei sistemi di AI avanzata, sostenendo la necessità di fermare la corsa ai modelli più potenti finché non saranno disponibili garanzie adeguate sul loro controllo e sulla loro sicurezza.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Antje Jackelén</strong> ex Arcivescova a Uppsala della Chiesa di Svezia, opinionista, ha scritto diversi libri articoli, testi scientifici, di divulgazione scientifica, articoli di dibattito e sermoni soprattutto sul rapporto tra natura, credo e ruolo della religione nella società. Nello specifico le è stato chiesto quali sono le implicazioni della IA &nbsp;per il nostro senso di spiritualità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento a favore di misure regolatorie e di precauzione ha presentato la IA come la quarta ferita narcisistica inflitta dalla scienza alla coscienza umana, con riferimento ad un saggio di Freud del 1917 (apparso sulla rivista viennese “Imago” con il titolo <em>“Una difficoltà della psicoanalisi”</em> tradotto da Cesare Musatti nel 1949) in cui vengono presentate le tre allora già inferte: la prima cosmologica da Nicolò Copernico (non siamo al centro dell&#8217;universo), la seconda biologica da Charles Darwin (non siamo il coronamento della creazione), e la terza psicologica dallo stesso Freud (non siamo sovrani su noi stessi in seguito &nbsp;alla scoperta del potere dell&#8217;inconscio). La quarta aggiunge anche la componente intellettuale in quanto l&#8217;IA infligge un colpo fatale alla nostra autocomprensione umana che nell’occidente è permeata da &nbsp;individualismo, consumismo e secolarismo</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oscillare tra tecno-messianismo (l&#8217;IA salverà noi e il pianeta) e tecno-distopia (l&#8217;IA è la fine dell&#8217;umanità) è una reazione comprensibile a questo insulto intellettuale. Tuttavia, un&#8217;accettazione acritica e socialmente irresponsabile e il panico spesso portano ad azioni irrazionali o all&#8217;apatia. Al contrario, qualità umane come relazionalità, trascendenza, fallibilità e responsabilità sono fondamentali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pertanto si propone di cambiare il linguaggio dell&#8217;IA ridefinendola co-intelligenza, mettere in discussione la stessa intelligenza dell&#8217;IA che<strong>&nbsp; </strong>alcuni ricercatori definiscono &#8220;un pappagallo stocastico&#8221;, e parlare di &#8220;intelligenze&#8221; piuttosto che di intelligenza,</p>



<p class="wp-block-paragraph">perché gli umani dispongono di una varietà di intelligenze: artistica, personale e morale che si fondono in un&#8217;intelligenza intuitiva, socialmente radicata e di particolare importanza per&nbsp;<a href="https://www.taylorfrancis.com/chapters/edit/10.4324/9781032646244-6/cognitive-modelling-spiritual-practices-vanessa-mathews-fraser-watts">la spiritualità</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli esseri umani cercano e trovano un significato anche&nbsp;oltre la realtà ordinaria, mentre l&#8217;intelligenza artificiale è bloccata nel&nbsp;qui profano. Quando un modello linguistico di grandi dimensioni crea output insensati o inaccurati, si parla di&nbsp;<a href="https://www.nature.com/articles/s41586-024-07421-0">allucinazione</a>&nbsp;. L&#8217;intelligenza artificiale ha allucinazioni, l&#8217;intelligenza umana&nbsp;trascende.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>&nbsp;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche lei ribadisce che lo sviluppo dell&#8217;intelligenza artificiale è più rapido dell&#8217;adattamento dei sistemi sociali e giuridici, soprattutto quando la legge segue i principi democratici. Nella confusione di questo dilemma, la trasparenza si perde, i confini delle responsabilità si confondono, le conseguenze si abbattono in modo inaspettato e disomogeneo. L&#8217;intelligenza artificiale cambierà il nostro modo di pensare alla conoscenza, al lavoro, alla comunicazione e all&#8217;integrità. Creerà vincitori e vinti nel mercato del lavoro. Potrebbero sorgere disordini sociali. Senza una riflessione critica e umanistica, è possibile che&nbsp;la IA non riesca a contribuire a una società migliore per tutti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In risposta, tutti i settori della società devono cooperare. Le competenze tecniche e giuridiche non sono sufficienti. È nella società civile che si pongono interrogativi esistenziali e le risposte si cercano non solo nei calcoli di potere ed economia o nelle complessità legali e tecniche, ma anche da risorse culturali, filosofiche e teologiche da cui l&#8217;umanità ha tratto orientamento nel corso dei secoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Kenneth Mtata</strong>, Direttore del programma Cec, Vita, Giustizia e Pace, autore tra l’altro di “Artificial intelligence and Afrocentric Biblical Hermeneutics crossroads in Zimbabwe (Col 2:8)” è stato tra gli organizzatori dell’evento NIFEA dello scorso agosto</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha ricordato che alla Conferenza di Stoccolma su vita e lavoro del 1925, &#8220;gli anziani della Chiesa si confrontarono con la natura dirompente della tecnologia. Si riteneva che le macchine stesse stessero rimodellando il lavoro, le città e i sistemi economici. La capacità tecnologica senza responsabilità morale potrebbe minacciare l&#8217;intera civiltà umana&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Brian