Esteri

Educare per avere la pace

Sono passati sei mesi dal rapimento di 276 studentesse a Chibok, nel nord della Nigeria, da parte del gruppo terroristico jihadista Boko Haram. Alcune settimane dopo il fatto, partì la campagna #BringBackOurGirl che tentava di sfruttare il tam tam internazionale sui social network per sensibilizzare l'opinione pubblica ed esercitare una pressione sui capi di stato di tutto il mondo affinché si adoperassero per la loro liberazione.

Apprezzamento della Chiesa di Svezia per il riconoscimento della Palestina

La Chiesa luterana di Svezia ha espresso pieno apprezzamento per il riconoscimento della Palestina da parte del governo svedese. «È un passo importante per l'avanzamento del processo di pace e per la costituzione di due stati, in cui palestinesi e israeliani vivano fianco a fianco secondo confini sicuri e riconosciuti», ha dichiarato Erik Lysén, responsabile dell'unità per le relazioni esterne dei luterani svedesi. «La speranza è che la decisione della Svezia spinga altre nazioni a riconoscere la Palestina», ha aggiunto Lysén.

600.000 “invisibili” in Europa

Nel mondo vi sono 12 milioni di apolidi, dei quali almeno 600.000 vivono in Europa (dati dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati - Acnur). Si tratta di persone prive di documenti che non esistono giuridicamente, dunque, sono “invisibili”: non hanno accesso a diritti come cure mediche e istruzione, non possono sposarsi, avere la patente o un conto in banca. Molti, inoltre, si ritrovano in stato d’indigenza o costretti a dormire per strada.

L’Inghilterra pronta a riconoscere lo Stato palestinese

La Camera dei Comuni britannica ha approvato una mozione che chiede il riconoscimento dello Stato palestinese. L’atto non è vincolante, ma la sua approvazione con 274 voti a favore e 12 contrari ha portato vari parlamentari a dichiarare che ora spetta al governo riconoscere in tempi brevi la Palestina, così da compiere un passo importante per garantire un reale equilibrio nelle trattative per la pace fra i due Paesi.

Il lavoro minorile è un fenomeno globale

A poche settimane dal conferimento del premio Nobel per la pace al sessantenne indiano Kailash Satyarthi, e alla diciassettenne pachistana Malala Yousafzai, per il loro impegno contro la sopraffazione nei confronti dei bambini e dei giovani e per il diritto di tutti i bambini a un’istruzione, Human Rights Watch, Organizzazione non governativa internazionale che si occupa della difesa dei diritti umani, richiama l’attenzione sul lavoro forzato minorile che è una forma di schiavitù moderna e richiede un impegno globale finalizzato a porre fine agli abusi contro i minori.

La sfida della Kek sul clima

La Kek, la Conferenza delle Chiese Europee invita il Consiglio europeo «ad essere più ambizioso nelle decisioni che compongono le future politiche climatiche ed energetiche dell'Unione europea». Questo è sottolineato nella lettera che è stata inviata dalla Kek ai responsabili dell’Unione Europea in vista della prossima riunione del Consiglio europeo, che dovrebbe adottare decisioni sul futuro delle politiche climatiche degli stati membri fino al 2030.

Una delegazione della Chiesa presbiteriana degli Stati Uniti in visita ai rifugiati in Iraq

Una delegazione della Chiesa presbiteriana americana (Pc-Usa), guidata dal moderatore dell’Assemblea generale, Heath Rada, è stata agli inizi di ottobre in visita in Iraq dove ha incontrato i leader delle chiese, i funzionari del Kurdistan, e le famiglie sfollate. Ciascun gruppo ha detto di temere che il peggio debba ancora venire per le migliaia di profughi ammassati in chiese, scuole, e tende a seguito dei recenti attacchi dell’IS.

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