Claudio Magris cittadino onorario di Torre Pellice

Onorificenza conseguita durante l’appuntamento di apertura di «Una Torre di libri»

Il conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Magris, scrittore di fama internazionale, molto amato dal pubblico intervenuto nel tempio valdese di Torre Pellice, accade in un momento particolare della storia d’Europa. Il sindaco Marco Cogno, nel motivare questo riconoscimento - che è anche inaugurazione della nona edizione del festival «Una Torre di libri» ha sottolineato «l’importanza di investire in cultura per una cittadina che è già ricca di biblioteche, oltre al Centro culturale valdese e all’archivio della Tavola valdese che sostiene l’iniziativa attraverso l’Otto per Mille insieme alla Compagnia di San Paolo». E, last but not least, la rassegna culturale è resa possibile dalla Libreria Claudiana e dai tanti volontari, all’insegna della partecipazione. Quest’anno si parlerà di guerra pace casa frontiera: quattro parole chiave per dire l’accoglienza e l’integrazione socioculturale di rifugiati e migranti, ma anche per lanciare un messaggio all’Europa. Claudio Magris infatti non solo si è distinto in diversi campi, avendo anche insegnato all’università di Torino e di Trieste, ma il riconoscimento della cittadinanza onoraria vuole essere una testimonianza di quell’apertura e di quello scambio rappresentato dal concetto di frontiera, che non è scevro dal conflitto e dalle difficoltà ma che passo dopo passo diventa dialogo, confronto, contaminazione.

Nella zona frontaliera le differenze culturali, i diritti delle minoranze, il dovere dell’accoglienza, l’indignazione per il male che sempre può ripetersi e ripresentarsi ad ogni generazione si mescolano e Claudio Magris ha avuto il merito nei suoi libri di far emergere questa complessità, con grande sensibilità, dando un contributo originale anche attraverso la saggistica e la critica letteraria alla cultura mittel-europea, come ha ricordato Alberto Corsani, direttore di «Riforma» che ha dialogato con Magris nel corso della serata (sul prossimo numero verrà pubblicato il dialogo che ne è scaturito).

Da «Danubio» a «Microcosmi» a «Infinito viaggiare» fino all’ultimo libro «Non luogo a procedere» (Garzanti 2015) Claudio Magris ci ha insegnato ad amare la frontiera con le sue contraddizioni e a viverla come luogo di incredibili risorse per superare le zone grigie, le violenze, le barriere visibili e invisibili, che solo nella memoria e attraverso di essa possono trovare una ricomposizione affinché l’orrore non si ripeta. Non siamo immuni dal male. Come a dire: il vivere è una scommessa che si ripete giorno dopo giorno.

Alle parole del sindaco ha risposto lo scrittore Claudio Magris, visibilmente toccato e commosso, che ha spiegato quanto profonda sia la riconoscenza quando ci si sente a casa. Essere accettati e riconosciuti come «uno di noi», nel solco dell’accoglienza è una responsabilità. Trieste e Torino sono le due città in cui ha vissuto più a lungo, guardando però sempre un po’ più in là oltre confine e dunque – ha concluso – se il mondo va avanti, nonostante gli orrori che ancora accadono in diverse parti del mondo, è grazie a uno stile di vita e di rapporti interpersonali e comunitari che rendono possibile l’apertura al prossimo. È un segno di civiltà di cui l’intera umanità ha davvero bisogno.

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