Credere in Dio con perseveranza

Un giorno una parola – commento a Ebrei 10, 35

Gionatan disse al suo giovane scudiero: «Forse il Signore agirà in nostro favore, poiché nulla può impedire al Signore di salvare»
I Samuele 14, 6

Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!
Ebrei 10, 35

Alle vessazioni, alle ruberie, alle persecuzioni, i destinatari della lettera agli Ebrei avevano risposto con fede quieta e lode trionfante, sapendo di possedere, in Cristo, tutte le ricchezze di Dio. L’autore li sprona a perseverare in questo fiducioso atteggiamento. “A te Signor che render mai potrò?”. Anche noi abbiamo frequentemente affermato: Signore prendi la mia intera esistenza, modellala secondo i tuoi piani e fai di me quello che ritieni opportuno. Signore, io ti seguirò dovunque! Dimenticando che forse ci porterebbe lì, dove non hai un posto per posare il capo, nonostante gli uccelli del cielo abbiano dei nidi e le volpi delle tane. Ma tant’è! Signore, non mi interessa! Io ti seguirò dovunque tu andrai. 

Altrettanto spesso, poi, ci chiediamo, alla scadenza dei conti che la vita in Dio inevitabilmente ci propone, che fine abbia fatto tutto questo zelo, tutto questo impeto, tutto questo entusiasmo: quando lo zelo si raffredda, l’impeto arretra, l’ardore scema pallidamente, lasciandoti con le tue buone intenzioni ma senza frutti. E fai tuo come vero il proverbio che le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni. Diventa inferno lì dove la certezza si tramuta in disillusione, diventa inferno perché di quella parola di salvezza che hai ascoltato ne hai riconosciuto la potenza nella tua vita, perché hai veduto il tuo universo sfolgorare in una nuova luce ed Iddio è luce e dove c’è luce le tenebre non sussistono e tu hai osservato, incantato e col cuore colmo di riconoscenza, che quella luce ha dissipato le tue tenebre più tetre. Diventa inferno perché non puoi dimenticare, non vuoi diventare come la scrofa che una volta lavata e pulita, torna a voltarsi nel suo fango. Il sole ha da essere sole; non ti accontenti più della fioca luminosità delle stelle della tua notte, la notte va dileguata e dispersa: perché così è e tu lo sai! Ed allora, noi che crediamo in Cristo, preghiamo di potere, nella fedeltà di Dio, tornare del continuo al nostro primo amore e di serbarlo con gioiosa e fedele perseveranza!

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