Green,</strong> Direttore dell&#8217;etica tecnologica, Markkula Centre sull’etica applicata insegna etica dell&#8217;intelligenza artificiale ed etica spaziale presso la Graduate School of Engineering della Santa Clara University. Il suo lavoro si concentra su intelligenza artificiale ed etica, etica tecnologica nelle aziende, etica dell&#8217;esplorazione e dell&#8217;utilizzo dello spazio, etica della manipolazione tecnologica degli esseri umani, etica della mitigazione e dell&#8217;adattamento alle tecnologie emergenti rischiose, e vari aspetti dell&#8217;impatto della tecnologia e dell&#8217;ingegneria sulla vita umana e sulla società, incluso il rapporto tra tecnologia e religione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel suo intervento ha espresso una istanza di cautela considerando che la tecnologia non è moralmente neutrale e sfida la giustizia in termini di disuguaglianza&nbsp; sociale, genere ed etnico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte le domande lasciate aperte a partire dal nocciolo tecnologico che sostiene la struttura della IA e cioè l’algoritmo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo percorso di discussione merita una diffusione nelle chiese sia per le implicazioni di utilizzo bellico e di controllo sociale che sembrano trainare la ricerca che per la ubriacatura scientista al limite della idolatria manifestata dalla sedicente cultura laica particolarmente negli ultimi anni in ogni ambito della società.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<h6 class="wp-block-heading">Photo: Ivars Kupcis/WCC</h6>



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<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2026/02/27/i-rischi-dellintelligenza-artificiale-generale-come-dovrebbero-rispondere-le-comunita-di-fede/">“I rischi dell’intelligenza artificiale generale: come dovrebbero rispondere le comunità di fede?”</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Il ruolo dell&#8217;IA nel Grande Mandato</title>
		<link>https://riforma.it/2025/11/13/il-ruolo-dellia-nel-grande-mandato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2025 08:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Movimento di Losanna sta valutando come l’intelligenza artificiale potrebbe plasmare il futuro della missione...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading p1">Il <i>Movimento di Losanna</i> sta valutando come l’intelligenza artificiale potrebbe plasmare il futuro della missione cristiana</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p1 wp-block-paragraph"><span class="s1">Il Movimento di Losanna (</span>movimento evangelico internazionale nato con l’obiettivo di promuovere la&nbsp;<b>cooperazione tra cristiani evangelici&nbsp;</b>e di<b>&nbsp;favorire l’evangelizzazione del mondo</b><span class="s1">, ndr.) sta valutando come l’intelligenza artificiale potrebbe plasmare il futuro della missione cristiana.</span></p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Nella sua nuova divisione di ricerca, LIGHT, il Movimento sta esaminando sia le opportunità, sia le sfide e le responsabilità presentate dalla rapida ascesa dell&#8217;intelligenza artificiale nella Chiesa e nella vita quotidiana, dalla comunicazione e dall’apprendimento, al ministero, alla teologia e alla cura pastorale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">«L’intelligenza artificiale non è né una salvezza né una minaccia in sé», si legge nell’ultimo report di LIGHT sull’intelligenza artificiale. «Piuttosto, il suo valore dipende da come viene percepita, governata e impiegata dal popolo di Dio».</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Con l’integrazione sempre maggiore dell’intelligenza artificiale nella società globale, il Movimento di Losanna vuole sostenere i leader della Chiesa nel comprendere come la tecnologia possa sostenere, anziché distorcere, la missione della Chiesa nell’adempimento del Grande Mandato.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Per pastori, missionari e teologi, il dibattito va ben oltre l’etica.<span class="Apple-converted-space">&nbsp;</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale sta traducendo le Scritture, automatizzando la comunicazione e supportando l’evangelizzazione e la diaconia, si tratta di uno strumento che può accelerare il lavoro missionario, ma che rischia di indebolire la connessione umana se usato in modo improprio.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">LIGHT, mettendo in guardia sia dall’«ottimismo ingenuo che dalla paura paralizzante», esorta i credenti a utilizzare l’intelligenza artificiale con profondità teologica e consapevolezza etica, ponendo domande del tipo: “Come possono questi strumenti rafforzare relazioni autentiche anziché sostituirle? Come può la Chiesa modellare trasparenza, equità e giustizia nell’era digitale? E come si può sfruttare l’intelligenza artificiale per accelerare il Grande Mandato mantenendo Cristo al centro?».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Il rapporto avverte: «Non si deve permettere all’intelligenza artificiale di interferire con&#8230; la nostra comunione con Dio né con la nostra connessione con gli altri. Piuttosto, dovrebbe essere sfruttata per rafforzare l’autentica connessione umana. Come esseri moralmente responsabili davanti a Dio, non possiamo mai attribuire un agire morale alle macchine. In definitiva, dobbiamo assumerci la responsabilità delle tecnologie che utilizziamo e condividiamo con gli altri».