Gesù benedice i piccoli

Un giorno una parola – commento a Marco 10, 16

Sta in tuo potere, Signore, il far grande e il rendere forte ogni cosa 
I Cronache 29, 12

E, presili in braccio, li benediceva ponendo le mani su di loro 
Marco 10, 16

Gesù ha la capacità di sorprendere anche i suoi discepoli più fidati e che lo seguono da tempo. I discepoli cercano di allontanare i bambini che si avvicinano a Gesù, ma egli li vuole accanto a sé, li benedice, ne dichiara l’importanza e li cita come esempio per tutti che lo vogliono seguire.  Rende i piccoli grandi agli occhi di tutti i presenti. Essere attenti agli ultimi, dar loro importanza è una cosa ardita. Ci vuole coraggio a sovvertire il modo di pensare, proporre un pensiero nuovo che rompe con gli schemi limitanti che ci provengono da tradizioni e luoghi comuni. Gesù vede in ognuno la forza della vita e accoglie tutti con amore, anche quei piccoli bambini che con i loro modi spontanei disturbano gli adulti. Gesù ci insegna a non essere conformi a chi esclude e lascia da parte, ma ci chiede di dare attenzione ad ogni singola persona, senza guardare all’età, ai problemi di salute o ad ogni differenza che ci appare come un intralcio. Un mondo che giudica non sa accogliere e non sa amare. Tutti siamo degni agli occhi di Gesù e nessuno viene lasciato indietro. Si tratta di portare rispetto, ma non solo. Si tratta di riconoscere in ognuno la luce di Dio, riconoscere che tutti siamo amati e protetti. Si tratta di cambiare lo sguardo, la mentalità di chi pensa con troppa certezza: “Questo è giusto, questo è sbagliato”. Di fronte a Dio siamo tutti sullo stesso piano, non ci sono persone di serie A e altre di serie B. Chi fa distinzioni e discriminazioni semplicemente non ha compreso che Dio ha solo una visione delle sue creature, quella dettata dal suo infinito amore.  

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