Ricevere e dare gratuitamente

Un giorno una parola – commento a Matteo 10, 8

Quel che abbiamo udito e conosciuto, e che i nostri padri ci hanno raccontato, non lo nasconderemo ai loro figli
Salmo 78, 3-4

Gesù disse: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»
Matteo 10, 8

Questa frase fa parte del discorso con cui Gesù invia i dodici, gli apostoli. “Apostoli” in greco significa inviati: inviati speciali che agiscono e parlano in nome di un’autorità che li ha mandati. Essi, dunque, sono gli ambasciatori di Gesù, che dà loro autorità e poteri speciali per compiere miracoli. I miracoli che essi compiranno sono come credenziali speciali, in parallelo con i miracoli operati da Gesù nei due capitoli che precedono questo.

Essi devono “viaggiare leggeri”, con un bagaglio minimo, perché devono contare sull’ospitalità che riceveranno. E, come hanno ricevuto da Gesù gratuitamente il buon annuncio del Regno di Dio, così devono offrire a tutte le persone che incontreranno l’annuncio del Regno, e il loro potere di curare i malati, guarire i lebbrosi, cacciare i demoni e risuscitare i morti. Ma non devono aspettarsi di ricevere una ricompensa per ciò che hanno fatto: gratuitamente hanno ricevuto, gratuitamente daranno.

Anche noi abbiamo ricevuto, gratuitamente, l’annuncio del Regno di Dio. Dio si è fatto conoscere da noi, ci ha chiamati e chiamate. Siamo membri di una chiesa, una comunità dove riceviamo istruzione, assistenza, conforto. Ma, soprattutto, abbiamo ricevuto l’annuncio della salvezza per grazia. 

Anche a noi è chiesto di dare, gratuitamente. Cosa possiamo dare? Offrire il nostro tempo, le nostre capacità, i doni che abbiamo – anche questi li abbiamo ricevuto gratuitamente! – per servire la chiesa di Cristo. 

Il servizio è qualunque cosa facciamo per la chiesa come comunità, o il servizio che offriamo ai singoli membri della chiesa. Il servizio è un modo per dimostrare la nostra riconoscenza per la salvezza che abbiamo ricevuto, gratuitamente, senza alcun merito nostro.

Offriamo dunque il nostro servizio con gioia, con riconoscenza. Troviamo il tempo per farlo. Ma senza mai dimenticare che siamo sempre “servi inutili” (Luca 17, 10).

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