</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Una delle applicazioni più discusse è la condivisione pubblica del Vangelo. Sebbene l’intelligenza artificiale possa ora tradurre la Scrittura in nuove lingue o generare contenuti culturalmente rilevanti, il Movimento di Losanna sottolinea che gli strumenti digitali non possono sostituire la testimonianza incarnata dei credenti.</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">L’intelligenza artificiale può aiutare gli evangelizzatori a semplificare le comunicazioni, a proteggere i lavoratori in aree soggette a restrizioni, ad analizzare i dati per raggiungere nuovi pubblici, ma la voce umana incarnata, sostengono, rimane insostituibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">Il rapporto afferma: «Gesù, il Verbo fatto carne, ha proclamato il regno attraverso la sua presenza incarnata. Gli esseri umani incarnati – animati, inabitati e potenziati dal suo Spirito Santo – si connettono con altri esseri umani in modi che una macchina non potrà mai e poi mai fare. L’evangelizzazione implica la testimonianza di “esperienza vissuta” con Gesù. In un mondo sempre più artificiale e disincarnato, è l’essere umano autentico e incarnato che porta l’amore tangibile di Cristo ai perduti e ai soli».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="p2 wp-block-paragraph">La divisione LIGHT riconosce che la Chiesa ha già affrontato rivoluzioni tecnologiche in passato e che lo farà anche questa volta. Con discernimento, coraggio e preghiera, i credenti possono affrontare questa nuova frontiera non con paura, ma con speranza, confidando che nell’era digitale, come nelle epoche precedenti, la missione di Dio continua attraverso il Suo popolo.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/11/13/il-ruolo-dellia-nel-grande-mandato/">Il ruolo dell’IA nel Grande Mandato</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Religioni e implicazioni etiche dell&#8217;AI</title>
		<link>https://riforma.it/2025/09/04/religioni-e-implicazioni-etiche-dellai/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Sep 2025 05:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Wcrc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=75341</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un convegno su come l&#8217;Intelligenza artificiale sta modificando il nostro mondo e le nostre relazioni...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2025/09/04/religioni-e-implicazioni-etiche-dellai/">Religioni e implicazioni etiche dell’AI</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Un convegno su come l&#8217;Intelligenza artificiale sta modificando il nostro mondo e le nostre relazioni</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leader religiosi, teologi e accademici di tutto il mondo si sono riuniti dal 27 al 29 agosto presso la Kwanglim Seminar House di Pocheon in Corea del Sud per esplorare come le tecnologie emergenti, in particolare l&#8217;intelligenza artificiale, stiano trasformando le economie, approfondendo la disuguaglianza globale e sfidando le norme etiche, teologiche e ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La consultazione, parte dell&#8217;iniziativa<a href="https://wcrc.eu/justice/economic-justice/"> New International Financial and Economic Architecture (NIFEA), </a>è stata organizzata dalla Comunione mondiale delle chiese riformate (Wcrc) in collaborazione con il Consiglio ecumenico delle Chiese, la Federazione luterana mondiale, il Consiglio metodista mondiale, il Consiglio per la missione mondiale e altri partner.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tenuto sotto il tema &#8220;La quarta rivoluzione industriale e l&#8217;intelligenza artificiale: impatti sulla disuguaglianza globale e sulle risposte radicate dalla fede&#8221;, il raduno di tre giorni ha esaminato come le tecnologie avanzate &#8211; dall&#8217;intelligenza artificiale e dalle neurotecnologie alle criptovalute e alle economie basate sui dati &#8211; stanno rimodellando il lavoro, i diritti umani e la sostenibilità ecologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://www.weforum.org/focus/fourth-industrial-revolution/">La quarta rivoluzione industriale (4IR), </a>caratterizzata da una diffusa automazione e digitalizzazione, si basa sulle ere tecnologiche precedenti mentre accelera la disgregazione in ogni settore della società. Inquadrata all&#8217;interno di un sistema capitalista globale, i partecipanti hanno notato che tale innovazione spesso rafforza &#8211; piuttosto che le sfide &#8211; le strutture di disuguaglianza e sfruttamento ecologico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La consultazione è stata un&#8217;esperienza per aprire gli occhi nel comprendere il mondo in cui ci troviamo, che potrebbe presto essere controllato e guidato dall&#8217;intelligenza artificiale», ha detto il pastore Minwoo Oh, coordinatore del programma per la giustizia di genere presso la Wcrc. «Se non ci sono regolamenti sull&#8217;IA, ciò potrebbe portare a ancora più disuguaglianze. Nonostante le possibilità illimitate che l&#8217;IA potrebbe portare, se non regolamentata, potrebbe essere la fine del mondo come lo conosciamo»-</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Costi ecologici e disparità globali</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">I costi etici e ambientali dell&#8217;IA sono stati una preoccupazione centrale, soprattutto per quanto riguarda la dipendenza dall&#8217;energia e dalle industrie estrattive. «Da una prospettiva ecologica &#8211; una prospettiva più ampia di giustizia climatica &#8211; il problema va oltre l&#8217;elettricità dell&#8217;IA» ha detto il dott. Won Jou Lin, della National Taiwan Normal University e della Chiesa Presbiteriana di Taiwan. «L&#8217;IA è incorporata in un settore che estrae e sfrutta le risorse della Terra su larga scala. Qualunque guadagno ambientale l&#8217;IA possa promettere è ampiamente superato dalle emissioni e dai danni estrattivi necessari per sostenerla».</p>



