Giorno della Memoria. Tanti libri per non dimenticare ….

Tanti libri da leggere in occasione del Giorno della Memoria 2023 tra romanzi, saggi e testi biografici, per ricordare

Una carrellata di libri da leggere in occasione del Giorno della Memoria 2023 tra romanzi, saggi e testi biografici, per ricordare la tragedia della Shoah e le altre vittime del nazi-fascismo. L’iniziativa meritoria è consultabile sul sito www.illibraio.it, rivista letteraria cartacea e online.

«Leggere per non dimenticare. Anche nel 2023 il Giorno della Memoria - ricorda la redazione - è accompagnato dalla pubblicazione di numerosi libri a tema, tra cui saggi, romanzi, racconti, (auto)biografie, testi per bambini e ragazzi. Sui media, nel mondo accademico e in libreria, infatti, il 27 gennaio si ricorda la liberazione da parte delle truppe dell’Armata Rossa del campo di concentramento di Auschwitz. Era il 27 gennaio 1945, e la sconfitta del nazismo era ormai vicina».

Quella che il sito propone (a discrezione della redazione del sito Illbraio.it) è la selezione di alcune novità pubblicate in occasione del Giorno della Memoria 2023, «per ricordare non solo gli ebrei vittime della Shoah, ma anche le tantissime persone perseguitate dal Terzo Reich per motivi politici o di razza, tra cui: rom, disabili, omosessuali, testimoni di Geova, oppositori politici. Un percorso di lettura per conoscere e riflettere». La redazione di Riforma ha scelto quattro volumi proposti da illibraio.it

Due, li segnaliamo e sono consultabili sui siti: www.claudiana.it e www.mimesisedizioni.it

Ultime lettere dalla Resistenza
Dietrich Bonhoeffer e i suoi famigliari nella lotta contro Hitler. Curatori Eberhard Bethge, Renate Bethge

«Ma è vero che i pesci hanno freddo nell’acqua, d’inverno, se non gli si accende il riscaldamento? E che stanno lì in acqua per la gran sete che hanno?». Il padre che scrive queste parole serene ai suoi bambini è Klaus Bonhoeffer, la lettera porta la data 19 luglio 1944: il giorno prima dell'attentato a Hitler che Klaus Bonhoeffer aveva contribuito a organizzare insieme al fratello Dietrich e ai cognati Rüdiger Schleicher, Hans von Dohnanyi e Justus Delbrück. Di loro – tutti uccisi dai nazisti dopo anni di detenzione, interrogatori, torture – questo libro riunisce le ultime lettere dal carcere, quasi tutte inedite in Italia, e i più toccanti ricordi dei familiari. Il volume ricostruisce la straordinaria comunione di una famiglia che seppe opporsi alla barbarie nazista, ispirata, ancor prima che da motivi politici, da un'intensa spiritualità e dai più alti valori della civiltà mitteleuropea. Un'importante testimonianza storica di grande impatto emotivo; un piccolo, prezioso manuale di etica, in cui cinque amici brutalmente divisi proseguono, agli occhi del lettore, un dialogo di affinità elettive, senza mai perdere, anche nell'estrema tensione morale, il dono della tenerezza, il senso dell'umorismo, l'amore per la cultura, la natura e il bello, nel quadro di una profonda fede cristiana.

Il paradosso del Giorno della Memoria Dialoghi, Athos De Luca - Furio Colombo -Vittorio pavoncello

Il Giorno della Memoria, nato in Italia nel 2000, è divenuto nel 2005 ricorrenza riconosciuta dall’ONU per ricordare la Shoah e i perseguitati politici. Da allora, mentre conosce un consolidato tributo da parte di istituzioni, scuole e persone, è anche fonte di critiche molto diverse fra di loro.

Photo Levi di Marco Belpoliti

In libreria Photo Levi, raccoglie una serie di fotografie per raccontare un Primo Levi poco conosciuto: dettagli, espressioni, e atmosfere.

La guida di questo viaggio è Marco Belpoliti, che esplora il mondo di Primo Levi attraverso una serie di immagini che ritraggono lo scrittore in momenti privati, appuntamenti pubblici e sul lavoro.

La lettura di questi ritratti segue un metodo che ricalca quello dell’antropologia ed echeggia uno dei registri più profondi del lavoro dell’autore di Se questo è un uomo: cogliere l’uomo nel suo intimo attraverso gesti e segni minori.

La bibliotecaria di Auschwitz

Un graphic novel per conoscere la Shoah e non dimenticare, ispirato alla vera vita di Dita Kraus, la bibliotecaria di Auschwitz (il Castoro): Dita ama da sempre i libri e, quando a 14 anni viene deportata ad Auschwitz, diventano la speranza a cui aggrapparsi, la sua salvezza.

Accanto a lei, in quella nuova vita, ci sono il professor Morgenstern, Margit, Ota e Fredy Hirsch, un giovane ebreo carismatico che le affida la custodia di alcuni libri trafugati.

E saranno proprio quelle pagine, talvolta in lingue sconosciute, che aiuteranno Dita ad affrontare l’orrore che sta vivendo, a darle un motivo per resistere, anche quando il terribile Josef Mengele la minaccia, suo padre perde la vita, e la loro condizione diventa più insostenibile giorno dopo giorno. La storia, ispirata al romanzo di Salva Rubio è in libreria con le illustrazioni di Loreto Aroca e la traduzione di Francesco Ferrucci.

Signora Auschwitz. Il dono della parola di Edith Bruck

«Un’impacciata studentessa rivolgendomi una domanda mi chiamò “Signora Auschwitz”. Luogo che abitava il mio corpo e che mi sentivo anche addosso, come una camicia di forza sempre più stretta, che negli ultimi due anni mi stava letteralmente soffocando».

Inizia così il viaggio negli oscuri tormenti dell’anima di una sopravvissuta.

Edith Bruck, scrittrice ungherese naturalizzata italiana, è destinata a dibattersi tra i lacci di una memoria cui non si scappa e il desiderio di liberarsi del peso insopportabile di un passato che la inchioda nel ruolo di «testimone»: il dono della parola è anche il suo eterno tormento, ricordare riaccende un insopprimibile senso di colpa.

Signora Auschwitz. Il dono della parola è un racconto sul dolore della memoria, sull’indifferenza degli altri, sulla disperazione di fronte all’incredulità, sull’eroismo necessario per raccontare l’orrore che si è vissuto.

La ragazza con il numero 78651

Non sono stati molti i sopravvissuti di Auschwitz, e ancora meno quelli che hanno raccontato cosa è successo, prima, durante e dopo. Nel 1944 Simone Veil, venne deportata con tutta la famiglia, per essere poi liberata nel 1945, tra le ultime sopravvissute. Simone racconta quella terribile esperienza, la sua è la testimonianza di come una ragazza di diciassette anni ha saputo «ricostruirsi» dopo Auschwitz e di come in tutto ciò che ha fatto «da grande» – magistrata, ministra, accademica di Francia, femminista e paladina dei diritti delle donne – è stata e continua a essere un modello per le ragazze di ogni età. In libreria per Sonda La ragazza con il numero 78651, con un’introduzione dello storico Alberto Cavaglion su cosa significava essere giovani ed ebrei all’epoca delle leggi razziali in Italia. Una lettura dai 12 anni.

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