Esteri

Yemen, un altro anno senza pace

A marzo il conflitto in Yemen, il Paese più povero del Medio oriente, entrerà nel suo sesto anno. A distanza di un anno dall’accordo di Stoccolma, la pace in Yemen è infatti ancora lontana e le speranze continuano a essere deluse.

Eppure le aspettative erano grandi: il 13 dicembre 2018 nella capitale svedese era stato firmato un protocollo che si pensava potesse diventare il punto di partenza per porre fine alla guerra e a quella che le Nazioni Unite hanno definito a più riprese come la più grave crisi umanitaria al mondo.

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Putin positivo all’antidoping

Dispiace sempre, e non solo a chi segue lo sport, che un paese venga escluso dalle grandi competizioni come le Olimpiadi o i Campionati del mondo. In una situazione di guerre, di divisioni e di conflitti, le competizioni sportive hanno a volte consentito che atleti di paesi “nemici”, per esempio le due Coree, sfilassero con le loro bandiere gli uni vicino agli altri.

Scozia. Croci di legno per contrastare la droga

Il Memoriale creato nella chiesa di Springburn a Glasgow (Scozia) è un duro richiamo al bilancio delle morti causate dalle sostanze stupefacenti che distruggono famiglie e comunità. Le croci bianche, alte 18 centimetri e realizzate da ex tossicodipendenti attualmente in fase recupero, sono state piantate per anticipare una marcia prevista nei prossimi giorni e che sarà illuminata da candele per dare luce a coloro che hanno tragicamente perso la vita per colpa della droga. 

India. “Test religioso” per la cittadinanza

La Commissione statunitense per la libertà religiosa internazionale (Uscirf) si è pronunciata contro il disegno di legge sulla cittadinanza (Citizen Amendament Bill, CAB), approvato il 9 dicembre scorso dalla Camera bassa indiana, che creerebbe una sorta di «test religioso per la cittadinanza indiana» nel paese a maggioranza indù.

Premio diritti umani ai solidali delle montagne alpine

Paradossi e cortocircuiti logici di questa epoca di migrazioni, di accoglienza, vera, da parte di privati e associazioni umanitarie, e di repressione, vera anche questa, da parte di forze dell’ordine che pattugliano i confini degli Stati europei pronti a respingere persone in fuga da guerre e carestie. 

Vucjak, la fine di un incubo?

La fine di un incubo, o forse soltanto un cerotto su una ferita molto più grande. Lo sgombero del campo informale per persone migranti di Vucjak, nei pressi di Bihać, deciso lo scorso 5 dicembre, mette fine a una situazione insostenibile, ma è probabile che non rappresenti una soluzione né l’inizio di una differente gestione del ramo bosniaco della cosiddetta “Rotta balcanica”.

La Chiesa evangelica in Germania tenta di valorizzare le nuove generazioni

Il Sinodo della Chiesa evangelica in Germania (Ekd) vedrà più giovani in futuro. I delegati riuniti a Dresda nella consueta assemblea annuale che rappresenta l’organo decisionale della principale chiesa protestante tedesca hanno deciso con la maggioranza necessaria dei due terzi che almeno 20 delegati sinodali su 128 all'inizio del loro mandato dovranno avere un'età compresa tra i 18 e i 26 anni. 

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I 130 anni del tempio protestante di Tunisi

É stato inaugurato per la prima volta più di cento anni fa, era il 12 dicembre 1889 il tempio protestante di Tunisi sorto in rue Charles de Gaulle. Da quella data l’edificio di culto è stato il testimone discreto della storia della chiesa protestante presente in Tunisia. 

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