<p class="wp-block-paragraph">I relatori hanno anche avvertito che l&#8217;IA sta emergendo all&#8217;interno degli squilibri di potere globale esistenti, che potrebbero portare a un nuovo divario digitale &#8211; o anche a un «impero digitale» &#8211; in cui i benefici economici maturano per le nazioni ricche e le élite tecnologiche, mentre i paesi più poveri affrontano spostamenti di posti di lavoro, sorveglianza e danni ambientali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dialogo immersivo e difesa basata sulla fede</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La consultazione ha compreso culti, tavole rotonde e attività per conoscere le realtà locali. Il primo giorno si è concentrato sulle implicazioni della quarta rivoluzione industriale sulla disuguaglianza, la finanza, il genere, la giustizia razziale e la sostenibilità ecologica. Il secondo giorno ha fondato le discussioni sulle esperienze vissute, evidenziando come le chiese si stanno impegnando con la tecnologia e la democrazia nei loro contesti. L&#8217;ultimo giorno, i partecipanti hanno lavorato in gruppi per redigere strategie di difesa radicate nella fede che promuovano un&#8217;economia della vita, una in cui l&#8217;innovazione sia modellata dalla giustizia, dall&#8217;equità e dalla cura ecologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I partecipanti si sono uniti sia di persona che online, rappresentando regioni tra cui Asia, Africa e Americhe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Le comunità di fede hanno un ruolo fondamentale da svolgere nel plasmare i valori e le visioni che guidano lo sviluppo tecnologico», hanno affermato gli organizzatori. «Questa consultazione NIFEA è un invito all&#8217;azione &#8211; per garantire che l&#8217;IA e altre innovazioni servano il bene comune, piuttosto che rafforzare i sistemi esistenti di potere, disuguaglianza e distruzione ecologica».</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/09/04/religioni-e-implicazioni-etiche-dellai/">Religioni e implicazioni etiche dell’AI</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Chiese protestanti ragionano su AI e comunicazione</title>
		<link>https://riforma.it/2025/07/09/chiese-protestanti-ragionano-su-ai-e-comunicazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jul 2025 06:56:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza delle chiese europee]]></category>
		<category><![CDATA[Kek]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Conferenza delle Chiese europee (Kek) ha partecipato alla Conferenza europea della comunicazione pubblica &#160;...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">La Conferenza delle Chiese europee (Kek) ha partecipato alla Conferenza europea della comunicazione pubblica</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Conferenza delle Chiese europee</strong> (Kek) ha partecipato alla Conferenza europea della comunicazione pubblica tenutasi il 3 e 4&nbsp; luglio a Bruxelles. L&#8217;evento, ospitato dal Comitato europeo delle regioni, è il più grande raduno annuale d&#8217;Europa di esperti di comunicazione pubblica ed è organizzato congiuntamente dalle istituzioni dell&#8217;UE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conferenza di quest&#8217;anno ha esplorato il tema &#8220;Beyond Words &#8211; A Story of Trust&#8221; (Oltre le parole &#8211; Una storia di fiducia) per esaminare la fiducia nella comunicazione pubblica, il ruolo dei social media e l&#8217;impatto dell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il responsabile delle comunicazioni della Kek Naveen Qayyum e l&#8217;assistente del programma Thy Khanh Tran hanno preso parte a discussioni incentrate sull&#8217;uso dell&#8217;intelligenza artificiale, degli strumenti digitali e delle efficaci strategie di comunicazione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«È importante che la nostra comunità di chiese rimanga informata e ben addestrata nell&#8217;uso dei moderni strumenti digitali, tra cui l&#8217;intelligenza artificiale e i social media, garantendo allo stesso tempo standard etici che guidino il nostro lavoro» ha affermato Qayyum. «La conferenza ha fornito informazioni pratiche sulla creazione di fiducia con il pubblico e sulla navigazione responsabile delle piattaforme digitali in un ambiente in rapida evoluzione».</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La conferenza ha posto una forte enfasi sulle persone dietro la comunicazione pubblica: cittadini che cercano informazioni affidabili, leader locali che sostengono le loro comunità, giornalisti che gestiscono un panorama mediatico in evoluzione e comunicatori che lavorano per collegare le politiche con le realtà quotidiane. I partecipanti hanno anche esaminato le strategie per contrastare la disinformazione e mantenere l&#8217;accuratezza e la fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La partecipazione della Kek sottolinea il suo impegno a rafforzare la comunicazione trasparente ed etica, abbracciando al contempo la trasformazione digitale per sostenere la sua missione.</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/07/09/chiese-protestanti-ragionano-su-ai-e-comunicazione/">Chiese protestanti ragionano su AI e comunicazione</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Intelligenza artificiale al cospetto di nuove frontiere</title>
