Migranti, evangelici italiani scrivono a chiese protestanti Ue: «Solidarietà e impegno»

Una lettera del presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia Daniele Garrone per chiedere il sostegno delle chiese sorelle nei Paesi membri

Una lettera alle chiese protestanti di tutta Europa per chiedere «solidarietà e impegno» nell’accoglienza dei migranti. L’iniziativa è della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, che, pochi giorni fa in una nota ha espresso anche la propria contrarietà alla “selezione” delle persone da far sbarcare sul territorio italiano.

«Il nuovo governo italiano – ha spiegato Paolo Naso, referente per le relazioni istituzionali ed internazionali per Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della FCEI – ha adottato nei giorni scorsi una politica illegale e immorale per gestire gli sbarchi dei profughi dalle varie navi delle Ong impegnate nelle operazioni di ricerca e soccorso. Questa politica è triste ed è insostenibile. L’intenzione del governo di consentire lo “sbarco selettivo” alla fine è fallita ma siamo profondamente preoccupati per i possibili sviluppi politici negativi. Faremo del nostro meglio ma è evidente che il problema è europeo».

Qui di seguito il testo della lettera – in italiano e sotto in inglese – firmata dal presidente della Fcei, Daniele Garrone, e indirizzata alle chiese sorelle e alle comunità protestanti di tutta Europa, in cui fa riferimento alla parabola del buon samaritano:

Care sorelle, cari fratelli in Cristo,

vi scrivo dall’Italia dove, ancora una volta, assistiamo allo sbarco di migliaia di migranti salvati da ONG impegnate in azioni di ricerca e soccorso in mare. Evangelicamente, sono il nostro prossimo ferito che incontriamo sulla strada “che da Gerusalemme scende a Gerico” (Luca 10:30). A queste donne, a questi uomini e questi bambini che bussano alla nostra porta, spesso noi non rispondiamo.

Vi scrivo per chiedere il sostegno delle vostre chiese per un’azione congiunta di pressione sui vostri Governi, perché si assumano le proprie responsabilità nell’accoglienza di quote programmate di profughi che sbarcano in Italia o in altri paesi mediterranei. Oggi non abbiamo giustificazioni: sappiamo bene da che cosa fuggono, da quali tragedie e da quali violenze e, sia per ragioni evangeliche che per la tradizione di tutela dei diritti umani che caratterizza l’Unione europea, dobbiamo levare la nostra voce e respingere progetti illegali, immorali e insostenibili quali i “muri” a difesa della fortezza Europa, i “blocchi navali”, i respingimenti dei profughi, gli ostacoli frapposti a chi fa ricerca e soccorso in mare. L’Italia, come la Grecia, La Spagna e Malta sono i paesi più esposti a questa pressione migratoria che, in certi momenti dell’anno, raggiunge picchi eccezionalmente alti. Per parte nostra siamo impegnati nell’accoglienza e premiamo sul nostro Governo perché operi nella legalità europea e nella tradizione umanitaria che ha caratterizzato il nostro Paese. Tuttavia, l’Italia e gli altri paesi più esposti non posso essere lasciati soli. La questione migratoria non è né italiana né spagnola, ma europea e, come tante volte ci siamo detti, l’Europa – la nostra Europa – inizia a Lampedusa. Per questo chiediamo il vostro impegno e la vostra solidarietà.

Al tempo stesso, care sorelle cari fratelli, torniamo a proporvi un’azione congiunta per promuovere quei “corridoi umanitari” che in questi anni hanno salvato migliaia di vite umane. Questa proposta si colloca perfettamente negli impegni europei ad aprire “vie complementari” per aprire ai profughi vie legali e sicure di accesso ai paesi nei quali chiedere asilo.

Uniti nella fede, nella preghiera e nella testimonianza del Signore che ama e salva l’umanità, rinnoviamo il nostro sostegno a tutte le chiese sorelle e alle agenzie ecumeniche che operano nel settore delle migrazioni. In questo spirito di fraternità evangelica, spero che sia possibile lavorare insieme.

Fraternamente

Prof. Past. Daniele Garrone, presidente FCEI


 

Dear Sisters and Brothers in Christ,
I am writing to you from Italy where, once again, we are supporting the disembarkation of thousands of migrants rescued by NGOs engaged in search and rescue missions at sea. As people of faith, we recognize those at sea as our neighbors, wounded on the roadside as we encounter them along the journey “that goes down from Jerusalem to Jericho” (Luke 10:30). We often fail to respond to these women, men and children who knock on our door.
I am writing to ask for the support of your churches in a joint call to action, urging your governments to take responsibility for their designated quota of refugee arrivals to Italy and other Mediterranean countries. We now have no more excuses: we are well aware of the human rights violations and acts of violence from which people are forced to flee to reach our shores.

Our Christian mandate compels us to respond, as does the European Union’s commitment to protect human rights. We raise our collective voice in dissent against the illegal, immoral and unacceptable mechanisms acting as “walls of protection” to defend a “European fortress”. We object to the systems of deterrence, naval blockades, pushbacks, and obstacles imposed against refugees seeking rescue at sea. The countries of Italy, Greece, Spain and Malta are each faced with the pressures to respond to migration flows, witnessing especially high numbers of arrivals during particular times of the year. At our end, we are committed to reception and welcome and we appeal to our government for it to operate within European laws and practices in accordance with the long humanitarian tradition upheld by our country. However, Italy and the other countries of direct response cannot be left to manage alone. The issues revolving around migration concern Europe as a whole, not just Italy or Spain, and we repeat ourselves in saying yet again that Europe – our Europe – begins in Lampedusa. For this reason we ask today for your commitment and solidarity.

In the same breath, dear sisters and brothers, we ask yet again for a joint call to action, to promote humanitarian corridors which have provided safety to thousands of human lives in recent years. These corridors are in perfect alignment with the European commitment to open and expand complementary pathways, and to increase safe and legal passage for refugees to reach countries where they are able to seek asylum.
United in faith, prayer and public witness to the Lord who loves and saves humanity, we reaffirm our support for each of the sister churches and ecumenical agencies participating in the work of service with migrants. In this spirit of Christian unity, it is my hope that we would work together.
Yours in Christ,
Daniele Garrone

 

Foto: Marta Bernardini via Facebook

 

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