La verità è stata manifestata in noi dallo Spirito

Un giorno una parola – commento a II Corinzi 3, 17

Io sono il Signore, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù
Esodo 20, 2

Dove c’è lo Spirito del Signore, lì c’è libertà
II Corinzi 3, 17

Se non lo era già prima, oggi è chiaro come la libertà sia un bene raro e prezioso, ancora irrealizzato nella sua completezza. La libertà dipende dalla verità: «conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Giovanni 8, 32), ma la verità è lungi dall’essere universalmente conoscibile e, con essa, la libertà.

Il presupposto dell’affermazione dell’apostolo Paolo è la speranza legata alla nuova era che la sofferenza e la morte del Messia Gesù hanno inaugurato. Attraverso le sofferenze e le consolazioni del Messia «noi tutti» possiamo godere della libertà di essere stati “svelati”.  Tutti noi possiamo ora sia "vedere", sia "riflettere" la gloria del Signore. In questo modo, lo Spirito scrive la legge nei nostri cuori conformandoci all’immagine del Messia (come accadde a Mosè scendendo dal monte Sinai dopo aver ricevuto la Torah).

Certo, noi «portiamo sempre nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo» (4, 10) e perciò riflettiamo lo splendore a volte impercettibile dell’abbassamento di Dio che però – attraverso una “metamorfosi” lenta e a volte dolorosa – ci trasfigura. Vediamo e riflettiamo l’immagine di Dio che era in Gesù, portando in giro nei nostri corpi la sua morte in modo che la sua vita possa manifestarsi in quegli stessi corpi.

Questo è il motivo per cui abbiamo speranza e perché non dobbiamo perderci d’animo davanti alla penuria di libertà. In mezzo a tutto ciò che sta accadendo nel mondo e che accade nelle nostre vite, la verità è stata manifestata ed è manifestata in noi dallo Spirito. Insieme a questa verità emerge anche la libertà della trasparenza, della franchezza, della lucidità che appartiene a chi è dello Spirito.

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