		<link>https://riforma.it/2025/06/30/intelligenza-artificiale-al-cospetto-di-nuove-frontiere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 09:47:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[Wacc]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://riforma.it/?p=74078</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’Internet Governance Forum riunisce governi, privati, società civile, esperti tecnici, mondo accademico, Ong e organizzazioni...</p>
<p>The post <a href="https://riforma.it/2025/06/30/intelligenza-artificiale-al-cospetto-di-nuove-frontiere/">Intelligenza artificiale al cospetto di nuove frontiere</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">L’Internet Governance Forum riunisce governi, privati, società civile, esperti tecnici, mondo accademico, Ong e organizzazioni internazionali per promuovere un dialogo aperto e inclusivo sul futuro di internet</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il presidente dell’Associazione cristiana mondiale per la comunicazione (Wacc) Europe, <strong>Ralf Peter Reimann</strong>, sul sito dell’associazione propone una riflessione dopo l’Internet Governance Forum 2025 che si è concluso lo scorso 27 giugno e che è stato dedicato alle future scelte che la Comunità internazionale dovrà affrontare rispetto alla rete internet, alla cooperazione, ai diritti di comunicazione e al profitto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Internet Governance Forum (Igf), fondato nel 2006 su mandato del Segretario Generale delle Nazioni Unite, è di fatto una piattaforma <em>multi-stakeholder</em> che riunisce governi, settori privati, società civile, esperti, tecnici, mondo accademico, Ong e organizzazioni internazionali, su un piano di parità, per promuovere un dialogo aperto e inclusivo sul futuro di internet.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Igf 2025 si è tenutosi a Lillestrøm (vicino a Oslo), in Norvegia, dal 23 al 27 giugno, si è mosso all&#8217;insegna del motto <em>Building Digital Governance Together</em> (Costruire insieme la governance digitale) e ha proposto discussioni sull’ampio processo già analizzato dal Vertice mondiale sulla società dell&#8217;informazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I temi trattati spaziavano dall’inclusione digitale alla sicurezza informatica, dalla governance dei dati all’intelligenza artificiale (IA), oggi una delle sfide più urgenti per la politica digitale globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">All’Igf, i rappresentanti governativi intervenuti hanno condiviso il palco con dirigenti di grandi aziende tecnologiche e attivisti di base del Sud del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I forum di alto livello si sono svolti in sale conferenze a risparmio enrgetico, mentre le discussioni più informali si sono tenute presso l’Open Stage.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I delegati delle nazioni occidentali si sono confrontati con le voci del Sud del mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Colmare e non ampliare il divario digitale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le numerose questioni sollevate, come mitigare i <em>bias</em> (distorsioni delle valutazioni causate dal pregiudizio) dei sistemi di intelligenza artificiale (IA) basati prevalentemente su set di dati provenienti dalle società occidentali. Quando questi sistemi non riflettono le realtà culturali, linguistiche e sociali del Sud del mondo, rischiano di rafforzare le disuguaglianze anziché colmare i divari.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I partecipanti si sono anche chiesti in che modo l’IA possa essere al servizio delle lingue minoritarie e indigene quando i dati di base sono insufficienti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alcune domande</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se le comunità investono tempo e impegno nella compilazione di risorse linguistiche e nella loro distribuzione con licenze aperte, possono mantenere la proprietà di tali risorse o almeno aspettarsi un compenso quando le grandi aziende tecnologiche estraggono e commercializzano il loro lavoro?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un approccio all’IA basato sui diritti può garantire un’inclusione, una protezione e un’emancipazione significative a coloro che sono attualmente esclusi da questi diritti?