Protagoniste anche nell'esercizio della memoria

In un volume la storia delle donne nel Partito comunista in Piemonte

Incontro a Pinerolo Piera Egidi Bouchard che, bevendo un caffè, mi racconta la lunga genesi di un libro con storie di donne comuniste, di diversa estrazione sociale*. Tutto nacque in occasione di un convegno della Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci Onlus, quando alcune donne notarono che i relatori erano solo uomini. Da quella mancanza emerse la necessità di ricostruire la memoria di fatti vissuti in prima persona, una storia corale dal punto di vista delle donne militanti nel Pci piemontese, in modo che la loro storia potesse risaltare in modo autonomo e in relazione al partito e alla società. Il collettivo donne Gramsci, che dal 2010 ha raccolto le interviste, era composto da Piera Egidi, Silvana Dameri, Laura Marchiaro, Angela Migliasso, Maria Grazia Sestero e Terry Silvestrini. Il lavoro redazionale ha visto la collaborazione anche di altre studiose, il cui contributo è menzionato: Dunia Astrologo, Laura Marchiaro, Magda Negri, Maria Rovero, Terry Silvestrini.

Il titolo è indicativo dell’approccio seguito, improntato alla storia orale. Il cuore della memoria rimanda infatti a come le donne fanno memoria delle vicende che le hanno rese talvolta protagoniste e talvolta escluse, con tanti gradi intermedi di frustrazioni, riconoscimenti, collaborazioni e coinvolgimenti che però, quando vengono rievocati, sono sempre mediati da un resoconto che non è solo emozione o solo razionalità, ma è appunto un mix di memorie e di sentimenti che sono conservati nel cuore e che dal cuore vengono ricontestualizzati, con analisi anche critiche che consentono la trasmissione della storia. 

Il reperimento delle fonti orali fu fatto attraverso il tam tam delle amiche e compagne al fine di comporre un campione qualitativo, ampio e variegato, con le testimonianze di operaie e insegnanti, sindacaliste e funzionarie di partito, responsabili amministrative e semplici tesserate, in modo da tratteggiare un affresco corale e composito. «È una sorta di storia al contrario – afferma la curatrice –, che non si basa su fonti documentali bensì su una soggettività personale e collettiva», che fa da sfondo a un impegno tra il pubblico e il privato, dischiudendone motivazioni e tenacia, in modo da valorizzare la vita politica, intesa nel suo significato più alto e dignitoso. Interessante è ripercorrere infatti anche la formazione politica delle donne, dalla Resistenza in avanti, che pagarono spesso il prezzo di una loro sottovalutazione, per poi chiedersi quali scelte esse abbiano compiuto dopo lo scioglimento del Pci, rievocato come uno shock: molte si dedicarono al volontariato o all’impegno in associazioni e istituti culturali, altre aderirono ad altri partiti.

I momenti significativi della storia italiana, come a esempio l’immigrazione, i referendum su divorzio e aborto, il nuovo diritto di famiglia, la riconfigurazione pubblica dei Servizi sociali e il movimento dei consultori, la scuola, il lavoro, illustrano le difficoltà delle donne del Pci a guadagnarsi uno spazio autonomo nel dibattito pubblico che vedeva altri soggetti politici quali i movimenti femministi, l’Unione donne italiane, il movimento studentesco, i sindacati: il fare delle donne divenne un agire collettivo, fino a proporre misure per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alla “Carta delle donne”, come racconta Livia Turco. Si ricordano anche le piccole rappresaglie intorno al ciclostile che i compagni blindavano in occasione di manifestazioni femministe, come a dimostrare che il retaggio del patriarcato era ancora presente innanzitutto nella società italiana ma anche dentro ai partiti, ai sindacati e ad altre organizzazioni, che solo lentamente intrapresero un cammino di cambiamento per modificare le lenti interpretative attraverso cui leggere i rapporti di genere e il concetto tradizionale di famiglia.

Scorrendo l’elenco dei nomi, non in ordine alfabetico, si scorge il tentativo di intraprendere un itinerario di senso che ricostruisce una lunga battaglia. Le testimonianze di donne evangeliche sono della pastora Giovanna Pons, di Emmanuela Banfo, e della stessa Piera Egidi. L’auspicio è che il libro possa ridare voce al rapporto tra fede e politica e restituire spessore storico a una militanza che altrimenti sarebbe andata persa. Le testimonianze integrali video-registrate sono disponibili anche sulla piattaforma 9centRo (https://archivi.polodel900.it).

* Fondazione Istituto Piemontese Antonio Gramsci Onlus, Il cuore della memoria. Storie di donne del PCI, a cura di Piera Egidi Bouchard; introduzione di Sergio Soave. Torino, Impremix Edizioni 2022, pp. 352, euro 28,00.

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