Lo Spirito trasforma ognuno e ogni cosa

Il culto di Pentecoste in eurovisione, curato dalla troupe di Protestantesimo, vedrà protagoniste le chiese valdese e cattolica di Pinerolo

Un evento particolare, registrato sabato 21 maggio al tempio valdese di Pinerolo, in provincia di Torino, a cura della troupe Rai di Protestantesimo, andrà in onda il 5 giugno, domenica di Pentecoste su Rai Due.

Nella “rotazione” di questi culti solenni (Pasqua, Pentecoste e Natale) tra i diversi paesi europei coinvolti, questa volta è toccato all’Italia, e in particolare Pinerolo. Il perché lo spiega il pastore Gianni Genre ai microfoni di Radio Beckwith evangelica: «Quando la redazione di Protestantesimo ci ha contattato, ci ha detto che la scelta cadeva su Pinerolo perché negli ultimi 40 anni è stata un laboratorio ecumenico, un esempio che volevano proporre e far conoscere agli altri paesi europei (il culto sarà infatti trasmesso, oltre che da Rai Due, nella Svizzera francofona, Franca, Olanda e Belgio)».

È stata quindi coinvolta anche la diocesi cattolica, compreso il coro della cattedrale, e pian piano si è costruito un culto diverso dal solito. Spiega ancora Genre: «Sì, sarà un culto ecumenico ed è particolarmente significativo che accada a Pentecoste, il momento in cui lo Spirito raggiunge tutti e tutte e trasforma ogni cosa».

Quella fra le chiese valdese e cattolica di Pinerolo non è, come diceva Genre, una collaborazione estemporanea, ma un lungo lavoro comune: «A Pinerolo è nato il documento sui matrimoni misti, o interconfessionali, approvato in via definitiva nel 2000, sia dalla Conferenza episcopale italiana, lo firmò Alberto Ablondi, vescovo di Livorno, sia dal Sinodo valdese. Un documento considerato anche all’estero una “primizia” ecumenica, potremmo dire, perché sancisce il pieno riconoscimento del valore del matrimonio vissuto in un’altra chiesa cristiana con grandi differenze rispetto alla visione del matrimonio (un sacramento per la Chiesa cattolica, mentre non lo è per quella valdese); molto spesso il momento del matrimonio viene organizzato insieme dalle due chiese».

Negli anni tra le due comunità ci sono stati numerosi scambi di pulpiti, occasioni di incontro e dialogo fraterno, che secondo Genre «hanno portato a una fraternità vera, a una comunione importante dove ognuno rimane se stesso, ma dove la diversità non è più un ostacolo, bensì una realtà feconda».

Uno dei simboli più forti di questo processo è lo scambio del pane e del vino, che avviene da alcuni anni e sarà anche uno dei momenti clou del culto di Pentecoste: «Una delegazione valdese porta in Duomo il vino per l’eucaristia, mentre da parte cattolica viene portato il pane per la Cena del Signore. Questo è accaduto a Pasqua, dopo due anni di interruzione a causa della pandemia, ma ricordiamo che si tratta di una tradizione millenaria: risale ad Eusebio di Cesarea, nel terzo secolo, che aveva proposto lo scambio del pane e del vino tra le chiese cristiane d’Oriente e d’Occidente a Roma. Si deve al professore emerito della Facoltà valdese di Teologia Sergio Rostagno il suggerimento di rivivere questo momento significativo, sottolineato dallo stesso papa Francesco nella sua visita a Torino [22 giugno 2015, ndr]. Non siamo ancora all’intercomunione, all’ospitalità eucaristica piena, ma il momento eucaristico viene riconosciuto come pienamente valido da entrambe le parti».

Ci sarà quindi un passaggio in cattedrale, uno al monumento contro l’intolleranza, che si trova tra questa e il tempio valdese, e poi la parte più corposa, con la predicazione a due voci dei pastori Gianni Genre e Mauro Pons, nel tempio di via dei Mille, con la partecipazione anche da parte cattolica e del vescovo di Pinerolo Derio Olivero.

Foto: il tempio valdese di Pinerolo

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