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra preoccupazione urgente era il rischio di un nuovo divario digitale. Poiché le applicazioni di IA richiedono un’immensa potenza di calcolo, i data center diventano una risorsa strategica, concentrata nelle mani di aziende, per lo più con sede nell&#8217;emisfero occidentale, e i paesi del Sud del mondo rischiano di rimanere ancora più indietro. Un approccio all’IA basato sui diritti può garantire</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste domande non sono state poste a caso. Sono state dibattute con un forte senso etico e utilitaristico e di cooperazione, e riflettono il ruolo dell’Igf come spazio di dialogo globale fondato sul rispetto reciproco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il forum, sotto l&#8217;egida delle Nazioni Unite, infatti è governato da principi che si applicano equamente a tutti gli Stati membri, grandi e piccoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo stesso spirito di uguaglianza e di responsabilità condivisa si estende alla governance di Internet stessa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>L’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers</em> (Icann), che gestisce il sistema globale di domini di Internet, opera come un ente di pubblica utilità senza scopo di lucro ed è governata con un modello multi-stakeholder, che ne garantisce la responsabilità nei confronti della comunità globale, non di un singolo governo, dei singoli azionisti o degli interessi delle grandi aziende tecnologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggi l’intera notizia qui</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-wacc wp-block-embed-wacc"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="rlN7rZpi22"><a href="https://waccglobal.org/which-path-forward-at-the-crossroads-of-global-internet-governance/">Which path forward at the crossroads of global internet governance?</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Which path forward at the crossroads of global internet governance?&#8221; &#8212; WACC" src="https://waccglobal.org/which-path-forward-at-the-crossroads-of-global-internet-governance/embed/#?secret=8Kf9k6S8G1#?secret=rlN7rZpi22" data-secret="rlN7rZpi22" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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			</item>
		<item>
		<title>L’utilizzo dell’IA nel ministero pastorale</title>
		<link>https://riforma.it/2025/05/07/lutilizzo-dellia-nel-ministero-pastorale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2025 08:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Protestantesimo]]></category>
		<category><![CDATA[#evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo una recente ricerca condotta negli Stati Uniti, l’uso dell’intelligenza artificiale è aumentato dell’80% in...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Secondo una recente ricerca condotta negli Stati Uniti, l’uso dell’intelligenza artificiale è aumentato dell’80% in tutti i ministeri presenti nelle chiese, ma solo per compiti specifici</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sempre più chiese negli Stati Uniti stanno adottando l’intelligenza artificiale nei loro ministeri, ma i pastori hanno smesso di utilizzare la tecnologia per preparare i loro sermoni, come dimostrano i dati del rapporto “State of the Church Tech 2025”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca, elaborata da Pushpay, sistema di gestione dei donatori per enti di beneficenza che operano negli Stati Uniti, è stata realizzata in collaborazione con Engiven e Checkr. I dati per il rapporto sono stati raccolti a febbraio coinvolgendo circa 8.000 leader ecclesiastici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo il rapporto, l’uso dell’intelligenza artificiale è aumentato dell’80% in tutti i ministeri delle chiese, ma solo per compiti specifici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Sebbene l’adozione (dell’IA) sia aumentata, i leader rimangono riluttanti ad affidarsi all’intelligenza artificiale per i contenuti pastorali. Il rapporto dello scorso anno ha rivelato che meno di un quarto degli utenti di intelligenza artificiale ha utilizzato lo strumento per sviluppare sermoni o idee per la cura pastorale; questo trend è valido ancora oggi», osservano i ricercatori. «La stragrande maggioranza dei casi d’uso dell’IA riguarda la generazione di contenuti e l’editing di materiali di comunicazione come email, immagini e post sui social media».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ricerca, dunque, mostra che i leader della Chiesa utilizzano l’IA in modo preponderante per soddisfare le proprie esigenze comunicative.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Questi modelli non sono necessariamente sorprendenti. Coloro che sono chiamati ad essere leader nella Chiesa – molti dei quali hanno iniziato a servire molto prima che l’IA assumesse un ruolo di primo piano – hanno perseguito la loro vocazione spinti dal desiderio di essere guidati dallo Spirito Santo. Pertanto, il ruolo dell’IA nella leadership spirituale è ancora affrontato con apprensione», spiegano i ricercatori. «Ma, una volta che il messaggio è pronto per essere condiviso, i leader utilizzano questo strumento di nuova generazione per diffonderlo ampiamente e rapidamente».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il rapporto “State of the Church Tech 2025” ha anche rilevato che una quota significativa di leader ecclesiastici, l’86%, concorda sul fatto che la tecnologia aumenti la connessione nella propria comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Il rapporto “State of the Church Tech” di quest’anno offre più di semplici statistiche e dati: è una finestra sulla mentalità in evoluzione dei leader ecclesiastici», ha affermato Kenny Wyatt, CEO di Pushpay, in una dichiarazione sul rapporto. «Vediamo un consenso enorme sul fatto che la tecnologia svolga un ruolo fondamentale nel ministero e sono incoraggiato dal modo in cui le chiese la stanno affrontando. Sempre più leader considerano questi strumenti come un modo per migliorare, non sostituire, le relazioni umane che sono così centrali per la Chiesa».</p><p>The post <a href="https://riforma.it/2025/05/07/lutilizzo-dellia-nel-ministero-pastorale/">L’utilizzo dell’IA nel ministero pastorale</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Opportunità e sfide dell&#8217;AI nei servizi sociali</title>
