Dio opera nelle vicende umane

Un giorno una parola – commento a Salmo 127, 1

Se il Signore non protegge la città, invano vegliano le guardie 
Salmo 127, 1

Ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona, la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù
Filippesi 1, 6

Anche se il Salmo 127 è costituito da due frammenti indipendenti di letteratura sapienziale, entrambi hanno lo stesso pensiero fondamentale – che Dio sta operando nelle vicende umane, ed è solo quando gli sforzi dell’essere umano sono in armonia con lo scopo divino che il vero successo può essere raggiunto. 

Il salmista elenca quattro interessi umani comuni che non possono essere perseguiti con successo se    non vengono affidati alla sorveglianza divina. Il secondo di questi interessi elencati nel salmo è quello della sicurezza della città, cioè, a meno che il Signore non vegli sulla città, essa, nonostante la diligenza delle sentinelle, subirà la carestia, la peste, il tradimento, o l’assalto (cfr. Isaia 26, 1).

In questo tempo segnato dalla pandemia virale, dai conflitti armati e violenze, dai tradimenti, dalla minaccia di carestia, tempo in cui la preoccupazione danza assieme alla speranza, domandiamoci ancora una volta su che fondamento costruiamo la nostra vita? (cfr. I Corinzi 3, 11). Quale è lo scopo della nostra vita? Questo scopo è in armonia con quello divino? E ogni nostra decisione, anche la più banale, presuppone un nostro credere in Dio, vale a dire, la nostra attesa fiduciosa di qualcosa di positivo e promettente, che non possediamo ma che speriamo di ottenere compiendo quell’azione?

Chi crede in Dio, ascolta la sua promessa, esplicita o implicita, espressa in parole o sperimentata nella propria vita o in entrambe le cose, si affida totalmente a essa e si impegna con responsabilità in base a essa. Beato chiunque teme il Signore e cammina nelle sue vie! (Salmo 128, 1).

 

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