Siccità, il rischio ora è reale

Il problema principale è la sovrapposizione dell’intenso calore con la scarsità delle precipitazioni. A ciò si deve aggiungere la mancanza di innevamento nel corso dell’inverno. Così le risorse idriche si vanno estinguendo

 

Il caldo non molla, la tregua e le precipitazioni continuano a latitare. Ormai è questo il filo conduttore del 2022, argomento principale di buona parte delle conversazioni quotidiane che su più fronti subiscono pesanti riflessi di queste condizioni climatiche decisamente preoccupanti. In aggiunta a quanto tutti noi possiamo vedere e sentire sulla nostra pelle, proprio nello scorso weekend sono state emanate le prime ordinanze comunali inerenti all’emergenza idrica in corso, in cui viene espressamente indicato il divieto di utilizzo dell’acqua potabile per tutti gli usi diversi da quelli domestici. Sarà quindi vietato prelevare e impiegare acqua potabile per irrigare orti e giardini, lavare cortili, piazzali o veicoli e il riempimento di vasche ornamentali, fontane, piscine, laghetti e similari.

Questa situazione di emergenza idrica da quali fattori è però determinata? Siamo veramente in una situazione così critica da dover contingentare l’uso dell’acqua potabile? Per poter rispondere a questa domanda dobbiamo analizzare due variabili meteorologiche: la temperatura ma soprattutto le precipitazioni. Infatti, per quanto le piogge svolgano un ruolo fondamentale nella definizione di queste situazioni di criticità, un clima fresco potrebbe in qualche modo mitigare la situazione e diminuire lo spreco di acqua che si andrebbe a creare.

Il periodo che stiamo vivendo invece mostra gravi problematiche su entrambi i fronti, sia quello termico sia quello precipitativo. Per rendere più chiara la situazione, vi proponiamo una serie di dati e relative analisi elaborate sulla base di quanto registrato dalla stazione meteorologica Arpa Piemonte di Pinerolo, consapevoli che quanto diremo può essere esteso a tutto il territorio pinerolese, sia di pianura sia nelle vallate. 

Partiamo dalla situazione delle temperature, che più percepiamo quotidianamente, visto il caldo persistente che ormai affligge le nostre giornate. La temperatura media dal 1° gennaio 2022 al 18 giugno 2022 è di +12,5 °C a fronte di una temperatura media storica, per lo stesso periodo, di +11,2 °C. Questo vuol dire che a oggi l’anno in corso sta già viaggiando a una media termica superiore di più di un grado rispetto a quanto dovuto. Se vogliamo scendere ulteriormente nel dettaglio, giusto per “peggiorare lo scenario”, il mese di giugno 2022 (sempre al giorno 18) sta registrando una anomalia termica positiva di +3,5 °C!!! Il tutto arrivando da un mese di maggio più caldo di ben +2,1 °C.

Se a questa anomalia termica facesse da contraltare una normale situazione pluviometrica, non saremmo sicuramente in queste condizioni. Patiremmo il caldo ma avremmo la possibilità di sfruttare le risorse idriche con più tranquillità. Invece purtroppo le cose non stanno così, anzi. Pensate che da inizio anno a oggi sono caduti solo 141,2mm di pioggia contro una media per lo stesso periodo di ben 447,8mm, il che significa che l’attuale deficit idrico è pari al 78% del dovuto. Inoltre, i primi due mesi dell’anno hanno chiuso a 0mm ciascuno e i mesi successivi, come potete vedere qui di seguito, non hanno minimamente invertito la rotta:

PIOVOSITA’ MEDIA I SEMESTRE

2022

Deficit idrico

GENNAIO

37,2

0

-100%

FEBBRAIO

33,8

0

-100%

MARZO

56,3

12,4

-78%

APRILE

115,6

45,8

-60%

MAGGIO

119,5

78,2

-35%

GIUGNO

85,4

4,8

-94%

Se a questi dati provassimo ad aggiungere una stima delle precipitazioni medie del secondo semestre, il 2022 potrebbe chiudere a 592,8mm, che vorrebbe dire il terzo anno più secco da quando abbiamo a disposizione i dati (1988). Il problema però è che le proiezioni per i prossimi mesi sono decisamente disastrose, visto che i più grandi centri meteorologici mondiali propongono scenari di siccità critica prolungata.

Tuttavia una domanda sorgerà spontanea: ma se ci sono stati altri anni in passato che hanno chiuso con meno precipitazioni di questo (2017 e 1997), come mai non ci siamo trovati in quel frangente a dover affrontare un’emergenza idrica? La risposta è semplice, perché in entrambi i casi si arrivava da un ultimo semestre dell’anno precedente molto piovoso (più di 650mm in entrami i casi) e nevoso. Nel nostro caso invece gli ultimi 6 mesi del 2021 si sono chiusi con solo 364mm, di cui più di 200 concentrati in pochi giorni a novembre. Successivamente le precipitazioni sono mancate, e soprattutto non ci sono state, in quota, nevicate capaci di incrementare le riserve dei nevai che avrebbero poi rilasciato gradualmente acqua durante il disgelo, cosa che invece è spesso successa in passato e che ha garantito di passare indenni situazioni simili.

Se da un lato le percezioni e i gusti personali possono essere opinabili e poco veritieri, i dati registrati parlano chiaro e non lasciano spazio a interpretazioni. Stiamo vivendo una criticità concreta e molto rischiosa, perché le reazioni a catena che possono scaturire da una seria mancanza di acqua non sono solo logistiche e legate alle proprie attività quotidiane ma anche economiche su larga scala, in un contesto che è già decisamente in bilico per questioni non ambientali.

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