		<link>https://riforma.it/2024/12/19/opportunita-e-sfide-dellai-nei-servizi-sociali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2024 05:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Chiese e società]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[Eurodiaconia]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un documento di studio di Eurodiaconia La digitalizzazione e l&#8217;intelligenza artificiale (AI) stanno rivoluzionando i...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5>Un documento di studio di Eurodiaconia</h5>


<div class="entry-content">
<p>La digitalizzazione e l&#8217;intelligenza artificiale (AI) stanno rivoluzionando i servizi sociali, trasformando il modo in cui l&#8217;assistenza viene fornita in tutta Europa. Eurodiaconia, una rete di ONG e organizzazioni sociali delle chiese cristiane nel continente (ne fa parte anche la Diaconia valdese), evidenzia sia le opportunità che le sfide che l&#8217;IA e la digitalizzazione pongono all&#8217;organizzazione e alla fornitura di servizi nel suo rapporto tempestivo intitolato <a href="https://www.eurodiaconia.org/wordpress/wp-content/uploads/2024/12/Report-on-Digitalisation_KM_17-12-2024.pdf">Digitalizzazione nei servizi sociali: l&#8217;assorbimento dell&#8217;IA e degli strumenti digitali tra i membri di Eurodiaconia</a></p>
<h4>Opportunità di digitalizzazione</h4>
<p>Gli strumenti digitali stanno rimodellando i servizi sociali aumentando l&#8217;efficienza, l&#8217;accessibilità e l&#8217;assistenza personalizzata. L&#8217;epidemia di COVID-19 ha accelerato il passaggio alle piattaforme digitali, alla consulenza virtuale, all&#8217;istruzione online e alle terapie a distanza. Tecnologie come l&#8217;analisi basata sull&#8217;intelligenza artificiale, i dispositivi Internet of Things (IoT) e la realtà virtuale hanno migliorato l&#8217;allocazione delle risorse, il monitoraggio e la formazione dei caregiver.</p>
<p>Ad esempio, l&#8217;IA assiste con il monitoraggio della salute e la pianificazione dell&#8217;assistenza predittiva, mentre i dispositivi IoT come i sensori di rilevamento delle cadute promuovono una vita indipendente per gli anziani. Gli strumenti digitali hanno anche ridotto le barriere geografiche, collegando le popolazioni svantaggiate con i servizi essenziali.</p>
<h4>Sfide e considerazioni etiche</h4>
<p>Nonostante i vantaggi, persistono sfide come il bias algoritmico, l&#8217;esclusione digitale e i rischi per la privacy. I gruppi vulnerabili, compresi gli anziani e le famiglie a basso reddito, affrontano barriere all&#8217;accesso alla tecnologia, aggravando le disuguaglianze. L&#8217;ecessiva dipendenza dagli strumenti di intelligenza artificiale può disumanizzare l&#8217;assistenza e la gestione della privacy dei dati rimane fondamentale per proteggere le informazioni sensibili.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;integrazione di robot di cura e altre tecnologie, sebbene innovative, spesso aumenta il carico di lavoro del personale piuttosto che alleviarlo.</p>
<h4>Raccomandazioni per i responsabili politici</h4>
<p>Eurodiaconia chiede un approccio alla digitalizzazione incentrato sull&#8217;essere umano, enfatizzando la trasparenza, l&#8217;equità e l&#8217;accessibilità. Le raccomandazioni chiave includono:</p>
<ol>
<li>Stabilire linee guida etiche sull&#8217;IA e mantenere la supervisione umana.</li>
<li>Promuovere l&#8217;alfabetizzazione digitale e l&#8217;accesso equo alla tecnologia.</li>
<li>Investire in sistemi di gestione dei dati sicuri e trasparenti.</li>
<li>Incoraggiare la collaborazione delle parti interessate nella progettazione di strumenti digitali inclusivi.</li>
</ol>
<p> </p>
<p>Affrontando queste sfide e abbracciando pratiche innovative, la digitalizzazione può essere uno strumento di trasformazione positiva per promuovere la fornitura di servizi sociali.</p>
</div>



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<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/12/19/opportunita-e-sfide-dellai-nei-servizi-sociali/">Opportunità e sfide dell’AI nei servizi sociali</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Meno fondi per i giornali: meno pluralismo</title>
