Mettere la misericordia al primo posto

Un giorno una parola­ – commento a Isaia 12, 1
 

«Io ti lodo, Signore! Infatti, dopo esserti adirato con me, la tua ira si è calmata, e tu mi hai consolato»
Isaia 12, 1

Gesù disse: «Non sono venuto a chiamare dei giusti, ma dei peccatori»
Matteo 9, 13

L’amore di Dio si manifesta in Cristo, immagine della sua misericordia. Proprio per questo, come figli e figlie di Dio, siamo chiamati ad essere misericordiosi.

La misericordia fa parte dell’essenza di Dio. La rivelazione del nome di Dio a Mosè è inequivocabile: Egli è un Padre misericordioso e compassionevole, lento all’ira e grande nell’amore e nella fedeltà (cfr. Esodo 34, 5-6).

Il Vangelo, cui ci rifacciamo, è l’annuncio della misericordia di Dio, e la sovranità di Dio si palesa innanzitutto nel perdono. Dunque, anche la manifestazione dei figli e delle figlie di Dio deve passare per il perdono. Ed ecco che la Parola ci interroga e ci stimola: “Siate perfetti come è il Padre vostro perfetto” (Matteo 5, 48).

Come può un’umanità imperfetta essere perfetta come Dio?

Imparando innanzitutto a perdonare: ogni nostra scelta nel rapportarci con gli altri deve mettere la misericordia al primo posto, anche quando ci fanno deliberatamente del male: «Ma io vi dico: di non opporvi al malvagio» (v. Matteo 5, 39).  

Il discepolo, infatti, è colui che dice a chi si mostra ostile verso di lui: “Guarda la tua capacità di volermi fare del male non sarà mai così grande come la mia volontà di volerti e farti del bene”. 

Quando ciò si realizza, abbiamo la certezza che la nostra vita è nel segno dell’Amore, di un Dio Padre, sperimentando la sua presenza in ogni piega della nostra esistenza. 

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