Esteri

Messa al bando dei “robot killer”, ovvero i robot con licenza di uccidere

Può una macchina decidere della vita e della morte delle persone? Possono dei robot rispettare il diritto alla vita in situazioni impreviste? Dal 13 al 17 aprile 2015 si svolgerà presso le Nazioni Unite (Ginevra) il secondo incontro multilaterale sui «sistemi di armi letali autonome»: diplomatici, militari, studiosi, ed esponenti della società civile discuteranno le implicazioni di una nuova classe di armi note come “armi letali autonome”, o “robot killer”.

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Kenya: Consiglio ecumenico condanna attacco

Il Consiglio ecumenico delle chiese Cec ha fermamente condannato l'attacco terroristico effettuato da un commando islamista nel campus della Garissa University, nel nordest del Kenya. In un comunicato pubblicato il 3 aprile, il Cec ha espresso la sua preoccupazione e il proprio dolore per la morte di quasi 150 persone - tra cui le guardie messe a protezione del campus - e il ferimento di almeno altre 80 persone in seguito all'attacco degli estremisti al-Shabaab, i quali hanno voluto colpire studenti cristiani a motivo della loro fede.

A fine secolo l'Islam sorpasserà le altre fedi

In tempo di Pasqua uno studio del Pew Research Center (centro americano che si occupa di analisi sociali) prevede come cambierà l'equilibrio tra le diverse fedi nel mondo: nei prossimi quattro decenni i cristiani resteranno sempre il gruppo religioso più numeroso ma l'Islam continuerà a crescere più rapidamente di ogni altra grande religione. Se il trend persiste, verso il 2050 ci si avvicinerà al pareggio; alla fine del secolo arriverà il sorpasso.

La prima volta del Gay Pride a Tunisi

La settimana scorsa gli occhi dei mezzi di comunicazione di mezzo mondo erano puntati su Tunisi, pronta ad accogliere migliaia di delegati per il Forum Sociale Mondiale, appuntamento ricco di significati a pochissimi giorni dal tragico attentato del museo del Bardo che ha tentato di delegittimare il faticoso percorso democratico nel paese africano.

Salvaguardare i diritti umani delle popolazioni in Birmania e Nepal

Da diversi anni la salvaguardia dei diritti umani dei gruppi svantaggiati in Birmania e in Nepal è una priorità della Federazione luterana mondiale (Flm). Per questo, la Flm ha presentato al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni unite (Unhrc) due relazioni sulla situazione dei diritti umani nei due paesi, che contribuiscono al processo della Revisione periodica universale (Upr), un meccanismo del Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite (Unhrc) volto ad esaminare la situazione dei diritti umani in ciascuno dei 193 stati membri delle Nazioni unite.

La fede non sia zona franca dell’intolleranza

Il governatore Mike Pence ha firmato il Religious Freedom Restoration Act — Legge per il ripristino della libertà religiosa — per lo stato USA dell’Indiana. Si tratta della “legge attuativa” a livello statale dell’omonima legge federale, promulgata dal presidente Bill Clinton negli anni 90, tra gli atti di cui l’ex inquilino della Casa Bianca si vanta maggiormente ancora oggi.

Una presenza di solidarietà alle comunità vulnerabili

Da 13 anni nei difficili territori di Israele e Palestina, i volontari del Programma di accompagnamento ecumenico in Palestina e Israele (Eappi), sono una presenza apprezzata. La loro unica arma è una penna o una fotocamera: fanno analisi e resoconti di quanto vedono e ascoltano.

In Nigeria il voto dice cambiamento

La Nigeria, colosso da 177 milioni di abitanti, ha un nuovo presidente. Che in realtà è un cavallo di ritorno. Si perché Muhammadu Buhari, 72 anni, musulmano, ex generale dell’esercito, è stato alla guida del paese fra il 1983 e il 1985, dopo un colpo di stato che aveva destituito Shehu Shagari, che era stato il primo presidente non militare dopo lunghe dittature. I nigeriani si affidano quindi ad un uomo forte abituato alle vie spicce nell’eterna sfida per la democrazia in questa grande nazione. Questa volta non con un colpo di mano ma con più o meno libere elezioni.

La laicità è uguale per tutti

Gettare il cuore oltre l’ostacolo. Continuamente, in una sfida quotidiana alle paure, ai tabù, all’immobilismo. Penso a questo mentre Maryam Namazie mi parla tranquilla, seduta in una saletta dell’hotel che la ospita in occasione di una due giorni torinese per celebrare i 20 anni della rivista femminista Marea, ospite della Consulta per la laicità delle istituzioni.

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