		<link>https://riforma.it/2024/11/18/meno-fondi-per-i-giornali-meno-pluralismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Vincenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 09:32:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Ai]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il taglio dell’editoria e i giornali sono nel mirino &#160; Ancora una volta, con l’aggiunta...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5 class="wp-block-heading">Il taglio dell’editoria e i giornali sono nel mirino</h5>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta, con l’aggiunta del taglio lineare del 2% voluto dal governo per rabberciare i conti pubblici non frenati dalla legge di bilancio 2025 (A.C. 2112-bis), i giornali sono nel mirino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sacrificio stimato di almeno otto milioni di euro significa un’ulteriore diminuzione dello stanziamento per il Fondo dedicato al pluralismo e all’innovazione, già ridotto di sessanta milioni per la scelta fatta lo scorso anno di coprire il credito di imposta per la carta, gettito che va soprattutto – ovviamente – ai maggiori gruppi del settore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma non finisce qui la pagana via crucis. Nel capitolo dedicato (il n.2196) sono previsti stanziamenti per 160.083.633 euro (contro 206.183.233 del 2024).</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">È bene ricordare che in tale capitolo stanno i contributi del ministero delle imprese e del <em>made in Italy</em> (Mimit) per le emittenti radiotelevisive locali, 55 ml per Poste italiane e 25,3 dedicati alla Rai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la matematica, almeno a questo livello, non è un’opinione, ciò altro non è che uno scorrimento in basso fino a meno di 80 ml per le testate cooperative, locali e non profit.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, si apre una voragine di diverse decine di milioni di euro: da 60 a 90.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il gruppo parlamentare di Verdi-Sinistra&nbsp; della camera dei deputati ha presentato specifici emendamenti (primo firmatario Marco Grimaldi) agli articoli 119 e 123 della proposta di bilancio: si chiedono maggiori risorse tanto per rimpinguare la componente volta a risollevare il martoriato comparto delle stazioni locali depauperate dalla presa del potere nelle frequenze (e, quindi, nella presenza di mercato) da parte della telefonia 5G, quanto per aumentare la disponibilità complessiva:&nbsp; 50 ml per anno dal 2025 al 2027. E in quest’ultima data il Fondo cesserà di essere, secondo la legge n.145 varata nel 2018 (art.1, comma 810), prorogata e non abolita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, siamo alle solite. Ogni scadenza finanziaria di autunno-inverno prevede una dieta assurda per un bene comune importantissimo dimenticato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli emendamenti, per l’intanto di Avs e parzialmente del partito democratico (ma altri certamente ve ne sono nell’abnorme articolato in discussione nella prima lettura di Montecitorio), tentano di mettere una toppa al buco. Risalta, però, l’assoluta assenza di una strategia del governo in un ambito che – senza coraggiosi e robusti interventi di sostegno – corre il pericolo tra il 2030 e il 2032 di scomparire proprio nella versione a stampa. Così si sostiene negli accurati studi svolti sulla parabola dei giornali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre le edizioni online, senza una politica che guardi all’universo digitale con efficaci misure di illuminazione democratica della corsa tecnologica, rischiano di essere relegate ai margini del villaggio globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Da tempo immemore si attende, come sottolineato dall’ordine dei giornalisti e dal sindacato (FNSI) nonché dal presidente dell’Autorità Lasorella, una riforma che guardi al mondo dell’infosfera con una logica e una visione. I giornali possono e devono sopravvivere, certamente in un utile ciclo di mediamorfosi e di ri-mediazione. I media, infatti, cambiano nel ciclo dell’innovazione e non muoiono. Altrimenti non esisterebbe il teatro, ad esempio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Senza libri e quotidiani o periodici vince clamorosamente la dittatura degli algoritmi e l’intelligenza artificiale ci inghiottirà senza via di scampo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al contrario, sono i contenuti giornalistici senza fake e utilizzi propagandistici a poter irrigare i software dell’Ai in velocissima evoluzione. Chi l’ha detto che dopo il previsto funereo finale di partita non possa seguire un’ulteriore età: polimediale e sincretica?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci si attende qualche parola dal sottosegretario con delega Barachini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre chi se ne occupa sugli scranni decisionali avrebbe il dovere di gridare: <em>di doman non v’è certezza</em>, però l’Ai non avrà il nostro scalpo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scorribande reazionarie ed estetizzanti di Elon Musk ci raccontano che le nubi nere si addensano nel cielo del Cloud e dell’immaginario.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli emendamenti sono un frammento di un discorso amoroso difensore del pensiero critico.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>*Pubblichiamo per gentile concessione dell’autore. Tratto da Articolo 21.org</em></p><p>The post <a href="https://riforma.it/2024/11/18/meno-fondi-per-i-giornali-meno-pluralismo/">Meno fondi per i giornali: meno pluralismo</a> first appeared on <a href="https://riforma.it">Riforma.it</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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